mercoledì 14 ottobre 2009

Tempi duri per il Portsmouth

Negli ultimi mesi seguire le vicissitudini societarie del Portsmouth è stata impresa molto ardua, non c’è che dire. A luglio al Fratton Park si è assistito al passaggio di mano tra Alexandre Gaydamak e l’uomo d’affari degli Emirati Arabi Sulaiman Al Fahim – il primo figliolo del controverso Arcadi, che i bene informati ritengono abbia fatto la sua fortuna trafficando armi illegalmente in Angola, il secondo da subito ritenuto “vicino”, anche troppo, alla proprietà del Manchester City. Nel frattempo, per rimpinguare le esangui casse del club, si è deciso di vendere i pezzi pregiati dei gioielli di famiglia. Via Peter Crouch, via Glen Johnson, seguiti in un secondo momento da Sylvain Distin e Niko Kranjcar. Sulla panchina dei Pompey, al di là delle voci di un possibile arrivo di Roberto Mancini, è rimasto Paul Hart. Uno che inizialmente doveva traghettare la squadra dopo il licenziamento di Tony Adams e che non ha un pedigree calcistico tale da offrire garanzie di successo.

La rosa, ridotta all’osso, è stata rinforzata all’ultimo minuto con una sequela di prestiti e di giocatori prelevati a parametro zero, roba da far invidia alla prima Lazio lotitiana (quella dei dodici acquisti nell’ultima giornata del mercato estivo del 2004). Risultato? Sul campo il Portsmouth ha rimediato una terribile sequela di sconfitte, ben sette una dietro l’altra. Solo il Manchester United versione 1930-31 aveva avuto un principio di stagione più disastroso. Per la verità in alcune partite, in particolare con Birmingham ed Everton, James e compagni sono stati pure un pizzico sfortunati, giocando un calcio tutto sommato passabile. Come se non bastasse, a fine settembre sono iniziate a circolare voci sulle possibili dimissioni dell’amministratore delegato Peter Storrie – legate alle immense difficoltà societarie – e su un mancato pagamento degli stipendi a buona parte dei giocatori (cosa che dalle nostre parti fa meno effetto, ma in Inghilterra è una eventualità abbastanza rara, diremmo quasi unica a livello di Premier). Nonostante le promesse di iniezioni di liquidità da parte di Al Fahim, a un certo unto la prospettiva dell’amministrazione controllata e dei conseguenti automatici dieci punti di penalizzazione in classifica sembrava quasi una certezza. Poi è arrivato l’ennesimo colpo di teatro. Dopo una quarantina di giorni dalla precedente cessione, ecco che il Portsmouth ha di nuovo cambiato padrone. Al Fahim ha venduto il 90 per cento delle sue quota a una società con sede nel paradiso fiscale delle Isole Vergini Britanniche che fa capo al milionario arabo Ali al-Faraj. Quest’ultimo pare intenzionato a spendere per rafforzare la squadra e non dovrebbe aver problemi a rispettare gli impegni presi con i dipendenti (leggi il pagamento degli stipendi). Però dalle parti del Fratton Park mai dire mai…

Intanto la squadra ha cominciato una complicatissima risalita. Nell’ultimo turno di Premier ha vinto – e convinto – sul campo dei Wolves, una delle dirette concorrenti nella lotta per non retrocedere. Trovare l’amalgama tra tutti i nuovi arrivati non è certo cosa facile e necessita di tempo. Per dare una mano a Hart è stato messo sotto contratto l’ex tecnico del Chelsea Avram Grant, da qualche giorno ufficialmente Director of Football (stesso ruolo ricoperto da Sven Goran Eriksson al Notts County). Nel frattempo si spera che David James continui a mantenere la costanza mostrata la scorsa stagione e che i vari O’Hara, Dindane, Boateng e Yebda possano confermare i progressi espressi di recente. Sabato al Fratton Park arriva il Tottenham, con tutta una vagonata di ex che hanno dato lustro al Portsmouth negli ultimi anni. A cominciare da Harry Redknapp, tecnico al quale è stato perdonato pure il rapido passaggio sulla panchina dei detestati rivali del Southampton e che nel 2007 ha regalato alla città sulla costa meridionale dell’Inghilterra la FA Cup, primo titolo in 58 anni. In quel team militava Niko Kranjcar, grande promessa un po’ in ombra l’anno passato. Peter Crouch e Jermain Defoe completano la schiera di ex Pompey che sicuramente, visto le ambizioni di un posto un Champions League degli Spurs, non concederanno nulla alla loro vecchia squadra. Ma viste le montagne russe societarie degli ultimi tempi, è già importante che si torni a parlare solo di calcio.

Pubblicato su Goal.com

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