lunedì 5 agosto 2013

Ci si trasferisce su UK Football Please

L'unione fa la forza, recita il vecchio adagio. Meglio un blog solo, con più contenuti e la collaborazione dell'amico Max Troiani, allora. D'ora in poi tutte le cose che avrò il piacere di scrivere sul calcio britannico le troverete su http://ukfootballplease.blogspot.it/ Buona lettura!

giovedì 4 luglio 2013

Ricoh Arena addio...

...o almeno arrivederci per un po'. Per i prossimi tre anni, infatti, il Coventry City giocherà le partite casalinghe al Sixfields di Northampton (34 miglia di distanza dalla sua città d'origine). Visto il caos societario, è già qualcosa che il City possa disputare il campionato.

mercoledì 26 giugno 2013

Sheffield rules

Purtroppo non ho tempo per sintetizzare in italiano questo pezzo , però è assolutamente da rilanciare! Ho proprio fatto bene ad andare a Sheffield lo scorso febbraio...

mercoledì 19 giugno 2013

venerdì 14 giugno 2013

martedì 11 giugno 2013

Sorprese in vista

Come è del tutto evidente, negli ultimi giorni l'aggiornamento di questo blog lascia a dir poco a desiderare. Questo non vuol dire che sarà chiuso a breve, bensì che si sta valutando una soluzione alternativa, spero gradita a tutti i miei pochi ma buoni affezionati (qualcuno di recente mi ha pure giustamente cazziato, perché parlando di Watford ho scritto Bees e non Hornets, segno evidente che la mia arteriosclerosi sta peggiorando di brutto). Stay tuned!

giovedì 6 giugno 2013

L'anno d'oro del calcio gallese

Il 2013 sarà ricordato come l'annus mirabilis dello sport gallese. E non solo perché la nazionale dei dragoni ha vinto per la seconda volta consecutiva il Sei Nazioni, umiliando sul terreno amico del Millennium Stadium gli “odiati” vicini inglesi. Per una volta, infatti, è stato anche il football a dare lustro a questo angolo di mondo da sempre follemente innamorato della palla ovale. Lo Swansea City ha vinto la Coppa di Lega, il Cardiff City ha centrato una storica promozione in Premier e Gareth Bale è ormai entrato in maniera definitiva nel gotha dei fuoriclasse mondiali, tanto che per alcuni addetti ai lavori le sue prestazioni sono al livello di quelle di Leo Messi e Cristiano Ronaldo. Anche la nazionale, da decenni tra le cenerentole d'Europa, sta lanciando qualche incoraggiante segnale di ripresa, sebbene il sogno della qualificazione a Brasile 2014 appaia ormai svanito.

Proprio la selezione gallese era reduce dallo shock della prematura scomparsa del tecnico Gary Speed, suicidatosi nel novembre del 2011. L'ex centrocampista di Leeds e Newcastle aveva iniziato a dare una raddrizzata a una squadra che non è mai riuscita a ripetere i gloriosi fasti di John Charles e compagni. Ai tempi del Gigante Buono juventino, i dragoni centrarono l'unica partecipazione ai Mondiali, quelli svedesi del 1958, riuscendo addirittura a qualificarsi per i quarti di finale, persi per 1-0 con il Brasile di un certo Pelé.

Nemmeno con un fenomeno come Ryan Giggs a scorrazzare sulla fascia il Galles aveva raccolto un granché. Per la verità il fenomeno del Manchester United non ha mai brillato troppo in nazionale, con cui ha collezionato 64 presenze e 12 goal. Il suo rendimento non eccelso in buona parte è da addebitare al non trascurabile fatto che era contornato da mediocri compagni d'orchestra. Gareth Bale può almeno contare su un talento emergente che risponde al nome di Aaron Ramsey (ormai un punto fermo dell'Arsenal) e veterani affidabili come Ashley Williams.

Già, Bale. L'infortunio rimediato nella gara d'andata dei quarti di Europa League contro il Basilea ha solo momentaneamente interrotto la sua vertiginosa ascesa, molto probabilmente impedendo al Tottenham di proseguire il suo cammino nella seconda competizione continentale. La prima parte del 2013 del buon Gareth era stata da urlo. Goal a grappoli (13 prima dell'incidente alla caviglia) e in tutte le modalità possibili, dribbling ubriacanti e scatti da incubo per i difensori avversari sono solo i marchi di fabbrica di un giocatore ormai completo. Così forte che l'Europa che conta – ovvero le squadre con tanti denari a disposizione – non vede l'ora di soffiarlo agli Spurs. Specialmente se il club del White Hart Lane non dovesse centrare la qualificazione in Champions League, non è da escludere che la stagione prossima Bale possa sì continuare a vestire di bianco, ma con il simbolo del Real Madrid sul petto. E pensare che quando era approdato al calcio che conta, appena diciottenne, le sue prestazioni d'esordio con il Tottenham avevano lasciato parecchio a desiderare. Bale in quel periodo non era stato ancora avanzato a centrocampo e sulla fascia sinistra dello schieramento difensivo degli Spurs concedeva spesso qualcosa di troppo agli attaccanti che si trovava a fronteggiare. Le amnesie in fase di copertura sommate a una striscia di ben 24 match senza vittorie quando lui era in campo lo avevano trasformato da colpo di mercato a una sorta di menagramo. Poi, come è risaputo, tutto è cambiato, anche a dispetto di qualche infortunio di troppo che a tratti ha penalizzato la carriera del ragazzo prodigio.

La sua maturazione è anche merito delle amorevoli cure di Harry Redknapp, da subito resosi conto che l'ex stellina del Southampton (la cui Academy in questi anni ha sfornato anche Theo Walcott e Alex Oxlade Chamberlain, non male...) non poteva essere un flop. Anzi, visti i mezzi tecnici e fisici a disposizione, era un peccato mortale relegarlo in difesa. Da un punto di vista atletico, non ha rivali, eccetto Ronaldo. Tanto per intenderci, a 14 anni correva i 100 metri in 11,4 secondi in quel di Cardiff, prima di trasferirsi sulla costa meridionale dell'Inghilterra.

Da bambino, nella capitale gallese, frequentava le gradinate dell'ormai defunto (e demolito) Ninian Park, dove suo zio Chris Pike giocava per i Bluebirds.

Grandi festeggiamenti in famiglia, quindi, per la tanto attesa promozione del Cardiff, materializzatasi la sera dello scorso 16 aprile con il pareggio interno a reti bianche con il Charlton. Finalmente una gioia, dopo anni di delusioni, con la squadra che si sgonfiava a un passo dal traguardo, facendo di tutto per sconfessare i favori del pronostico. Anni in cui ha colpito duro una sorta di maledizione di Wembley. Lo stadio, quello nuovo, dove i Bluebirds hanno perso tre finali. Una di play offs dopo un rocambolesco 3-2 con il Blackpool, una di Coppa di Lega (per giunta ai rigori) con il Liverpool e la terza della storia della compagine in FA Cup, di misura con il Portsmouth. Non va dimenticato che il Cardiff la Coppa d'Inghilterra l'ha vinta – unica squadra “straniera” – nel lontano 1927, grazie alle papere del portiere (gallese) dell'Arsenal Dan Lewis. Spulciando gli annali del football d'oltre Manica, però, si comprende che quella non fu per nulla una sorpresa. Negli anni Venti e a cavallo tra i Cinquanta e i Sessanta, il City è stato una presenza fissa nell'allora First Division, quasi vinta nel 1924 (il titolo sfuggì per la peggior differenza reti rispetto all'Huddersfield allenato da Herbert Chapman), ma da cui mancava dal 1962.

Il cambio di colori dal blu al rosso, voluto dalla proprietà malese per ragioni commerciali e scaramantiche (il rosso in Asia “porta bene”), ha evidentemente funzionato. Uno zoccolo duro dei supporter, ancora legato alla tradizione, continua a storcere il naso, ma è probabile che il rancore sia stato annacquato dalla bella favola del Cardiff di quest'anno.

La sera della promozione il più commosso di tutti era Craig Bellamy. A 33 anni, dopo aver girato mezza Premier, l'attaccante dal caratteraccio e dal cuore d'oro (fa tantissima beneficenza per i bimbi africani) ha dedicato il trionfo in campionato al babbo, che quando era piccolo lo portava sempre a vedere i Bluebirds. L'esperienza di Bellamy tornerà utile nel tritacarne della Premier, ma i vertici societari hanno già fatto sapere che in estate metteranno a disposizione al manager scozzese Malky Mackay (uno dei tanti scozzesi emergenti sulle panchine di club inglesi) un budget di almeno 20 milioni di euro. Denaro che, se ben impiegato, potrebbe bastare a garantire la salvezza ai Blubirds, specialmente se i vari Guy Whittingham, Frazer Campbell e Ben Turner sapranno confermarsi anche ad alti livelli.

Inutile nascondersi dietro un dito, il match più atteso dalle parti del nuovo Cardiff City Stadium è quello con lo Swansea City. Un derby molto sentito, in passato di frequente teatro di scontri, soprattutto negli anni bui dell'hooliganismo. Nel 1988 i tifosi del Cardiff furono inseguiti fin dentro le acque del mare, mentre il match del 1993 fu macchiato da tali e tanti episodi di violenza da essere poi ricordato come la “battaglia di Ninian Park”. Sperando che fuori dal campo le cose non trascendano – ma episodi spiacevoli si sono registrati anche negli ultimissimi incontri tra i due team, tra lanci di monetine e altre “amenità” varie – sul rettangolo di gioco lo spettacolo dovrebbe essere garantito. Entrambe le formazioni esprimono standard calcistici elevati. Come già commentato nei numeri scorsi di Calcio 2000, lo Swansea ha capitalizzato sotto la guida di Michael Laudrup l'ottimo lavoro svolto da Roberto Martinez e Brendan Rodgers trionfando in Coppa di Lega. Il primo trofeo “pesante” nel football che conta è arrivato proprio nell'anno del centenario del club, che anche questa stagione ha disputato un eccellente campionato di Premier.

Il “Barcellona del Galles”, come lo hanno definito in tanti per il suo apprezzabile stile di gioco, ha come punta di diamante lo spagnolo Michu. Strappato al Rayo Vallecano per un paio di milioni di euro, il centrocampista offensivo è la rivelazione dell'anno. Era risaputo che avesse un certo fiuto per il goal, ma nessuno avrebbe mai creduto che avrebbe raggiunto la doppia cifra in Premier, dimostrandosi a tratti un giocatore dominante. Certo, non è detto che gli Swans riusciranno a trattenerlo, ma è indubbio che in caso di cessione la plusvalenza sarebbe da record. Visti i prossimi impegni in Europa League, la dirigenza dello Swansea farà uno sforzo per tenere sia Michu che Laudrup (anche lui concupito da varie big). Il football gallese sembra proprio voler fare le cose in grande.

martedì 28 maggio 2013

Niente Premier per il Watford

Era un sogno e alla fine è rimasto tale. Il Watford allenato da Gianfranco Zola non ce l'ha fatta ad approdare in Premier League, nonostante un campionato di vertice – in parte anche inaspettato – e dei play off a dir poco scoppiettanti. A dire il vero il club di proprietà della famiglia Pozzo la sua occasione l'aveva avuta, ma la mancata vittoria casalinga contro un Leeds ormai appagato nell'ultima giornata della stagione regolare aveva compromesso tutto.

Poi è arrivata l'incredibile affermazione nella semifinale dei play off contro il Leicester. Nella gara di ritorno, in pieno recupero, l'ex Arsenal Manuel Almunia ha parato un rigore e sull'azione successiva le Hornets hanno segnato il goal che le ha condotte all'atto finale di Wembley – singolare come un finale di match simile fosse avvenuto qualche giorno prima nella gara di League One tra il Brentford e il Doncaster, con i primi a un passo dalla promozione e poi battuti in extremis.

Sotto l'arco di Wembley il Watford ha subito la veemenza del Crystal Palace, trascinato dalla stellina Winfrid Zaha (già acquistato dal Manchester United, di lui sentiremo parlare molto negli anni a venire). I giallo-neri hanno resistito fino ai tempi supplementari, quando però è stato fatale un rigore del veterano Kevin Phillips. Ora non resta che riprovarci l'anno prossimo, visto che le potenzialità ci sono e non sono da escludere ulteriori rinforzi estivi.

mercoledì 22 maggio 2013

La classifica dei ricconi della Premier

1. Eden Hazard – £185.000
2. Wayne Rooney – £180.000
3. Robin van Persie – £180.000
4. Yaya Touré – £180.000
5. Carlos Tevez – £180.000
6. Fernando Torres – £175.000
7. John Terry – £175.000
8. David Silva – £160.000
9. Samir Nasri – £140.000
10. Frank Lampard – £140.000


Gli importi sono ovviamente su base settimanale...

domenica 19 maggio 2013

Il punto sulla Premier – L'Arsenal vola in Champions League

I Gunners beffano gli eterni rivali del Tottenham, che ora rischiano di perdere il fenomeno Gareth Bale.

Il definitivo addio di Sir Alex Ferguson si consuma in un tripudio di goal (5-5) a West Bromwich. Saluta la compagnia anche Jamie Carragher, bandiera del Liverpool.

COS'E' SUCCESSO – L'ultima giornata della Premier 2012-13 non regala il pathos di alcuni atti finali degli ultimi anni, visto che il verdetto su titolo e retrocessioni era già stato emesso. Fino ai secondi finali, però, rimangono in bilico le posizioni tra le terza e la quinta. Grazie a un ritrovato Fernando Torres, ancora in rete dopo la finale di Europa League, il Chelsea rovina la festa d'addio di David Moyes e si qualifica direttamente per i gironi di Champions League. Farà i preliminari l'Arsenal, che a Newcastle soffre tanto ma vincendo alla fine infligge l'ennesima delusione al Tottenham, cui non basta la diciannovesima rete di Bale in Premier. Che sia anche l'ultima, visto che il gallese ora potrebbe migrare in Spagna, dalle parti del Santiago Bernabeu?

IL TOP – Non è solo il migliore della settimana, forse è il migliore degli ultimi due decenni. Per il 2012-13 chiudiamo la nostra rubrica rendendo omaggio al grande Sir Alex Ferguson, giunta al passo d'addio con un altro record impressionante: 1.500 panchine alla guida del Manchester United (ben 625 senza subire reti!). Dubitiamo fortemente che qualcuno saprà mai fare meglio.

IL FLOP – Cala il siprario con una sconfitta per le due principali delusioni stagionali: il Manchester City, fallimentare in Europa e ancora senza titoli nel 2013, e il QPR, ultimo in classifica nonostante gli ingenti investimenti fatti dal proprietario malese Tony Fernandes per garantire un futuro nella massima serie ai Super Hoops.

LA SORPRESA – Inaspettato il 5-5 di The Hawthorns, non era tanto prevedibile nemmeno il 3-0 con cui il Fulham ha stracciato lo Swansea a domicilio. La terza rete è stata segnata addirittura del desaparecido Urby Emanuelson...

TOH CHI SI RIVEDE – Impiegato con il contagocce da Paul Lambert, Darren Bent molto probabilmente non avrà un futuro al Villa Park. Il goal al Wigan potrebbe quindi essere l'ultimo della sua carriera con l'Aston Villa.

LA CHICCA – Un po' di curiosità per finire l'anno. Il Manchester United non pareggiava 5-5 da un match di seconda divisione con il Lincoln disputatosi nel 1895, mentre l'ultimo risultato del genere nella massima divisione inglese vide protagonisti Newcastle e QPR nel 1984. Solo Steed Malbranque (26) è stato sostituito più spesso di Lukas Podolski (23) nella storia della Premier in una singola stagione. Sono 50 partite casalinghe che il Manchester City segna almeno un goal all'Etihad Stadium.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Provando a ipotizzare uno dei nomi caldi dell'estate di mercato, non ci sorprenderemmo se il belga di origini marocchine Marouane Fellaini dovesse suscitare l'interesse di molti club. O forse il duttilissimo e prolifico centrocampista, da cinque anni all'Everton, è già destinato a raggiungere Moyes all'Old Trafford.