lunedì 1 settembre 2008

Grandi avanti piano

Non ci vorremmo ripetere, ma, come scritto la settimana scorsa, abbiamo la netta impressione che le grandi del calcio inglese siano alla ricerca di uno stato di forma decente. La classifica cortissima della Premier dopo tre giornate dimostra come i meccanismi di alcuni top-team debbano ancora essere oliati alla perfezione, in attesa del rientro di qualche infortunato di troppo. Nel fine settimana appena trascorso le due capolista Chelsea e Liverpool hanno fornito delle prove ben poco soddisfacenti. Meglio ha fatto l’Arsenal, tornato alla vittoria, mentre il Manchester United dovrà recuperare in seguito la sfida con il Fulham a causa dell’impegno in Super Coppa – peraltro perso male dagli uomini di Ferguson. Ma analizziamo più nel dettaglio la giornata, sperando che l’equilibrio attuale duri fino a maggio.

Partiamo con il Chelsea, che si fa bloccare in casa dal Tottenham. Nell’1-1 finale per gli Spurs c’è, nel bene e nel male, la firma del loro attaccante Darren Bent, che prima propizia con una comica svirgolata il gol di Belletti e poi insacca allo scadere del primo tempo approfittando di una fortunata carambola nei pressi dell’area di rigore dei padroni di casa. I Blues giocano meglio, anche se risentono un bel po’ dell’assenza di Drogba in attacco, dove Anelka punge poco. Dal grande possesso palla della seconda frazione di gioco scaturiscono poche occasioni, ma Scolari si dice lo steso soddisfatto per aver incamerato il settimo punto in tre partite. Juande Ramos si porta a casa il primo punto della nuova campagna, in attesa di poter contare sulle prestazioni del neo-acquisto Pavlyuchenko.

Non fa meglio il Liverpool, che al Villa Park impatta 0-0 in un match per ampi tratti noioso. Priva di Gerrard – a proposito, Capello se l’è presa con Benitez per non essere stato avvertito in tempo dell’operazione di Steve G., che così salterà i match di qualificazione ai mondiali – in corso d’opera la compagine della Merseyside si è trovata a far a meno anche di Torres, uscito per infortunio. Solita prova di sostanza dei Villans, guidati dal capitano Gareth Barry, che in estate era dato ormai come sicuro partente con destinazione Anfield.

L’Arsenal rialza subito la testa dopo la brutta prestazione in casa del Fulham. Gli uomini di Wenger giocano tutti bene nel facile 3-0 inflitto al Newcastle. Menzione speciale per Van Persie e Denilson – che al Craven Cottage erano stati tra i peggiori in campo – entrambi a segno. L’olandese, che ha anche colpito un palo, ha realizzato un doppietta a dir poco “rigenerante”. Spettacolare il secondo gol – il più bello della giornata di Premier – frutto di una di quelle manovre corali che è il marchio di fabbrica dei Gunners. Che dire dei Magpies. Dopo i 3-0 già rimediati la scorsa stagione all’Emirates in campionato e coppa, la musica non cambia un granché. A parziale giustificazione dell’opaca prova del team di Keegan c’erano le tante assenze – Martins e Duff in primis. Però allo stato attuale l’impressione è che al club del Nord dell’Inghilterra per entrare nelle prime otto serva un vero miracolo.

Il Portsmouth, reduce da sei sconfitte consecutive (contando anche il 2007-08) umilia l’Everton a domicilio. Sugli scudi Defoe e il portiere della nazionale James, bravo a stroncare sul nascere la rimonta dei Toffees parando un rigore all’ex Yakubu. A proposito di penalty sbagliati, il conto a fine giornata ammontava a ben tre – ininfluente la traversa di Downing nel 2-1 rifilato dall’ottimo Middlesbrough di questi tempi allo Stoke e ben più grave l’errore di Roberts al Boleyn Ground contro il West Ham. A proposito degli Irons, il loro 4-1 al Blackburn del “traditore” Ince è forse il risultato più bugiardo di questo inizio stagione, ma permette alla formazione guidata dal contestatissimo Curbishley di far registrare il miglior inizio di campionato in nove anni di Premier.

Lo score più eclatante della giornata è il 5-0 con cui il Wigan ha asfaltato l’Hull al KC Stadium. Niente da fare per la matricola terribile, senza scampo contro i Latics che già avevano ben impressionato nelle due sconfitte a Londra con il West Ham e in casa con il Chelsea.

Chiosa finale sul ritorno di Shaun Wright-Phillips al Manchester City dopo tre stagioni non memorabili al Chelsea. Da ricordare, invece, la sua doppietta che spiana la strada alla squadra di Hughes nel trionfale 3-0 sul campo del Sunderland.

Articolo pubblicato oggi su Goal.com

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