martedì 2 febbraio 2010

Rooney lancia la sfida al Chelsea

Sembra passata un’eternità da quando un promettentissimo ragazzo delle giovanili dell’Everton trafiggeva il portiere dell’Arsenal David Seaman con un tiro da cineteca. Wayne Rooney, ragazzotto di Croxteth, quartiere difficile della periferia di Liverpool, segnò in quell’epico match di esordio il suo primo gol in campionato. Poi sono arrivati la notorietà, l’affermazione in nazionale, il passaggio multimilionario al Manchester United e altri 99 gol nella lega d’oltre Manica. Il nostro, che a Liverpool ci assicurano tutti tifi ancora tantissimo per l’Everton, ora ha 24 anni ed è molto probabilmente il giocatore più forte di tutta la Premier.

Domenica all’Emirates il suo centesimo gol nel massimo campionato inglese ha affossato l’Arsenal e lasciate intatte le speranze di poker di titoli consecutivi dello United. Rooney è stato finalmente sostenuto da un Nani bello ed efficace e da una difesa meno traballante del solito. I Gunners non sono ancora tagliati fuori dal discorso Premier, però la terza sconfitta su tre partite con le altre grandi non lascia presagire nulla di buono. Il team di Arsene Wenger, così come successo anche nella semifinale di Champions League dello scorso anno sempre contro il Manchester United, negli appuntamenti importanti pecca, e tanto, di esperienza, sebbene rimanga la squadra più giovane e spettacolare da veder giocare. Stendiamo poi un velo pietoso sulle “prodezze” di Almunia. E c’era pure chi lo voleva naturalizzare per farlo andare in nazionale…

Stenta un po’ ma vince il Chelsea, scosso dall’affaire John Terry. Dopo le disavventure del padre e qualche peccatuccio veniale di varia natura, il capitano (forse ancora per poco) della nazionale inglese si è fatto pescare a fare il fedifrago con la ragazza di un ex compagno (Wayne Bridge). Però poi ha tolto le castagne del fuoco a Carlo Ancelotti con un’inzuccata vincente a dieci minuti dalla fine. Un pareggio al Turf Moor, contro una squadra reduce da sette sconfitte e cinque pareggi in dodici partite, non sarebbe stato troppo gradito al tecnico italiano.

A proposito di allenatori italiani, Roberto Mancini si è parzialmente consolato per la rocambolesca sconfitta in Coppa di Lega raccogliendo i tre punti contro il Portsmouth e ritrovando Emmanuel Adebayor – che ha aperto lo score. Però i Light Blues hanno sofferto troppo e giocato maluccio. Nei Pompey, sempre più sull’orlo del baratro, da segnalare il clamoroso sbaglio sotto porta di Danny Webber, che contende il titolo di errore della settimana a David Ngog del Liverpool. Almeno i Reds hanno vinto a spese del Bolton, sebbene non abbiano brillato. Tutt’altro che eccelso Aquilani, che però ha regalato un meraviglioso assist di testa a Dirk Kuyt per l’1-0.

In attesa di conoscere il destino di Rafa Benitez, la compagine dell’Anfield Road rimane in scia del Tottenham. Al St Andrew’s di Birmingham lo spettacolo non è esattamente di casa – solo 17 gol segnati su un totale di 12 partite di Premier – però gli Spurs qualche sprazzo di classe lo hanno mostrato. Per Jermain Defoe e compagni il sogno di mantenere tre lunghezze di vantaggio sul Liverpool muore allo scadere, anche per colpa di una mezza disattenzione difensiva.

Ultime annotazioni sul bruttissimo Monday Night dello Stadium of Light. Ennesima prestazione molto deludente del Sunderland, a secco di vittorie da dieci partite. Se nell’infrasettimanale in casa dell’Everton i Black Cats avevano impiegato 80 minuti per trovare il primo tiro in porta, contro lo Stoke non è andata poi meglio. Anzi, vista la pochezza del suo gioco, il Sunderland ora come ora è la peggior squadra della Premier. Peggio anche del Portsmouth, ed è tutto dire.

Scritto per Goal.com

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