I Gunners beffano gli eterni rivali del Tottenham, che ora rischiano di perdere il fenomeno Gareth Bale.
Il definitivo addio di Sir Alex Ferguson si consuma in un tripudio di goal (5-5) a West Bromwich. Saluta la compagnia anche Jamie Carragher, bandiera del Liverpool.
COS'E' SUCCESSO – L'ultima giornata della Premier 2012-13 non regala il pathos di alcuni atti finali degli ultimi anni, visto che il verdetto su titolo e retrocessioni era già stato emesso. Fino ai secondi finali, però, rimangono in bilico le posizioni tra le terza e la quinta. Grazie a un ritrovato Fernando Torres, ancora in rete dopo la finale di Europa League, il Chelsea rovina la festa d'addio di David Moyes e si qualifica direttamente per i gironi di Champions League. Farà i preliminari l'Arsenal, che a Newcastle soffre tanto ma vincendo alla fine infligge l'ennesima delusione al Tottenham, cui non basta la diciannovesima rete di Bale in Premier. Che sia anche l'ultima, visto che il gallese ora potrebbe migrare in Spagna, dalle parti del Santiago Bernabeu?
IL TOP – Non è solo il migliore della settimana, forse è il migliore degli ultimi due decenni. Per il 2012-13 chiudiamo la nostra rubrica rendendo omaggio al grande Sir Alex Ferguson, giunta al passo d'addio con un altro record impressionante: 1.500 panchine alla guida del Manchester United (ben 625 senza subire reti!). Dubitiamo fortemente che qualcuno saprà mai fare meglio.
IL FLOP – Cala il siprario con una sconfitta per le due principali delusioni stagionali: il Manchester City, fallimentare in Europa e ancora senza titoli nel 2013, e il QPR, ultimo in classifica nonostante gli ingenti investimenti fatti dal proprietario malese Tony Fernandes per garantire un futuro nella massima serie ai Super Hoops.
LA SORPRESA – Inaspettato il 5-5 di The Hawthorns, non era tanto prevedibile nemmeno il 3-0 con cui il Fulham ha stracciato lo Swansea a domicilio. La terza rete è stata segnata addirittura del desaparecido Urby Emanuelson...
TOH CHI SI RIVEDE – Impiegato con il contagocce da Paul Lambert, Darren Bent molto probabilmente non avrà un futuro al Villa Park. Il goal al Wigan potrebbe quindi essere l'ultimo della sua carriera con l'Aston Villa.
LA CHICCA – Un po' di curiosità per finire l'anno. Il Manchester United non pareggiava 5-5 da un match di seconda divisione con il Lincoln disputatosi nel 1895, mentre l'ultimo risultato del genere nella massima divisione inglese vide protagonisti Newcastle e QPR nel 1984. Solo Steed Malbranque (26) è stato sostituito più spesso di Lukas Podolski (23) nella storia della Premier in una singola stagione. Sono 50 partite casalinghe che il Manchester City segna almeno un goal all'Etihad Stadium.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Provando a ipotizzare uno dei nomi caldi dell'estate di mercato, non ci sorprenderemmo se il belga di origini marocchine Marouane Fellaini dovesse suscitare l'interesse di molti club. O forse il duttilissimo e prolifico centrocampista, da cinque anni all'Everton, è già destinato a raggiungere Moyes all'Old Trafford.
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domenica 19 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
Il punto sulla Premier – Londinesi a caccia della Champions League
Vincono tutte e tre di misura le squadre della capitale impegnate nella lotta per il terzo e quarto posto. In coda colpo dell'Aston Villa a Norwich.
Nel big match di giornata, il Chelsea si impone negli ultimi minuti sui campioni del Manchester United. Ancora problemi per il Sunderland di Di Canio, che pareggia in casa con lo Stoke e ora rischia di essere riagganciato dal Wigan, vittorioso a West Bromwich.
COS'E' SUCCESSO – Il grande “giallo” sui nomi delle ultime due qualificate in Champions League sembra destinato a risolversi solo negli ultimi 90 minuti. Nel fine settimana appena trascorso, nessuna componente del “trio londinese” ha perso punti per strada. Il Chelsea è andato addirittura a vincere all'Old Trafford contro lo United, da cui era stato battuto tre volte negli ultimi quattro match di campionato. Peccato per la sceneggiata di David Luiz, costata il rosso a Rafael, una macchia su una bella prestazione dei Blues. Al Loftus Road Theo Walcott ha messo a segno il goal più veloce dell'anno in Premier (20 secondi), tenendo vive le speranze di qualificazione in Champions League per l'Arsenal. Il Tottenham invece ha atteso i minuti finali per regolare il Southampton. Decisivo l'ottavo goal da fuori area (record nei cinque principali campionati europei) di Gareth Bale. Nelle retrovie scialba prova – e tutto sommato punto guadagnato – del Sunderland in casa con lo Stoke. Evidentemente i ragazzi di Di Canio non si erano ancora ripresi del tutto dalla scoppola con l'Aston Villa, che intanto ipoteca la salvezza passando a Norwich. Al The Hawthorns da segnalare l'esordio del giovanissimo Isaiah Brown (16 anni e 117 giorni) e la fantastica doppia rimonta del Wigan, pronto per una scoppiettante parte finale di stagione (sabato contenderà la FA Cup al super-favorito Manchester City). Passetto in avanti del Newcastle con lo 0-0 al Boleyn Ground. Per concludere, la cosa più bella del derby di Liverpool è stata il thanks (grazie) composto da cartellini rossi e blu con cui la Kop ha voluto rendere omaggio ai tifosi dell'Everton per il loro sostegno sulla triste vicenda dell'Hillsborough e sulla faticosa ricerca della verità. Sul match meglio invece stendere un velo pietoso.
IL TOP – Proprio quando sembrava destinato a un clamoroso tonfo in Championship, l'Aston Villa è rinato. Due scontri diretti, due vittorie, prima di goleada contro il Sunderland, poi di misura, ma con grande merito, contro il Norwich. Pare che il lavoro di Paul Lambert stia finalmente dando i suoi frutti.
IL FLOP – Degli ultimi 12 derby della Merseyside disputati in campionato, il Liverpool ne aveva vinti ben sette, perdendone uno solo. Ma neppure la buona tradizione è servita per imporsi nella stracittadina e provare a riacciuffare i cugini in classifica. I Reds chiuderanno il 2012-13 alle spalle dell'Everton e per il secondo anno consecutivo fuori dall'Europa, non proprio un risultato di cui andare fieri...
LA SORPRESA – Il Fulham è ormai quasi certo anche matematicamente della permanenza in Premier, ma il “rilassamento” dei Cottagers (in particolare della loro difesa) contro il retrocesso Reading era abbastanza imprevisto.
TOH CHI SI RIVEDE – Dopo tre anni di purgatorio in Championship, risale in Premier l'Hull City, protagonista di un'ottima stagione, nonostante qualche passo falso di troppo nel finale. Fortuna per i Tigers che nell'ultima giornata il Watford allenato da Gianfranco Zola abbia fatto harakiri in casa contro il Leeds, altrimenti i festeggiamenti per la promozione si sarebbero tenuto al Vicarage Road.
LA CHICCA – A West Bromwich il Wigan è andato sotto per primo in un match di Premier per la 23esima volta in stagione. Però almeno dal The Hawthorns, a differenza di precedenti occasioni, è tornato a casa con i tre punti.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Il portiere bosniaco dello Stoke Asmir Begovic ha impressionanti mezzi fisici (grande agilità distribuita su 196 centimetri di altezza) e l'età dalla sua parte (a giugno compirà 26 anni) per diventare uno dei nomi caldi del mercato estivo.
Nel big match di giornata, il Chelsea si impone negli ultimi minuti sui campioni del Manchester United. Ancora problemi per il Sunderland di Di Canio, che pareggia in casa con lo Stoke e ora rischia di essere riagganciato dal Wigan, vittorioso a West Bromwich.
COS'E' SUCCESSO – Il grande “giallo” sui nomi delle ultime due qualificate in Champions League sembra destinato a risolversi solo negli ultimi 90 minuti. Nel fine settimana appena trascorso, nessuna componente del “trio londinese” ha perso punti per strada. Il Chelsea è andato addirittura a vincere all'Old Trafford contro lo United, da cui era stato battuto tre volte negli ultimi quattro match di campionato. Peccato per la sceneggiata di David Luiz, costata il rosso a Rafael, una macchia su una bella prestazione dei Blues. Al Loftus Road Theo Walcott ha messo a segno il goal più veloce dell'anno in Premier (20 secondi), tenendo vive le speranze di qualificazione in Champions League per l'Arsenal. Il Tottenham invece ha atteso i minuti finali per regolare il Southampton. Decisivo l'ottavo goal da fuori area (record nei cinque principali campionati europei) di Gareth Bale. Nelle retrovie scialba prova – e tutto sommato punto guadagnato – del Sunderland in casa con lo Stoke. Evidentemente i ragazzi di Di Canio non si erano ancora ripresi del tutto dalla scoppola con l'Aston Villa, che intanto ipoteca la salvezza passando a Norwich. Al The Hawthorns da segnalare l'esordio del giovanissimo Isaiah Brown (16 anni e 117 giorni) e la fantastica doppia rimonta del Wigan, pronto per una scoppiettante parte finale di stagione (sabato contenderà la FA Cup al super-favorito Manchester City). Passetto in avanti del Newcastle con lo 0-0 al Boleyn Ground. Per concludere, la cosa più bella del derby di Liverpool è stata il thanks (grazie) composto da cartellini rossi e blu con cui la Kop ha voluto rendere omaggio ai tifosi dell'Everton per il loro sostegno sulla triste vicenda dell'Hillsborough e sulla faticosa ricerca della verità. Sul match meglio invece stendere un velo pietoso.
IL TOP – Proprio quando sembrava destinato a un clamoroso tonfo in Championship, l'Aston Villa è rinato. Due scontri diretti, due vittorie, prima di goleada contro il Sunderland, poi di misura, ma con grande merito, contro il Norwich. Pare che il lavoro di Paul Lambert stia finalmente dando i suoi frutti.
IL FLOP – Degli ultimi 12 derby della Merseyside disputati in campionato, il Liverpool ne aveva vinti ben sette, perdendone uno solo. Ma neppure la buona tradizione è servita per imporsi nella stracittadina e provare a riacciuffare i cugini in classifica. I Reds chiuderanno il 2012-13 alle spalle dell'Everton e per il secondo anno consecutivo fuori dall'Europa, non proprio un risultato di cui andare fieri...
LA SORPRESA – Il Fulham è ormai quasi certo anche matematicamente della permanenza in Premier, ma il “rilassamento” dei Cottagers (in particolare della loro difesa) contro il retrocesso Reading era abbastanza imprevisto.
TOH CHI SI RIVEDE – Dopo tre anni di purgatorio in Championship, risale in Premier l'Hull City, protagonista di un'ottima stagione, nonostante qualche passo falso di troppo nel finale. Fortuna per i Tigers che nell'ultima giornata il Watford allenato da Gianfranco Zola abbia fatto harakiri in casa contro il Leeds, altrimenti i festeggiamenti per la promozione si sarebbero tenuto al Vicarage Road.
LA CHICCA – A West Bromwich il Wigan è andato sotto per primo in un match di Premier per la 23esima volta in stagione. Però almeno dal The Hawthorns, a differenza di precedenti occasioni, è tornato a casa con i tre punti.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Il portiere bosniaco dello Stoke Asmir Begovic ha impressionanti mezzi fisici (grande agilità distribuita su 196 centimetri di altezza) e l'età dalla sua parte (a giugno compirà 26 anni) per diventare uno dei nomi caldi del mercato estivo.
lunedì 29 aprile 2013
Il punto sulla Premier – Si infiamma la lotta per un posto in Champions League
Tra le tre londinesi che si giocano due posti nell'Europa che conta vince solo il Chelsea. Il Manchester City ipoteca il secondo posto sconfiggendo il West Ham.
Il Liverpool umilia il Newcastle, che torna a tremare. Sempre in zona retrocessione, male il Norwich, benissimo l'Aston Villa, che sotterra il Sunderland sotto sei goal. QPR e Reading salutano la compagnia con uno scialbo 0-0 nello scontro diretto.
COS'E' SUCCESSO – Decisa anche matematicamente la lotta per il titolo, la Premier propone ancora molti spunti interessanti. In primis la rincorsa al terzo e quarto posto. Questo fine settimana si avvantaggia il Chelsea, vittorioso in casa con uno Swansea ormai appagato. Frankie Lampard sale a una sola rete di distanza dai 202 goal di Bobby Tambling, recordman di segnature in maglia Blues. Robin Van Persie torna all'Emirates e segna ancora ai suoi vecchi compagni. L'olandese si sta per laureare capocannoniere. Ora è a quota 25 e Suarez (23) non giocherà più per il resto della stagione. Non bene il Tottenham che acciuffa con affanno il pari a Wigan. Nei quartieri bassi della classifica scintillante prestazione dell'Aston villa (e di Benteke, tripletta), che infligge un terribile dispiacere a Paolo Di Canio (1-5 ed espulsione per Sessegnon). Dietro pessime prove di Newcastle (0-6 con il Liverpool, che ritrova Fabio Borini in campo e subito in goal) e Norwich (Canarini impallinati a Stoke).
IL TOP – Dopo quello del 2011, Gareth Bale ha vinto per la seconda volta il premio di miglior giocatore della stagione (nonché quello di miglior giovane). Per farlo, e scusate se è poco, ha battuto la concorrenza di un vero fenomeno come Van Persie. Giocatore dominante come pochi al mondo, contro il Wigan il gallese per una volta ha segnato un goal “brutto” (incredibile pasticcio difensivo), lui che ci ha abituato a perle da cineteca.
IL FLOP – Il Newcastle non perdeva con sei goal di scarto nella massima divisione dal 1925 (1-7 contro il Blackburn). La sconfitta contro una squadra, il Liverpool, sicuramente non eccelsa e per di più priva del suo migliore giocatore (il plurisqualificato Suarez) rappresenta un segnale molto allarmante per un finale di stagione da vivere con il fiato sospeso per i supporter dei Magpies.
LA SORPRESA – Nelle dimensioni – un secco 3-0 – il trionfo del West Bromwich Albion a Southampton è stato abbastanza inaspettato. Se poi pensiamo che i Saints non perdevano in casa con il team del The Hawthorns dal 1969 (allora fu “solo” per 0-2), possiamo quasi parlare di risultato storico.
TOH CHI SI RIVEDE – Charlie Adam ha messo fine a un digiuno durato cinque mesi siglando l'unico goal del match salvezza contro il Norwich. Da quando è allo Stoke, lo scozzese ha palesato più bassi che alti, ma forse per i Potters la sua marcatura potrebbe valere la salvezza. Quando si dice un tempismo perfetto.
LA CHICCA – I 20 titoli del Manchester United sono stati vinti da soli tre allenatori: Alex Ferguson (13), Matt Busby (5) e Ernest Mangnall (2).
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Danny Rose è chiaramente solo di passaggio al Sunderland, dove ha ben impressionato per tutta la stagione. Nel 2013-14 dovrebbe tornare alla squadra che detiene il suo cartellino, il Tottenham. Dal momento che il ventitreenne è un esterno difensivo sinistro e che proprio sulle fasce gli Spurs hanno abbondanza di talenti, non è detto che al White Hart Lane giocherà spesso da titolare.
Il Liverpool umilia il Newcastle, che torna a tremare. Sempre in zona retrocessione, male il Norwich, benissimo l'Aston Villa, che sotterra il Sunderland sotto sei goal. QPR e Reading salutano la compagnia con uno scialbo 0-0 nello scontro diretto.
COS'E' SUCCESSO – Decisa anche matematicamente la lotta per il titolo, la Premier propone ancora molti spunti interessanti. In primis la rincorsa al terzo e quarto posto. Questo fine settimana si avvantaggia il Chelsea, vittorioso in casa con uno Swansea ormai appagato. Frankie Lampard sale a una sola rete di distanza dai 202 goal di Bobby Tambling, recordman di segnature in maglia Blues. Robin Van Persie torna all'Emirates e segna ancora ai suoi vecchi compagni. L'olandese si sta per laureare capocannoniere. Ora è a quota 25 e Suarez (23) non giocherà più per il resto della stagione. Non bene il Tottenham che acciuffa con affanno il pari a Wigan. Nei quartieri bassi della classifica scintillante prestazione dell'Aston villa (e di Benteke, tripletta), che infligge un terribile dispiacere a Paolo Di Canio (1-5 ed espulsione per Sessegnon). Dietro pessime prove di Newcastle (0-6 con il Liverpool, che ritrova Fabio Borini in campo e subito in goal) e Norwich (Canarini impallinati a Stoke).
IL TOP – Dopo quello del 2011, Gareth Bale ha vinto per la seconda volta il premio di miglior giocatore della stagione (nonché quello di miglior giovane). Per farlo, e scusate se è poco, ha battuto la concorrenza di un vero fenomeno come Van Persie. Giocatore dominante come pochi al mondo, contro il Wigan il gallese per una volta ha segnato un goal “brutto” (incredibile pasticcio difensivo), lui che ci ha abituato a perle da cineteca.
IL FLOP – Il Newcastle non perdeva con sei goal di scarto nella massima divisione dal 1925 (1-7 contro il Blackburn). La sconfitta contro una squadra, il Liverpool, sicuramente non eccelsa e per di più priva del suo migliore giocatore (il plurisqualificato Suarez) rappresenta un segnale molto allarmante per un finale di stagione da vivere con il fiato sospeso per i supporter dei Magpies.
LA SORPRESA – Nelle dimensioni – un secco 3-0 – il trionfo del West Bromwich Albion a Southampton è stato abbastanza inaspettato. Se poi pensiamo che i Saints non perdevano in casa con il team del The Hawthorns dal 1969 (allora fu “solo” per 0-2), possiamo quasi parlare di risultato storico.
TOH CHI SI RIVEDE – Charlie Adam ha messo fine a un digiuno durato cinque mesi siglando l'unico goal del match salvezza contro il Norwich. Da quando è allo Stoke, lo scozzese ha palesato più bassi che alti, ma forse per i Potters la sua marcatura potrebbe valere la salvezza. Quando si dice un tempismo perfetto.
LA CHICCA – I 20 titoli del Manchester United sono stati vinti da soli tre allenatori: Alex Ferguson (13), Matt Busby (5) e Ernest Mangnall (2).
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Danny Rose è chiaramente solo di passaggio al Sunderland, dove ha ben impressionato per tutta la stagione. Nel 2013-14 dovrebbe tornare alla squadra che detiene il suo cartellino, il Tottenham. Dal momento che il ventitreenne è un esterno difensivo sinistro e che proprio sulle fasce gli Spurs hanno abbondanza di talenti, non è detto che al White Hart Lane giocherà spesso da titolare.
martedì 9 aprile 2013
Il punto sulla Premier – Il grande orgoglio del Manchester City
I Citizens vincono il derby all'Old Trafford e rovinano la festa allo United. Decide una prodezza di Aguero.
Altra battuta d'arresto del Tottenham, che pareggia solo in extremis contro l'Everton. Faticano ma vincono sia il Chelsea che l'Arsenal.
COS'E' SUCCESSO – Questa volta la stracittadina di Manchester valeva soprattutto per l'onore, visto l'enorme vantaggio in classifica dei Red Devils (imbattuti in campionato da 18 partite), ma tutto sommato non ha disatteso le aspettative della vigilia. Gara vibrante, con un ottimo City per ampi tratti di entrambe le frazioni di gioco. Alla scarsa vena di Rooney e Van Persie (a secco da dieci match) ha risposto un ritrovato Aguero. Ovvero proprio l'attaccante da oltre 20 goal a campionato che, complici anche alcuni infortuni, è mancato al City per tentare uno storico bis. Oltre al derby di Manchester, la trentaduesima di Premier rappresentava anche l'esordio nel massimo campionato inglese in veste di manager di Paolo Di Canio. A tratti il suo Sunderland ha lanciato incoraggianti segnali di risveglio ma, nonostante il fortunoso vantaggio a fine primo tempo, un pessimo inizio di seconda frazione ha condannato i Black Cats al settimo rovescio in nove gare. Il Chelsea così aggancia il Tottenham orfano di Bale e fermato sul pari dall'Everton (che non vince al White Hart Lane dal 2008). Bella affermazione dell'Arsenal a West Bromwich, con i Baggies ormai estromessi dalla lotta per un posto in Europa League. Ultima chiamata per Reading e QPR, ormai sull'orlo del baratro della Championship. Ma entrambi i team hanno fallito la prova decisiva. Beffato sul filo di lana il QPR, che fino a pochi secondi dalla fine stava assaporando la vittoria nello scontro diretto con il Wigan. Ancora peggio i Royals, surclassati da un ottimo Southampton (alla terza affermazione consecutiva, non accadeva dal 2003). Nessuna rivincita allora per Nigel Adkins, cacciato dai Saints e ora sulla panchina del Reading. In coda vittoria esiziale per l'Aston Villa sul campo di uno Stoke in evidente disarmo. Decisiva una prodezza balistica di Matthew Lowton, di certo una delle marcature più belle (e forse più importanti) dell'anno.
IL TOP – Roberto Mancini lo aveva detto: il City non meritava un distacco di ben 15 punti dallo United. Per mettere in chiaro i valori in campo, ha quindi pensato bene di violare per la seconda volta consecutiva l'Old Trafford (un evento che non accadeva da 41 anni). Certo, non 6-1 come l'anno scorso e senza avere speranze di recuperare il deficit in classifica, ma quella raccolta nel MondayNight è lo stesso una bella soddisfazione per tutto l'ambiente dei Light Blues in vista della semifinale di FA Cup contro il Chelsea, in programma domenica prossima a Wembley.
IL FLOP – Dall'inizio del 2013 lo Stoke City è la compagine che ha raccolto meno punti (solo cinque). La sconfitta con l'Aston Villa è la quinta in sei incontri e fa rientrare i Potters nella bagarre salvezza.
LA SORPRESA – Il Liverpool sembrava in rampa di lancio per la rincorsa ai cugini dell'Everton e alla qualificazione in Europea League. E invece si è fatto bloccare dal West Ham, per di più ad Anfield Road.
TOH CHI SI RIVEDE – Ogni tanto Tomas Rosicki mostra ancora qualche lampo della sua grande classe, penalizzata dai problemi fisici che hanno afflitto il centrocampista ceco. La sua doppia a The Hawthorns riporta i Gunners in corsa per un posto nella Champions League 2013-14.
LA CHICCA – Contro il Fulham, il Newcastle ha segnato il terzo goal al novantesimo negli ultimi quattro match casalinghi. Quando si dice che i Magpies non mollano mai...
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Ormai è ufficiale, il francese Morgan Schneiderlin è una delle rivelazioni della stagione. Infaticabile rubapalloni, il centrocampista francese è alla sua prima stagione in Premier dopo essere arrivato al Southampton dallo Strasburgo nel 2008.
Altra battuta d'arresto del Tottenham, che pareggia solo in extremis contro l'Everton. Faticano ma vincono sia il Chelsea che l'Arsenal.
COS'E' SUCCESSO – Questa volta la stracittadina di Manchester valeva soprattutto per l'onore, visto l'enorme vantaggio in classifica dei Red Devils (imbattuti in campionato da 18 partite), ma tutto sommato non ha disatteso le aspettative della vigilia. Gara vibrante, con un ottimo City per ampi tratti di entrambe le frazioni di gioco. Alla scarsa vena di Rooney e Van Persie (a secco da dieci match) ha risposto un ritrovato Aguero. Ovvero proprio l'attaccante da oltre 20 goal a campionato che, complici anche alcuni infortuni, è mancato al City per tentare uno storico bis. Oltre al derby di Manchester, la trentaduesima di Premier rappresentava anche l'esordio nel massimo campionato inglese in veste di manager di Paolo Di Canio. A tratti il suo Sunderland ha lanciato incoraggianti segnali di risveglio ma, nonostante il fortunoso vantaggio a fine primo tempo, un pessimo inizio di seconda frazione ha condannato i Black Cats al settimo rovescio in nove gare. Il Chelsea così aggancia il Tottenham orfano di Bale e fermato sul pari dall'Everton (che non vince al White Hart Lane dal 2008). Bella affermazione dell'Arsenal a West Bromwich, con i Baggies ormai estromessi dalla lotta per un posto in Europa League. Ultima chiamata per Reading e QPR, ormai sull'orlo del baratro della Championship. Ma entrambi i team hanno fallito la prova decisiva. Beffato sul filo di lana il QPR, che fino a pochi secondi dalla fine stava assaporando la vittoria nello scontro diretto con il Wigan. Ancora peggio i Royals, surclassati da un ottimo Southampton (alla terza affermazione consecutiva, non accadeva dal 2003). Nessuna rivincita allora per Nigel Adkins, cacciato dai Saints e ora sulla panchina del Reading. In coda vittoria esiziale per l'Aston Villa sul campo di uno Stoke in evidente disarmo. Decisiva una prodezza balistica di Matthew Lowton, di certo una delle marcature più belle (e forse più importanti) dell'anno.
IL TOP – Roberto Mancini lo aveva detto: il City non meritava un distacco di ben 15 punti dallo United. Per mettere in chiaro i valori in campo, ha quindi pensato bene di violare per la seconda volta consecutiva l'Old Trafford (un evento che non accadeva da 41 anni). Certo, non 6-1 come l'anno scorso e senza avere speranze di recuperare il deficit in classifica, ma quella raccolta nel MondayNight è lo stesso una bella soddisfazione per tutto l'ambiente dei Light Blues in vista della semifinale di FA Cup contro il Chelsea, in programma domenica prossima a Wembley.
IL FLOP – Dall'inizio del 2013 lo Stoke City è la compagine che ha raccolto meno punti (solo cinque). La sconfitta con l'Aston Villa è la quinta in sei incontri e fa rientrare i Potters nella bagarre salvezza.
LA SORPRESA – Il Liverpool sembrava in rampa di lancio per la rincorsa ai cugini dell'Everton e alla qualificazione in Europea League. E invece si è fatto bloccare dal West Ham, per di più ad Anfield Road.
TOH CHI SI RIVEDE – Ogni tanto Tomas Rosicki mostra ancora qualche lampo della sua grande classe, penalizzata dai problemi fisici che hanno afflitto il centrocampista ceco. La sua doppia a The Hawthorns riporta i Gunners in corsa per un posto nella Champions League 2013-14.
LA CHICCA – Contro il Fulham, il Newcastle ha segnato il terzo goal al novantesimo negli ultimi quattro match casalinghi. Quando si dice che i Magpies non mollano mai...
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Ormai è ufficiale, il francese Morgan Schneiderlin è una delle rivelazioni della stagione. Infaticabile rubapalloni, il centrocampista francese è alla sua prima stagione in Premier dopo essere arrivato al Southampton dallo Strasburgo nel 2008.
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domenica 17 marzo 2013
Il punto sulla Premier – Manchester United, missione compiuta
I Red Devils battono di misura il Reading e, approfittando del ruzzolone dei cugini del City, sono ormai a un passo dal titolo.
Molto accesa la corsa per gli altri posti in Champions League. Bene Arsenal e Chelsea, inatteso capitombolo del Tottenham in casa contro il Fulham.
COS'E' SUCCESSO – Diciottesimo risultato utile consecutivo in campionato, ben 74 punti in 29 partite, ma soprattutto un vantaggio di 15 punti che ormai appare incolmabile. Il Manchester United si dirige col vento in poppa verso il suo ventesimo titolo in campionato e pazienza se contro il Reading i ragazzi allenati da Alex Ferguson hanno giocato con il freno a mano tirato, accontentandosi della dodicesima marcatura in Premier di Wayne Rooney. Al Goodison Park il Manchester City perde come l'anno scorso, se possibile giocando anche peggio – sicuramente nel primo tempo – e non approfittando della superiorità numerica per mezz'ora. L'Everton si rilancia nella corsa per un posto in Europa, lì dove regna ancora l'incertezza. L'ex Dimitar Berbatov punisce un Tottenham deludente, scavalcato così in classifica dal Chelsea, che nel novantasettesimo derby contro il West Ham domina con Frankie Lampard ed Eden Hazard sugli scudi. Si tiene in contatto l'Arsenal, che si vendica del 2-0 subito all'Emirates contro lo Swansea infliggendo ai gallesi il medesimo risultato. Perde contatto il Liverpool, surclassato a Southampton nonostante l'ennesima bella prova di Coutinho (due goal e due assist in quattro match). In coda il big match tra Aston Villa e QPR arride ai padroni di casa, sebbene i londinesi avessero meritato molto di più, mentre il Wigan approfitta della stanchezza post Europa League del Newcastle per coltivare ancora qualche speranza di salvezza.
IL TOP – Duecentesimo goal in maglia del Chelsea per Frankie Lampard, per di più in casa e nel derby contro il West Ham (ex squadra sua e di papà, i cui tifosi però non lo amano proprio...). A sole due lunghezze dal record di Bobby Tambling, pare che il numero otto del Chelsea sia sul punto di siglare un clamoroso rinnovo di contratto. Che stia per tornare lo Special One?
IL FLOP – Tre sconfitte consecutive, compresa la disastrosa prestazione di San Siro. Nel momento decisivo della stagione, il Tottenham sta vivendo un pessimo periodo di forma, culminato con la sanguinosa sconfitta interna nel derby contro il Fulham. Una inaspettata battuta d'arresto costata agli Spurs il terzo posto.
LA SORPRESA – Reduce da tre vittorie e 12 goal segnati negli ultimi tre match, il Liverpool è inaspettatamente naufragato a Southampton, dove i locali erano a caccia di punti, visto che ne avevano racimolati solo sette in otto gare.
TOH CHI SI RIVEDE – Gervinho è uno degli acquisti meno convincenti degli ultimi anni della gestione Wenger all'Arsenal – quelli, per intenderci, del digiuno di vittorie. A Swansea ha segnato il primo goal in 14 partite, dando così qualche segnale di ripresa. Se son rose, fioriranno.
LA CHICCA – Dopo un inizio stagione tremolante, la difesa del Manchester United pare aver serrato i ranghi. In Premier non subisce un goal da 537 minuti. Il reparto arretrato meno battuto rimane però quello del Manchester City. Certo, magra consolazione per Mancini & co...
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Seamus Coleman, classe 1988, è l'ennesimo giovane talento scoperto dall'Everton (non è cresciuto nell'Academy, ma è arrivato al Goodison Park a soli 20 anni dagli irlandesi dello Sligo Rovers). Esterno destro di centrocampo infaticabile, alla bisogna può essere arretrato sulla linea difensiva con ottimi risultati.
Molto accesa la corsa per gli altri posti in Champions League. Bene Arsenal e Chelsea, inatteso capitombolo del Tottenham in casa contro il Fulham.
COS'E' SUCCESSO – Diciottesimo risultato utile consecutivo in campionato, ben 74 punti in 29 partite, ma soprattutto un vantaggio di 15 punti che ormai appare incolmabile. Il Manchester United si dirige col vento in poppa verso il suo ventesimo titolo in campionato e pazienza se contro il Reading i ragazzi allenati da Alex Ferguson hanno giocato con il freno a mano tirato, accontentandosi della dodicesima marcatura in Premier di Wayne Rooney. Al Goodison Park il Manchester City perde come l'anno scorso, se possibile giocando anche peggio – sicuramente nel primo tempo – e non approfittando della superiorità numerica per mezz'ora. L'Everton si rilancia nella corsa per un posto in Europa, lì dove regna ancora l'incertezza. L'ex Dimitar Berbatov punisce un Tottenham deludente, scavalcato così in classifica dal Chelsea, che nel novantasettesimo derby contro il West Ham domina con Frankie Lampard ed Eden Hazard sugli scudi. Si tiene in contatto l'Arsenal, che si vendica del 2-0 subito all'Emirates contro lo Swansea infliggendo ai gallesi il medesimo risultato. Perde contatto il Liverpool, surclassato a Southampton nonostante l'ennesima bella prova di Coutinho (due goal e due assist in quattro match). In coda il big match tra Aston Villa e QPR arride ai padroni di casa, sebbene i londinesi avessero meritato molto di più, mentre il Wigan approfitta della stanchezza post Europa League del Newcastle per coltivare ancora qualche speranza di salvezza.
IL TOP – Duecentesimo goal in maglia del Chelsea per Frankie Lampard, per di più in casa e nel derby contro il West Ham (ex squadra sua e di papà, i cui tifosi però non lo amano proprio...). A sole due lunghezze dal record di Bobby Tambling, pare che il numero otto del Chelsea sia sul punto di siglare un clamoroso rinnovo di contratto. Che stia per tornare lo Special One?
IL FLOP – Tre sconfitte consecutive, compresa la disastrosa prestazione di San Siro. Nel momento decisivo della stagione, il Tottenham sta vivendo un pessimo periodo di forma, culminato con la sanguinosa sconfitta interna nel derby contro il Fulham. Una inaspettata battuta d'arresto costata agli Spurs il terzo posto.
LA SORPRESA – Reduce da tre vittorie e 12 goal segnati negli ultimi tre match, il Liverpool è inaspettatamente naufragato a Southampton, dove i locali erano a caccia di punti, visto che ne avevano racimolati solo sette in otto gare.
TOH CHI SI RIVEDE – Gervinho è uno degli acquisti meno convincenti degli ultimi anni della gestione Wenger all'Arsenal – quelli, per intenderci, del digiuno di vittorie. A Swansea ha segnato il primo goal in 14 partite, dando così qualche segnale di ripresa. Se son rose, fioriranno.
LA CHICCA – Dopo un inizio stagione tremolante, la difesa del Manchester United pare aver serrato i ranghi. In Premier non subisce un goal da 537 minuti. Il reparto arretrato meno battuto rimane però quello del Manchester City. Certo, magra consolazione per Mancini & co...
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Seamus Coleman, classe 1988, è l'ennesimo giovane talento scoperto dall'Everton (non è cresciuto nell'Academy, ma è arrivato al Goodison Park a soli 20 anni dagli irlandesi dello Sligo Rovers). Esterno destro di centrocampo infaticabile, alla bisogna può essere arretrato sulla linea difensiva con ottimi risultati.
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venerdì 22 febbraio 2013
In preparazione della finale di Coppa di Lega
Domenica a Wembley andrà in scena una finale di Coppa di Lega – denominata Capital One Cup in onore dello sponsor di turno – a dir poco inedita. In maniera del tutto inaspettata, a fronteggiarsi saranno lo Swansea City, realtà ormai affermata di Premier, ma che fino a non tanti anni fa bazzicava i bassifondi della Football League, e un team di quarta serie, il Bradford City. Chiariamo subito un punto, i Bantams hanno tradizione e storia degne di palcoscenici più illustri (fra il 1999 e il 2001 hanno anche disputato il massimo campionato inglese), ma rientrano nella categoria della “nobile decaduta”, che oltre Manica può contare su un numero crescente di membri.
La cavalcata del Bradford in League Cup è di quelle da calcio d'altri tempi. Durante il loro cammino hanno eliminato diversi team di categorie superiori, tra cui il Watford allenato da Gianfranco Zola, Wigan, Arsenal e Aston Villa, queste ultime tre tutte di Premier. Eppure non è la prima volta che una compagine di quarta serie approda alla finale. Qui però va fatta una contestualizzazione indispensabile. Si fa presto a dire che la Coppa di Lega attualmente è solo un peso per la grandi, che la snobbano schierando nei loro impegni le seconde e terze linee. Nei suoi primi anni di vita, infatti, la competizione ha goduto di un profilo ancora più basso. Il Liverpool, tanto per fare un esempio, giocò l'edizione d'esordio (1960-61), ma poi si chiamò fuori fino al 1967-68. La finale secca fu introdotta solo nel 1967. Prima si tenevano due match di andata e ritorno, per la verità tra l'indifferenza generale. Nel 1961 per organizzare la seconda partita tra Aston Villa (poi trionfatore) e il Rotherham si aspettò addirittura l'inizio della stagione successiva. Ovvero quella in cui il Rochdale, discreto club dell'allora Fourth Division, fronteggiò il Norwich City (protagonista di un mediocre campionato in Second Division). Da notare come, in assenza di alcune delle 92 squadre della Football League, alcuni turni furono compressi e in pratica il Dale si trovò a passare direttamente dai sedicesimi ai quarti di finale.
Ma fu un semifinale che la squadra del Lancashire compì il classico miracolo. Curiosamente con la stessa successione di risultati del Bradford contro il Villa (3-1 in casa e 1-2 fuori), il Rochdale buttò fuori a sorpresa il Blackburn Rovers (club di First Division). Tuttavia non si ripeté in finale. Davanti a oltre 11mila spettatori dovette issare ben presto bandiera bianca allo Spotland, dove i Canaries dominarono (3-0 lo score andato in archivio). In occasione del ritorno, al Carrow Road di Norwich non si registrò il tutto esaurito, a conferma dello scarso interesse per la Coppa. Dopo un match fiacco e poco appassionante, i padroni di casa incamerarono uno striminzito 1-0 che bastò e avanzò per esporre in bacheca il trofeo.
In tema di underdog, ancora più bravi del Rochdale furono i ragazzi del QPR, ispirati dal talentuoso ma umorale Rodney Marsh, che nell'anno della prima finale a Wembley (1967) rimontarono due goal di svantaggio al West Bromwich Albion per poi vincere 3-2. I Super Hoops militavano in Third Division, come lo Swindon Town, che nel 1969, nonostante due categorie di differenza, sconfisse un Arsenal decimato dall'influenza Ora il Bradford proverà a riscrivere la storia, traendo ispirazione da QPR e Swindon. Good luck, Bantams!
La cavalcata del Bradford in League Cup è di quelle da calcio d'altri tempi. Durante il loro cammino hanno eliminato diversi team di categorie superiori, tra cui il Watford allenato da Gianfranco Zola, Wigan, Arsenal e Aston Villa, queste ultime tre tutte di Premier. Eppure non è la prima volta che una compagine di quarta serie approda alla finale. Qui però va fatta una contestualizzazione indispensabile. Si fa presto a dire che la Coppa di Lega attualmente è solo un peso per la grandi, che la snobbano schierando nei loro impegni le seconde e terze linee. Nei suoi primi anni di vita, infatti, la competizione ha goduto di un profilo ancora più basso. Il Liverpool, tanto per fare un esempio, giocò l'edizione d'esordio (1960-61), ma poi si chiamò fuori fino al 1967-68. La finale secca fu introdotta solo nel 1967. Prima si tenevano due match di andata e ritorno, per la verità tra l'indifferenza generale. Nel 1961 per organizzare la seconda partita tra Aston Villa (poi trionfatore) e il Rotherham si aspettò addirittura l'inizio della stagione successiva. Ovvero quella in cui il Rochdale, discreto club dell'allora Fourth Division, fronteggiò il Norwich City (protagonista di un mediocre campionato in Second Division). Da notare come, in assenza di alcune delle 92 squadre della Football League, alcuni turni furono compressi e in pratica il Dale si trovò a passare direttamente dai sedicesimi ai quarti di finale.
Ma fu un semifinale che la squadra del Lancashire compì il classico miracolo. Curiosamente con la stessa successione di risultati del Bradford contro il Villa (3-1 in casa e 1-2 fuori), il Rochdale buttò fuori a sorpresa il Blackburn Rovers (club di First Division). Tuttavia non si ripeté in finale. Davanti a oltre 11mila spettatori dovette issare ben presto bandiera bianca allo Spotland, dove i Canaries dominarono (3-0 lo score andato in archivio). In occasione del ritorno, al Carrow Road di Norwich non si registrò il tutto esaurito, a conferma dello scarso interesse per la Coppa. Dopo un match fiacco e poco appassionante, i padroni di casa incamerarono uno striminzito 1-0 che bastò e avanzò per esporre in bacheca il trofeo.
In tema di underdog, ancora più bravi del Rochdale furono i ragazzi del QPR, ispirati dal talentuoso ma umorale Rodney Marsh, che nell'anno della prima finale a Wembley (1967) rimontarono due goal di svantaggio al West Bromwich Albion per poi vincere 3-2. I Super Hoops militavano in Third Division, come lo Swindon Town, che nel 1969, nonostante due categorie di differenza, sconfisse un Arsenal decimato dall'influenza Ora il Bradford proverà a riscrivere la storia, traendo ispirazione da QPR e Swindon. Good luck, Bantams!
lunedì 4 febbraio 2013
Il punto sulla Premier – Il Manchester United prova l’allungo
I Red Devils passano al Craven Cottage e salgono a +9 sul Manchester City, fermato dal Liverpool. È la fuga decisiva?
Continua il periodo poco brillante del Chelsea, caduto a Newcastle sotto i colpi di Sissoko. Non incanta ma vince l’Arsenal, costretto a inseguire un Tottenham sempre più Bale dipendente.
COS'E' SUCCESSO – La prima giornata del post-Balotelli rischia di costare molto cara al Manchester City. I Light Blues accumulano altri due punti di ritardo, impattando una partita nata bene ma proseguita con più bassi che alti. Il Liverpool ha dominato ampi tratti soprattutto del secondo tempo e se non fosse stato per l'ennesimo errore di Pepe Reina – e per l'ennesima prodezza di Sergio Aguero – le cose sarebbero andate ancora peggio. E così lo United si issa a più nove, capitalizzando al massimo la bella stoccata di Wayne Rooney nei minuti finali del match del Craven Cottage (dove il Fulham ha battutto i Red Devils solo due volte negli ultimi 48 anni, coppe comprese). Il Newcastle sempre più “francesizzato” nel mercato di riparazione approfitta delle amnesie difensive del Chelsea, raccogliendo tre punti di platino per rimanere in Premier. I Blues ora sono braccati da vicino dal Tottenham, corsaro a West Bromwich. Pareggi spettacolari, ricchi di goal, emozioni e colpi di scena, tra Everton e Aston Villa e Wigan e Southampton. Non si ferma più il Reading, per la prima volta fuori dalla zona calda della classifica.
IL TOP – A inizio stagione le rimonte erano prerogativa del Manchester United, ora sono il marchio di fabbrica proprio del Reading. Dopo le imprese contro WBA, Newcastle e Chelsea, con il Sunderland però non c'è stato bisogno di inseguire uno svantaggio. La terza vittoria in quattro partite è il segnale di uno stato di forma quanto mai incoraggiante.
IL FLOP – Rafa Benitez ha ripreso a lamentarsi degli arbitri – per carità, anche a ragione, visto che il fallo di Fabricio Coloccini su Demba Ba era da calcio rigore – ma bene farebbe ad analizzare i reali problemi del suo Chelsea, che fa sempre più fatica a conservare un vantaggio. E ora è a rischio anche la qualificazione automatica in Champions League.
LA SORPRESA – La buona prestazione dell’Aston Villa al Goodison Park, macchiata solo dall’amnesia difensiva nei minuti di recupero che ha permesso all’Everton di pareggiare, è giunta alquanto inaspettata, viste le recenti performance opache dei Villans. Già ad Anfield Road i ragazzi allenati da Paul Lambert furono molto brillanti, peccato per loro che le trasferte a Liverpool siano finite…
TOH CHI SI RIVEDE – Grande e grosso com'è, Andy Carroll va soggetto a fin troppi infortuni. Sabato contro lo Swansea è partito finalmente titolare, palesando una buona condizione e centrando la rete che ha consentito al West Ham di incamerare il secondo successo dell'anno.
LA CHICCA – Quella di sabato è stata la prima sfida ufficiale della storia tra Wigan Athletic e Southampton in casa dei Latics. In precedenza, infatti, le due compagini non si erano mai incontrate in quel di Wigan, né in campionato né nelle coppe nazionali.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Eroe di giornata per il Norwich con la sua parata sul rigore di Adel Taarabt, Mark Bunn sembra essere uno dei pochi portieri inglesi emergenti (anche se ha già 28 anni) degni di nota. Chissà se si perderà come i vari Foster & Co.
Continua il periodo poco brillante del Chelsea, caduto a Newcastle sotto i colpi di Sissoko. Non incanta ma vince l’Arsenal, costretto a inseguire un Tottenham sempre più Bale dipendente.
COS'E' SUCCESSO – La prima giornata del post-Balotelli rischia di costare molto cara al Manchester City. I Light Blues accumulano altri due punti di ritardo, impattando una partita nata bene ma proseguita con più bassi che alti. Il Liverpool ha dominato ampi tratti soprattutto del secondo tempo e se non fosse stato per l'ennesimo errore di Pepe Reina – e per l'ennesima prodezza di Sergio Aguero – le cose sarebbero andate ancora peggio. E così lo United si issa a più nove, capitalizzando al massimo la bella stoccata di Wayne Rooney nei minuti finali del match del Craven Cottage (dove il Fulham ha battutto i Red Devils solo due volte negli ultimi 48 anni, coppe comprese). Il Newcastle sempre più “francesizzato” nel mercato di riparazione approfitta delle amnesie difensive del Chelsea, raccogliendo tre punti di platino per rimanere in Premier. I Blues ora sono braccati da vicino dal Tottenham, corsaro a West Bromwich. Pareggi spettacolari, ricchi di goal, emozioni e colpi di scena, tra Everton e Aston Villa e Wigan e Southampton. Non si ferma più il Reading, per la prima volta fuori dalla zona calda della classifica.
IL TOP – A inizio stagione le rimonte erano prerogativa del Manchester United, ora sono il marchio di fabbrica proprio del Reading. Dopo le imprese contro WBA, Newcastle e Chelsea, con il Sunderland però non c'è stato bisogno di inseguire uno svantaggio. La terza vittoria in quattro partite è il segnale di uno stato di forma quanto mai incoraggiante.
IL FLOP – Rafa Benitez ha ripreso a lamentarsi degli arbitri – per carità, anche a ragione, visto che il fallo di Fabricio Coloccini su Demba Ba era da calcio rigore – ma bene farebbe ad analizzare i reali problemi del suo Chelsea, che fa sempre più fatica a conservare un vantaggio. E ora è a rischio anche la qualificazione automatica in Champions League.
LA SORPRESA – La buona prestazione dell’Aston Villa al Goodison Park, macchiata solo dall’amnesia difensiva nei minuti di recupero che ha permesso all’Everton di pareggiare, è giunta alquanto inaspettata, viste le recenti performance opache dei Villans. Già ad Anfield Road i ragazzi allenati da Paul Lambert furono molto brillanti, peccato per loro che le trasferte a Liverpool siano finite…
TOH CHI SI RIVEDE – Grande e grosso com'è, Andy Carroll va soggetto a fin troppi infortuni. Sabato contro lo Swansea è partito finalmente titolare, palesando una buona condizione e centrando la rete che ha consentito al West Ham di incamerare il secondo successo dell'anno.
LA CHICCA – Quella di sabato è stata la prima sfida ufficiale della storia tra Wigan Athletic e Southampton in casa dei Latics. In precedenza, infatti, le due compagini non si erano mai incontrate in quel di Wigan, né in campionato né nelle coppe nazionali.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Eroe di giornata per il Norwich con la sua parata sul rigore di Adel Taarabt, Mark Bunn sembra essere uno dei pochi portieri inglesi emergenti (anche se ha già 28 anni) degni di nota. Chissà se si perderà come i vari Foster & Co.
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martedì 22 gennaio 2013
Il punto sulla Premier – Il City rosicchia terreno allo United
I Light Blues approfittano del pareggio della capolista al White Hart Lane per accorciare di due lunghezze il loro distacco dalla vetta. Bene il Chelsea nel derby con l’Arsenal.
Risorge il Liverpool, che passeggia sul malcapitato Norwich. Sempre più in difficoltà il Newcastle, superato a domicilio dal Reading. Punti d’oro per il Sunderland a Wigan. Nel Monday Night un buon Southampton pareggia in casa con l'Everton.
COS'E' SUCCESSO – Hanno tirato in porta ben 25 volte per segnare una rete, ma alla fine gli Spurs sono riusciti a riacciuffare il Manchester United e a fare un bel favore a Roberto Mancini & co. Il Tottenham consolida la quarta posizione, i Red Devils perdono due punti di vantaggio sul City, sebbene solo una volta (nel 2006-07), dopo 23 giornate avessero fatto registrare più punti (57) rispetto ai 56 della stagione attuale. All’Etihad Stadium i Light Blues hanno avuto vita facile contro un Fulham molto dimesso e dal gioco farraginoso. Per sbarazzarsi dei Cottagers sono bastate due prodezze di David Silva, ormai tornato ai livelli della scorsa stagione. Nel derby tra Chelsea e Arsenal i Gunners si prendono un primo tempo di totale relax e i tre punti se li aggiudicano i padroni di casa, nonostante qualche patema d’animo di troppo palesato nella seconda frazione di gioco. A Southampton la tifoseria avversaria prima contesta la dirigenza per il licenziamento del manager Neil Adkins, poi si mangia le mani per le tante occasioni sprecate contro l'Everton, che rimane nei quartieri alti della classifica. Domina il Liverpool contro il Norwich, mentre rallenta ancora il West Bromwich Albion, capace solo nel finale di riacciuffare l’Aston Villa. In coda situazione sempre più fluida, con risultati importanti in due scontri diretti di Reading (sanguinosa sconfitta per il Newcastle) e Sunderland (male il Wigan). A rischiare adesso sono una decina di squadre, considerando che anche il QPR (1-1 al Boleyn Ground, con Loik Remy subito in goal) non è per niente spacciato.
IL TOP – Per far dimenticare la brutta eliminazione nel replay di FA Cup (0-2 interno contro il Bolton Wanderers), il Sunderland aveva bisogno di una grande prova a Wigan. Missione compiuta, per lo più in rimonta. Ora la zona calda della classifica è più lontana e il morale parecchio risollevato.
IL FLOP – C’e’ poco da fare, David De Gea tra i pali se la cava – sebbene spesso con uno stile molto approssimativo – mentre in uscita è un portiere da oratorio. La sua ultima topica è costata due punti preziosissimi al Manchester United. Non a caso Sir Alex pensa già da tempo al suo successore.
LA SORPRESA – Un Reading in crescita, un Newcastle involuto dal punto di vista del gioco e alle prese con infortuni e partenze eccellenti. Nonostante queste premesse, la vittoria dei Royals al St James’ Park rappresenta il risultato shock del fine settimana.
TOH CHI SI RIVEDE – Michael Owen non segnava un goal in Premier da un anno e mezzo. E pensare che il suo totale in carriera nel massimo campionato inglese è di ben 150 marcature. Se continua a giocare spiccioli di partita allo Stoke, difficile che possa rimpinguare il bottino.
LA CHICCA – Grazie all’acuto del White Hart Lane, Robin Van Persie è diventato il primo giocatore della storia della Premier ad aver segnato almeno 10 goal in trasferta in tre stagioni consecutive.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – L'ultimo bambino prodigio della fantastica academy del Southampton – che in tempi recenti ha sfornato campioni come Bale, Walcott e Oxlade Chamberlain – si chiama Luke Shaw. Un terzino sinistro classe 1995 con spiccate doti offensive, che sta decisamente bruciando le tappe. Con i piedi e la velocità che si ritrova c'è poco da stupirsi...
Risorge il Liverpool, che passeggia sul malcapitato Norwich. Sempre più in difficoltà il Newcastle, superato a domicilio dal Reading. Punti d’oro per il Sunderland a Wigan. Nel Monday Night un buon Southampton pareggia in casa con l'Everton.
COS'E' SUCCESSO – Hanno tirato in porta ben 25 volte per segnare una rete, ma alla fine gli Spurs sono riusciti a riacciuffare il Manchester United e a fare un bel favore a Roberto Mancini & co. Il Tottenham consolida la quarta posizione, i Red Devils perdono due punti di vantaggio sul City, sebbene solo una volta (nel 2006-07), dopo 23 giornate avessero fatto registrare più punti (57) rispetto ai 56 della stagione attuale. All’Etihad Stadium i Light Blues hanno avuto vita facile contro un Fulham molto dimesso e dal gioco farraginoso. Per sbarazzarsi dei Cottagers sono bastate due prodezze di David Silva, ormai tornato ai livelli della scorsa stagione. Nel derby tra Chelsea e Arsenal i Gunners si prendono un primo tempo di totale relax e i tre punti se li aggiudicano i padroni di casa, nonostante qualche patema d’animo di troppo palesato nella seconda frazione di gioco. A Southampton la tifoseria avversaria prima contesta la dirigenza per il licenziamento del manager Neil Adkins, poi si mangia le mani per le tante occasioni sprecate contro l'Everton, che rimane nei quartieri alti della classifica. Domina il Liverpool contro il Norwich, mentre rallenta ancora il West Bromwich Albion, capace solo nel finale di riacciuffare l’Aston Villa. In coda situazione sempre più fluida, con risultati importanti in due scontri diretti di Reading (sanguinosa sconfitta per il Newcastle) e Sunderland (male il Wigan). A rischiare adesso sono una decina di squadre, considerando che anche il QPR (1-1 al Boleyn Ground, con Loik Remy subito in goal) non è per niente spacciato.
IL TOP – Per far dimenticare la brutta eliminazione nel replay di FA Cup (0-2 interno contro il Bolton Wanderers), il Sunderland aveva bisogno di una grande prova a Wigan. Missione compiuta, per lo più in rimonta. Ora la zona calda della classifica è più lontana e il morale parecchio risollevato.
IL FLOP – C’e’ poco da fare, David De Gea tra i pali se la cava – sebbene spesso con uno stile molto approssimativo – mentre in uscita è un portiere da oratorio. La sua ultima topica è costata due punti preziosissimi al Manchester United. Non a caso Sir Alex pensa già da tempo al suo successore.
LA SORPRESA – Un Reading in crescita, un Newcastle involuto dal punto di vista del gioco e alle prese con infortuni e partenze eccellenti. Nonostante queste premesse, la vittoria dei Royals al St James’ Park rappresenta il risultato shock del fine settimana.
TOH CHI SI RIVEDE – Michael Owen non segnava un goal in Premier da un anno e mezzo. E pensare che il suo totale in carriera nel massimo campionato inglese è di ben 150 marcature. Se continua a giocare spiccioli di partita allo Stoke, difficile che possa rimpinguare il bottino.
LA CHICCA – Grazie all’acuto del White Hart Lane, Robin Van Persie è diventato il primo giocatore della storia della Premier ad aver segnato almeno 10 goal in trasferta in tre stagioni consecutive.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – L'ultimo bambino prodigio della fantastica academy del Southampton – che in tempi recenti ha sfornato campioni come Bale, Walcott e Oxlade Chamberlain – si chiama Luke Shaw. Un terzino sinistro classe 1995 con spiccate doti offensive, che sta decisamente bruciando le tappe. Con i piedi e la velocità che si ritrova c'è poco da stupirsi...
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lunedì 14 gennaio 2013
Il punto sulla Premier – Tutto come prima
Nei due big match di giornata, Manchester United e Manchester City si sbarazzano di Liverpool e Arsenal.
Squillo del Chelsea, che passeggia sul difficile campo dello Stoke. Rallenta il Tottenham, fermato sullo 0-0 nel derby con il QPR. In coda si fa sempre più drammatica la situazione dell'Aston Villa, sconfitto in casa dal Southampton.
COS'E' SUCCESSO – Botta e riposta tra le due contendenti di Manchester nel ventiduesimo turno di Premier. Lo United domina per 70 minuti il Liverpool, ma nel finale rischia di subire il pareggio dopo aver perso Ashley Young e Nemanja Vidic per infortunio. Grazie al solito, immenso Robin Van Persie (salito a quota 17 reti in campionato), i Red Devils infliggono la quarta sconfitta consecutiva all'Old Trafford agli storici rivali. In casa dell'Arsenal il Manchester City non vinceva addirittura dal 1975. Tabù sfatato grazie a una solida prestazione in ogni reparto e agli errori dell'Arsenal – in primis di Arsene Wenger. Nei match del sabato, il Chelsea schianta lo Stoke e Frankie Lampard diventa il secondo marcatore più prolifico della storia del club con 194 marcature, a sole otto da Bobby Tambling. I Blues consolidano il terzo posto, anche perché alle loro spalle non vince nessuno. Pari in bianco per Tottenham ed Everton, brutta sconfitta del West Bromwich Albion a Reading. In coda il colpaccio è dei Royals, ma anche del Southampton, corsaro al Villa Park. A dirla tutta il rigore della vittoria dei Saints sul terreno di una diretta rivale per non retrocedere è stato a dir poco generoso. Al netto degli errori arbitrali, l'Aston Villa ha però confermato di vivere un orrendo periodo di forma – martedì scorso aveva perso in League Cup 3-1 con il piccolo Bradford... - e francamente ci chiediamo quanto tempo posso ancora durare in carica Paul Lambert.
IL TOP – Prova di grande orgoglio del Chelsea, reduce dalla pesante sconfitta casalinga nella semifinale di Coppa di Lega con lo Swansea e scombussolato da giorni zeppi di polemiche da parte dei tifosi contro Rafa Benitez. Al di là del cortese aiuto fornito da Jonathan Walters (addirittura due autogoal!), i Blues hanno mostrato sprazzi di bel gioco e nuovamente un Eden Hazard all'altezza della sua fama.
IL FLOP – Di recente Arsene Wenger commette qualche errore di troppo. Piazzare Laurent Koscielny (giocatore nella nostra modesta opinione tutt'altro che irresistibile) sulle tracce di Dzeko è una delle topiche più grosse prese dall'allenatore alsaziano, che da quando è all'Arsenal dopo 21 match di campionato non aveva mai raccolto così pochi punti (34). Che abbia già imboccato il viale del tramonto?
LA SORPRESA – Sotto di due reti a soli 10 minuti dal fischio finale, il Reading ha inscenato una rimonta epica, lasciando di stucco il West Bromwich. Una vittoria che per i Royals ha una doppia valenza: di natura pratica (punti d'oro che li portano a tre lunghezze dalla salvezza) e psicologica (una spinta tale su cui potranno capitalizzare nelle prossime settimane).
TOH CHI SI RIVEDE – Tornato in pianta stabile titolare dopo gli infortuni dell'ultimo periodo (e le solite papere di Robert Green), Julio Cesar ha fornito l'ennesima dimostrazione del suo grande valore nel difficile derby contro il Tottenham, impedendo in tutti i modi agli attaccanti degli Spurs di violare la sua porta.
LA CHICCA – Rickie Lambert ha segnato tutti i 31 rigori calciati per il Southampton nelle varie competizioni nazionali. Quando si dice un vero cecchino.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Vedi sopra, e non solo perché Lambert non sbaglia un penalty. Con i Saints in 178 gare ha trafitto i portieri avversari ben 97 volte. Quando si dice un centravanti affidabile (anche se non più giovanissimo, visto che è classe 1982).
Squillo del Chelsea, che passeggia sul difficile campo dello Stoke. Rallenta il Tottenham, fermato sullo 0-0 nel derby con il QPR. In coda si fa sempre più drammatica la situazione dell'Aston Villa, sconfitto in casa dal Southampton.
COS'E' SUCCESSO – Botta e riposta tra le due contendenti di Manchester nel ventiduesimo turno di Premier. Lo United domina per 70 minuti il Liverpool, ma nel finale rischia di subire il pareggio dopo aver perso Ashley Young e Nemanja Vidic per infortunio. Grazie al solito, immenso Robin Van Persie (salito a quota 17 reti in campionato), i Red Devils infliggono la quarta sconfitta consecutiva all'Old Trafford agli storici rivali. In casa dell'Arsenal il Manchester City non vinceva addirittura dal 1975. Tabù sfatato grazie a una solida prestazione in ogni reparto e agli errori dell'Arsenal – in primis di Arsene Wenger. Nei match del sabato, il Chelsea schianta lo Stoke e Frankie Lampard diventa il secondo marcatore più prolifico della storia del club con 194 marcature, a sole otto da Bobby Tambling. I Blues consolidano il terzo posto, anche perché alle loro spalle non vince nessuno. Pari in bianco per Tottenham ed Everton, brutta sconfitta del West Bromwich Albion a Reading. In coda il colpaccio è dei Royals, ma anche del Southampton, corsaro al Villa Park. A dirla tutta il rigore della vittoria dei Saints sul terreno di una diretta rivale per non retrocedere è stato a dir poco generoso. Al netto degli errori arbitrali, l'Aston Villa ha però confermato di vivere un orrendo periodo di forma – martedì scorso aveva perso in League Cup 3-1 con il piccolo Bradford... - e francamente ci chiediamo quanto tempo posso ancora durare in carica Paul Lambert.
IL TOP – Prova di grande orgoglio del Chelsea, reduce dalla pesante sconfitta casalinga nella semifinale di Coppa di Lega con lo Swansea e scombussolato da giorni zeppi di polemiche da parte dei tifosi contro Rafa Benitez. Al di là del cortese aiuto fornito da Jonathan Walters (addirittura due autogoal!), i Blues hanno mostrato sprazzi di bel gioco e nuovamente un Eden Hazard all'altezza della sua fama.
IL FLOP – Di recente Arsene Wenger commette qualche errore di troppo. Piazzare Laurent Koscielny (giocatore nella nostra modesta opinione tutt'altro che irresistibile) sulle tracce di Dzeko è una delle topiche più grosse prese dall'allenatore alsaziano, che da quando è all'Arsenal dopo 21 match di campionato non aveva mai raccolto così pochi punti (34). Che abbia già imboccato il viale del tramonto?
LA SORPRESA – Sotto di due reti a soli 10 minuti dal fischio finale, il Reading ha inscenato una rimonta epica, lasciando di stucco il West Bromwich. Una vittoria che per i Royals ha una doppia valenza: di natura pratica (punti d'oro che li portano a tre lunghezze dalla salvezza) e psicologica (una spinta tale su cui potranno capitalizzare nelle prossime settimane).
TOH CHI SI RIVEDE – Tornato in pianta stabile titolare dopo gli infortuni dell'ultimo periodo (e le solite papere di Robert Green), Julio Cesar ha fornito l'ennesima dimostrazione del suo grande valore nel difficile derby contro il Tottenham, impedendo in tutti i modi agli attaccanti degli Spurs di violare la sua porta.
LA CHICCA – Rickie Lambert ha segnato tutti i 31 rigori calciati per il Southampton nelle varie competizioni nazionali. Quando si dice un vero cecchino.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Vedi sopra, e non solo perché Lambert non sbaglia un penalty. Con i Saints in 178 gare ha trafitto i portieri avversari ben 97 volte. Quando si dice un centravanti affidabile (anche se non più giovanissimo, visto che è classe 1982).
giovedì 3 gennaio 2013
Il punto sulla Premier – La dittatura di Manchester
United e City continuano la loro marcia impetuosa strapazzando Wigan e Stoke. Clamorosa affermazione del QPR nel derby del West End londinese con il Chelsea.
Sensibili segni di ripresa del Liverpool, che si sbarazza facilmente del Sunderland e si riavvicina al gruppone delle squadre in lizza per un posto in Champions League. Brutto passo falso del West Bromwich, che pare aver perso lo smalto di inizio stagione.
COS'E' SUCCESSO – Le due di Manchester non hanno alcuna intenzione di mollare la loro ferrea presa sulla Premier. Lo United spazza via i brutti ricordi della sconfitta subita a Wigan lo scorso anno – che costò un pezzo di titolo – e seppellisce i Latics sotto quattro reti. Protagonisti con una doppietta a testa Chicharito Hernandez e Robin Van Persie (che se adesso si mette a segnare anche di destro son proprio dolori per tutti). Tutto facile anche per il City, che ne rifila tre allo Stoke (che aveva chiuso il 2012 con la miglior difesa della Premier), ma perde Sergio Aguero per un risentimento muscolare. In zona Champions League passi in avanti di Tottenham (3-1 in rimonta al Reading) ed Everton (anche i Toffeemen hanno recuperato un goal di svantaggio a Newcastle). Per la prima volta dal 1983 il QPR passa allo Stamford Bridge in campionato, seppellendo le ultimissime speranze del Chelsea di riagganciare il duo di testa. Nelle retrovie i Super Hoops sono gli unici a raccogliere l'intera posta, sebbene i punti di Aston Villa (2-2 a Swansea) e Southampton (1-1 con l'Arsenal) non siano certo da buttare via.
IL TOP – L'impresa della 21esima giornata è senza dubbio del QPR, bravo a reggere gli attacchi del Chelsea – per la verità soprattutto a inizio ripresa – e poi colpire nei minuti finali con l'ex Shawn Wright-Phillips. Una bella iniezione di fiducia per i ragazzi di Harry Redknapp, che ora però devono trovare maggiore continuità di risultati.
IL FLOP – Nove sconfitte in undici partite. Veramente troppe, anche al netto dei tanti infortuni che stanno flagellando la squadra. C'è poco da dire, il Newcastle è in caduta libera. Come se non bastasse, sta per perdere anche Demba Ba, destinato al Chelsea.
LA SORPRESA – Reduce da una striscia negativa di quattro match senza vittorie (e soli due punti incamerati), il Fulham ha cominciato alla grande il 2013 andando a espugnare The Hawthorns. Il West Bromwich, di recente apparso in calo di rendimento, avrebbe meritato di più, ma Berbatov e compagni hanno ritrovato il cinismo dei primi mesi del 2012-13.
TOH CHI SI RIVEDE – Costato tanto (circa 14 milioni di euro), Gaston Ramirez finora non ha ripetuto le prestazioni brillanti mostrate in Italia. Che il goal all'Arsenal (il terzo in totale in Premier) possa essere il segnale dell'inizio della sua rinascita?
LA CHICCA – Dall'agosto del 2010 al Manchester City sono stati concessi 22 calci di rigore. Ben 21 si sono materializzati a Eastlands, un dato quanto mai curioso, se non un record vero e proprio...
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Andreas Weimann è una delle poche note positive del disastrato Aston Villa di questi ultimi mesi. Attaccante dalle buone potenzialità, il giovane austriaco (classe 1991) ha già messo a segno quattro goal in campionato (più due in Coppa di Lega), tra cui quello di fondamentale importanza al Liberty Stadium di Swansea.
Sensibili segni di ripresa del Liverpool, che si sbarazza facilmente del Sunderland e si riavvicina al gruppone delle squadre in lizza per un posto in Champions League. Brutto passo falso del West Bromwich, che pare aver perso lo smalto di inizio stagione.
COS'E' SUCCESSO – Le due di Manchester non hanno alcuna intenzione di mollare la loro ferrea presa sulla Premier. Lo United spazza via i brutti ricordi della sconfitta subita a Wigan lo scorso anno – che costò un pezzo di titolo – e seppellisce i Latics sotto quattro reti. Protagonisti con una doppietta a testa Chicharito Hernandez e Robin Van Persie (che se adesso si mette a segnare anche di destro son proprio dolori per tutti). Tutto facile anche per il City, che ne rifila tre allo Stoke (che aveva chiuso il 2012 con la miglior difesa della Premier), ma perde Sergio Aguero per un risentimento muscolare. In zona Champions League passi in avanti di Tottenham (3-1 in rimonta al Reading) ed Everton (anche i Toffeemen hanno recuperato un goal di svantaggio a Newcastle). Per la prima volta dal 1983 il QPR passa allo Stamford Bridge in campionato, seppellendo le ultimissime speranze del Chelsea di riagganciare il duo di testa. Nelle retrovie i Super Hoops sono gli unici a raccogliere l'intera posta, sebbene i punti di Aston Villa (2-2 a Swansea) e Southampton (1-1 con l'Arsenal) non siano certo da buttare via.
IL TOP – L'impresa della 21esima giornata è senza dubbio del QPR, bravo a reggere gli attacchi del Chelsea – per la verità soprattutto a inizio ripresa – e poi colpire nei minuti finali con l'ex Shawn Wright-Phillips. Una bella iniezione di fiducia per i ragazzi di Harry Redknapp, che ora però devono trovare maggiore continuità di risultati.
IL FLOP – Nove sconfitte in undici partite. Veramente troppe, anche al netto dei tanti infortuni che stanno flagellando la squadra. C'è poco da dire, il Newcastle è in caduta libera. Come se non bastasse, sta per perdere anche Demba Ba, destinato al Chelsea.
LA SORPRESA – Reduce da una striscia negativa di quattro match senza vittorie (e soli due punti incamerati), il Fulham ha cominciato alla grande il 2013 andando a espugnare The Hawthorns. Il West Bromwich, di recente apparso in calo di rendimento, avrebbe meritato di più, ma Berbatov e compagni hanno ritrovato il cinismo dei primi mesi del 2012-13.
TOH CHI SI RIVEDE – Costato tanto (circa 14 milioni di euro), Gaston Ramirez finora non ha ripetuto le prestazioni brillanti mostrate in Italia. Che il goal all'Arsenal (il terzo in totale in Premier) possa essere il segnale dell'inizio della sua rinascita?
LA CHICCA – Dall'agosto del 2010 al Manchester City sono stati concessi 22 calci di rigore. Ben 21 si sono materializzati a Eastlands, un dato quanto mai curioso, se non un record vero e proprio...
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Andreas Weimann è una delle poche note positive del disastrato Aston Villa di questi ultimi mesi. Attaccante dalle buone potenzialità, il giovane austriaco (classe 1991) ha già messo a segno quattro goal in campionato (più due in Coppa di Lega), tra cui quello di fondamentale importanza al Liberty Stadium di Swansea.
lunedì 31 dicembre 2012
Il punto sulla Premier – Goal e spettacolo a profusione
Ben 66 reti nelle ultime due giornate di campionato prima della fine dell'anno. Mentre in Italia la Serie A riposa, in Inghilterra vanno in scena match appassionanti e pieni di colpi di scena.
Il Manchester United aumenta a sette punti il suo vantaggio sui cugini del City. Bene Chelsea e Tottenham. Al Loftus Road il Liverpool riscatta la mediocre prestazione di Stoke. Goleada dell'Arsenal al Newcastle, a soli tre punti dalla zona retrocessione.
COS'E' SUCCESSO – Premessa: in tutto il 2012 in Premier sono state realizzate 1.100 reti, un record da quando le squadre sono passate da 22 a 20 nel 1995. Non deve stupire allora che nelle ultime due giornate dell'anno che sta morendo sia andata in scena la sagra del goal, in parte anche a causa del poco riposo di cui hanno potuto beneficiare i team, che evidentemente incide soprattutto sulle difese. La capolista Manchester United infila un utilissimo quanto faticato doppio successo casalingo e stacca il City, alle prese con qualche amnesia difensiva di troppo (problema a cui dovrebbe dedicare le sue attenzioni Roberto Mancini, invece perennemente occupato in stucchevoli diatribe con gli arbitri). Si fanno valere anche le big londinesi (Chelsea, Arsenal e Tottenham) sempre vittoriose – sebbene il Boxing Day i Gunners non abbiano potuto scendere in campo nel derby con il West Ham causa sciopero del tube. Altalenante il Liverpool (poca roba a Stoke, maramaldo contro il QPR), mentre in coda proprio i Super Hoops appaiono destinati a una inevitabile retrocessione. Per gli altri due posti non se la passa certo bene il Reading, rincuorato però dai tre punti rimediati contro il West Ham, ma al momento le due compagini più in crisi sono senza dubbio l'Aston Villa e il Newcastle (unica squadra nella storia della Premier ha segnare due volte consecutivamente tre goal fuori casa e a non raccogliere nemmeno un punto).
IL TOP – “Chi ha bisogno di Batman, noi abbiamo Robin!”, recitano delle magliette che fanno bella mostra di sé sulle bancarelle nei dintorni dell'Old Trafford in onore dell'attuale capocannoniere della Premier (14 reti). E che Van Persie sia l'arma in più del Manchester United versione 2012-13 non ci vuole un esperto assoluto di football per capirlo. Se i Red Devils dovessero chiudere la stagione con il 20esimo titolo di campioni d'Inghilterra, una bella fetta di merito andrebbe riconosciuta al fuoriclasse olandese.
IL FLOP – Lo abbiamo già “menzionato” nel nostro ultimo articolo, ma l'Aston Villa non può non ritrovarsi ancora dietro la lavagna dopo due importanti match casalinghi persi nettamente e incassando sette reti. Insieme agli otto subiti allo Stamford Bridge fanno 15 goal al passivo in tre match. L'ombra minacciosa della Championship incombe...
LA SORPRESA – Senza dubbio il risultato più eclatante della maratona natalizia è costituito dal successo del Sunderland sul Manchester City, che fa il paio con quello della stagione passata. Allora ci pensò il carneade coreano Ji Dong-Won a mandare in paradiso i Black Cats, questa volta l'ex Adam Johnson, con un generoso aiuto da parte di Joe Hart.
TOH CHI SI RIVEDE – La bella rete realizzata da Aaron Lennon allo Stadium of Light è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione scintillante, ennesimo segnale di crescita di un giocatore troppo spesso incostante negli ultimi mesi. E poi quando lui segna il Tottenham vince quasi sempre (20 affermazioni e due pareggi).
LA CHICCA – Negli ultimi 18 mesi Gareth Bale si è beccato ben cinque cartellini gialli per simulazione. Nessun altro è riuscito in cotanta impresa (al massimo ne ha rimediati due). A dirla tutta, però, almeno l'ultima sanzione è apparsa un po' eccessiva.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Visto che gira voce che Roman Abramovich e soprattutto Rafa Benitez se ne vogliano sbarazzare, uno da acquistare subito nel mercato invernale potrebbe essere Frankie Lampard. Certo, non è più giovanissimo (va per i 35), ma in fatto di leadership a centrocampo non è secondo a nessuno. E poi segna tanto. Con la doppietta all'Everton (rivelatasi ovviamente decisiva), ha raggiunto quota 192 goal con i Blues. Terzo di sempre nella storia dei marcatori del club londinese, senza essere nemmeno un attaccante di ruolo...
Il Manchester United aumenta a sette punti il suo vantaggio sui cugini del City. Bene Chelsea e Tottenham. Al Loftus Road il Liverpool riscatta la mediocre prestazione di Stoke. Goleada dell'Arsenal al Newcastle, a soli tre punti dalla zona retrocessione.
COS'E' SUCCESSO – Premessa: in tutto il 2012 in Premier sono state realizzate 1.100 reti, un record da quando le squadre sono passate da 22 a 20 nel 1995. Non deve stupire allora che nelle ultime due giornate dell'anno che sta morendo sia andata in scena la sagra del goal, in parte anche a causa del poco riposo di cui hanno potuto beneficiare i team, che evidentemente incide soprattutto sulle difese. La capolista Manchester United infila un utilissimo quanto faticato doppio successo casalingo e stacca il City, alle prese con qualche amnesia difensiva di troppo (problema a cui dovrebbe dedicare le sue attenzioni Roberto Mancini, invece perennemente occupato in stucchevoli diatribe con gli arbitri). Si fanno valere anche le big londinesi (Chelsea, Arsenal e Tottenham) sempre vittoriose – sebbene il Boxing Day i Gunners non abbiano potuto scendere in campo nel derby con il West Ham causa sciopero del tube. Altalenante il Liverpool (poca roba a Stoke, maramaldo contro il QPR), mentre in coda proprio i Super Hoops appaiono destinati a una inevitabile retrocessione. Per gli altri due posti non se la passa certo bene il Reading, rincuorato però dai tre punti rimediati contro il West Ham, ma al momento le due compagini più in crisi sono senza dubbio l'Aston Villa e il Newcastle (unica squadra nella storia della Premier ha segnare due volte consecutivamente tre goal fuori casa e a non raccogliere nemmeno un punto).
IL TOP – “Chi ha bisogno di Batman, noi abbiamo Robin!”, recitano delle magliette che fanno bella mostra di sé sulle bancarelle nei dintorni dell'Old Trafford in onore dell'attuale capocannoniere della Premier (14 reti). E che Van Persie sia l'arma in più del Manchester United versione 2012-13 non ci vuole un esperto assoluto di football per capirlo. Se i Red Devils dovessero chiudere la stagione con il 20esimo titolo di campioni d'Inghilterra, una bella fetta di merito andrebbe riconosciuta al fuoriclasse olandese.
IL FLOP – Lo abbiamo già “menzionato” nel nostro ultimo articolo, ma l'Aston Villa non può non ritrovarsi ancora dietro la lavagna dopo due importanti match casalinghi persi nettamente e incassando sette reti. Insieme agli otto subiti allo Stamford Bridge fanno 15 goal al passivo in tre match. L'ombra minacciosa della Championship incombe...
LA SORPRESA – Senza dubbio il risultato più eclatante della maratona natalizia è costituito dal successo del Sunderland sul Manchester City, che fa il paio con quello della stagione passata. Allora ci pensò il carneade coreano Ji Dong-Won a mandare in paradiso i Black Cats, questa volta l'ex Adam Johnson, con un generoso aiuto da parte di Joe Hart.
TOH CHI SI RIVEDE – La bella rete realizzata da Aaron Lennon allo Stadium of Light è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione scintillante, ennesimo segnale di crescita di un giocatore troppo spesso incostante negli ultimi mesi. E poi quando lui segna il Tottenham vince quasi sempre (20 affermazioni e due pareggi).
LA CHICCA – Negli ultimi 18 mesi Gareth Bale si è beccato ben cinque cartellini gialli per simulazione. Nessun altro è riuscito in cotanta impresa (al massimo ne ha rimediati due). A dirla tutta, però, almeno l'ultima sanzione è apparsa un po' eccessiva.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Visto che gira voce che Roman Abramovich e soprattutto Rafa Benitez se ne vogliano sbarazzare, uno da acquistare subito nel mercato invernale potrebbe essere Frankie Lampard. Certo, non è più giovanissimo (va per i 35), ma in fatto di leadership a centrocampo non è secondo a nessuno. E poi segna tanto. Con la doppietta all'Everton (rivelatasi ovviamente decisiva), ha raggiunto quota 192 goal con i Blues. Terzo di sempre nella storia dei marcatori del club londinese, senza essere nemmeno un attaccante di ruolo...
lunedì 24 dicembre 2012
Il punto sulla Premier – In quattro per un posto in Champions
Grande ammucchiata per l'ultimo posto valido per la qualificazione nella principale competizione europea. Anche il Liverpool prova a riagganciare il treno Champions.
Il primo pareggio stagionale del Manchester United ridà speranze al City, vittorioso a fatica sul Reading. Ora i Light Blues sono a meno quattro dai rivali. Nelle retrovie grande passo in avanti di Newcastle e Sunderland.
COS'E' SUCCESSO – Nel turno prenatalizio il Manchester City guadagna due punti sullo United nonostante si faccia mettere sotto scacco dal Reading (sempre più ultimo in classifica) per oltre 90 minuti. Ci vuole un contestatissimo goal di Gareth Barry a ridare fiducia ai campioni d'Inghilterra, che beneficiano così dei tanti errori sotto porta dei cugini dello United al Liberty Stadium di Swansea. Dopo il 5-1 al Leeds in Coppa di Lega, altra goleada del Chelsea: 8-0 all'Aston Villa (già massacrato 7-1 nel 2010). A due punti dai Blues c'e' un quartetto composto da Arsenal (affermazione di misura a Wigan), Tottenham (brutto pareggio interno con lo Stoke), West Bromwich Albion (tornato alla vittoria dopo quattro turni e capace di interrompere a 11 la serie positiva del Norwich) ed Everton (2-1 al West Ham in trasferta). In coda erano in programma due scontri diretti da far tremare le vene dei polsi. Il Sunderland fa il colpaccio Al St Mary's di Southampton (ottavo goal di Steven Fletcher sui 19 totali dei Black Cats), mentre il Newcastle supera di misura il QPR. Per Harry Redknapp si fa sempre più dura.
IL TOP – Lode alla personalità dell'Everton, creato a immagine e somiglianza del suo allenatore David Moyes, I Toffeemen al Boleyn Ground hanno rimontato e poi scavalcato un osso duro come il West Ham e ora tornano a sentire profumo di Europa.
IL FLOP – Scelta scontata, quando una squadra, in questo caso l'Aston Villa, incassa otto goal. Poveri Villans, ormai precipitati nella mediocrità più assoluta.
LA SORPRESA – Per strappare il pareggio al Manchester United è sì servito un pizzico di fortuna, ma lo Swansea è riuscito lo stesso a bloccare in maniera alquanto inaspettata, visto anche lo svantaggio iniziale, la capolista.
TOH CHI SI RIVEDE – Finalmente ha segnato! Stewart Downing non realizzava un goal dalla primavera del 2011, ovvero prima dell'approdo al Liverpool. Con i Reds ha dovuto tirare in porta ben 83 volte prima di iscriversi a referto. Se non è un record, poco ci manca.
LA CHICCA – Al White Hart Lane lo Stoke ha centrato – si fa per dire – il quinto 0-0 stagionale. Nei cinque più importanti campionati europei nessuna squadra ha collezionato così tanti risultati in bianco in questa prima metà del 2012-13.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Da quando è arrivato in prestito al West Bromwich, il diciannovenne attaccante belga Romelu Lukaku sta mostrando perché il Chelsea decise di investire una quindicina di milioni di euro su di lui nell'estate del 2011 per strapparlo all'Anderlecht. Dopo le opache prestazioni della scorsa stagione, con la marcatura di sabato al Norwich il ragazzo di origini congolesi è salito a quota sei reti realizzate in Premier.
Il primo pareggio stagionale del Manchester United ridà speranze al City, vittorioso a fatica sul Reading. Ora i Light Blues sono a meno quattro dai rivali. Nelle retrovie grande passo in avanti di Newcastle e Sunderland.
COS'E' SUCCESSO – Nel turno prenatalizio il Manchester City guadagna due punti sullo United nonostante si faccia mettere sotto scacco dal Reading (sempre più ultimo in classifica) per oltre 90 minuti. Ci vuole un contestatissimo goal di Gareth Barry a ridare fiducia ai campioni d'Inghilterra, che beneficiano così dei tanti errori sotto porta dei cugini dello United al Liberty Stadium di Swansea. Dopo il 5-1 al Leeds in Coppa di Lega, altra goleada del Chelsea: 8-0 all'Aston Villa (già massacrato 7-1 nel 2010). A due punti dai Blues c'e' un quartetto composto da Arsenal (affermazione di misura a Wigan), Tottenham (brutto pareggio interno con lo Stoke), West Bromwich Albion (tornato alla vittoria dopo quattro turni e capace di interrompere a 11 la serie positiva del Norwich) ed Everton (2-1 al West Ham in trasferta). In coda erano in programma due scontri diretti da far tremare le vene dei polsi. Il Sunderland fa il colpaccio Al St Mary's di Southampton (ottavo goal di Steven Fletcher sui 19 totali dei Black Cats), mentre il Newcastle supera di misura il QPR. Per Harry Redknapp si fa sempre più dura.
IL TOP – Lode alla personalità dell'Everton, creato a immagine e somiglianza del suo allenatore David Moyes, I Toffeemen al Boleyn Ground hanno rimontato e poi scavalcato un osso duro come il West Ham e ora tornano a sentire profumo di Europa.
IL FLOP – Scelta scontata, quando una squadra, in questo caso l'Aston Villa, incassa otto goal. Poveri Villans, ormai precipitati nella mediocrità più assoluta.
LA SORPRESA – Per strappare il pareggio al Manchester United è sì servito un pizzico di fortuna, ma lo Swansea è riuscito lo stesso a bloccare in maniera alquanto inaspettata, visto anche lo svantaggio iniziale, la capolista.
TOH CHI SI RIVEDE – Finalmente ha segnato! Stewart Downing non realizzava un goal dalla primavera del 2011, ovvero prima dell'approdo al Liverpool. Con i Reds ha dovuto tirare in porta ben 83 volte prima di iscriversi a referto. Se non è un record, poco ci manca.
LA CHICCA – Al White Hart Lane lo Stoke ha centrato – si fa per dire – il quinto 0-0 stagionale. Nei cinque più importanti campionati europei nessuna squadra ha collezionato così tanti risultati in bianco in questa prima metà del 2012-13.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Da quando è arrivato in prestito al West Bromwich, il diciannovenne attaccante belga Romelu Lukaku sta mostrando perché il Chelsea decise di investire una quindicina di milioni di euro su di lui nell'estate del 2011 per strapparlo all'Anderlecht. Dopo le opache prestazioni della scorsa stagione, con la marcatura di sabato al Norwich il ragazzo di origini congolesi è salito a quota sei reti realizzate in Premier.
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lunedì 26 novembre 2012
Il punto sulla Premier – Continua l'alternanza in vetta
Nuovo sorpasso del Manchester United, vittorioso a fatica sul disastrato QPR, ai danni dei cugini del City, bloccati sul pari dal Chelsea.
Il West Bromwich Albion non si ferma più, viola lo Stadium of Light di Sunderland e sale al terzo posto in classifica. Il Tottenham vince il derby contro il West Ham, mentre il Liverpool impatta a Swansea.
COS'E' SUCCESSO – La quattordicesima giornata della Premier 2011-12 sarà senza dubbio ricordata per l’eclatante contestazione al neo-allenatore del Chelsea Rafa Benitez e per la massiccia dimostrazione di solidarietà a Roberto Di Matteo, fresco di esonero nonostante i recenti successi con i Blues. Sul campo la compagine del West End londinese ha disputato l’ennesimo match opaco di questo periodo storto e tutto sommato il pareggio a reti inviolato contro il Manchester City – poco efficace nel finalizzare l’enorme mole di gioco prodotto – è tutt’altro che da disprezzare. Ora i Light Blues devono di nuovo rincorrere lo United, bruttino e pasticcione, ma che in soli sette minuti ha ribaltato per la nona volta in stagione una situazione di svantaggio, questa volta contro il disastrato QPR, ora affidato alle sapienti mani di Harry Redknapp. Vola il West Bromwich, che con il successo a Sunderland si insedia al terzo posto. I Baggies non vincevano quattro gare consecutive nella massima divisione inglese dal 1980. Ora sognano un posto in Champions League, anche perché l’Arsenal e il Liverpool visti nel fine settimana (entrambi protagonisti di modesti 0-0, rispettivamente contro Aston Villa e Swansea) non fanno troppa paura. Torna alla vittoria dopo tre tonfi il Tottenham per 3-1 nel derby contro il West Ham macchiato dai cori razzisti dei tifosi degli Irons. In coda colpacci di Wigan e Southampton. I Latics si affermano nello scontro diretto con il Reading, i Saints inguaiano il Newcastle, ormai in piena crisi.
IL TOP – Per la seconda volta consecutiva non possiamo non menzionare come top team il West Bromwich Albion. Quella di Sunderland aveva tutta l’aria della classica prova del nove. Superata brillantemente dai Baggies scintillanti di questa prima metà della campagna 2011-12.
IL FLOP – Caro Roman Abramovich, chi sbaglia paga e i cocci – in termini di contestazione – sono suoi…
LA SORPRESA – Non ci aspettavamo che il Newcastle, reduce da una stagione quasi miracolosa, rallentasse in modo così evidente, tanto da andare a perdere male anche su campi non del tutto proibitivi come quello del Southampton. L’assenza di un giocatore fondamentale come Yohan Cabaye è sicuramente una buona attenuante, ma urge comunque incamerare punti per non rimanere immischiati nella lotta per non retrocedere.
TOH CHI SI RIVEDE – Darren Fletcher e Kieron Dyer sono stati grandi protagonisti, su fronti opposti, del match tra Manchester United e QPR. Lo scozzese ha addirittura trovato il goal dopo oltre un anno di astinenza, mentre l’ex nazionale inglese è riapparso a buoni livelli dopo due anni in cui di partite ne ha disputate veramente poche (appena sette tra Ipswich Town e QPR).
LA CHICCA – E’ raro “ammirare” nella stessa settimana due papere colossali come quelle di Simon Mignolet (Sunderland) e Alì Al-Habsi (Wigan) nella. Sono errori così marchiani che non sapremmo a chi assegnare la palma del peggiore.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Non vi fate ingannare dalla tripletta rifilata al Reading, Jordi Gomez non è un centrocampista con il vizio del goal (in precedenza, in tre anni al Wigan ne aveva messi a segno solo sette). Però se parliamo di qualità e visione di gioco non c’è da rimanere delusi.
Il West Bromwich Albion non si ferma più, viola lo Stadium of Light di Sunderland e sale al terzo posto in classifica. Il Tottenham vince il derby contro il West Ham, mentre il Liverpool impatta a Swansea.
COS'E' SUCCESSO – La quattordicesima giornata della Premier 2011-12 sarà senza dubbio ricordata per l’eclatante contestazione al neo-allenatore del Chelsea Rafa Benitez e per la massiccia dimostrazione di solidarietà a Roberto Di Matteo, fresco di esonero nonostante i recenti successi con i Blues. Sul campo la compagine del West End londinese ha disputato l’ennesimo match opaco di questo periodo storto e tutto sommato il pareggio a reti inviolato contro il Manchester City – poco efficace nel finalizzare l’enorme mole di gioco prodotto – è tutt’altro che da disprezzare. Ora i Light Blues devono di nuovo rincorrere lo United, bruttino e pasticcione, ma che in soli sette minuti ha ribaltato per la nona volta in stagione una situazione di svantaggio, questa volta contro il disastrato QPR, ora affidato alle sapienti mani di Harry Redknapp. Vola il West Bromwich, che con il successo a Sunderland si insedia al terzo posto. I Baggies non vincevano quattro gare consecutive nella massima divisione inglese dal 1980. Ora sognano un posto in Champions League, anche perché l’Arsenal e il Liverpool visti nel fine settimana (entrambi protagonisti di modesti 0-0, rispettivamente contro Aston Villa e Swansea) non fanno troppa paura. Torna alla vittoria dopo tre tonfi il Tottenham per 3-1 nel derby contro il West Ham macchiato dai cori razzisti dei tifosi degli Irons. In coda colpacci di Wigan e Southampton. I Latics si affermano nello scontro diretto con il Reading, i Saints inguaiano il Newcastle, ormai in piena crisi.
IL TOP – Per la seconda volta consecutiva non possiamo non menzionare come top team il West Bromwich Albion. Quella di Sunderland aveva tutta l’aria della classica prova del nove. Superata brillantemente dai Baggies scintillanti di questa prima metà della campagna 2011-12.
IL FLOP – Caro Roman Abramovich, chi sbaglia paga e i cocci – in termini di contestazione – sono suoi…
LA SORPRESA – Non ci aspettavamo che il Newcastle, reduce da una stagione quasi miracolosa, rallentasse in modo così evidente, tanto da andare a perdere male anche su campi non del tutto proibitivi come quello del Southampton. L’assenza di un giocatore fondamentale come Yohan Cabaye è sicuramente una buona attenuante, ma urge comunque incamerare punti per non rimanere immischiati nella lotta per non retrocedere.
TOH CHI SI RIVEDE – Darren Fletcher e Kieron Dyer sono stati grandi protagonisti, su fronti opposti, del match tra Manchester United e QPR. Lo scozzese ha addirittura trovato il goal dopo oltre un anno di astinenza, mentre l’ex nazionale inglese è riapparso a buoni livelli dopo due anni in cui di partite ne ha disputate veramente poche (appena sette tra Ipswich Town e QPR).
LA CHICCA – E’ raro “ammirare” nella stessa settimana due papere colossali come quelle di Simon Mignolet (Sunderland) e Alì Al-Habsi (Wigan) nella. Sono errori così marchiani che non sapremmo a chi assegnare la palma del peggiore.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Non vi fate ingannare dalla tripletta rifilata al Reading, Jordi Gomez non è un centrocampista con il vizio del goal (in precedenza, in tre anni al Wigan ne aveva messi a segno solo sette). Però se parliamo di qualità e visione di gioco non c’è da rimanere delusi.
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martedì 20 novembre 2012
Il punto sulla Premier – Flop delle prime, si salva solo il City
Cadono Manchester United, Chelsea ed Everton. I Light Blues passeggiano sui resti dell'Aston Villa, ormai in piena zona retrocessione.
Nel 151esimo North London derby di campionato l'Arsenal travolge il Tottenham, penalizzato dallo sciocco fallo da espulsione di Emmanuel Adebayor. Nel Monday Night il West Ham si fa bloccare dallo Stoke City.
COS'E' SUCCESSO – Un fine settimana infarcito di sorprese. La dodicesima giornata della Premier League ci ha regalato una nuova capolista, il Manchester City, e tanti risultati inattesi. Cominciamo dal più eclatante, la sconfitta del Manchester United al Carrow Road di Norwich. Ray Hughton è riuscito a dare una bella sistemata alla difesa dei Canarini, che non hanno sofferto troppo le scorribande di Van Persie e compagni, per poi colpire in maniera chirurgica con l’ex di turno, Tony Pilkington. Nei Red Devils si è sentita la mancanza di Rooney nel ruolo di prezioso suggeritore, visto che la squadra ha fornito una prestazione incolore e priva di acuti. Molto meglio i cugini del City che, in attesa di disfarsi di Mario Balotelli, relegato ancora in tribuna, si divertono a schiacciare il povero Aston Villa sotto una cinquina di reti. Protagonisti gli argentini Tevez e Aguero (una doppietta a testa per loro). Ancora male il Chelsea, che perdendo a West Bromwich arriva così a soli due punti raccolti in quattro partite di campionato. È vero che Di Matteo ha fatto riposare numerosi titolari in vista del decisivo match di Champions League con la Juventus, ma così i Blues – con un Torres tornato in fase letargica – rischiano di chiamarsi fuori dalla lotta per il titolo. Rallenta l'Everton, rimontato a Reading, con i Royals per la prima volta fuori dalla zona caldissima della classifica, mentre nel derby con il Tottenham risorge l'Arsenal. Così come lo scorso anno, il match dell'Emirates è terminato 5-2. Gli Spurs sono alla terza sconfitta consecutiva, André Villa Boas sembra avere parecchie cose su cui riflettere, incominciando dalla difesa – storicamente il suo tallone d'Achille. In coda bene il Sunderland (3-1 in casa del Fulham) e il Southampton (corsaro al Loftus Road contro un QPR sempre più disperato), naufraga ad Anfield Road il Wigan.
IL TOP – Il West Bromwich Albion si gioca con l’Everton e il West Ham lo scettro di rivelazione di inizio stagione. Sabato i Baggies dell’ottimo Steve Clarke – secondo noi già pronto per allenare una big – hanno vinto un match difficile e molto delicato contro una delle tre pretendenti al titolo come il Chelsea, confermandosi ad altissimi livelli. Proprio grazie alla concomitante sconfitta dei Toffeemen, ora occupano la quarta posizione in classifica a un solo punto dai Blues dello Stamford Bridge. Al The Hawthorns sono estasiati da tanta grazia.
IL FLOP – Continuando di questo passo, l’Aston Villa rischia seriamente di precipitare in Championship. Dopo i timidi segnali di vita manifestati nel match casalingo con il Manchester United, contro il Manchester City i Villans hanno rimediato un’imbarcata di quelle che fanno malissimo al morale e alla classifica. Il tecnico Paul Lambert sta provando a sfruttare al meglio i tanti giovani delle rosa, ma forse farebbe bene a recuperare al più presto il bomber Darren Bent, scarsamente utilizzato prima dell’infortunio che lo ha costretto ai box da un paio di settimane.
LA SORPRESA – Dopo ben otto rimonte riuscite in stagione ai Red Devils, quando il Norwich è passato in vantaggio contro il Manchester United in pochi avrebbero scommesso un penny che l'incontro si sarebbe chiuso sull'1-0. E invece i Canaries hanno retto l'urto degli avversari, portando a casa tre punti di platino.
TOH CHI SI RIVEDE – Aveva iniziato la Premier con un ruolino di marcia impressionante: quattro segnature in tre partite. Poi lo spagnolo Michu aveva vissuto un periodo altalenante, coinciso con il momento no del suo Swansea. Sabato è tornato a graffiare con una delle sue capocciate vincenti. E gli Swans sono passati sul difficile campo del St James' Park di Newcastle.
LA CHICCA – La stagione passata la percentuale di “accuratezza” di Luis Suarez era del 9,7 per cento (ovvero un goal ogni dieci tiri). Ora è salita al 17 per cento, mentre dopo la doppietta contro il Wigan le marcature complessive in campionato sono già 10 (ora l'uruguayano è capocannoniere solitario della Premier). Non è un caso che su di lui si rincorrano parecchie voci di mercato…
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Occhio al croato Mladen Petric. L’attaccante del Fulham non è più giovanissimo – classe 1981 – ma dopo i buoni trascorsi in Bundesliga sta facendo sfracelli anche in Premier. In sette match, non tutti da titolare, ha già messo a segno quattro goal e scodellato un assist. Non a caso i Cottagers possono contare sul secondo miglior attacco del campionato a pari merito con il Manchester City.
Nel 151esimo North London derby di campionato l'Arsenal travolge il Tottenham, penalizzato dallo sciocco fallo da espulsione di Emmanuel Adebayor. Nel Monday Night il West Ham si fa bloccare dallo Stoke City.
COS'E' SUCCESSO – Un fine settimana infarcito di sorprese. La dodicesima giornata della Premier League ci ha regalato una nuova capolista, il Manchester City, e tanti risultati inattesi. Cominciamo dal più eclatante, la sconfitta del Manchester United al Carrow Road di Norwich. Ray Hughton è riuscito a dare una bella sistemata alla difesa dei Canarini, che non hanno sofferto troppo le scorribande di Van Persie e compagni, per poi colpire in maniera chirurgica con l’ex di turno, Tony Pilkington. Nei Red Devils si è sentita la mancanza di Rooney nel ruolo di prezioso suggeritore, visto che la squadra ha fornito una prestazione incolore e priva di acuti. Molto meglio i cugini del City che, in attesa di disfarsi di Mario Balotelli, relegato ancora in tribuna, si divertono a schiacciare il povero Aston Villa sotto una cinquina di reti. Protagonisti gli argentini Tevez e Aguero (una doppietta a testa per loro). Ancora male il Chelsea, che perdendo a West Bromwich arriva così a soli due punti raccolti in quattro partite di campionato. È vero che Di Matteo ha fatto riposare numerosi titolari in vista del decisivo match di Champions League con la Juventus, ma così i Blues – con un Torres tornato in fase letargica – rischiano di chiamarsi fuori dalla lotta per il titolo. Rallenta l'Everton, rimontato a Reading, con i Royals per la prima volta fuori dalla zona caldissima della classifica, mentre nel derby con il Tottenham risorge l'Arsenal. Così come lo scorso anno, il match dell'Emirates è terminato 5-2. Gli Spurs sono alla terza sconfitta consecutiva, André Villa Boas sembra avere parecchie cose su cui riflettere, incominciando dalla difesa – storicamente il suo tallone d'Achille. In coda bene il Sunderland (3-1 in casa del Fulham) e il Southampton (corsaro al Loftus Road contro un QPR sempre più disperato), naufraga ad Anfield Road il Wigan.
IL TOP – Il West Bromwich Albion si gioca con l’Everton e il West Ham lo scettro di rivelazione di inizio stagione. Sabato i Baggies dell’ottimo Steve Clarke – secondo noi già pronto per allenare una big – hanno vinto un match difficile e molto delicato contro una delle tre pretendenti al titolo come il Chelsea, confermandosi ad altissimi livelli. Proprio grazie alla concomitante sconfitta dei Toffeemen, ora occupano la quarta posizione in classifica a un solo punto dai Blues dello Stamford Bridge. Al The Hawthorns sono estasiati da tanta grazia.
IL FLOP – Continuando di questo passo, l’Aston Villa rischia seriamente di precipitare in Championship. Dopo i timidi segnali di vita manifestati nel match casalingo con il Manchester United, contro il Manchester City i Villans hanno rimediato un’imbarcata di quelle che fanno malissimo al morale e alla classifica. Il tecnico Paul Lambert sta provando a sfruttare al meglio i tanti giovani delle rosa, ma forse farebbe bene a recuperare al più presto il bomber Darren Bent, scarsamente utilizzato prima dell’infortunio che lo ha costretto ai box da un paio di settimane.
LA SORPRESA – Dopo ben otto rimonte riuscite in stagione ai Red Devils, quando il Norwich è passato in vantaggio contro il Manchester United in pochi avrebbero scommesso un penny che l'incontro si sarebbe chiuso sull'1-0. E invece i Canaries hanno retto l'urto degli avversari, portando a casa tre punti di platino.
TOH CHI SI RIVEDE – Aveva iniziato la Premier con un ruolino di marcia impressionante: quattro segnature in tre partite. Poi lo spagnolo Michu aveva vissuto un periodo altalenante, coinciso con il momento no del suo Swansea. Sabato è tornato a graffiare con una delle sue capocciate vincenti. E gli Swans sono passati sul difficile campo del St James' Park di Newcastle.
LA CHICCA – La stagione passata la percentuale di “accuratezza” di Luis Suarez era del 9,7 per cento (ovvero un goal ogni dieci tiri). Ora è salita al 17 per cento, mentre dopo la doppietta contro il Wigan le marcature complessive in campionato sono già 10 (ora l'uruguayano è capocannoniere solitario della Premier). Non è un caso che su di lui si rincorrano parecchie voci di mercato…
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Occhio al croato Mladen Petric. L’attaccante del Fulham non è più giovanissimo – classe 1981 – ma dopo i buoni trascorsi in Bundesliga sta facendo sfracelli anche in Premier. In sette match, non tutti da titolare, ha già messo a segno quattro goal e scodellato un assist. Non a caso i Cottagers possono contare sul secondo miglior attacco del campionato a pari merito con il Manchester City.
domenica 11 novembre 2012
Il punto sulla Premier – Il Manchester United si aggrappa al Chicharito
I Red Devils allungano sul Chelsea, bloccato in casa dal Liverpool, grazie alle prodezze dell'attaccante messicano.
Balotelli in tribuna, Aguero e Dzeko a fare faville in campo. Il City rimane in contatto. Prosegue la bella favola dell'Everton, ma anche il West Ham sorprende tutti con il sesto posto raggiunto dopo il successo a Newcastle.
COS'E' SUCCESSO – Dopo 17 anni di attesa, per l'Aston Villa sembrava finalmente giunto il momento di sfatare il tabù United, che in questo lasso di tempo aveva sempre vinto o al massimo pareggiato al Villa Park. Ma alla fine a Birmingham più che la replica del 3-1 datato 19 agosto 1995, è andata in onda quella del 3-2 per i Red Devils del 6 gennaio del 2002. Quest'ultimo era un match di FA Cup, ma, come accaduto sabato, i ragazzi di Alex Ferguson erano sotto di due reti e hanno poi finito per vincere. Dieci anni fa grande protagonista della rimonta fu Ruud Van Nistelrooy, nel fine settimana uno scatenato Chicharito Hernandez. Lo United resta così al comanda della classifica, guadagnando pure due punti sul Chelsea, fermato in casa dal Liverpool. I Blues perdono due punti preziosi e John Terry, al rientro dopo le quattro giornate di squalifica per l'ormai celeberrimo insulto razzista rivolto ad Anton Ferdinand. JT segna e si infortuna gravemente in uno scontro di gioco con Luis Suarez, poi autore, con la sua decima rete stagionale, del goal del pari. Così come i cugini dello United, si afferma in rimonta ma con merito anche il City sul Tottenham, alla seconda sconfitta consecutiva. Ancora determinante Edin Dzeko, entrato nel secondo tempo. Mantiene il quarto posto l'Everton, che inguaia ulteriormente il Sunderland. Il Fulham rischia di vincere per la prima volta sul campo dell'Arsenal, sempre più lontano dal vertice della classifica. In coda rimangono a secco di vittorie e nelle ultime tre posizioni Reading, Southampton e QPR.
IL TOP – Lo davano già come sicuro partente dall'Old Trafford. Troppa concorrenza in attacco, soprattutto dopo l'acquisto di Robin Van Persie, e le prestazioni non brillantissime della stagione passata apparivano delle ottime ragioni per vendere al miglior offerente Chicharito Hernandez, ormai divenuto un habitué della panchina. Il messicano non si è perso d'animo e quando chiamato a impallinare le difese avversarie non si è mai tirato indietro. Negli ultimi cinque incontri tra campionato e coppe ha realizzato ben sette goal, compresa la quasi tripletta al Villa Park. Quasi pleonastico ribadire che tante della sue marcature sono poi risultate decisive.
IL FLOP – Prima buttano alle ortiche un vantaggio di due reti, facendosi addirittura scavalcare. Poi i Gunners hanno la palla della vittoria all'ultimo secondo e non la sanno sfruttare al meglio. Il dato di fatto è che l'attuale inizio stagione è il peggiore dell'Arsenal dai primi anni Ottanta.
LA SORPRESA – Un Liverpool fin qui ancora troppo balbettante ha trovato uno squillo degno del suo blasone su un campo difficile come lo Stamford Bridge, dove però i Reds avevano vinto le ultime tre sfide, compresa quella di Coppa di Lega segnata dal primo grave infortunio occorso a Luca Leiva. Che la cura-Rodgers stia iniziando a fare effetto?
TOH CHI SI RIVEDE – Con le sue ultime prestazioni Olivier Giroud ha smentito in buona parte la fama di brocco che si era appiccicato addosso dopo un'inizio di stagione fallimentare. Il centravanti francese dell'Arsenal, autore di una doppietta contro il Fulham, sembra tornato quello dei tempi di Montpellier. Una buona notizia per Arsene Wenger, che nel complesso non ha molte ragioni per essere allegro.
LA CHICCA – Dopo 38 partite consecutive fuori casa in cui aveva concesso almeno un goal (record negativo nella storia della Premier), sul campo del Reading il Norwich è riuscito a mantenere inviolata la proprio porta.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Se il QPR continuerà a rimediare sonori sganassoni a destra e a manca è piuttosto probabile che il fantasista marocchino Adel Taarabt, già nelle mire del PSG lo scorso anno, si cerchi una destinazione più adeguata al suo talento.
Balotelli in tribuna, Aguero e Dzeko a fare faville in campo. Il City rimane in contatto. Prosegue la bella favola dell'Everton, ma anche il West Ham sorprende tutti con il sesto posto raggiunto dopo il successo a Newcastle.
COS'E' SUCCESSO – Dopo 17 anni di attesa, per l'Aston Villa sembrava finalmente giunto il momento di sfatare il tabù United, che in questo lasso di tempo aveva sempre vinto o al massimo pareggiato al Villa Park. Ma alla fine a Birmingham più che la replica del 3-1 datato 19 agosto 1995, è andata in onda quella del 3-2 per i Red Devils del 6 gennaio del 2002. Quest'ultimo era un match di FA Cup, ma, come accaduto sabato, i ragazzi di Alex Ferguson erano sotto di due reti e hanno poi finito per vincere. Dieci anni fa grande protagonista della rimonta fu Ruud Van Nistelrooy, nel fine settimana uno scatenato Chicharito Hernandez. Lo United resta così al comanda della classifica, guadagnando pure due punti sul Chelsea, fermato in casa dal Liverpool. I Blues perdono due punti preziosi e John Terry, al rientro dopo le quattro giornate di squalifica per l'ormai celeberrimo insulto razzista rivolto ad Anton Ferdinand. JT segna e si infortuna gravemente in uno scontro di gioco con Luis Suarez, poi autore, con la sua decima rete stagionale, del goal del pari. Così come i cugini dello United, si afferma in rimonta ma con merito anche il City sul Tottenham, alla seconda sconfitta consecutiva. Ancora determinante Edin Dzeko, entrato nel secondo tempo. Mantiene il quarto posto l'Everton, che inguaia ulteriormente il Sunderland. Il Fulham rischia di vincere per la prima volta sul campo dell'Arsenal, sempre più lontano dal vertice della classifica. In coda rimangono a secco di vittorie e nelle ultime tre posizioni Reading, Southampton e QPR.
IL TOP – Lo davano già come sicuro partente dall'Old Trafford. Troppa concorrenza in attacco, soprattutto dopo l'acquisto di Robin Van Persie, e le prestazioni non brillantissime della stagione passata apparivano delle ottime ragioni per vendere al miglior offerente Chicharito Hernandez, ormai divenuto un habitué della panchina. Il messicano non si è perso d'animo e quando chiamato a impallinare le difese avversarie non si è mai tirato indietro. Negli ultimi cinque incontri tra campionato e coppe ha realizzato ben sette goal, compresa la quasi tripletta al Villa Park. Quasi pleonastico ribadire che tante della sue marcature sono poi risultate decisive.
IL FLOP – Prima buttano alle ortiche un vantaggio di due reti, facendosi addirittura scavalcare. Poi i Gunners hanno la palla della vittoria all'ultimo secondo e non la sanno sfruttare al meglio. Il dato di fatto è che l'attuale inizio stagione è il peggiore dell'Arsenal dai primi anni Ottanta.
LA SORPRESA – Un Liverpool fin qui ancora troppo balbettante ha trovato uno squillo degno del suo blasone su un campo difficile come lo Stamford Bridge, dove però i Reds avevano vinto le ultime tre sfide, compresa quella di Coppa di Lega segnata dal primo grave infortunio occorso a Luca Leiva. Che la cura-Rodgers stia iniziando a fare effetto?
TOH CHI SI RIVEDE – Con le sue ultime prestazioni Olivier Giroud ha smentito in buona parte la fama di brocco che si era appiccicato addosso dopo un'inizio di stagione fallimentare. Il centravanti francese dell'Arsenal, autore di una doppietta contro il Fulham, sembra tornato quello dei tempi di Montpellier. Una buona notizia per Arsene Wenger, che nel complesso non ha molte ragioni per essere allegro.
LA CHICCA – Dopo 38 partite consecutive fuori casa in cui aveva concesso almeno un goal (record negativo nella storia della Premier), sul campo del Reading il Norwich è riuscito a mantenere inviolata la proprio porta.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Se il QPR continuerà a rimediare sonori sganassoni a destra e a manca è piuttosto probabile che il fantasista marocchino Adel Taarabt, già nelle mire del PSG lo scorso anno, si cerchi una destinazione più adeguata al suo talento.
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lunedì 5 novembre 2012
Il punto sulla Premier - Comanda lo United
I Red Devils si issano al vertice della classifica sconfiggendo l'Arsenal, giunto così alla quarta sconfitta consecutiva all'Old Trafford.
Solo pareggi per Chelsea e Manchester City. Nelle retrovie successo di fondamentale importanza dell'Aston Villa, che si impone sul difficile campo del Sunderland. Pareggio che non serve a nessuno tra QPR e Reading.
COS'E' SUCCESSO – Se non è record, ci siamo andati molto vicini. Robin Van Persie ci ha messo solo due minuti e mezzo per trafiggere l'Arsenal nel primo match da ex di super lusso dopo otto anni di carriera in biancorosso, spianando così la strada ai Red Devils. I Gunners escono dall'Old Trafford con una sconfitta di misura e non una goleada come lo scorso anno (2-8), ma per quello che si è visto in campo sono ancora parecchio inferiori ai rivali. Il tridente Balotelli-Tevez-Dzeko rimane a secco e il City perde due punti preziosi al Boleyn Ground, dove il West Ham domina lunghi tratti del primo tempo ma soffre molto nei minuti finali. Viene scalzato dalla vetta della classifica il Chelsea, raggiunto nei minuti finali da un ottimo Swansea, reduce dalla bella impresa del 3-1 al Liverpool in Coppa di Lega. Continuano i problemi in difesa per i Blues, che a breve recupereranno lo squalificato John Terry. All'Anfield Road, dove aveva perso 15 degli ultimi 17 incontri, il Newcastle rischia di rovinare la festa a Steven Gerrrad, giunto alle 600 presenze con il Liverpool. L'1-1 finale lascia l'amaro in bocca a entrambe le squadre. Clamoroso tonfo interno del Tottenham, mentre rimane nelle posizioni di vertice l'Everton, che però si fa riacciuffare in extremis al Craven Cottage. In coda bene Norwich e Aston Villa, QPR e Reading impattano tra loro e rimangono staccatissime dal quartultimo posto utile per rimanere in Premier.
IL TOP – Giù il cappello davanti alla neo-promossa terribile. Dopo anni di delusioni, finalmente il West Ham regala un po' di soddisfazioni ai suoi tifosi. Chissà, se il goal di Kevin Nolan non fosse stato ingiustamente annullato, gli Irons potevano addirittura battere i campioni uscenti. Ma va già bene così.
IL FLOP – Pessima la gara degli undici in campo, orrenda la gestione dalla panchina di André Villas-Boas (inspiegabile la sostituzione di Jermain Defoe) e così il Tottenham butta alle ortiche tre punti di platino in casa contro il Wigan. Ai tempi di Redknapp, nel 2009, i Latics al White Hart Lane furono schiacciati per 9-1, sabato hanno stra-meritato la vittoria contro una squadra troppo brutta per essere vera.
LA SORPRESA – Dopo un brillante inizio di stagione, lo Swansea allenato da Miki Laudrup aveva collezionato solo quattro punti negli ultimi sei match prima di incontrare la capolista Chelsea. Con i Blues hanno avuto il merito di raccogliere un punto insperato ed esprimere nuovamente trame di gioco di pregevole fattura.
TOH CHI SI RIVEDE – Anche a causa di vari problemi fisici, Gabriel Agbonlahor non segnava in Premier dal 5 novembre 2011. La sua marcatura allo Stadium of Light potrebbe rivelarsi un punto di svolta per lui e soprattutto per l'Aston Villa, estremamente bisognoso di punti per evitare il capitombolo in Championship.
LA CHICCA – Il Fulham è pessimo nel mantenere il vantaggio, tanto che ha già dilapidato ben 12 punti a causa delle rimonte subite. Nonostante questo difetto non da poco, i Cottagers sono lo stesso settimi in classifica.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Johan Cabaye è un centrocampista dai piedi molto raffinati, ormai tra i punti fermi della nazionale francese e del Newcastle, dove era arrivato dal Lille fresco campione nazionale. Ogni tanto, come accaduto domenica, regala anche marcature di grande classe.
Solo pareggi per Chelsea e Manchester City. Nelle retrovie successo di fondamentale importanza dell'Aston Villa, che si impone sul difficile campo del Sunderland. Pareggio che non serve a nessuno tra QPR e Reading.
COS'E' SUCCESSO – Se non è record, ci siamo andati molto vicini. Robin Van Persie ci ha messo solo due minuti e mezzo per trafiggere l'Arsenal nel primo match da ex di super lusso dopo otto anni di carriera in biancorosso, spianando così la strada ai Red Devils. I Gunners escono dall'Old Trafford con una sconfitta di misura e non una goleada come lo scorso anno (2-8), ma per quello che si è visto in campo sono ancora parecchio inferiori ai rivali. Il tridente Balotelli-Tevez-Dzeko rimane a secco e il City perde due punti preziosi al Boleyn Ground, dove il West Ham domina lunghi tratti del primo tempo ma soffre molto nei minuti finali. Viene scalzato dalla vetta della classifica il Chelsea, raggiunto nei minuti finali da un ottimo Swansea, reduce dalla bella impresa del 3-1 al Liverpool in Coppa di Lega. Continuano i problemi in difesa per i Blues, che a breve recupereranno lo squalificato John Terry. All'Anfield Road, dove aveva perso 15 degli ultimi 17 incontri, il Newcastle rischia di rovinare la festa a Steven Gerrrad, giunto alle 600 presenze con il Liverpool. L'1-1 finale lascia l'amaro in bocca a entrambe le squadre. Clamoroso tonfo interno del Tottenham, mentre rimane nelle posizioni di vertice l'Everton, che però si fa riacciuffare in extremis al Craven Cottage. In coda bene Norwich e Aston Villa, QPR e Reading impattano tra loro e rimangono staccatissime dal quartultimo posto utile per rimanere in Premier.
IL TOP – Giù il cappello davanti alla neo-promossa terribile. Dopo anni di delusioni, finalmente il West Ham regala un po' di soddisfazioni ai suoi tifosi. Chissà, se il goal di Kevin Nolan non fosse stato ingiustamente annullato, gli Irons potevano addirittura battere i campioni uscenti. Ma va già bene così.
IL FLOP – Pessima la gara degli undici in campo, orrenda la gestione dalla panchina di André Villas-Boas (inspiegabile la sostituzione di Jermain Defoe) e così il Tottenham butta alle ortiche tre punti di platino in casa contro il Wigan. Ai tempi di Redknapp, nel 2009, i Latics al White Hart Lane furono schiacciati per 9-1, sabato hanno stra-meritato la vittoria contro una squadra troppo brutta per essere vera.
LA SORPRESA – Dopo un brillante inizio di stagione, lo Swansea allenato da Miki Laudrup aveva collezionato solo quattro punti negli ultimi sei match prima di incontrare la capolista Chelsea. Con i Blues hanno avuto il merito di raccogliere un punto insperato ed esprimere nuovamente trame di gioco di pregevole fattura.
TOH CHI SI RIVEDE – Anche a causa di vari problemi fisici, Gabriel Agbonlahor non segnava in Premier dal 5 novembre 2011. La sua marcatura allo Stadium of Light potrebbe rivelarsi un punto di svolta per lui e soprattutto per l'Aston Villa, estremamente bisognoso di punti per evitare il capitombolo in Championship.
LA CHICCA – Il Fulham è pessimo nel mantenere il vantaggio, tanto che ha già dilapidato ben 12 punti a causa delle rimonte subite. Nonostante questo difetto non da poco, i Cottagers sono lo stesso settimi in classifica.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Johan Cabaye è un centrocampista dai piedi molto raffinati, ormai tra i punti fermi della nazionale francese e del Newcastle, dove era arrivato dal Lille fresco campione nazionale. Ogni tanto, come accaduto domenica, regala anche marcature di grande classe.
martedì 30 ottobre 2012
La top 10 del calcio inglese scritta per Calcissimo.com
10 – Il 219esimo derby della Merseyside è stato emozionante, spettacolare, vibrante, indimenticabile. Per carica agonistica una delle migliori partite degli ultimi 2-3 anni.
9 – E bravo Chicharito. Uno che se chiamato a giocare le sue chance non si tira mai indietro e in quattro giorni regala allo United i tre punti in Champions League e contro il Chelsea. Scusate se è poco!
8 – Il Cardiff City fa sul serio. Dopo una sequela di tentativi falliti, i Bluebirds quest’anno sembrano destinati a vincere la Championship a mani basse. All’orizzonte si profila un derby da favola con lo Swansea in Premier…
7 – Povero Julio Cesar, sta parando tutto il parabile e anche di più. Ma i suoi compagni di squadra proprio non ce la fanno a stare al suo passo.
6 – Mai dare per morto il Wigan. Un primo segnale di ripresa è arrivato già sabato, con l’esiziale vittoria con il West Ham. Scommettiamo che anche quest’anno i Latics non finiranno tra le ultime tre?
5 – Singolare e quanto mai dannoso (per i colori dell’Aston Villa) che Joe Bennett si sia fatto espellere per due falli da cartellino giallo commessi ai danni di un altro Bennett, Leon del Norwich.
4 – Caro Luis Suarez, ma ne devi sempre combinare una storta anche quando sei il migliore in campo? Errare è umano, perseverare diabolico…
3 – Una grande che tale non è più da troppo tempo. Il Leeds United continua il suo infinito calvario. In Championship i Whites zoppicano anche quest’anno. E la promozione per il momento è solo un miraggio.
2 – E’ vero, sia in questa stagione che nella passata il Manchester City in Champions League ha rimediato un girone di ferro. Però, visti anche i soldi spesi dagli sceicchi, i risultati sono troppo per essere veri.
1 – Bruttissimo il lancio di oggetti in campo sia allo Stamford Bridge che al Goodison Park. I gesti di Suarez (vedi sopra) e le sviste arbitrali non giustificano follie del genere. Mai.
0 – Firmeremmo volentieri qualsiasi petizione cartacea o online per non vedere più Mark Clattenburg arbitrare partite di calcio. E non solo di Premier.
9 – E bravo Chicharito. Uno che se chiamato a giocare le sue chance non si tira mai indietro e in quattro giorni regala allo United i tre punti in Champions League e contro il Chelsea. Scusate se è poco!
8 – Il Cardiff City fa sul serio. Dopo una sequela di tentativi falliti, i Bluebirds quest’anno sembrano destinati a vincere la Championship a mani basse. All’orizzonte si profila un derby da favola con lo Swansea in Premier…
7 – Povero Julio Cesar, sta parando tutto il parabile e anche di più. Ma i suoi compagni di squadra proprio non ce la fanno a stare al suo passo.
6 – Mai dare per morto il Wigan. Un primo segnale di ripresa è arrivato già sabato, con l’esiziale vittoria con il West Ham. Scommettiamo che anche quest’anno i Latics non finiranno tra le ultime tre?
5 – Singolare e quanto mai dannoso (per i colori dell’Aston Villa) che Joe Bennett si sia fatto espellere per due falli da cartellino giallo commessi ai danni di un altro Bennett, Leon del Norwich.
4 – Caro Luis Suarez, ma ne devi sempre combinare una storta anche quando sei il migliore in campo? Errare è umano, perseverare diabolico…
3 – Una grande che tale non è più da troppo tempo. Il Leeds United continua il suo infinito calvario. In Championship i Whites zoppicano anche quest’anno. E la promozione per il momento è solo un miraggio.
2 – E’ vero, sia in questa stagione che nella passata il Manchester City in Champions League ha rimediato un girone di ferro. Però, visti anche i soldi spesi dagli sceicchi, i risultati sono troppo per essere veri.
1 – Bruttissimo il lancio di oggetti in campo sia allo Stamford Bridge che al Goodison Park. I gesti di Suarez (vedi sopra) e le sviste arbitrali non giustificano follie del genere. Mai.
0 – Firmeremmo volentieri qualsiasi petizione cartacea o online per non vedere più Mark Clattenburg arbitrare partite di calcio. E non solo di Premier.
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