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domenica 19 maggio 2013

Il punto sulla Premier – L'Arsenal vola in Champions League

I Gunners beffano gli eterni rivali del Tottenham, che ora rischiano di perdere il fenomeno Gareth Bale.

Il definitivo addio di Sir Alex Ferguson si consuma in un tripudio di goal (5-5) a West Bromwich. Saluta la compagnia anche Jamie Carragher, bandiera del Liverpool.

COS'E' SUCCESSO – L'ultima giornata della Premier 2012-13 non regala il pathos di alcuni atti finali degli ultimi anni, visto che il verdetto su titolo e retrocessioni era già stato emesso. Fino ai secondi finali, però, rimangono in bilico le posizioni tra le terza e la quinta. Grazie a un ritrovato Fernando Torres, ancora in rete dopo la finale di Europa League, il Chelsea rovina la festa d'addio di David Moyes e si qualifica direttamente per i gironi di Champions League. Farà i preliminari l'Arsenal, che a Newcastle soffre tanto ma vincendo alla fine infligge l'ennesima delusione al Tottenham, cui non basta la diciannovesima rete di Bale in Premier. Che sia anche l'ultima, visto che il gallese ora potrebbe migrare in Spagna, dalle parti del Santiago Bernabeu?

IL TOP – Non è solo il migliore della settimana, forse è il migliore degli ultimi due decenni. Per il 2012-13 chiudiamo la nostra rubrica rendendo omaggio al grande Sir Alex Ferguson, giunta al passo d'addio con un altro record impressionante: 1.500 panchine alla guida del Manchester United (ben 625 senza subire reti!). Dubitiamo fortemente che qualcuno saprà mai fare meglio.

IL FLOP – Cala il siprario con una sconfitta per le due principali delusioni stagionali: il Manchester City, fallimentare in Europa e ancora senza titoli nel 2013, e il QPR, ultimo in classifica nonostante gli ingenti investimenti fatti dal proprietario malese Tony Fernandes per garantire un futuro nella massima serie ai Super Hoops.

LA SORPRESA – Inaspettato il 5-5 di The Hawthorns, non era tanto prevedibile nemmeno il 3-0 con cui il Fulham ha stracciato lo Swansea a domicilio. La terza rete è stata segnata addirittura del desaparecido Urby Emanuelson...

TOH CHI SI RIVEDE – Impiegato con il contagocce da Paul Lambert, Darren Bent molto probabilmente non avrà un futuro al Villa Park. Il goal al Wigan potrebbe quindi essere l'ultimo della sua carriera con l'Aston Villa.

LA CHICCA – Un po' di curiosità per finire l'anno. Il Manchester United non pareggiava 5-5 da un match di seconda divisione con il Lincoln disputatosi nel 1895, mentre l'ultimo risultato del genere nella massima divisione inglese vide protagonisti Newcastle e QPR nel 1984. Solo Steed Malbranque (26) è stato sostituito più spesso di Lukas Podolski (23) nella storia della Premier in una singola stagione. Sono 50 partite casalinghe che il Manchester City segna almeno un goal all'Etihad Stadium.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Provando a ipotizzare uno dei nomi caldi dell'estate di mercato, non ci sorprenderemmo se il belga di origini marocchine Marouane Fellaini dovesse suscitare l'interesse di molti club. O forse il duttilissimo e prolifico centrocampista, da cinque anni all'Everton, è già destinato a raggiungere Moyes all'Old Trafford.

lunedì 29 aprile 2013

Il punto sulla Premier – Si infiamma la lotta per un posto in Champions League

Tra le tre londinesi che si giocano due posti nell'Europa che conta vince solo il Chelsea. Il Manchester City ipoteca il secondo posto sconfiggendo il West Ham.

Il Liverpool umilia il Newcastle, che torna a tremare. Sempre in zona retrocessione, male il Norwich, benissimo l'Aston Villa, che sotterra il Sunderland sotto sei goal. QPR e Reading salutano la compagnia con uno scialbo 0-0 nello scontro diretto.

COS'E' SUCCESSO – Decisa anche matematicamente la lotta per il titolo, la Premier propone ancora molti spunti interessanti. In primis la rincorsa al terzo e quarto posto. Questo fine settimana si avvantaggia il Chelsea, vittorioso in casa con uno Swansea ormai appagato. Frankie Lampard sale a una sola rete di distanza dai 202 goal di Bobby Tambling, recordman di segnature in maglia Blues. Robin Van Persie torna all'Emirates e segna ancora ai suoi vecchi compagni. L'olandese si sta per laureare capocannoniere. Ora è a quota 25 e Suarez (23) non giocherà più per il resto della stagione. Non bene il Tottenham che acciuffa con affanno il pari a Wigan. Nei quartieri bassi della classifica scintillante prestazione dell'Aston villa (e di Benteke, tripletta), che infligge un terribile dispiacere a Paolo Di Canio (1-5 ed espulsione per Sessegnon). Dietro pessime prove di Newcastle (0-6 con il Liverpool, che ritrova Fabio Borini in campo e subito in goal) e Norwich (Canarini impallinati a Stoke).

IL TOP – Dopo quello del 2011, Gareth Bale ha vinto per la seconda volta il premio di miglior giocatore della stagione (nonché quello di miglior giovane). Per farlo, e scusate se è poco, ha battuto la concorrenza di un vero fenomeno come Van Persie. Giocatore dominante come pochi al mondo, contro il Wigan il gallese per una volta ha segnato un goal “brutto” (incredibile pasticcio difensivo), lui che ci ha abituato a perle da cineteca.

IL FLOP – Il Newcastle non perdeva con sei goal di scarto nella massima divisione dal 1925 (1-7 contro il Blackburn). La sconfitta contro una squadra, il Liverpool, sicuramente non eccelsa e per di più priva del suo migliore giocatore (il plurisqualificato Suarez) rappresenta un segnale molto allarmante per un finale di stagione da vivere con il fiato sospeso per i supporter dei Magpies.

LA SORPRESA – Nelle dimensioni – un secco 3-0 – il trionfo del West Bromwich Albion a Southampton è stato abbastanza inaspettato. Se poi pensiamo che i Saints non perdevano in casa con il team del The Hawthorns dal 1969 (allora fu “solo” per 0-2), possiamo quasi parlare di risultato storico.

TOH CHI SI RIVEDE – Charlie Adam ha messo fine a un digiuno durato cinque mesi siglando l'unico goal del match salvezza contro il Norwich. Da quando è allo Stoke, lo scozzese ha palesato più bassi che alti, ma forse per i Potters la sua marcatura potrebbe valere la salvezza. Quando si dice un tempismo perfetto.

LA CHICCA – I 20 titoli del Manchester United sono stati vinti da soli tre allenatori: Alex Ferguson (13), Matt Busby (5) e Ernest Mangnall (2).

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Danny Rose è chiaramente solo di passaggio al Sunderland, dove ha ben impressionato per tutta la stagione. Nel 2013-14 dovrebbe tornare alla squadra che detiene il suo cartellino, il Tottenham. Dal momento che il ventitreenne è un esterno difensivo sinistro e che proprio sulle fasce gli Spurs hanno abbondanza di talenti, non è detto che al White Hart Lane giocherà spesso da titolare.

sabato 6 aprile 2013

Sempre su Di Canio

Per capire bene il personaggio consiglio caldamente la lettura dell'ottimo pezzo dell'amico Stefano Faccendini, linkato QUI. Intanto, come riportano vari articoli apparsi sui media inglesi, a Sunderland le associazioni dei minatori continuano a storcere il naso. Tanti tifosi, invece, provano a non mischiare calcio e politica e attendono il corso degli eventi.

martedì 2 aprile 2013

Arriva Di Canio, Miliband se ne va

Scritto per il Manifesto.

“Auguro al Sunderland un futuro pieno di successi. E’ una grande istituzione che ha fatto tanto per il Nordest britannico e faccio tanti auguri alla squadra per le prossime sette partite decisive per la permanenza in Premier. Tuttavia, alla luce delle dichiarazioni politiche fatte in passato dal nuovo manager, credo sia giusto lasciare”. L'ex ministro degli esteri e candidato alla leadership laburista David Miliband non ha avuto dubbi: appena il Sunderland ha deciso di nominare Paolo Di Canio come manager al posto di Martin O'Neill, ha preferito rassegnare le dimissioni da vicepresidente e membro del board of directors.

L'ex idolo della tifoseria laziale non ha mai nascosto le sue simpatie per l'ideologia fascista e per Benito Mussolini, tanto da sfoggiare un tatuaggio con la scritta “Dux”. Non proprio un “dettaglio” di poco conto in una roccaforte laburista come il Nordest dell'Inghilterra. Il Sunderland ha da sempre una tifoseria di forte matrice working class, celebre ai tempi del vecchio stadio Roker Park per il Roker Roar, il “ruggito” del pubblico, simbolo di una immensa passione e della vicinanza a un team storico. Un team che ha mietuto buona parte dei suoi successi in piena epoca vittoriana. Ovvero quando la nascita del professionismo e della conseguente nuova opportunità di lavoro per i figli della classe operaia, vide il Nord dell'Inghilterra dominare su Londra e il suo retaggio amatoriale dettato dallo snobismo delle famiglie dell'alta borghesia e della nobiltà.

Tornando ai nostri giorni, sui social network un po' di supporter hanno già espresso la loro delusione per l'arrivo di un personaggio controverso come Di Canio. Tristemente celebre per i suoi saluti romani, oltre Manica – dove ha giocato e allenato per anni – è anche famoso per una serie pressoché infinita di gesti eclatanti. Iniziò con la spinta all'arbitro Paul Alcock nel 1998 che gli valse undici turni di squalifica, il gesto di fair play di non segnare un goal a porta vuota contro l'Everton perché il portiere avversario era a terra infortunato, i recenti litigi con i giocatori e la dirigenza dello Swindon Town, compagine di terza serie lasciata lo scorso febbraio per le difficoltà finanziarie del club, che a suo dire gli impedivano di continuare a lavorare nel migliore dei modi.

In Gran Bretagna, come del resto nelle tante squadre italiane in cui ha militato, lo rammentano pure per le giocate di grande spessore. In particolare, è un'idolo assoluto dei tifosi del West Ham, altra squadra dallo spiccato background working class, che non avrebbero avuto nulla da ridire se fosse divenuto loro tecnico (ipotesi tutt'altro che campata in aria, secondo i tabloid). Per loro Paolo è quello dei dribbling ubriacanti e dei goal impossibili, come la sforbiciata volante contro il Wimbledon nel 2000. A dirla tutta negli anni londinesi, ma anche nella stagione trascorsa al Celtic (tifoseria molto di sinistra) Mr Di Canio la sua fede politica evitava di sbandierarla ai quattro venti, sebbene tutti la conoscessero.

Ben differente l'atteggiamento assunto a fine carriera, al ritorno alla Lazio, la squadra del cuore, che seguiva da ragazzino in Curva Nord e con cui si fece un nome nel grande calcio professionistico. La “vicinanza” agli ultrà biancocelesti, dichiaratamente di estrema destra e il braccio teso “galeotto” contro la Juventus – che gli valse una squalifica – riportarono sulle prime pagine dei giornali le simpatie politiche del ragazzo cresciuto nel quartiere popolare del Quarticciolo. Adesso lo attende un compito difficile, salvare una squadra allo sbando (solo due punti nelle ultime otto partite) dalla retrocessione dalla ricca Premier al purgatorio (finanziario) della Championship. Molto probabile che anche in caso di salvezza Miliband non tornerà sui suoi passi. Strano destino quello del fratello dell'attuale segretario laburista Ed, che lo sconfisse a sorpresa nel 2010 nella corsa per la leadership del partito. Da poco ha scelto di rinunciare anche al seggio alla Camera dei Comuni e dire addio alla carriera politica per guidare l’International Rescue Commitee – ong per il sostegno dei rifugiati con sede a New York. Nonostante David abbia sempre smentito, non ne poteva più di vivere all'ombra del giovane Ed, un pizzico più di sinistra di lui e ben voluto dai sindacati.

A proposito dei trascorsi al Sunderland, per la verità la scorsa estate David Miliband aveva definito “una pietra miliare nella storia della Premier League” la firma del contratto di sponsorizzazione con la Invest in Africa. Dietro alla no profit, si cela la discussa multinazionale petrolifera con sede a Londra Tullow Oil, nota per l'estrema opacità – non pubblica nessuno dei contratti con i vari governi africani con cui collabora – ma soprattutto per le critiche ricevute per le operazioni in Ghana, causa di pesantissimi impatti ambientali. A differenza di Miliband, i supporter del Sunderland avevano espresso le loro perplessità sul nuovo sponsor. Ora attendono ulteriori chiarimenti da Di Canio, che ha già fatto sapere di “non essere razzista”. Ma di rinnegare l'amore per il fascismo per ora non se ne parla nemmeno.

martedì 22 gennaio 2013

Il punto sulla Premier – Il City rosicchia terreno allo United

I Light Blues approfittano del pareggio della capolista al White Hart Lane per accorciare di due lunghezze il loro distacco dalla vetta. Bene il Chelsea nel derby con l’Arsenal.

Risorge il Liverpool, che passeggia sul malcapitato Norwich. Sempre più in difficoltà il Newcastle, superato a domicilio dal Reading. Punti d’oro per il Sunderland a Wigan. Nel Monday Night un buon Southampton pareggia in casa con l'Everton.

COS'E' SUCCESSO – Hanno tirato in porta ben 25 volte per segnare una rete, ma alla fine gli Spurs sono riusciti a riacciuffare il Manchester United e a fare un bel favore a Roberto Mancini & co. Il Tottenham consolida la quarta posizione, i Red Devils perdono due punti di vantaggio sul City, sebbene solo una volta (nel 2006-07), dopo 23 giornate avessero fatto registrare più punti (57) rispetto ai 56 della stagione attuale. All’Etihad Stadium i Light Blues hanno avuto vita facile contro un Fulham molto dimesso e dal gioco farraginoso. Per sbarazzarsi dei Cottagers sono bastate due prodezze di David Silva, ormai tornato ai livelli della scorsa stagione. Nel derby tra Chelsea e Arsenal i Gunners si prendono un primo tempo di totale relax e i tre punti se li aggiudicano i padroni di casa, nonostante qualche patema d’animo di troppo palesato nella seconda frazione di gioco. A Southampton la tifoseria avversaria prima contesta la dirigenza per il licenziamento del manager Neil Adkins, poi si mangia le mani per le tante occasioni sprecate contro l'Everton, che rimane nei quartieri alti della classifica. Domina il Liverpool contro il Norwich, mentre rallenta ancora il West Bromwich Albion, capace solo nel finale di riacciuffare l’Aston Villa. In coda situazione sempre più fluida, con risultati importanti in due scontri diretti di Reading (sanguinosa sconfitta per il Newcastle) e Sunderland (male il Wigan). A rischiare adesso sono una decina di squadre, considerando che anche il QPR (1-1 al Boleyn Ground, con Loik Remy subito in goal) non è per niente spacciato.

IL TOP – Per far dimenticare la brutta eliminazione nel replay di FA Cup (0-2 interno contro il Bolton Wanderers), il Sunderland aveva bisogno di una grande prova a Wigan. Missione compiuta, per lo più in rimonta. Ora la zona calda della classifica è più lontana e il morale parecchio risollevato.

IL FLOP – C’e’ poco da fare, David De Gea tra i pali se la cava – sebbene spesso con uno stile molto approssimativo – mentre in uscita è un portiere da oratorio. La sua ultima topica è costata due punti preziosissimi al Manchester United. Non a caso Sir Alex pensa già da tempo al suo successore.

LA SORPRESA – Un Reading in crescita, un Newcastle involuto dal punto di vista del gioco e alle prese con infortuni e partenze eccellenti. Nonostante queste premesse, la vittoria dei Royals al St James’ Park rappresenta il risultato shock del fine settimana.

TOH CHI SI RIVEDE – Michael Owen non segnava un goal in Premier da un anno e mezzo. E pensare che il suo totale in carriera nel massimo campionato inglese è di ben 150 marcature. Se continua a giocare spiccioli di partita allo Stoke, difficile che possa rimpinguare il bottino.

LA CHICCA – Grazie all’acuto del White Hart Lane, Robin Van Persie è diventato il primo giocatore della storia della Premier ad aver segnato almeno 10 goal in trasferta in tre stagioni consecutive.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – L'ultimo bambino prodigio della fantastica academy del Southampton – che in tempi recenti ha sfornato campioni come Bale, Walcott e Oxlade Chamberlain – si chiama Luke Shaw. Un terzino sinistro classe 1995 con spiccate doti offensive, che sta decisamente bruciando le tappe. Con i piedi e la velocità che si ritrova c'è poco da stupirsi...

martedì 11 dicembre 2012

Il punto sulla Premier – Manchester torna rossa

Lo United si aggiudica il derby in maniera rocambolesca e consolida il primato. La cura Benitez inizia a dare i suoi frutti e Torres trascina il Chelsea a Sunderland.

Altro match dall’andamento pazzesco quello tra Everton e Tottenham, con vittoria in extremis dei Toffeemen. Si risollevano Arsenal e Liverpool, anche grazie a qualche episodio fortunato. Nel Monday Night vince il Fulham.

COS'E' SUCCESSO - Un derby spettacolare, vibrante e infarcito di colpi di scena. Uno spot perfetto per la Premier League e per il movimento calcistico inglese. Il primo atto stagionale della stracittadina di Manchester ha regalato una caterva di emozioni e una vittoria dal valore inestimabile per lo United, che così consolida il suo primato in classifica sui rivali (ora distanti sei punti e sconfitti in casa in campionato dopo 37 match consecutivi). Decisivi Wayne Rooney e Robin Van Persie (al 59esimo goal in 71 partite disputate dal gennaio 2011 a oggi). Roberto Mancini può recriminare sulle mancate chance, ma forse si deve chiedere se non sarebbe stato meglio mettere subito nell'undici titolare Carlos Tevez al posto di uno spaesato Mario Balotelli. Dopo il flop europeo, è probabile che la riconferma del Mancio passi dal titolo in Premier, al momento tutt'altro che scontato. Giornata positiva per le altre grandi, con il Chelsea che ha vita facile sul campo del Sunderland (dove i Blues avevano vinto le ultime nove volte) anche grazie al redivivo Fernando Torres. Bene l'Arsenal contro il West Bromwich Albion (alla terza sconfitta consecutiva) e il Liverpool in rimonta sul campo del West Ham (con due marcature degli ex Glen Johnson e Joe Cole). Incredibile l'andamento della sfida del Goodison Park. Il Tottenham esce sconfitto 2-1 dopo essere stato in vantaggio fino ai minuti di recupero. Ora è bagarre per il quarto posto, con l'Everton che si rilancia in grande stile. In coda il Southampton vince lo scontro diretto con il Reading, mentre QPR e Aston Villa pareggiano contro Wigan e Stoke.

IL TOP – Si fa presto per dare in parabola discendente un campionissimo come Wayne Rooney. Alcuni media inglesi stavano già celebrando il de profundis, vuoi per l'arrivo di Robin Van Persie, vuoi per qualche prestazione non eccelsa dell'ex ragazzo prodigio dell'Everton. La doppietta al City, che lo issa a pari merito a quota dieci goal con Franny Lee e Joe Hayes (entrambi Light Blues) nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della stracittadina di Manchester e una marcatura sopra il mitico Bobby Charlton sono la conferma che prima di poter dare per finito uno del calibro di Wayne Rooney deve passare ancora qualche annetto.

IL FLOP – Secondo noi si è tuffato alla grande e l'arbitro di turno, ahi lui, ha abboccato. Il gesto di Santi Cazorla contro il West Bromwich (che ha fruttato il rigore del vantaggio all'Arsenal) è senza dubbio da stigmatizzare, tanto quanto le intemperanze dei tifosi del Manchester City a fine derby. Ora si riapriranno due tavoli di discussione, uno sulle simulazioni di giocatori stranieri o autoctoni, e uno sulla violenza. Servono pene esemplari, in entrambi i casi.

LA SORPRESA – Una imbattibilità che dura da nove match, tra i quali spicca anche una vittoria contro il Manchester United capolista. Il Norwich è un team in grandissimo spolvero, ma in pochi pensavano potesse sconfiggere a domicilio un'altra compagine reduce da un ottimo momento di forma come lo Swansea. Una cosa è certa: Chris Hughton non sta facendo rimpiangere Paul Lambert.

TOH CHI SI RIVEDE – Dopo un anno di prestito al Lille – dove non sentono così tanto la sua mancanza – Joe Cole sta faticando a trovare spazio nel Liverpool targato Brendan Rodgers. Il goal contro i suoi amati Hammers potrebbe aiutarlo a risalire la china e garantirgli una buona dose di fiducia.

LA CHICCA – Il Tottenham tiene male nella parte finale dei match. Gli Spurs, infatti, hanno concesso 10 goal negli ultimi 15 minuti dei match giocati finora in Premier. Ben il 40 per cento delle marcature subite.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Di Jason Puncheon ricordiamo una fantastica tripletta in un Millwall-Crystal Palace di qualche anno fa. Un biglietto da visita ideale per apprezzare le sue notevoli qualità. Peccato che al ragazzo abbia sempre difettato la continuità, una caratteristica fondamentale per un centrocampista. Ora al Southampton, dopo una serie infinita di prestiti, sembra aver finalmente imboccato la “retta via”.

martedì 4 dicembre 2012

Il punto sulla Premier – Comanda Manchester

Lo United allunga sul City, bloccato in casa dall’Everton, ma è ormai evidente che nessun altro club potrà scardinare il dominio sulla Premier delle due squadre della città del Lancashire.

Brutte sconfitte per Chelsea, West Bromwich Albion e Arsenal, con i Gunners che ormai navigano a metà classifica. Bene invece il Tottenham, facile sul campo del Fulham dell’ex Dimitar Berbatov. Solo un pari per il QPR del nuovo corso di Harry Redknapp, la zona salvezza rimane un miraggio.

COS'E' SUCCESSO – Ormai è ufficiale: la Premier 2012-13 è una corsa a due, né più né meno come l’anno scorso. Manchester United e Manchester City sono gli unici team in grado di giocarsi il titolo e già con il derby in programma domenica all’Etihad Stadium si potrebbe avere qualche indicazione supplementare sul destino del campionato attuale. Ad arrivare meglio alla stracittadina sono i Red Devils, reduci dal rocambolesco 4-3 a Reading (decima rimonta stagionale) frutto di una mezzora infarcita di goal ed emozioni e del resto del match condotto con il pilota automatico. I Light Blues, invece, con l’Everton hanno seriamente rischiato di perdere l’imbattibilità casalinga che ormai dura da un paio d’anni (gli ultimi a violare Eastlands furono proprio i Toffeemen). I ragazzi allenati da Roberto Mancini non stanno attraversando un momento brillante e si vede, quale migliore occasione per rimettersi in carreggiata di un derby, in programma domenica all’Etihad? Deve ormai dire addio ai sogni di gloria il Chelsea. Il contestatissimo Rafa Benitez sarà ancor meno amato dopo il rovescio (il primo in nove anni) al cospetto del West Ham. Partita dai due volti, al Boleyn Ground. Nel primo tempo dominano i Blues, che poi nella seconda frazione crollano e si beccano un meritato 1-3. Male anche l’Arsenal, sconfitto a domicilio dallo Swansea tornato agli ottimi livelli di inizio stagione, e il West Bromwich, fattosi sorprendere in casa dallo Stoke. Per il terzo posto, allora, inizia a farci più di un pensierino il Tottenham, corsaro al Craven Cottage. Gli Spurs devono ancora recuperare qualche infortunato eccellente (come Scott Parker), sebbene in riva al Tamigi si sia fermato per un problema muscolare Gareth Bale. In coda steccano quasi tutte, compreso il Southampton ad Anfield Road (dove i Saints hanno vinto solo una volta negli ultimi 30 anni) e il Sunderland a Norwich. Nel Monday Night risorge il Newcastle, che si impone con un secco 3-0 contro il Wigan.

IL TOP – Dieci goal in 15 gare, in cui ha scodellato anche un assist. Capocannoniere della Premier insieme a gente del calibro di Luis Suarez e Robin Van Persie. Dopo la doppietta all’Emirates le quotazioni di Michu (in teoria un centrocampista offensivo) si sono ulteriormente impennate. Per strappare lo spagnolo allo Swansea si è già fatta la fila e, ironia della sorte, pare che tra i club più interessati ci sia proprio l’Arsenal.

IL FLOP – Quasi fuori dalla Champions League e ormai tagliato fuori in campionato. Il 2012-13 non sembra proprio essere una stagione da ricordare per il Chelsea, che dal 1995 non incorreva in una sequela di sette partite senza vittorie. All’epoca la striscia negativa si fermò a dieci, un risultato che il già traballante Rafa Benitez spera di non eguagliare.

LA SORPRESA – Proprio quando sembrava lanciato verso la rincorsa a un posto in Champions League, il West Bromwich Albion è incappato in due stop consecutivi. Clamoroso il secondo, in casa contro lo Stoke. D’altronde è su questi colpacci esterni a sensazione che i Potters hanno costruito alcune delle tante salvezze dell’ultimo lustro.

TOH CHI SI RIVEDE – Nell’ultimo anno non ha praticamente mai giocato, prima per un brutto infortunio rimediato nei quarti di finale di Coppa di Lega allo Stamford Bridge nel novembre 2011, poi per una ricaduta nelle prime giornate della Premier attuale. Ora Luca Leiva pare finalmente pronto per rubare palloni e impostare il gioco nel fin qui mediocre centrocampo del Liverpool.

LA CHICCA – Nei 109 match in trasferta in cui il Sunderland si è trovato a rincorrere, solo una volta ha poi finito per vincere (2-1 al Blackburn nel 2008). Al Carrow Road i Black Cats non hanno smentito questa statistica negativa, anche perché Matt Kilgallon ha sbagliato un goal a porta vuota da due passi che ha dell’incredibile.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Contro il Wigan ha realizzato in maniera molto spettacolare la sua prima rete in Premier. Gael Bigirimana, arrivato in estate al Newcastle dal Coventry City, ha delle qualità notevoli e, nonostante sia solo diciannovenne, si sta già ritagliando degli spazi importanti nel centrocampo del Newcastle. Siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di lui.

lunedì 5 novembre 2012

Il punto sulla Premier - Comanda lo United

I Red Devils si issano al vertice della classifica sconfiggendo l'Arsenal, giunto così alla quarta sconfitta consecutiva all'Old Trafford.

Solo pareggi per Chelsea e Manchester City. Nelle retrovie successo di fondamentale importanza dell'Aston Villa, che si impone sul difficile campo del Sunderland. Pareggio che non serve a nessuno tra QPR e Reading.

COS'E' SUCCESSO – Se non è record, ci siamo andati molto vicini. Robin Van Persie ci ha messo solo due minuti e mezzo per trafiggere l'Arsenal nel primo match da ex di super lusso dopo otto anni di carriera in biancorosso, spianando così la strada ai Red Devils. I Gunners escono dall'Old Trafford con una sconfitta di misura e non una goleada come lo scorso anno (2-8), ma per quello che si è visto in campo sono ancora parecchio inferiori ai rivali. Il tridente Balotelli-Tevez-Dzeko rimane a secco e il City perde due punti preziosi al Boleyn Ground, dove il West Ham domina lunghi tratti del primo tempo ma soffre molto nei minuti finali. Viene scalzato dalla vetta della classifica il Chelsea, raggiunto nei minuti finali da un ottimo Swansea, reduce dalla bella impresa del 3-1 al Liverpool in Coppa di Lega. Continuano i problemi in difesa per i Blues, che a breve recupereranno lo squalificato John Terry. All'Anfield Road, dove aveva perso 15 degli ultimi 17 incontri, il Newcastle rischia di rovinare la festa a Steven Gerrrad, giunto alle 600 presenze con il Liverpool. L'1-1 finale lascia l'amaro in bocca a entrambe le squadre. Clamoroso tonfo interno del Tottenham, mentre rimane nelle posizioni di vertice l'Everton, che però si fa riacciuffare in extremis al Craven Cottage. In coda bene Norwich e Aston Villa, QPR e Reading impattano tra loro e rimangono staccatissime dal quartultimo posto utile per rimanere in Premier.

IL TOP – Giù il cappello davanti alla neo-promossa terribile. Dopo anni di delusioni, finalmente il West Ham regala un po' di soddisfazioni ai suoi tifosi. Chissà, se il goal di Kevin Nolan non fosse stato ingiustamente annullato, gli Irons potevano addirittura battere i campioni uscenti. Ma va già bene così.

IL FLOP – Pessima la gara degli undici in campo, orrenda la gestione dalla panchina di André Villas-Boas (inspiegabile la sostituzione di Jermain Defoe) e così il Tottenham butta alle ortiche tre punti di platino in casa contro il Wigan. Ai tempi di Redknapp, nel 2009, i Latics al White Hart Lane furono schiacciati per 9-1, sabato hanno stra-meritato la vittoria contro una squadra troppo brutta per essere vera.

LA SORPRESA – Dopo un brillante inizio di stagione, lo Swansea allenato da Miki Laudrup aveva collezionato solo quattro punti negli ultimi sei match prima di incontrare la capolista Chelsea. Con i Blues hanno avuto il merito di raccogliere un punto insperato ed esprimere nuovamente trame di gioco di pregevole fattura.

TOH CHI SI RIVEDE – Anche a causa di vari problemi fisici, Gabriel Agbonlahor non segnava in Premier dal 5 novembre 2011. La sua marcatura allo Stadium of Light potrebbe rivelarsi un punto di svolta per lui e soprattutto per l'Aston Villa, estremamente bisognoso di punti per evitare il capitombolo in Championship.

LA CHICCA – Il Fulham è pessimo nel mantenere il vantaggio, tanto che ha già dilapidato ben 12 punti a causa delle rimonte subite. Nonostante questo difetto non da poco, i Cottagers sono lo stesso settimi in classifica.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Johan Cabaye è un centrocampista dai piedi molto raffinati, ormai tra i punti fermi della nazionale francese e del Newcastle, dove era arrivato dal Lille fresco campione nazionale. Ogni tanto, come accaduto domenica, regala anche marcature di grande classe.

lunedì 22 ottobre 2012

Il punto sulla Premier – Nemmeno Villas-Boas ferma il Chelsea

Guidati da un fantastico Mata, i Blues passano al White Hart Lane in un derby spettacolare e molto combattuto. Ritorno al goal di Rooney e i Red Devils si sbarazzano dello Stoke.

Il Manchester City coglie i tre punti in maniera rocambolesca a West Bromwich. Ancora decisivo Edin Dzeko, autore di una doppietta. Male l'Arsenal, che si fa sorprendere dal Norwich. Continuano i problemi per il QPR, ultimo e ancora senza vittorie.

COS'E' SUCCESSO – In tanti lo avevano dipinto come il match della grande rivincita di André Villas-Boas nei confronti del Chelsea. Alla fine, per la prima volta dal 2005, i Blues hanno espugnato il campo degli storici rivali, confermandosi la prima forza del campionato e l’ex allenatore del Porto si è ritirato in buon ordine. Se non fosse stato per la dissennata condotta del West Bromwich Albion – e per la papera di Ben Foster – i ragazzi di Roberto Di Matteo avrebbero allungato il passo sul Manchester City, in cui Edin Dzeko per ora risulta più efficace dell’altalenante Mario Balotelli. Fa tutto Rooney (goal, autorete e assist) nel successo interno del Manchester United a spese dello Stoke City, ma a tenere banco sono le polemiche tra Alex Ferguson e Rio Ferdinand, che per protesta contro la sentenza ritenuta troppo morbida della FA contro John Terry non ha vestito la maglietta della campagna per debellare il razzismo nel football “Kick it out”. Negli altri match da segnalare il tonfo dell’Arsenal a Norwich, il ritorno alla vittoria del Liverpool contro un Reading sempre più in brutte acque e il pareggio nel combattutissimo derby del Tyne-Wear.

IL TOP – Tre goal e cinque assist in quattro partite di Premier. Anche leggendo le statistiche, è indubbio che Mata sia uno dei giocatori più in forma e determinanti dell'intero campionato. Se non si fa valere il suo compatriota Fernando Torres, ci pensa lui a togliere le castagne dal fuoco a Di Matteo. E il Chelsea continua a vincere...

IL FLOP – Prima ha provato a rifilare un gomitata a Jack Colback, poi ha rischiato di rompere una gamba al malcapitato Steven Fletcher. Scontato il rosso per Cheik Tioté, che con la sua follia – per la verità non la prima in carriera – ha finito per condizionare negativamente il derby per il Newcastle.

LA SORPRESA – Finora il Norwich aveva raccolto solo scoppole a destra e a manca, palesando una fragilità difensiva a tratti imbarazzante – tanto che, fatta eccezione per il Southampton, il suo era il peggior reparto arretrato del campionato. Con l'Arsenal non solo ha vinto, ma ha tenuto a bada senza troppi patemi d'animo l'attacco avversario. I Canarini provano a tornare quelli dell'anno scorso e la lotta per non retrocedere si infiamma.

TOH CHI SI RIVEDE – Per festeggiare i suoi dieci anni di carriera in Premier League ha pensato bene di segnare una doppietta (raggiungendo un totale di 200 goal per i club per cui ha giocato), distribuire un assist e...centrare una clamorosa autorete! C'è poco da fare, Wayne Rooney è tutto tranne che un giocatore banale, in qualsiasi ruolo lo schieri il suo allenatore.

LA CHICCA – Quello rimediato da Steven Pienaar nella seconda frazione di gioco contro il QPR è il 74esimo cartellino rosso mostrato a un giocatore dell'Everton nei 20 anni di storia della Premier. Peggio ha fatto solo il Blackburn, con 76 espulsioni.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Volete un centrocampista solido, grintoso e mai domo? Uno che se la cava sui calci piazzati e ogni tanto segna anche qualche goal decisivo. Date un’occhiata al giocatore simbolo del West Ham, Mark Noble, non rimarrete delusi.

lunedì 8 ottobre 2012

Il Punto sulla Premier – Grandi a gonfie vele, sprofonda solo il Liverpool

Le Big della Premier vincono tutte in maniera netta, con l’eccezione dei Reds, bloccati in casa dallo Stoke e ormai destinati a un ruolo di comprimari.

Nei quartieri alti della classifica continuano a risiedere Everton e West Bromwich Albion, le rivelazioni assolute di questo primo scorcio di stagione. Malissimo QPR e Norwich, tradite da reparti arretrati non all’altezza della Premier.

COS'E' SUCCESSO – Mai come in questo fine settimana il divario tra le favorite per il titolo e le “altre” è sembrato così netto. Nell’impegno con il Norwich il Chelsea ha sudato freddo solo qualche minuto, per poi schiacciare la debole resistenza dei Canarini. Copione pressoché simile per il Manchester City, convincente e per la prima volta in stagione con la porta inviolata contro un Sunderland mai pericoloso. Ha destato un’ottima impressione anche lo United, con i difensori tanto criticati in settimana da Ferguson dopo la trasferta di Cluj che non solo hanno tenuto a bada gli avversari ma, nel caso di Evans ed Evra, sono pure risultati match-winner. Nell’Arsenal corsaro al Boleyn Ground segna finalmente il primo goal in Premier Olivier Giroud, che fin qui era apparso come una sorta di Darko Pancev in salsa francese. Non si arresta l’ascesa di West Bromwich Albion (bel successo casalingo contro il QPR) ed Everton, che pareggia a Wigan con un rigore di Baines negli ultimi minuti – sebbene in precedenza forse di penalty l’arbitro ne avrebbe dovuti accordare almeno altri tre!

IL TOP – Spesso anche noi abbiamo imputato all’Arsenal un deficit di personalità. Dopo l’immeritata sconfitta interna con il Chelsea, i Gunners si sono trovati in svantaggio anche nel derby contro il West Ham. Invece di abbattersi, come accaduto non di rado in passato, hanno ribaltato il match offrendo una prestazione ricca di grinta e sangue freddo. Che sia un importante segnale della tanta attesa inversione di tendenza auspicata da Arsene Wenger?

IL FLOP – Non siamo del tutto convinti che cacciare Mark Hughes possa rappresentare la panacea di tutti i mali del QPR, però, visto il mercato estivo, le premesse per un campionato meno sofferto rispetto a quello dello scorso anno c’erano tutte. L’ex attaccante di Manchester United e Bayern Monaco era rinomato per curare con attenzione la fase difensiva, ma la retrovia dei Super Hoops è fin troppo simile a un colabrodo…

LA SORPRESA – Visto l’attuale livello di gioco del Liverpool, il pareggio dello Stoke City ad Anfield Road non è un risultato così eclatante. Certo, se si considerano i precedenti (39 sconfitte, 10 pareggi e nessuna vittoria), per i Potters lo 0-0 di domenica potrebbe sembrare una piacevole novità.

TOH CHI SI RIVEDE – Aaron Lennon ha messo il punto esclamativo all’affermazione del Tottenham sull’Aston Villa. Il guizzante esterno destro del Tottenham ha così certificato un periodo di continua ripresa rispetto alle scialbe prestazioni fornite nel 2011-12.

LA CHICCA – In settimana era scoppiata una polemica sui “tuffatori”. Secondo Alex Ferguson a “buttarsi” sono soprattutto i giocatori stranieri. Le statistiche non sembrano dargli del tutto ragione. Per ora gli unici giocatori ad aver rimediato più di un cartellino giallo per aver simulato sono un uruguayano (Luis Suarez, chi altri…) e un britannico (Gareth Bale).

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Grant Holt è l’unico giocatore del disastrato Norwich che sta mantenendo gli standard di gioco espressi l’anno scorso – quando realizzò 12 goal in Premier. Il suo allenatore Chris Hughton l’avrebbe voluto vedere tra i convocati della nazionale guidata da Roy Hodgson, lui si è consolato per la mancata chiamata segnando uno splendido goal allo Stamford Bridge. Tutto inutile, se gli altri 10 in campo fanno più danni della grandine.

mercoledì 3 ottobre 2012

Il Punto sulla Premier – Vola il Chelsea, si rivede il Tottenham

I Blues si aggiudicano il big match con l'Arsenal e conservano la vetta della classifica. Colpaccio degli Spurs in casa del Manchester United.

Una doppietta di Peter Crouch dello Stoke City affossa lo Swansea, la rivelazione delle primissime giornate. Non si ferma l'irresistibile ascesa dell'Everton, guidato dal bomber croato, ex Rangers di Glasgow, Nikica Jelavic.

COS'E' SUCCESSO – L'ormai infinito affaire Terry, le voci di mercato (che coinvolgono in particolare Ashley Cole) e qualche recente prestazione che non aveva convinto troppo la critica e i tifosi. Il Chelsea ha spazzato via in un colpo solo i mille pensieri della settimana che ha preceduto il derby con l'Arsenal infliggendo la prima sconfitta stagionale ai Gunners con una prestazione tutta sostanza. Il team di Londra nord è stato tradito dalla difesa, un po' quello che è accaduto al Manchester United contro il Tottenham. Pesa tanto l'assenza di Nemanja Vidic (il serbo mancherà per almeno due mesi) nel rocambolesco 3-2 per gli Spurs, sebbene vada concesso il giusto merito ai londinesi per quanto fatto vedere nel Teatro dei Sogni. Vittoria di fondamentale importanza per l'altra squadra di Manchester, il City, che però riesce ad avere la meglio del Fulham, privo dell'infortunato Dimitar Berbatov, solo nei minuti finali. Decisivo l'innesto di Edin Dzeko – a segno 66 secondi dopo essere entrato dalla panchina. Ormai Mario Balotelli appare il quarto in ordine d'importanza tra gli attaccanti dei Light Blues. Belle affermazioni anche per i team di Liverpool; l'Everton in rimonta con il Southampton, i Reds, al primo squillo in campionato, maramaldi a Norwich. I giovani dell'Aston Villa (che in casa però ha vinto solo tre degli ultimi 18 incontri) impongono il pareggio al West Bromwich Albion. I Baggies rimangono sempre nelle posizioni d'alta classifica.

IL TOP – E chi se lo aspettava, un Tottenham che si presenta sul campo stregato dell'Old Trafford (dove non vinceva dal 1989 e aveva collezionato 18 sconfitte e 4 pareggi) a fare sfoggio di così tanta personalità e grinta da riuscire a portare a casa l'intero bottino. Il trionfo sullo United è una grande iniezione di fiducia per André Villas-Boas, oltre a rappresentare il miglior momento della sua per il momento mediocre carriera inglese. Attenzione a darlo per rinato, sebbene le premesse ci siano tutte.

IL FLOP – Nell'estate del 2010 l'acquisto di Laurent Koscielny da parte dell'Arsenal era stato giudicato da molti addetti ai lavori e soprattutto da Arsene Wenger come un vero colpo di mercato. Il francese non ha mai tenuto fede alle aspettative. Ormai si deve accontentare del ruolo di riserva, anche perché quando gioca troppo spesso ne combina di tutti i colori. Sabato è stato protagonista in negativo su entrambi i goal del Chelsea. Troppo, no?

LA SORPRESA – Parliamo di Newcastle, ma non tanto del pareggio a Reading, che ci può tranquillamente stare. Vogliamo piuttosto menzionare il suo allenatore, Alan Pardew, e soprattutto il suo nuovo contratto, in scadenza addirittura nel 2020. Da non credere...

TOH CHI SI RIVEDE – Se giocasse sempre come fa contro il Norwich, l'attaccante del Liverpool Luis Suarez sarebbe già diventato il giocatore più forte dell'orbe terracqueo. Negli ultimi due match al Carrow Road, compreso quello di questo fine settimana, ha messo a segno due triplette (la seconda è pure la 250esima nei 20 anni di esistenza della Premier). Peccato per lui che pecchi, e tanto, di continuità.

LA CHICCA – Steven Fletcher del Sunderland è solo il secondo giocatore nella storia della Premier ad aver segnato tutte le prime cinque marcature di una singola squadra. E dopo ben quattro pareggi questa volta i Black Cats hanno pure vinto.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Il ventiduenne Joe Bennett è cresciuto in un vivaio, quello del Middlesbrough, che è un assoluto marchio di garanzia. Approdato in estate all'Aston Villa per circa tre milioni di euro, ha mostrato nel derby contro il WBA di essere un difensore centrale completo e abbastanza veloce. È senza dubbio una delle grandi speranze della squadra di Birmingham, reduce da troppe stagioni storte.