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mercoledì 15 maggio 2013

Il punto sulla Premier – Omaggio a Sir Alex

L'Old Trafford saluta il condottiero di mille battaglie e decine di trionfi. Ferguson si accomiata con una vittoria siglata da un suo fedelissimo, Rio Ferdinand.

Tutte vittoriose la pretendenti a un posto in Champions League. Ora rischia di rimanere fuori il Tottenham. Giochi chiusi in coda, retrocede anche il Wigan. Si salva il Sunderland di Di Canio.

COS'E' SUCCESSO – A Manchester sono i giorni dell'addio. Sorprendente, ma con tutti gli onori del caso quello di Alex Ferguson, in parte atteso e amaro quello di Roberto Mancini. Lo United rende omaggio al manager dei 38 trionfi e dei quasi 27 anni di regno con una vittoria in extremis sullo Swansea, mentre il City si consola con un classico 2-0 sul campo dell'ormai retrocesso Reading. Molto più vibranti i match del “trio” londinese in lotta per un posto in Champions League. Il Chelsea perde John Terry ed Eden Hazard per la finale di Europa League, ma espugna il campo dell'Aston Villa grazie alla doppietta di un fantastico Frank Lampard e alla sciocca espulsione di Christian Benteke (nel frattempo salito a quota 19 in Premier). Commovente il tributo del Villa Park a Stilian Petrov, ritiratosi dal football ma sulla via di guarigione dalla leucemia. Gareth Bale non segna ma il Tottenham rimonta lo stesso lo svantaggio iniziale al Britannia Stadium di Stoke. Gli Spurs però adesso devono sperare nelle disgrazie altrui, ovvero che l'Arsenal non vinca a Newcastle. Nel posticipo di martedì, i Gunners hanno condannato alla retrocessione il Wigan, fresco vincitore della FA Cup. Alla luce del risultato del match dell'Emirates, diventano quasi ininfluenti gli score degli altri match, in cui Norwich e Newcastle avevano fatto il loro dovere, mentre il Sunderland non era andato oltre il pareggio casalingo con il Southampton. Ma ora Paolo Di Canio può festeggiare lo stesso una sudatissima salvezza.

IL TOP – Congratulazioni a Frank Lampard, che in un solo colpo raggiunge e supera Bobby Tambling come miglior marcatore della storia del Chelsea. Ora il limite è fissato a 203 goal. L'impresa non poteva che arrivare contro l'Aston Villa, club a cui il buon Frank ha rifilato ben 17 reti in carriera. Altro dettaglio, non proprio marginale, la doppietta di Lampard ha certificato la qualificazione dei Blues alla Champions League 2013-14.

IL FLOP – D'accordo che siamo a fine stagione, ma la galleria degli orrori messa in scena dalla difesa del West Bromwich al Carrow Road non è giustificabile in alcun modo. Quattro goal a Norwich, con tanto di paperone di Ben Foster e comica autorete di Gareth McAuley, non sono certo un bel modo di chiudere l'anno.

LA SORPRESA – Il risultato shock del fine settimana appena trascorso è senza dubbio l'affermazione del Wigan nella finale di Coppa d'Inghilterra contro il favoritissimo Manchester City. I Latics sono la 43esima compagine ad aggiudicarsi il trofeo, purtroppo per loro però anche la prima a farlo retrocedendo nella serie cadetta.

TOH CHI SI RIVEDE – Stagione difficile, quella di Hatem Ben Arfa, funestata da problemi fisici che ne hanno minato il rendimento. Il rigore realizzato al Loftus Road gli ridà un po' di coraggio in vista delle sfide dell'anno prossimo.

LA CHICCA – Con la marcatura di Rio Ferdinand sono ben 20 i giocatori del Manchester United ad aver segnato almeno un goal in campionato nel 2012-13. Un record assoluto per la Premier League.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – In realtà parliamo di un giocatore già preso (per oltre 15 milioni di euro) dal Manchester United e che per il momento gioca in Championship. Ma con la doppietta nella gara di play off a Brighton il ragazzo prodigio Winfrid Zaha ha già dimostrato di valere la massima divisione, dove spera di condurre per mano il Crystal Palace.

lunedì 29 aprile 2013

Il punto sulla Premier – Si infiamma la lotta per un posto in Champions League

Tra le tre londinesi che si giocano due posti nell'Europa che conta vince solo il Chelsea. Il Manchester City ipoteca il secondo posto sconfiggendo il West Ham.

Il Liverpool umilia il Newcastle, che torna a tremare. Sempre in zona retrocessione, male il Norwich, benissimo l'Aston Villa, che sotterra il Sunderland sotto sei goal. QPR e Reading salutano la compagnia con uno scialbo 0-0 nello scontro diretto.

COS'E' SUCCESSO – Decisa anche matematicamente la lotta per il titolo, la Premier propone ancora molti spunti interessanti. In primis la rincorsa al terzo e quarto posto. Questo fine settimana si avvantaggia il Chelsea, vittorioso in casa con uno Swansea ormai appagato. Frankie Lampard sale a una sola rete di distanza dai 202 goal di Bobby Tambling, recordman di segnature in maglia Blues. Robin Van Persie torna all'Emirates e segna ancora ai suoi vecchi compagni. L'olandese si sta per laureare capocannoniere. Ora è a quota 25 e Suarez (23) non giocherà più per il resto della stagione. Non bene il Tottenham che acciuffa con affanno il pari a Wigan. Nei quartieri bassi della classifica scintillante prestazione dell'Aston villa (e di Benteke, tripletta), che infligge un terribile dispiacere a Paolo Di Canio (1-5 ed espulsione per Sessegnon). Dietro pessime prove di Newcastle (0-6 con il Liverpool, che ritrova Fabio Borini in campo e subito in goal) e Norwich (Canarini impallinati a Stoke).

IL TOP – Dopo quello del 2011, Gareth Bale ha vinto per la seconda volta il premio di miglior giocatore della stagione (nonché quello di miglior giovane). Per farlo, e scusate se è poco, ha battuto la concorrenza di un vero fenomeno come Van Persie. Giocatore dominante come pochi al mondo, contro il Wigan il gallese per una volta ha segnato un goal “brutto” (incredibile pasticcio difensivo), lui che ci ha abituato a perle da cineteca.

IL FLOP – Il Newcastle non perdeva con sei goal di scarto nella massima divisione dal 1925 (1-7 contro il Blackburn). La sconfitta contro una squadra, il Liverpool, sicuramente non eccelsa e per di più priva del suo migliore giocatore (il plurisqualificato Suarez) rappresenta un segnale molto allarmante per un finale di stagione da vivere con il fiato sospeso per i supporter dei Magpies.

LA SORPRESA – Nelle dimensioni – un secco 3-0 – il trionfo del West Bromwich Albion a Southampton è stato abbastanza inaspettato. Se poi pensiamo che i Saints non perdevano in casa con il team del The Hawthorns dal 1969 (allora fu “solo” per 0-2), possiamo quasi parlare di risultato storico.

TOH CHI SI RIVEDE – Charlie Adam ha messo fine a un digiuno durato cinque mesi siglando l'unico goal del match salvezza contro il Norwich. Da quando è allo Stoke, lo scozzese ha palesato più bassi che alti, ma forse per i Potters la sua marcatura potrebbe valere la salvezza. Quando si dice un tempismo perfetto.

LA CHICCA – I 20 titoli del Manchester United sono stati vinti da soli tre allenatori: Alex Ferguson (13), Matt Busby (5) e Ernest Mangnall (2).

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Danny Rose è chiaramente solo di passaggio al Sunderland, dove ha ben impressionato per tutta la stagione. Nel 2013-14 dovrebbe tornare alla squadra che detiene il suo cartellino, il Tottenham. Dal momento che il ventitreenne è un esterno difensivo sinistro e che proprio sulle fasce gli Spurs hanno abbondanza di talenti, non è detto che al White Hart Lane giocherà spesso da titolare.

martedì 9 aprile 2013

Il punto sulla Premier – Il grande orgoglio del Manchester City

I Citizens vincono il derby all'Old Trafford e rovinano la festa allo United. Decide una prodezza di Aguero.

Altra battuta d'arresto del Tottenham, che pareggia solo in extremis contro l'Everton. Faticano ma vincono sia il Chelsea che l'Arsenal.

COS'E' SUCCESSO – Questa volta la stracittadina di Manchester valeva soprattutto per l'onore, visto l'enorme vantaggio in classifica dei Red Devils (imbattuti in campionato da 18 partite), ma tutto sommato non ha disatteso le aspettative della vigilia. Gara vibrante, con un ottimo City per ampi tratti di entrambe le frazioni di gioco. Alla scarsa vena di Rooney e Van Persie (a secco da dieci match) ha risposto un ritrovato Aguero. Ovvero proprio l'attaccante da oltre 20 goal a campionato che, complici anche alcuni infortuni, è mancato al City per tentare uno storico bis. Oltre al derby di Manchester, la trentaduesima di Premier rappresentava anche l'esordio nel massimo campionato inglese in veste di manager di Paolo Di Canio. A tratti il suo Sunderland ha lanciato incoraggianti segnali di risveglio ma, nonostante il fortunoso vantaggio a fine primo tempo, un pessimo inizio di seconda frazione ha condannato i Black Cats al settimo rovescio in nove gare. Il Chelsea così aggancia il Tottenham orfano di Bale e fermato sul pari dall'Everton (che non vince al White Hart Lane dal 2008). Bella affermazione dell'Arsenal a West Bromwich, con i Baggies ormai estromessi dalla lotta per un posto in Europa League. Ultima chiamata per Reading e QPR, ormai sull'orlo del baratro della Championship. Ma entrambi i team hanno fallito la prova decisiva. Beffato sul filo di lana il QPR, che fino a pochi secondi dalla fine stava assaporando la vittoria nello scontro diretto con il Wigan. Ancora peggio i Royals, surclassati da un ottimo Southampton (alla terza affermazione consecutiva, non accadeva dal 2003). Nessuna rivincita allora per Nigel Adkins, cacciato dai Saints e ora sulla panchina del Reading. In coda vittoria esiziale per l'Aston Villa sul campo di uno Stoke in evidente disarmo. Decisiva una prodezza balistica di Matthew Lowton, di certo una delle marcature più belle (e forse più importanti) dell'anno.

IL TOP – Roberto Mancini lo aveva detto: il City non meritava un distacco di ben 15 punti dallo United. Per mettere in chiaro i valori in campo, ha quindi pensato bene di violare per la seconda volta consecutiva l'Old Trafford (un evento che non accadeva da 41 anni). Certo, non 6-1 come l'anno scorso e senza avere speranze di recuperare il deficit in classifica, ma quella raccolta nel MondayNight è lo stesso una bella soddisfazione per tutto l'ambiente dei Light Blues in vista della semifinale di FA Cup contro il Chelsea, in programma domenica prossima a Wembley.

IL FLOP – Dall'inizio del 2013 lo Stoke City è la compagine che ha raccolto meno punti (solo cinque). La sconfitta con l'Aston Villa è la quinta in sei incontri e fa rientrare i Potters nella bagarre salvezza.

LA SORPRESA – Il Liverpool sembrava in rampa di lancio per la rincorsa ai cugini dell'Everton e alla qualificazione in Europea League. E invece si è fatto bloccare dal West Ham, per di più ad Anfield Road.

TOH CHI SI RIVEDE – Ogni tanto Tomas Rosicki mostra ancora qualche lampo della sua grande classe, penalizzata dai problemi fisici che hanno afflitto il centrocampista ceco. La sua doppia a The Hawthorns riporta i Gunners in corsa per un posto nella Champions League 2013-14.

LA CHICCA – Contro il Fulham, il Newcastle ha segnato il terzo goal al novantesimo negli ultimi quattro match casalinghi. Quando si dice che i Magpies non mollano mai...

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Ormai è ufficiale, il francese Morgan Schneiderlin è una delle rivelazioni della stagione. Infaticabile rubapalloni, il centrocampista francese è alla sua prima stagione in Premier dopo essere arrivato al Southampton dallo Strasburgo nel 2008.

sabato 6 aprile 2013

Sempre su Di Canio

Per capire bene il personaggio consiglio caldamente la lettura dell'ottimo pezzo dell'amico Stefano Faccendini, linkato QUI. Intanto, come riportano vari articoli apparsi sui media inglesi, a Sunderland le associazioni dei minatori continuano a storcere il naso. Tanti tifosi, invece, provano a non mischiare calcio e politica e attendono il corso degli eventi.

martedì 2 aprile 2013

Arriva Di Canio, Miliband se ne va

Scritto per il Manifesto.

“Auguro al Sunderland un futuro pieno di successi. E’ una grande istituzione che ha fatto tanto per il Nordest britannico e faccio tanti auguri alla squadra per le prossime sette partite decisive per la permanenza in Premier. Tuttavia, alla luce delle dichiarazioni politiche fatte in passato dal nuovo manager, credo sia giusto lasciare”. L'ex ministro degli esteri e candidato alla leadership laburista David Miliband non ha avuto dubbi: appena il Sunderland ha deciso di nominare Paolo Di Canio come manager al posto di Martin O'Neill, ha preferito rassegnare le dimissioni da vicepresidente e membro del board of directors.

L'ex idolo della tifoseria laziale non ha mai nascosto le sue simpatie per l'ideologia fascista e per Benito Mussolini, tanto da sfoggiare un tatuaggio con la scritta “Dux”. Non proprio un “dettaglio” di poco conto in una roccaforte laburista come il Nordest dell'Inghilterra. Il Sunderland ha da sempre una tifoseria di forte matrice working class, celebre ai tempi del vecchio stadio Roker Park per il Roker Roar, il “ruggito” del pubblico, simbolo di una immensa passione e della vicinanza a un team storico. Un team che ha mietuto buona parte dei suoi successi in piena epoca vittoriana. Ovvero quando la nascita del professionismo e della conseguente nuova opportunità di lavoro per i figli della classe operaia, vide il Nord dell'Inghilterra dominare su Londra e il suo retaggio amatoriale dettato dallo snobismo delle famiglie dell'alta borghesia e della nobiltà.

Tornando ai nostri giorni, sui social network un po' di supporter hanno già espresso la loro delusione per l'arrivo di un personaggio controverso come Di Canio. Tristemente celebre per i suoi saluti romani, oltre Manica – dove ha giocato e allenato per anni – è anche famoso per una serie pressoché infinita di gesti eclatanti. Iniziò con la spinta all'arbitro Paul Alcock nel 1998 che gli valse undici turni di squalifica, il gesto di fair play di non segnare un goal a porta vuota contro l'Everton perché il portiere avversario era a terra infortunato, i recenti litigi con i giocatori e la dirigenza dello Swindon Town, compagine di terza serie lasciata lo scorso febbraio per le difficoltà finanziarie del club, che a suo dire gli impedivano di continuare a lavorare nel migliore dei modi.

In Gran Bretagna, come del resto nelle tante squadre italiane in cui ha militato, lo rammentano pure per le giocate di grande spessore. In particolare, è un'idolo assoluto dei tifosi del West Ham, altra squadra dallo spiccato background working class, che non avrebbero avuto nulla da ridire se fosse divenuto loro tecnico (ipotesi tutt'altro che campata in aria, secondo i tabloid). Per loro Paolo è quello dei dribbling ubriacanti e dei goal impossibili, come la sforbiciata volante contro il Wimbledon nel 2000. A dirla tutta negli anni londinesi, ma anche nella stagione trascorsa al Celtic (tifoseria molto di sinistra) Mr Di Canio la sua fede politica evitava di sbandierarla ai quattro venti, sebbene tutti la conoscessero.

Ben differente l'atteggiamento assunto a fine carriera, al ritorno alla Lazio, la squadra del cuore, che seguiva da ragazzino in Curva Nord e con cui si fece un nome nel grande calcio professionistico. La “vicinanza” agli ultrà biancocelesti, dichiaratamente di estrema destra e il braccio teso “galeotto” contro la Juventus – che gli valse una squalifica – riportarono sulle prime pagine dei giornali le simpatie politiche del ragazzo cresciuto nel quartiere popolare del Quarticciolo. Adesso lo attende un compito difficile, salvare una squadra allo sbando (solo due punti nelle ultime otto partite) dalla retrocessione dalla ricca Premier al purgatorio (finanziario) della Championship. Molto probabile che anche in caso di salvezza Miliband non tornerà sui suoi passi. Strano destino quello del fratello dell'attuale segretario laburista Ed, che lo sconfisse a sorpresa nel 2010 nella corsa per la leadership del partito. Da poco ha scelto di rinunciare anche al seggio alla Camera dei Comuni e dire addio alla carriera politica per guidare l’International Rescue Commitee – ong per il sostegno dei rifugiati con sede a New York. Nonostante David abbia sempre smentito, non ne poteva più di vivere all'ombra del giovane Ed, un pizzico più di sinistra di lui e ben voluto dai sindacati.

A proposito dei trascorsi al Sunderland, per la verità la scorsa estate David Miliband aveva definito “una pietra miliare nella storia della Premier League” la firma del contratto di sponsorizzazione con la Invest in Africa. Dietro alla no profit, si cela la discussa multinazionale petrolifera con sede a Londra Tullow Oil, nota per l'estrema opacità – non pubblica nessuno dei contratti con i vari governi africani con cui collabora – ma soprattutto per le critiche ricevute per le operazioni in Ghana, causa di pesantissimi impatti ambientali. A differenza di Miliband, i supporter del Sunderland avevano espresso le loro perplessità sul nuovo sponsor. Ora attendono ulteriori chiarimenti da Di Canio, che ha già fatto sapere di “non essere razzista”. Ma di rinnegare l'amore per il fascismo per ora non se ne parla nemmeno.