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lunedì 29 aprile 2013

Il punto sulla Premier – Si infiamma la lotta per un posto in Champions League

Tra le tre londinesi che si giocano due posti nell'Europa che conta vince solo il Chelsea. Il Manchester City ipoteca il secondo posto sconfiggendo il West Ham.

Il Liverpool umilia il Newcastle, che torna a tremare. Sempre in zona retrocessione, male il Norwich, benissimo l'Aston Villa, che sotterra il Sunderland sotto sei goal. QPR e Reading salutano la compagnia con uno scialbo 0-0 nello scontro diretto.

COS'E' SUCCESSO – Decisa anche matematicamente la lotta per il titolo, la Premier propone ancora molti spunti interessanti. In primis la rincorsa al terzo e quarto posto. Questo fine settimana si avvantaggia il Chelsea, vittorioso in casa con uno Swansea ormai appagato. Frankie Lampard sale a una sola rete di distanza dai 202 goal di Bobby Tambling, recordman di segnature in maglia Blues. Robin Van Persie torna all'Emirates e segna ancora ai suoi vecchi compagni. L'olandese si sta per laureare capocannoniere. Ora è a quota 25 e Suarez (23) non giocherà più per il resto della stagione. Non bene il Tottenham che acciuffa con affanno il pari a Wigan. Nei quartieri bassi della classifica scintillante prestazione dell'Aston villa (e di Benteke, tripletta), che infligge un terribile dispiacere a Paolo Di Canio (1-5 ed espulsione per Sessegnon). Dietro pessime prove di Newcastle (0-6 con il Liverpool, che ritrova Fabio Borini in campo e subito in goal) e Norwich (Canarini impallinati a Stoke).

IL TOP – Dopo quello del 2011, Gareth Bale ha vinto per la seconda volta il premio di miglior giocatore della stagione (nonché quello di miglior giovane). Per farlo, e scusate se è poco, ha battuto la concorrenza di un vero fenomeno come Van Persie. Giocatore dominante come pochi al mondo, contro il Wigan il gallese per una volta ha segnato un goal “brutto” (incredibile pasticcio difensivo), lui che ci ha abituato a perle da cineteca.

IL FLOP – Il Newcastle non perdeva con sei goal di scarto nella massima divisione dal 1925 (1-7 contro il Blackburn). La sconfitta contro una squadra, il Liverpool, sicuramente non eccelsa e per di più priva del suo migliore giocatore (il plurisqualificato Suarez) rappresenta un segnale molto allarmante per un finale di stagione da vivere con il fiato sospeso per i supporter dei Magpies.

LA SORPRESA – Nelle dimensioni – un secco 3-0 – il trionfo del West Bromwich Albion a Southampton è stato abbastanza inaspettato. Se poi pensiamo che i Saints non perdevano in casa con il team del The Hawthorns dal 1969 (allora fu “solo” per 0-2), possiamo quasi parlare di risultato storico.

TOH CHI SI RIVEDE – Charlie Adam ha messo fine a un digiuno durato cinque mesi siglando l'unico goal del match salvezza contro il Norwich. Da quando è allo Stoke, lo scozzese ha palesato più bassi che alti, ma forse per i Potters la sua marcatura potrebbe valere la salvezza. Quando si dice un tempismo perfetto.

LA CHICCA – I 20 titoli del Manchester United sono stati vinti da soli tre allenatori: Alex Ferguson (13), Matt Busby (5) e Ernest Mangnall (2).

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Danny Rose è chiaramente solo di passaggio al Sunderland, dove ha ben impressionato per tutta la stagione. Nel 2013-14 dovrebbe tornare alla squadra che detiene il suo cartellino, il Tottenham. Dal momento che il ventitreenne è un esterno difensivo sinistro e che proprio sulle fasce gli Spurs hanno abbondanza di talenti, non è detto che al White Hart Lane giocherà spesso da titolare.

lunedì 22 aprile 2013

Il punto sulla Premier – United, un titolo firmato Van Persie

I Red Devils si aggiudicano il loro ventesimo titolo di campioni d'Inghilterra schiacciando il pericolante Aston Villa. Tripletta dell'olandese.

Sempre più serrata la lotta per gli ultimi due posti disponibili in Champions League. Affermazione dell'Arsenal al Craven Cottage, mentre il Chelsea si fa raggiungere in extremis ad Anfield Road.

COS'E' SUCCESSO – Ormai era scritto da tempo, nel Monday Night è arrivata la certificazione ufficiale: il Manchester United è di nuovo campione d'Inghilterra. Sui malcapitati Villans si è abbattuta la furia di Robin Van Persie e all'Old Trafford sono così iniziati dei lunghi festeggiamenti. Il Tottenham si vendica dell'1-5 subito a domicilio lo scorso anno dal Manchester City cancellando con 10 minuti di fuoco nel secondo tempo un'ottima frazione di gioco dei ragazzi di Mancini. Decisivo con un assist e un goal – e come poteva essere altrimenti – il rientrante Gareth Bale. I Light Blues conservano un margine confortante proprio sulle tre inseguitrici londinesi. L'Arsenal vince sul campo del Fulham, con Arsene Wenger che se la prende molto per l'orrendo fallo di Steve Sidwell su Mikael Arteta. A proposito di fallacci, che dire del morso alla Tyson di Luis Suarez a Branislav Ivanovic. Classico “hero & villain” l'uruguayano ha poi finito per regalare il goal del pareggio al Liverpool contro il Chelsea nel giorno del ricordo delle 96 vittime della tragedia di Hillsborough. Giganteschi passi in avanti in zona retrocessione per Stoke (2-0 su un QPR ormai in smobilitazione) e Sunderland (1-0 all'Everton ancora in caccia di un posto in Europa). Gioca bene ma perde il Wigan al Boleyn Ground. Per i Latics, così come per l'Aston Villa, la permanenza in Premier è ad alto rischio.

IL TOP – Troppo scontato citare Van Persie, proviamo con una new entry. Bisogna riconoscerglielo, dopo tutte le polemiche che aveva suscitato la sua nomina a manager del Sunderland, riuscire subito a dare una forte scossa alla squadra e soprattutto a raccogliere punti non era per niente scontato, anzi. Al netto delle peculiarità del personaggio (vedi le esultanze, ma non solo), Paolo Di Canio sta svolgendo un ottimo lavoro con i Black Cats. E intanto la salvezza si avvicina.

IL FLOP – Anche in questo caso sarebbe troppo banale mettere dietro la lavagna per l'ennesima volta un ormai incorreggibile Luis Suarez. Meglio sottolineare il segno della resa del Manchester City, che sta nell'incredibile errore di Vincent Kompany – uno degli eroi del titolo del 2011-12 – sul goal del pareggio del Tottenham. Per i successivi 10 minuti non solo Kompany, ma anche il resto della difesa, ha lasciato strada al Tottenham senza colpo ferire.

LA SORPRESA – In assenza di risultati di giornata clamorosi, la sorpresa, in questo caso negativa, è la mancata qualificazione in Europa per la seconda stagione consecutiva da parte del Liverpool. In attesa di vedere i frutti del lavoro di Brendan Rodgers, i Reds rimangono ben al di fuori dei top team della Premier, rischiando di finire anche dietro ai cugini dell'Everton (i quali a disposizione hanno un budget inferiore rispetto al club dell'Anfield Road).

TOH CHI SI RIVEDE – Tony Pulis di recente lo ha impiegato a intermittenza, ma lui non ne ha fatto una tragedia. Una volta chiamato a risolvere i problemi dello Stoke, Peter Crouch non si è tirato indietro, segnando un goal esiziale in quel di Loftus Road. Quando si dice il veterano affidabile.

LA CHICCA – Romelu Lukaku il clone di Pippo Inzaghi? A giudicare da quante volte finisce in fuorigioco il giovane belga che il Chelsea ha prestato al West Bromwich, una volta ogni 44 minuti (record della Premier), parrebbe proprio di sì.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – E' una delle poche note positive della disastrata stagione del Reading. Alex McCarthy è un ragazzone dagli straripanti mezzi fisici messosi in evidenza nelle ultime partite grazie delle ottime parate. Un portiere giovane (23 anni) su cui costruire la squadra del futuro. Oppure un talento su cui fare cassa una volta tornati in Championship.

martedì 9 aprile 2013

Il punto sulla Premier – Il grande orgoglio del Manchester City

I Citizens vincono il derby all'Old Trafford e rovinano la festa allo United. Decide una prodezza di Aguero.

Altra battuta d'arresto del Tottenham, che pareggia solo in extremis contro l'Everton. Faticano ma vincono sia il Chelsea che l'Arsenal.

COS'E' SUCCESSO – Questa volta la stracittadina di Manchester valeva soprattutto per l'onore, visto l'enorme vantaggio in classifica dei Red Devils (imbattuti in campionato da 18 partite), ma tutto sommato non ha disatteso le aspettative della vigilia. Gara vibrante, con un ottimo City per ampi tratti di entrambe le frazioni di gioco. Alla scarsa vena di Rooney e Van Persie (a secco da dieci match) ha risposto un ritrovato Aguero. Ovvero proprio l'attaccante da oltre 20 goal a campionato che, complici anche alcuni infortuni, è mancato al City per tentare uno storico bis. Oltre al derby di Manchester, la trentaduesima di Premier rappresentava anche l'esordio nel massimo campionato inglese in veste di manager di Paolo Di Canio. A tratti il suo Sunderland ha lanciato incoraggianti segnali di risveglio ma, nonostante il fortunoso vantaggio a fine primo tempo, un pessimo inizio di seconda frazione ha condannato i Black Cats al settimo rovescio in nove gare. Il Chelsea così aggancia il Tottenham orfano di Bale e fermato sul pari dall'Everton (che non vince al White Hart Lane dal 2008). Bella affermazione dell'Arsenal a West Bromwich, con i Baggies ormai estromessi dalla lotta per un posto in Europa League. Ultima chiamata per Reading e QPR, ormai sull'orlo del baratro della Championship. Ma entrambi i team hanno fallito la prova decisiva. Beffato sul filo di lana il QPR, che fino a pochi secondi dalla fine stava assaporando la vittoria nello scontro diretto con il Wigan. Ancora peggio i Royals, surclassati da un ottimo Southampton (alla terza affermazione consecutiva, non accadeva dal 2003). Nessuna rivincita allora per Nigel Adkins, cacciato dai Saints e ora sulla panchina del Reading. In coda vittoria esiziale per l'Aston Villa sul campo di uno Stoke in evidente disarmo. Decisiva una prodezza balistica di Matthew Lowton, di certo una delle marcature più belle (e forse più importanti) dell'anno.

IL TOP – Roberto Mancini lo aveva detto: il City non meritava un distacco di ben 15 punti dallo United. Per mettere in chiaro i valori in campo, ha quindi pensato bene di violare per la seconda volta consecutiva l'Old Trafford (un evento che non accadeva da 41 anni). Certo, non 6-1 come l'anno scorso e senza avere speranze di recuperare il deficit in classifica, ma quella raccolta nel MondayNight è lo stesso una bella soddisfazione per tutto l'ambiente dei Light Blues in vista della semifinale di FA Cup contro il Chelsea, in programma domenica prossima a Wembley.

IL FLOP – Dall'inizio del 2013 lo Stoke City è la compagine che ha raccolto meno punti (solo cinque). La sconfitta con l'Aston Villa è la quinta in sei incontri e fa rientrare i Potters nella bagarre salvezza.

LA SORPRESA – Il Liverpool sembrava in rampa di lancio per la rincorsa ai cugini dell'Everton e alla qualificazione in Europea League. E invece si è fatto bloccare dal West Ham, per di più ad Anfield Road.

TOH CHI SI RIVEDE – Ogni tanto Tomas Rosicki mostra ancora qualche lampo della sua grande classe, penalizzata dai problemi fisici che hanno afflitto il centrocampista ceco. La sua doppia a The Hawthorns riporta i Gunners in corsa per un posto nella Champions League 2013-14.

LA CHICCA – Contro il Fulham, il Newcastle ha segnato il terzo goal al novantesimo negli ultimi quattro match casalinghi. Quando si dice che i Magpies non mollano mai...

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Ormai è ufficiale, il francese Morgan Schneiderlin è una delle rivelazioni della stagione. Infaticabile rubapalloni, il centrocampista francese è alla sua prima stagione in Premier dopo essere arrivato al Southampton dallo Strasburgo nel 2008.

venerdì 22 marzo 2013

Addio Boleyn Ground

E' notizia degli ultimi minuti, sebbene fosse già trapelata qualche indiscrezione nei giorni scorsi: dal 2016-17 il West Ham giocherà i suoi match interni nel rinnovato Stadio Olimpico di Stratfor. L'unica cosa positiva è che si trova sempre nell'East End, su tutto il resto stendiamo un velo pietoso...

domenica 17 marzo 2013

Il punto sulla Premier – Manchester United, missione compiuta

I Red Devils battono di misura il Reading e, approfittando del ruzzolone dei cugini del City, sono ormai a un passo dal titolo.

Molto accesa la corsa per gli altri posti in Champions League. Bene Arsenal e Chelsea, inatteso capitombolo del Tottenham in casa contro il Fulham.

COS'E' SUCCESSO – Diciottesimo risultato utile consecutivo in campionato, ben 74 punti in 29 partite, ma soprattutto un vantaggio di 15 punti che ormai appare incolmabile. Il Manchester United si dirige col vento in poppa verso il suo ventesimo titolo in campionato e pazienza se contro il Reading i ragazzi allenati da Alex Ferguson hanno giocato con il freno a mano tirato, accontentandosi della dodicesima marcatura in Premier di Wayne Rooney. Al Goodison Park il Manchester City perde come l'anno scorso, se possibile giocando anche peggio – sicuramente nel primo tempo – e non approfittando della superiorità numerica per mezz'ora. L'Everton si rilancia nella corsa per un posto in Europa, lì dove regna ancora l'incertezza. L'ex Dimitar Berbatov punisce un Tottenham deludente, scavalcato così in classifica dal Chelsea, che nel novantasettesimo derby contro il West Ham domina con Frankie Lampard ed Eden Hazard sugli scudi. Si tiene in contatto l'Arsenal, che si vendica del 2-0 subito all'Emirates contro lo Swansea infliggendo ai gallesi il medesimo risultato. Perde contatto il Liverpool, surclassato a Southampton nonostante l'ennesima bella prova di Coutinho (due goal e due assist in quattro match). In coda il big match tra Aston Villa e QPR arride ai padroni di casa, sebbene i londinesi avessero meritato molto di più, mentre il Wigan approfitta della stanchezza post Europa League del Newcastle per coltivare ancora qualche speranza di salvezza.

IL TOP – Duecentesimo goal in maglia del Chelsea per Frankie Lampard, per di più in casa e nel derby contro il West Ham (ex squadra sua e di papà, i cui tifosi però non lo amano proprio...). A sole due lunghezze dal record di Bobby Tambling, pare che il numero otto del Chelsea sia sul punto di siglare un clamoroso rinnovo di contratto. Che stia per tornare lo Special One?

IL FLOP – Tre sconfitte consecutive, compresa la disastrosa prestazione di San Siro. Nel momento decisivo della stagione, il Tottenham sta vivendo un pessimo periodo di forma, culminato con la sanguinosa sconfitta interna nel derby contro il Fulham. Una inaspettata battuta d'arresto costata agli Spurs il terzo posto.

LA SORPRESA – Reduce da tre vittorie e 12 goal segnati negli ultimi tre match, il Liverpool è inaspettatamente naufragato a Southampton, dove i locali erano a caccia di punti, visto che ne avevano racimolati solo sette in otto gare.

TOH CHI SI RIVEDE – Gervinho è uno degli acquisti meno convincenti degli ultimi anni della gestione Wenger all'Arsenal – quelli, per intenderci, del digiuno di vittorie. A Swansea ha segnato il primo goal in 14 partite, dando così qualche segnale di ripresa. Se son rose, fioriranno.

LA CHICCA – Dopo un inizio stagione tremolante, la difesa del Manchester United pare aver serrato i ranghi. In Premier non subisce un goal da 537 minuti. Il reparto arretrato meno battuto rimane però quello del Manchester City. Certo, magra consolazione per Mancini & co...

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Seamus Coleman, classe 1988, è l'ennesimo giovane talento scoperto dall'Everton (non è cresciuto nell'Academy, ma è arrivato al Goodison Park a soli 20 anni dagli irlandesi dello Sligo Rovers). Esterno destro di centrocampo infaticabile, alla bisogna può essere arretrato sulla linea difensiva con ottimi risultati.

martedì 26 febbraio 2013

Il punto sulla Premier – Il Manchester City non molla

Nel big match di giornata netta affermazione dei Light Blues sul Chelsea. Ma lo United supera senza problemi l'ostacolo QPR.

Appassionante derby tra West Ham e Tottenham, deciso dalle prodezze del marziano Bale. Vincono Arsenal e West Bromwich Albion, si risolleva il Fulham. Nell'anticipo della settimana scorsa il Liverpool aveva surclassato lo Swansea.

COS'E' SUCCESSO – Nel fine settimana del trionfo dello Swansea City in Coppa di Lega – prima affermazione in una competizione di rilievo proprio nell'anno del centenario degli Swans – le duellanti per il titolo della Premier si impongono con quello che una volta veniva definito “il classico risultato all'inglese”: 2-0. Poca cosa il QPR, che non batte il Manchester United dal 1994, e così i Red Devils faticano poco per raccogliere i tre punti al Loftus Road. Da segnalare lo strambo infortunio a Robin Van Persie – un pericoloso “tu per tu” con una telecamera – e lo splendido goal di Fabio. Il Manchester City risponde con una prova maiuscola contro il Chelsea. Sugli scudi Joe Hart, che nega la duecentesima marcatura con i Blues di Frank Lampard parandogli un rigore, e il solito, immenso Yaya Touré. Una splendida doppietta di Gareth Bale (ora a quota 15 in Premier e miglior marcatore in campionato in questa prima parte del 2013) lancia il Tottenham in terza posizione, con due punti di vantaggio sul Chelsea. Il West Ham si è dovuto arrendere al 90°, proprio nel giorno dell'omaggio al grande Bobby Moore, venuto a mancare 20 anni fa. In attesa del derby con gli Spurs al White Hart Lane di domenica prossima, l'Arsenal batte in extremis l'Aston Villa e si risolleva parzialmente dopo la batosta in Champions League rimediata dal Bayern Monaco. Bene Santi Cazorla (doppietta), male Wojciech Szczesny, che continua a palesare una preoccupante discontinuità. Brutto stop per l'Everton a Norwich (dove non perdeva da 19 anni), mentre nella sfida della paura tra Reading e Wigan i Latics dominano e fanno un importante passo in avanti verso la salvezza. Goal e spettacolo al St James' Park. Il “French Day” (i Magpies annoverano ben nove francesi nella loro rosa), porta bene ai padroni di casa, che si impongono 4-2.

IL TOP – Il City gli versa ogni settimana in banca quasi 250mila euro. Soldi ben spesi, però, quelli per assicurarsi i servigi di Yaya Touré, il centrocampista più versatile del pianeta. La sua assenza nelle settimane della Coppa d'Africa si è fatta sentire, eccome. Ma adesso è tornato a dominare in mediana e a segnare goal decisivi. Come ha sempre fatto in carriera.

IL FLOP – Il Reading crolla al cospetto del Wigan in uno dei match più importanti della stagione. Grave aver incassato due goal nello spazio di pochi minuti nel primo tempo. Purtroppo per i Royals, non sempre si possono mettere in piedi rimonte da brivido.

LA SORPRESA – Dopo nove match senza vittorie – ma con cinque sconfitte – il Norwich si sveglia e fa la festa all'Everton, che pure era passato in vantaggio per primo. Bentornati, Canarini!

TOH CHI SI RIVEDE – Ultimamente, se si eccettua una rete rifilata al West Ham, Dimitar Berbatov era apparso con le polveri un po' bagnate. La meravigliosa realizzazione contro lo Stoke potrebbe finalmente averlo sbloccato. Di certo è servita ad allontanare il Fulham dalle zone calde della classifica.

LA CHICCA – In Premier non c'è nessuno “bravo” a dilapidare punti come il Southampton – vedi il match a Newcastle per credere. Una volta acquisita una posizione di vantaggio, si è poi fatto sfilare 27 punti. Veramente un'infinità...

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Prodotto della giovanili del Tottenham, che lo ha ceduto in prestito al QPR su espressa richiesta del suo ex allenatore Harry Redknapp, Andros Townsend è un promettente esterno offensivo. Sabato, contro il Manchester United, ha sfoderato un'ottima prestazione, che però non è bastata a bloccare i Red Devils. Ci potremmo sbagliare, ma il ragazzo ci sembra uno che potrà sfondare nel calcio che conta.

lunedì 25 febbraio 2013

Bobby Moore, la leggenda

Venti anni fa ci lasciava Bobby Moore, icona del calcio inglese se ce n'era una. Questa sera al Boleyn Ground gli hanno reso omaggio nella giusta maniera. Avercene, di campioni come lui.

martedì 12 febbraio 2013

Il punto sulla Premier – Campionato chiuso?

Il Manchester City naufraga a Southampton, lo United ne approfitta sbarazzandosi dell'Everton e salendo a +12 in classifica.

Vincono le londinesi Chelsea, Tottenham e Arsenal. Nel Monday Night brutta battuta d’arresto per il Liverpool. Lo Swansea inguaia il QPR. Già dissolto l’effetto Redknapp?

COS'E' SUCCESSO – Nel recente passato il Southampton ha giocato più di un brutto scherzo al Manchester United, tanto che celeberrimo è rimasto un 6-3 inflitto dai Saints di Matt Le Tissier allo squadrone allenato da Alex Ferguson. Sabato a lasciarci le penne sulla costa meridionale dell'Inghilterra sono stati i cugini del City, protagonisti di un match tra i peggiori della loro storia recente e giustamente battuti per 3-1. I Red Devils, invece, hanno cancellato il brutto ricordo del 4-4 interno con l'Everton dello scorso anno – risultato che costò una bella fetta di titolo ai biancorossi – con un 2-0 che non ammette discussioni. Ora lo United deve amministrare un vantaggio all'apparenza più che confortevole, anche alla luce della scarsa forma palesata di recente dai cugini (due punti nelle ultime tre gare). Reduce da quattro match senza vittorie, il Chelsea si è imposto sul Wigan non senza qualche patema d'animo di troppo. Per fiaccare la resistenza dei Latics ci è voluta la dodicesima marcatura stagionale di Frank Lampard, ormai a sole quattro lunghezze dal record di Bobby Tambling di miglior marcatore della storia dei Blues. Un Tottenham spuntato (Adebayor a mezzo servizio e Defoe infortunato) ha avuto la meglio del Newcastle grazie al suo fromboliere Gareth Bale. Tiene botta l'Arsenal, corsaro a Sunderland, mentre il Liverpool si è sciolto nei minuti finali al cospetto del West Bromwich. In coda perdono un po' tutte, tranne l'Aston Villa, che con quantità industriali di cuore e grinta ha battuto un discreto West Ham.

IL TOP – Quattro goal realizzati nelle ultime tre gare, tocchi e scatti che fanno ammattire le difese avversarie e tanto per gradire anche buone coperture difensive. Signori, ecco a voi Gareth Bale. Un vero fenomeno che, qualora il Tottenham si dovesse qualificare per la Champions League, continuerà a deliziare i fan della Premier e non quelli della Liga.

IL FLOP – Una prestazione imbarazzante, che va ben al di là dei comici errori di Hart e Barry, quella del Manchester City a Southampton. I ragazzi allenati da Roberto Mancini non l'hanno mai vista e avrebbero meritato di perdere con risultato ancor più ampio del già severo 3-1 finale.

LA SORPRESA – Detto del risultato shock del St Mary's, non può certo passare inosservato il colpaccio del West Bromwich Albion (solo due vittorie nelle ultime dodici partite) ad Anfield Road. Il Liverpool ha sprecato tanto, anche un rigore con Steven Gerrard, e i Baggies hanno colpito in maniera chirurgica nel finale.

TOH CHI SI RIVEDE – Il suo digiuno durava da 580 minuti, precisamente da quando aveva impallinato l'estremo difensore del Manchester United David De Gea. Michu è tornato finalmente al goal con una doppietta al QPR (la prima realizzazione a dir poco fortunosa) che rappresenta un ottimo biglietto da visita in vista della finale di Coppa di Lega, in programma il prossimo 24 febbraio contro la cenerentola Bradford City.

LA CHICCA – Da quando è passato dal Chelsea allo Stoke nel 2009-10, Robert Huth ha segnato 13 reti in Premier League, compresa quella di sabato al Reading. Tra i difensori, nello stesso periodo solo Leighton Baines dell'Everton ha fatto meglio del tedesco, battendo 15 volte i portieri avversari.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Se l’Aston Villa riuscirà a salvarsi, buona parte del merito dovrà essere attribuita all’attaccante belga di origini congolesi Christian Benteke. Una vera forza della natura, che non lesina certo i goal (già 11 in Premier).

lunedì 4 febbraio 2013

Il punto sulla Premier – Il Manchester United prova l’allungo

I Red Devils passano al Craven Cottage e salgono a +9 sul Manchester City, fermato dal Liverpool. È la fuga decisiva?

Continua il periodo poco brillante del Chelsea, caduto a Newcastle sotto i colpi di Sissoko. Non incanta ma vince l’Arsenal, costretto a inseguire un Tottenham sempre più Bale dipendente.

COS'E' SUCCESSO – La prima giornata del post-Balotelli rischia di costare molto cara al Manchester City. I Light Blues accumulano altri due punti di ritardo, impattando una partita nata bene ma proseguita con più bassi che alti. Il Liverpool ha dominato ampi tratti soprattutto del secondo tempo e se non fosse stato per l'ennesimo errore di Pepe Reina – e per l'ennesima prodezza di Sergio Aguero – le cose sarebbero andate ancora peggio. E così lo United si issa a più nove, capitalizzando al massimo la bella stoccata di Wayne Rooney nei minuti finali del match del Craven Cottage (dove il Fulham ha battutto i Red Devils solo due volte negli ultimi 48 anni, coppe comprese). Il Newcastle sempre più “francesizzato” nel mercato di riparazione approfitta delle amnesie difensive del Chelsea, raccogliendo tre punti di platino per rimanere in Premier. I Blues ora sono braccati da vicino dal Tottenham, corsaro a West Bromwich. Pareggi spettacolari, ricchi di goal, emozioni e colpi di scena, tra Everton e Aston Villa e Wigan e Southampton. Non si ferma più il Reading, per la prima volta fuori dalla zona calda della classifica.

IL TOP – A inizio stagione le rimonte erano prerogativa del Manchester United, ora sono il marchio di fabbrica proprio del Reading. Dopo le imprese contro WBA, Newcastle e Chelsea, con il Sunderland però non c'è stato bisogno di inseguire uno svantaggio. La terza vittoria in quattro partite è il segnale di uno stato di forma quanto mai incoraggiante.

IL FLOP – Rafa Benitez ha ripreso a lamentarsi degli arbitri – per carità, anche a ragione, visto che il fallo di Fabricio Coloccini su Demba Ba era da calcio rigore – ma bene farebbe ad analizzare i reali problemi del suo Chelsea, che fa sempre più fatica a conservare un vantaggio. E ora è a rischio anche la qualificazione automatica in Champions League.

LA SORPRESA – La buona prestazione dell’Aston Villa al Goodison Park, macchiata solo dall’amnesia difensiva nei minuti di recupero che ha permesso all’Everton di pareggiare, è giunta alquanto inaspettata, viste le recenti performance opache dei Villans. Già ad Anfield Road i ragazzi allenati da Paul Lambert furono molto brillanti, peccato per loro che le trasferte a Liverpool siano finite…

TOH CHI SI RIVEDE – Grande e grosso com'è, Andy Carroll va soggetto a fin troppi infortuni. Sabato contro lo Swansea è partito finalmente titolare, palesando una buona condizione e centrando la rete che ha consentito al West Ham di incamerare il secondo successo dell'anno.

LA CHICCA – Quella di sabato è stata la prima sfida ufficiale della storia tra Wigan Athletic e Southampton in casa dei Latics. In precedenza, infatti, le due compagini non si erano mai incontrate in quel di Wigan, né in campionato né nelle coppe nazionali.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Eroe di giornata per il Norwich con la sua parata sul rigore di Adel Taarabt, Mark Bunn sembra essere uno dei pochi portieri inglesi emergenti (anche se ha già 28 anni) degni di nota. Chissà se si perderà come i vari Foster & Co.

martedì 22 gennaio 2013

Il punto sulla Premier – Il City rosicchia terreno allo United

I Light Blues approfittano del pareggio della capolista al White Hart Lane per accorciare di due lunghezze il loro distacco dalla vetta. Bene il Chelsea nel derby con l’Arsenal.

Risorge il Liverpool, che passeggia sul malcapitato Norwich. Sempre più in difficoltà il Newcastle, superato a domicilio dal Reading. Punti d’oro per il Sunderland a Wigan. Nel Monday Night un buon Southampton pareggia in casa con l'Everton.

COS'E' SUCCESSO – Hanno tirato in porta ben 25 volte per segnare una rete, ma alla fine gli Spurs sono riusciti a riacciuffare il Manchester United e a fare un bel favore a Roberto Mancini & co. Il Tottenham consolida la quarta posizione, i Red Devils perdono due punti di vantaggio sul City, sebbene solo una volta (nel 2006-07), dopo 23 giornate avessero fatto registrare più punti (57) rispetto ai 56 della stagione attuale. All’Etihad Stadium i Light Blues hanno avuto vita facile contro un Fulham molto dimesso e dal gioco farraginoso. Per sbarazzarsi dei Cottagers sono bastate due prodezze di David Silva, ormai tornato ai livelli della scorsa stagione. Nel derby tra Chelsea e Arsenal i Gunners si prendono un primo tempo di totale relax e i tre punti se li aggiudicano i padroni di casa, nonostante qualche patema d’animo di troppo palesato nella seconda frazione di gioco. A Southampton la tifoseria avversaria prima contesta la dirigenza per il licenziamento del manager Neil Adkins, poi si mangia le mani per le tante occasioni sprecate contro l'Everton, che rimane nei quartieri alti della classifica. Domina il Liverpool contro il Norwich, mentre rallenta ancora il West Bromwich Albion, capace solo nel finale di riacciuffare l’Aston Villa. In coda situazione sempre più fluida, con risultati importanti in due scontri diretti di Reading (sanguinosa sconfitta per il Newcastle) e Sunderland (male il Wigan). A rischiare adesso sono una decina di squadre, considerando che anche il QPR (1-1 al Boleyn Ground, con Loik Remy subito in goal) non è per niente spacciato.

IL TOP – Per far dimenticare la brutta eliminazione nel replay di FA Cup (0-2 interno contro il Bolton Wanderers), il Sunderland aveva bisogno di una grande prova a Wigan. Missione compiuta, per lo più in rimonta. Ora la zona calda della classifica è più lontana e il morale parecchio risollevato.

IL FLOP – C’e’ poco da fare, David De Gea tra i pali se la cava – sebbene spesso con uno stile molto approssimativo – mentre in uscita è un portiere da oratorio. La sua ultima topica è costata due punti preziosissimi al Manchester United. Non a caso Sir Alex pensa già da tempo al suo successore.

LA SORPRESA – Un Reading in crescita, un Newcastle involuto dal punto di vista del gioco e alle prese con infortuni e partenze eccellenti. Nonostante queste premesse, la vittoria dei Royals al St James’ Park rappresenta il risultato shock del fine settimana.

TOH CHI SI RIVEDE – Michael Owen non segnava un goal in Premier da un anno e mezzo. E pensare che il suo totale in carriera nel massimo campionato inglese è di ben 150 marcature. Se continua a giocare spiccioli di partita allo Stoke, difficile che possa rimpinguare il bottino.

LA CHICCA – Grazie all’acuto del White Hart Lane, Robin Van Persie è diventato il primo giocatore della storia della Premier ad aver segnato almeno 10 goal in trasferta in tre stagioni consecutive.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – L'ultimo bambino prodigio della fantastica academy del Southampton – che in tempi recenti ha sfornato campioni come Bale, Walcott e Oxlade Chamberlain – si chiama Luke Shaw. Un terzino sinistro classe 1995 con spiccate doti offensive, che sta decisamente bruciando le tappe. Con i piedi e la velocità che si ritrova c'è poco da stupirsi...

giovedì 3 gennaio 2013

Il punto sulla Premier – La dittatura di Manchester

United e City continuano la loro marcia impetuosa strapazzando Wigan e Stoke. Clamorosa affermazione del QPR nel derby del West End londinese con il Chelsea.

Sensibili segni di ripresa del Liverpool, che si sbarazza facilmente del Sunderland e si riavvicina al gruppone delle squadre in lizza per un posto in Champions League. Brutto passo falso del West Bromwich, che pare aver perso lo smalto di inizio stagione.

COS'E' SUCCESSO – Le due di Manchester non hanno alcuna intenzione di mollare la loro ferrea presa sulla Premier. Lo United spazza via i brutti ricordi della sconfitta subita a Wigan lo scorso anno – che costò un pezzo di titolo – e seppellisce i Latics sotto quattro reti. Protagonisti con una doppietta a testa Chicharito Hernandez e Robin Van Persie (che se adesso si mette a segnare anche di destro son proprio dolori per tutti). Tutto facile anche per il City, che ne rifila tre allo Stoke (che aveva chiuso il 2012 con la miglior difesa della Premier), ma perde Sergio Aguero per un risentimento muscolare. In zona Champions League passi in avanti di Tottenham (3-1 in rimonta al Reading) ed Everton (anche i Toffeemen hanno recuperato un goal di svantaggio a Newcastle). Per la prima volta dal 1983 il QPR passa allo Stamford Bridge in campionato, seppellendo le ultimissime speranze del Chelsea di riagganciare il duo di testa. Nelle retrovie i Super Hoops sono gli unici a raccogliere l'intera posta, sebbene i punti di Aston Villa (2-2 a Swansea) e Southampton (1-1 con l'Arsenal) non siano certo da buttare via.

IL TOP – L'impresa della 21esima giornata è senza dubbio del QPR, bravo a reggere gli attacchi del Chelsea – per la verità soprattutto a inizio ripresa – e poi colpire nei minuti finali con l'ex Shawn Wright-Phillips. Una bella iniezione di fiducia per i ragazzi di Harry Redknapp, che ora però devono trovare maggiore continuità di risultati.

IL FLOP – Nove sconfitte in undici partite. Veramente troppe, anche al netto dei tanti infortuni che stanno flagellando la squadra. C'è poco da dire, il Newcastle è in caduta libera. Come se non bastasse, sta per perdere anche Demba Ba, destinato al Chelsea.

LA SORPRESA – Reduce da una striscia negativa di quattro match senza vittorie (e soli due punti incamerati), il Fulham ha cominciato alla grande il 2013 andando a espugnare The Hawthorns. Il West Bromwich, di recente apparso in calo di rendimento, avrebbe meritato di più, ma Berbatov e compagni hanno ritrovato il cinismo dei primi mesi del 2012-13.

TOH CHI SI RIVEDE – Costato tanto (circa 14 milioni di euro), Gaston Ramirez finora non ha ripetuto le prestazioni brillanti mostrate in Italia. Che il goal all'Arsenal (il terzo in totale in Premier) possa essere il segnale dell'inizio della sua rinascita?

LA CHICCA – Dall'agosto del 2010 al Manchester City sono stati concessi 22 calci di rigore. Ben 21 si sono materializzati a Eastlands, un dato quanto mai curioso, se non un record vero e proprio...

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Andreas Weimann è una delle poche note positive del disastrato Aston Villa di questi ultimi mesi. Attaccante dalle buone potenzialità, il giovane austriaco (classe 1991) ha già messo a segno quattro goal in campionato (più due in Coppa di Lega), tra cui quello di fondamentale importanza al Liberty Stadium di Swansea.

lunedì 31 dicembre 2012

Il punto sulla Premier – Goal e spettacolo a profusione

Ben 66 reti nelle ultime due giornate di campionato prima della fine dell'anno. Mentre in Italia la Serie A riposa, in Inghilterra vanno in scena match appassionanti e pieni di colpi di scena.

Il Manchester United aumenta a sette punti il suo vantaggio sui cugini del City. Bene Chelsea e Tottenham. Al Loftus Road il Liverpool riscatta la mediocre prestazione di Stoke. Goleada dell'Arsenal al Newcastle, a soli tre punti dalla zona retrocessione.

COS'E' SUCCESSO – Premessa: in tutto il 2012 in Premier sono state realizzate 1.100 reti, un record da quando le squadre sono passate da 22 a 20 nel 1995. Non deve stupire allora che nelle ultime due giornate dell'anno che sta morendo sia andata in scena la sagra del goal, in parte anche a causa del poco riposo di cui hanno potuto beneficiare i team, che evidentemente incide soprattutto sulle difese. La capolista Manchester United infila un utilissimo quanto faticato doppio successo casalingo e stacca il City, alle prese con qualche amnesia difensiva di troppo (problema a cui dovrebbe dedicare le sue attenzioni Roberto Mancini, invece perennemente occupato in stucchevoli diatribe con gli arbitri). Si fanno valere anche le big londinesi (Chelsea, Arsenal e Tottenham) sempre vittoriose – sebbene il Boxing Day i Gunners non abbiano potuto scendere in campo nel derby con il West Ham causa sciopero del tube. Altalenante il Liverpool (poca roba a Stoke, maramaldo contro il QPR), mentre in coda proprio i Super Hoops appaiono destinati a una inevitabile retrocessione. Per gli altri due posti non se la passa certo bene il Reading, rincuorato però dai tre punti rimediati contro il West Ham, ma al momento le due compagini più in crisi sono senza dubbio l'Aston Villa e il Newcastle (unica squadra nella storia della Premier ha segnare due volte consecutivamente tre goal fuori casa e a non raccogliere nemmeno un punto).

IL TOP – “Chi ha bisogno di Batman, noi abbiamo Robin!”, recitano delle magliette che fanno bella mostra di sé sulle bancarelle nei dintorni dell'Old Trafford in onore dell'attuale capocannoniere della Premier (14 reti). E che Van Persie sia l'arma in più del Manchester United versione 2012-13 non ci vuole un esperto assoluto di football per capirlo. Se i Red Devils dovessero chiudere la stagione con il 20esimo titolo di campioni d'Inghilterra, una bella fetta di merito andrebbe riconosciuta al fuoriclasse olandese.

IL FLOP – Lo abbiamo già “menzionato” nel nostro ultimo articolo, ma l'Aston Villa non può non ritrovarsi ancora dietro la lavagna dopo due importanti match casalinghi persi nettamente e incassando sette reti. Insieme agli otto subiti allo Stamford Bridge fanno 15 goal al passivo in tre match. L'ombra minacciosa della Championship incombe...

LA SORPRESA – Senza dubbio il risultato più eclatante della maratona natalizia è costituito dal successo del Sunderland sul Manchester City, che fa il paio con quello della stagione passata. Allora ci pensò il carneade coreano Ji Dong-Won a mandare in paradiso i Black Cats, questa volta l'ex Adam Johnson, con un generoso aiuto da parte di Joe Hart.

TOH CHI SI RIVEDE – La bella rete realizzata da Aaron Lennon allo Stadium of Light è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione scintillante, ennesimo segnale di crescita di un giocatore troppo spesso incostante negli ultimi mesi. E poi quando lui segna il Tottenham vince quasi sempre (20 affermazioni e due pareggi).

LA CHICCA – Negli ultimi 18 mesi Gareth Bale si è beccato ben cinque cartellini gialli per simulazione. Nessun altro è riuscito in cotanta impresa (al massimo ne ha rimediati due). A dirla tutta, però, almeno l'ultima sanzione è apparsa un po' eccessiva.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Visto che gira voce che Roman Abramovich e soprattutto Rafa Benitez se ne vogliano sbarazzare, uno da acquistare subito nel mercato invernale potrebbe essere Frankie Lampard. Certo, non è più giovanissimo (va per i 35), ma in fatto di leadership a centrocampo non è secondo a nessuno. E poi segna tanto. Con la doppietta all'Everton (rivelatasi ovviamente decisiva), ha raggiunto quota 192 goal con i Blues. Terzo di sempre nella storia dei marcatori del club londinese, senza essere nemmeno un attaccante di ruolo...

lunedì 24 dicembre 2012

Il punto sulla Premier – In quattro per un posto in Champions

Grande ammucchiata per l'ultimo posto valido per la qualificazione nella principale competizione europea. Anche il Liverpool prova a riagganciare il treno Champions.

Il primo pareggio stagionale del Manchester United ridà speranze al City, vittorioso a fatica sul Reading. Ora i Light Blues sono a meno quattro dai rivali. Nelle retrovie grande passo in avanti di Newcastle e Sunderland.

COS'E' SUCCESSO – Nel turno prenatalizio il Manchester City guadagna due punti sullo United nonostante si faccia mettere sotto scacco dal Reading (sempre più ultimo in classifica) per oltre 90 minuti. Ci vuole un contestatissimo goal di Gareth Barry a ridare fiducia ai campioni d'Inghilterra, che beneficiano così dei tanti errori sotto porta dei cugini dello United al Liberty Stadium di Swansea. Dopo il 5-1 al Leeds in Coppa di Lega, altra goleada del Chelsea: 8-0 all'Aston Villa (già massacrato 7-1 nel 2010). A due punti dai Blues c'e' un quartetto composto da Arsenal (affermazione di misura a Wigan), Tottenham (brutto pareggio interno con lo Stoke), West Bromwich Albion (tornato alla vittoria dopo quattro turni e capace di interrompere a 11 la serie positiva del Norwich) ed Everton (2-1 al West Ham in trasferta). In coda erano in programma due scontri diretti da far tremare le vene dei polsi. Il Sunderland fa il colpaccio Al St Mary's di Southampton (ottavo goal di Steven Fletcher sui 19 totali dei Black Cats), mentre il Newcastle supera di misura il QPR. Per Harry Redknapp si fa sempre più dura.

IL TOP – Lode alla personalità dell'Everton, creato a immagine e somiglianza del suo allenatore David Moyes, I Toffeemen al Boleyn Ground hanno rimontato e poi scavalcato un osso duro come il West Ham e ora tornano a sentire profumo di Europa.

IL FLOP – Scelta scontata, quando una squadra, in questo caso l'Aston Villa, incassa otto goal. Poveri Villans, ormai precipitati nella mediocrità più assoluta.

LA SORPRESA – Per strappare il pareggio al Manchester United è sì servito un pizzico di fortuna, ma lo Swansea è riuscito lo stesso a bloccare in maniera alquanto inaspettata, visto anche lo svantaggio iniziale, la capolista.

TOH CHI SI RIVEDE – Finalmente ha segnato! Stewart Downing non realizzava un goal dalla primavera del 2011, ovvero prima dell'approdo al Liverpool. Con i Reds ha dovuto tirare in porta ben 83 volte prima di iscriversi a referto. Se non è un record, poco ci manca.

LA CHICCA – Al White Hart Lane lo Stoke ha centrato – si fa per dire – il quinto 0-0 stagionale. Nei cinque più importanti campionati europei nessuna squadra ha collezionato così tanti risultati in bianco in questa prima metà del 2012-13.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Da quando è arrivato in prestito al West Bromwich, il diciannovenne attaccante belga Romelu Lukaku sta mostrando perché il Chelsea decise di investire una quindicina di milioni di euro su di lui nell'estate del 2011 per strapparlo all'Anderlecht. Dopo le opache prestazioni della scorsa stagione, con la marcatura di sabato al Norwich il ragazzo di origini congolesi è salito a quota sei reti realizzate in Premier.

martedì 11 dicembre 2012

Il punto sulla Premier – Manchester torna rossa

Lo United si aggiudica il derby in maniera rocambolesca e consolida il primato. La cura Benitez inizia a dare i suoi frutti e Torres trascina il Chelsea a Sunderland.

Altro match dall’andamento pazzesco quello tra Everton e Tottenham, con vittoria in extremis dei Toffeemen. Si risollevano Arsenal e Liverpool, anche grazie a qualche episodio fortunato. Nel Monday Night vince il Fulham.

COS'E' SUCCESSO - Un derby spettacolare, vibrante e infarcito di colpi di scena. Uno spot perfetto per la Premier League e per il movimento calcistico inglese. Il primo atto stagionale della stracittadina di Manchester ha regalato una caterva di emozioni e una vittoria dal valore inestimabile per lo United, che così consolida il suo primato in classifica sui rivali (ora distanti sei punti e sconfitti in casa in campionato dopo 37 match consecutivi). Decisivi Wayne Rooney e Robin Van Persie (al 59esimo goal in 71 partite disputate dal gennaio 2011 a oggi). Roberto Mancini può recriminare sulle mancate chance, ma forse si deve chiedere se non sarebbe stato meglio mettere subito nell'undici titolare Carlos Tevez al posto di uno spaesato Mario Balotelli. Dopo il flop europeo, è probabile che la riconferma del Mancio passi dal titolo in Premier, al momento tutt'altro che scontato. Giornata positiva per le altre grandi, con il Chelsea che ha vita facile sul campo del Sunderland (dove i Blues avevano vinto le ultime nove volte) anche grazie al redivivo Fernando Torres. Bene l'Arsenal contro il West Bromwich Albion (alla terza sconfitta consecutiva) e il Liverpool in rimonta sul campo del West Ham (con due marcature degli ex Glen Johnson e Joe Cole). Incredibile l'andamento della sfida del Goodison Park. Il Tottenham esce sconfitto 2-1 dopo essere stato in vantaggio fino ai minuti di recupero. Ora è bagarre per il quarto posto, con l'Everton che si rilancia in grande stile. In coda il Southampton vince lo scontro diretto con il Reading, mentre QPR e Aston Villa pareggiano contro Wigan e Stoke.

IL TOP – Si fa presto per dare in parabola discendente un campionissimo come Wayne Rooney. Alcuni media inglesi stavano già celebrando il de profundis, vuoi per l'arrivo di Robin Van Persie, vuoi per qualche prestazione non eccelsa dell'ex ragazzo prodigio dell'Everton. La doppietta al City, che lo issa a pari merito a quota dieci goal con Franny Lee e Joe Hayes (entrambi Light Blues) nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della stracittadina di Manchester e una marcatura sopra il mitico Bobby Charlton sono la conferma che prima di poter dare per finito uno del calibro di Wayne Rooney deve passare ancora qualche annetto.

IL FLOP – Secondo noi si è tuffato alla grande e l'arbitro di turno, ahi lui, ha abboccato. Il gesto di Santi Cazorla contro il West Bromwich (che ha fruttato il rigore del vantaggio all'Arsenal) è senza dubbio da stigmatizzare, tanto quanto le intemperanze dei tifosi del Manchester City a fine derby. Ora si riapriranno due tavoli di discussione, uno sulle simulazioni di giocatori stranieri o autoctoni, e uno sulla violenza. Servono pene esemplari, in entrambi i casi.

LA SORPRESA – Una imbattibilità che dura da nove match, tra i quali spicca anche una vittoria contro il Manchester United capolista. Il Norwich è un team in grandissimo spolvero, ma in pochi pensavano potesse sconfiggere a domicilio un'altra compagine reduce da un ottimo momento di forma come lo Swansea. Una cosa è certa: Chris Hughton non sta facendo rimpiangere Paul Lambert.

TOH CHI SI RIVEDE – Dopo un anno di prestito al Lille – dove non sentono così tanto la sua mancanza – Joe Cole sta faticando a trovare spazio nel Liverpool targato Brendan Rodgers. Il goal contro i suoi amati Hammers potrebbe aiutarlo a risalire la china e garantirgli una buona dose di fiducia.

LA CHICCA – Il Tottenham tiene male nella parte finale dei match. Gli Spurs, infatti, hanno concesso 10 goal negli ultimi 15 minuti dei match giocati finora in Premier. Ben il 40 per cento delle marcature subite.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Di Jason Puncheon ricordiamo una fantastica tripletta in un Millwall-Crystal Palace di qualche anno fa. Un biglietto da visita ideale per apprezzare le sue notevoli qualità. Peccato che al ragazzo abbia sempre difettato la continuità, una caratteristica fondamentale per un centrocampista. Ora al Southampton, dopo una serie infinita di prestiti, sembra aver finalmente imboccato la “retta via”.

martedì 4 dicembre 2012

Il punto sulla Premier – Comanda Manchester

Lo United allunga sul City, bloccato in casa dall’Everton, ma è ormai evidente che nessun altro club potrà scardinare il dominio sulla Premier delle due squadre della città del Lancashire.

Brutte sconfitte per Chelsea, West Bromwich Albion e Arsenal, con i Gunners che ormai navigano a metà classifica. Bene invece il Tottenham, facile sul campo del Fulham dell’ex Dimitar Berbatov. Solo un pari per il QPR del nuovo corso di Harry Redknapp, la zona salvezza rimane un miraggio.

COS'E' SUCCESSO – Ormai è ufficiale: la Premier 2012-13 è una corsa a due, né più né meno come l’anno scorso. Manchester United e Manchester City sono gli unici team in grado di giocarsi il titolo e già con il derby in programma domenica all’Etihad Stadium si potrebbe avere qualche indicazione supplementare sul destino del campionato attuale. Ad arrivare meglio alla stracittadina sono i Red Devils, reduci dal rocambolesco 4-3 a Reading (decima rimonta stagionale) frutto di una mezzora infarcita di goal ed emozioni e del resto del match condotto con il pilota automatico. I Light Blues, invece, con l’Everton hanno seriamente rischiato di perdere l’imbattibilità casalinga che ormai dura da un paio d’anni (gli ultimi a violare Eastlands furono proprio i Toffeemen). I ragazzi allenati da Roberto Mancini non stanno attraversando un momento brillante e si vede, quale migliore occasione per rimettersi in carreggiata di un derby, in programma domenica all’Etihad? Deve ormai dire addio ai sogni di gloria il Chelsea. Il contestatissimo Rafa Benitez sarà ancor meno amato dopo il rovescio (il primo in nove anni) al cospetto del West Ham. Partita dai due volti, al Boleyn Ground. Nel primo tempo dominano i Blues, che poi nella seconda frazione crollano e si beccano un meritato 1-3. Male anche l’Arsenal, sconfitto a domicilio dallo Swansea tornato agli ottimi livelli di inizio stagione, e il West Bromwich, fattosi sorprendere in casa dallo Stoke. Per il terzo posto, allora, inizia a farci più di un pensierino il Tottenham, corsaro al Craven Cottage. Gli Spurs devono ancora recuperare qualche infortunato eccellente (come Scott Parker), sebbene in riva al Tamigi si sia fermato per un problema muscolare Gareth Bale. In coda steccano quasi tutte, compreso il Southampton ad Anfield Road (dove i Saints hanno vinto solo una volta negli ultimi 30 anni) e il Sunderland a Norwich. Nel Monday Night risorge il Newcastle, che si impone con un secco 3-0 contro il Wigan.

IL TOP – Dieci goal in 15 gare, in cui ha scodellato anche un assist. Capocannoniere della Premier insieme a gente del calibro di Luis Suarez e Robin Van Persie. Dopo la doppietta all’Emirates le quotazioni di Michu (in teoria un centrocampista offensivo) si sono ulteriormente impennate. Per strappare lo spagnolo allo Swansea si è già fatta la fila e, ironia della sorte, pare che tra i club più interessati ci sia proprio l’Arsenal.

IL FLOP – Quasi fuori dalla Champions League e ormai tagliato fuori in campionato. Il 2012-13 non sembra proprio essere una stagione da ricordare per il Chelsea, che dal 1995 non incorreva in una sequela di sette partite senza vittorie. All’epoca la striscia negativa si fermò a dieci, un risultato che il già traballante Rafa Benitez spera di non eguagliare.

LA SORPRESA – Proprio quando sembrava lanciato verso la rincorsa a un posto in Champions League, il West Bromwich Albion è incappato in due stop consecutivi. Clamoroso il secondo, in casa contro lo Stoke. D’altronde è su questi colpacci esterni a sensazione che i Potters hanno costruito alcune delle tante salvezze dell’ultimo lustro.

TOH CHI SI RIVEDE – Nell’ultimo anno non ha praticamente mai giocato, prima per un brutto infortunio rimediato nei quarti di finale di Coppa di Lega allo Stamford Bridge nel novembre 2011, poi per una ricaduta nelle prime giornate della Premier attuale. Ora Luca Leiva pare finalmente pronto per rubare palloni e impostare il gioco nel fin qui mediocre centrocampo del Liverpool.

LA CHICCA – Nei 109 match in trasferta in cui il Sunderland si è trovato a rincorrere, solo una volta ha poi finito per vincere (2-1 al Blackburn nel 2008). Al Carrow Road i Black Cats non hanno smentito questa statistica negativa, anche perché Matt Kilgallon ha sbagliato un goal a porta vuota da due passi che ha dell’incredibile.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Contro il Wigan ha realizzato in maniera molto spettacolare la sua prima rete in Premier. Gael Bigirimana, arrivato in estate al Newcastle dal Coventry City, ha delle qualità notevoli e, nonostante sia solo diciannovenne, si sta già ritagliando degli spazi importanti nel centrocampo del Newcastle. Siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di lui.

venerdì 30 novembre 2012

La mia intervista a Zola, finalmente...

Uscita oggi su "Pubblico".

Gianfranco Zola è uno dei grandi campioni che il nostro calcio si è lasciato scappare troppo presto, a tutto vantaggio del football inglese che lo ribattezzò Magic Box. Bandiera del Chelsea da giocatore, il fantasista sardo ha iniziato la carriera di manager al West Ham dopo i due anni da consulente tecnico nell'under 21 allenata da Gigi Casiraghi. Fallita la trattativa con la Lazio, è diventato il tecnico del Watford, terzo club dopo Granada e Udinese di proprietà della famiglia Pozzo. La squadra di Elton John, ancora presidente onorario, milita in Championship, l'equivalente della nostra serie B. Martedì sera è andata a vincere a Sheffield contro il Wednesday per 4-1 e adesso è all'ottavo posto con 30 punti, anche se il compito di Zola è di riportarla in Premier il prima possibile.

Come procedono le cose al Watford? All’inizio sarà stata dura, con i tifosi delusi per la cacciata del vecchio allenatore Sean Dyche da parte dei Pozzo…
Sì, bisogna ammettere che all'inizio erano delusi per il licenziamento del manager, che era un loro idolo anche da giocatore e che l'anno scorso aveva fatto bene con una squadra non fortissima. Ma dopo qualche risultato storto le cose sono migliorate e ora stiamo attraversando un buon periodo. I giovani si stanno inserendo bene e i fan stanno apprezzando molto i nostri sforzi. In questo momento della stagione non mi interessa guardare alla classifica, questo è un progetto a lungo termine, stiamo inserendo tanti giocatori giovani e i tifosi sembrano apprezzare i nostri sforzi. La filosofia della famiglia Pozzo è anche la mia: lavorare sulla qualità del gioco innanzitutto, i risultati seguiranno.

Lei ha citato i tanti giovani, tra cui alcuni arrivati in prestito dalle altre società dei Pozzo, Granada e Udinese, presenti in rosa. Però al Watford c'è anche un veterano come l'ex romanista Marco Cassetti.
Sì, Marco è titolare e si sta facendo valere e apprezzare da tutti, anche fuori dal campo.

A livello tattico, In Italia va molto il 3-5-2. Lei in passato utilizzava altri schemi. Ora?
Ora impiego proprio il 3-5-2! Come tutti gli schemi ha i suoi pro e contro e va scelto in base ai giocatori che si hanno a disposizione, però in generale penso che dia maggior equilibrio alla squadra. A inizio stagione avevo scelto il 4-3-3, però quando ho visto che non funzionava ho preferito cambiare.

Il Watford è famoso per due personaggi profondamente legati al club: in primis Elton John, poi Luther Blissett, protagonista di una stagione tragicomica al Milan nel 1983-84. Li ha incontrati?
Ho parlato al telefono con Elton John, che si è detto molto contento del mio arrivo al Watford. Mi ha promesso che un giorno verrà allo stadio, ma per il momento non si è ancora visto. Blissett invece credo che non bazzichi più l'ambiente del club.

La Championship, oltre a essere il quinto campionato più seguito in Europa, è anche rinomato per essere un torneo molto duro. Conferma?
Confermo. Anzi, è addirittura più duro di quello che mi aspettavo. Con tutto il rispetto per la nostra serie B, la Championship è un torneo molto più competitivo e di livello superiore anche dal punto di vista tecnico. Qui puoi perdere con tutte, c'è un equilibrio totale. Prendi il Peterborough, è stato sconfitto nelle sette partite iniziali e poi è andato a vincere in trasferta su due campi molto difficili.

Obiettivo promozione?
Per questa stagione no, al massimo possiamo ambire a un posto nei play off, anche visto l'equilibrio che regna nel campionato. Certo, quando i Pozzo hanno rilevato il club lo hanno fatto con l'idea di riportarlo in Premier nell'arco di qualche anno.

Lei ha spesso detto che è meglio la tranquillità del calcio inglese rispetto ai veleni del calcio italiano. Ma davvero non tornerebbe e ha preferito “lasciar cadere” l’offerta della Lazio?
Sì, ribadisco, io sono felicissimo della scelta che ho fatto di tornare qui in Inghilterra. È vero, sono stato vicino a firmare con la Lazio, poi non è stato bello come sono andate a finire le cose. Onestamente non ne parlo con piacere, ormai è andata così e preferisco non tornarci su. Poi loro sono contenti della scelta fatta con Vladimir Petkovic, cui auguro di fare bene. Più in generale non escludo in futuro di poter tornare in Italia, qualora si dovesse presentare un'occasione valida. Però dopo la trattativa con la Lazio il mio obiettivo era tornare in Inghilterra, dove mi piace vivere e lavorare, per cui ho accettato molto volentieri la proposta della famiglia Pozzo.

Al Chelsea ha giocato con Di Matteo. Si aspettava che sarebbe diventato un grande manager, ma che poi, dopo una messe di successi, Abramovich lo avrebbe licenziato? Invece come mai Vialli ha raccolto così poco? Anche al Watford non ha lasciato un buon ricordo…
Francamente non mi aspettavo proprio che Di Matteo avrebbe intrapreso la carriera di allenatore, quando lo ha fatto mi ha sorpreso molto. Però è sempre stato evidente a tutti che aveva delle grandi capacità e si meritava tutto il successo che ha ottenuto. Per quello che è successo negli ultimi giorni posso solo dire che mi dispiace molto. Vialli ai tempi del Chelsea aveva vinto dei trofei lasciando una buona impressione, poi è vero che al Watford le cose non sono andate un granché. Una stagione storta ci può stare, Luca però ha deciso di dedicarsi ad altro, di non proseguire la carriera di allenatore. Non me lo aspettavo, ma lui ha fatto la sua scelta.

A proposito di allenatori italiani, che cosa pensa del ct della nazionale Cesare Prandelli?
In tempi non sospetti, prima che iniziasse l'Europeo, ho pubblicamente lodato il lavoro di Prandelli. Secondo me sta facendo benissimo a puntare così tanto sui giovani. È un ottimo allenatore che sta riportando entusiasmo nell'ambiente della nazionale, proprio quello che serviva.

Fra il 2006 e il 2008 è stato consulente tecnico della Under 21 allenata da Gigi Casiraghi. Un'esperienza con luci e ombre.
Quella under 21 ha raccolto molto poco in termini di risultati, ma ha favorito la crescita di giocatori importanti che adesso militano nella nazionale maggiore, ciò che penso sia proprio il compito di una selezione giovanile. Con Casiraghi abbiamo puntato forte su gente come Giovinco, che all'epoca trovava spazio solo in primavera, e Giuseppe Rossi, che faceva la riserva al Manchester United, però poi i risultati ci hanno dato ragione.

Adesso c'è Insigne...
Sì, non lo conosco benissimo, ma mi sembra un ottimo giocatore. I migliori giovani italiani secondo la mia opinione sono Verratti e soprattutto Rossi. Lui è fortissimo, appena si riprenderà dal brutto infortunio che ha avuto dimostrerà tutto il suo valore, ne sono convinto.

A proposito di Insigne, per caratteristiche e struttura fisica sembrerebbe l'erede suo e di Maradona. Certo quando lei è stato a Napoli c'era una squadra stellare.
Quello del Napoli era soprattutto un grande gruppo, molto unito in campo e fuori. Io sono rimasto in contatto con molti di loro e uno, Giancarlo Corradini, adesso è il mio assistente al Watford. Maradona, beh, lui sul rettangolo di gioco era un marziano, però era anche un uomo-spogliatoio, amatissimo da tutti.

Riattraversiamo la Manica. In Inghilterra ormai in tanti si lamentano per l’eccessiva commercializzazione del football. Eppure anche così rimane meglio del nostro calcio?
Sì, qui sanno vendere molto bene il loro prodotto, però è anche vero che il campionato inglese è di altissimo livello, tra i migliori al mondo. Sicuramente superiore alla nostra Serie A da vari punti di vista.

Oltre Manica i vari Abramovich e Al Mansour stanno facendo la fortuna dei rispettivi club. Ci dobbiamo augurare che anche da noi approdino personaggi del loro calibro? Oppure è meglio puntare sui giovani e tagliare i costi?
Al momento vista la crisi generale che ha colpito il calcio italiano è senza dubbio meglio puntare sui giovani e risanare i bilanci. Un po' come hanno già fatto in Germania, con enorme successo. Poi, se in futuro le cose andranno meglio e si presenteranno imprenditori anche stranieri con denaro e progetti seri, la cosa potrebbe essere positiva.

Ai tempi del West Ham il primo proprietario era Björgólfur Guðmundsson, a sua volta padrone della Landsbanki, una delle prime banche a risentire degli effetti della crisi proprio per la dissennata gestione finanziaria di Guðmundsson. Anche il West Ham si ritrovò in grande difficoltà, tanto che poi la società fu ceduta. Come ha vissuto quei mesi?
È chiaro che non era l'ideale. Il problema principale è stato cambiare buona parte dei programmi a stagione iniziata e ritrovarsi l'anno successivo, il secondo della mia gestione, con difficoltà enormi. Mancavano i fondi e ho dovuto affidarmi a tanti giovani, ma a volte anche i giovani vanno inseriti al momento giusto, con calma e pazienza. Purtroppo al West Ham in quei mesi non l'ho potuto fare a causa di una serie di contingenze negative.

Poi si è insediata una nuova proprietà e l'ha mandata via per prendere Avram Grant. E il West Ham è retrocesso...
Sì, ma quello per me ormai è un capitolo chiuso, acqua passata.

Certo passare da idolo assoluto dei tifosi del Chelsea ad allenatore del West Ham, squadra simbolo dell’East End proletario londinese, non deve essere stato facile. I fan del Chelsea l’hanno mai criticata per essere diventato il manager degli Irons?
No, ho avuto modo di spiegare loro la mia scelta di carattere professionale e loro hanno capito. Anche i tifosi del West Ham mi hanno sempre trattato molto bene, non mi hanno mai fatto una colpa del mio passato. Diciamo che qui alcune situazioni si vivono in modo diverso rispetto all'Italia, fortunatamente...

Parliamo del periodo allo Stamfdord Bridge. Lei arrivò al Chelsea perché nel Parma di Ancelotti non trovava più spazio. Però con i Blues ha lasciato un’impronta indelebile sul calcio inglese. È un errore affermare che in Inghilterra sapevano apprezzare ancora la fantasia, mentre il nostro calcio stava già iniziando la preoccupante involuzione che, legata alle difficoltà economiche, ha portato la Serie A ai margini del football che conta?
A Parma non stavo giocando un granché e insieme alla società capimmo che era arrivato il momento di separarci. Però è vero che in quel momento il nostro calcio aveva iniziato a dare maggior importanza alla tattica e all'elemento fisico a discapito della tecnica. Io penso che ci sia sempre bisogno del giusto equilibrio tra questi tre fattori e che in effetti l'inizio della crisi a livello di gioco sia iniziato proprio in quegli anni, quando questo equilibrio si è un po' perso.

Più importante il goal all’Inghilterra a Wembley nel 1997 o quello in finale di Coppa delle Coppe allo Stoccarda nel 1998?
Sicuramente quello con la nazionale nel match delle qualificazioni ai Mondiali del 1998. Giocare per l'Italia per me è sempre stato un grandissimo onore, poi fare un goal così importante e decisivo in un tempio del calcio come Wembley non ha prezzo.

E il goal più bello della sua carriera?
Quello contro il Norwich in un match di Coppa d'Inghilterra. Cross da calcio d'angolo, io colpisco al volo di tacco e la metto sotto la traversa. Ogni tanto me lo rivedo ancora su You Tube.

lunedì 26 novembre 2012

Il punto sulla Premier – Continua l'alternanza in vetta

Nuovo sorpasso del Manchester United, vittorioso a fatica sul disastrato QPR, ai danni dei cugini del City, bloccati sul pari dal Chelsea.

Il West Bromwich Albion non si ferma più, viola lo Stadium of Light di Sunderland e sale al terzo posto in classifica. Il Tottenham vince il derby contro il West Ham, mentre il Liverpool impatta a Swansea.

COS'E' SUCCESSO – La quattordicesima giornata della Premier 2011-12 sarà senza dubbio ricordata per l’eclatante contestazione al neo-allenatore del Chelsea Rafa Benitez e per la massiccia dimostrazione di solidarietà a Roberto Di Matteo, fresco di esonero nonostante i recenti successi con i Blues. Sul campo la compagine del West End londinese ha disputato l’ennesimo match opaco di questo periodo storto e tutto sommato il pareggio a reti inviolato contro il Manchester City – poco efficace nel finalizzare l’enorme mole di gioco prodotto – è tutt’altro che da disprezzare. Ora i Light Blues devono di nuovo rincorrere lo United, bruttino e pasticcione, ma che in soli sette minuti ha ribaltato per la nona volta in stagione una situazione di svantaggio, questa volta contro il disastrato QPR, ora affidato alle sapienti mani di Harry Redknapp. Vola il West Bromwich, che con il successo a Sunderland si insedia al terzo posto. I Baggies non vincevano quattro gare consecutive nella massima divisione inglese dal 1980. Ora sognano un posto in Champions League, anche perché l’Arsenal e il Liverpool visti nel fine settimana (entrambi protagonisti di modesti 0-0, rispettivamente contro Aston Villa e Swansea) non fanno troppa paura. Torna alla vittoria dopo tre tonfi il Tottenham per 3-1 nel derby contro il West Ham macchiato dai cori razzisti dei tifosi degli Irons. In coda colpacci di Wigan e Southampton. I Latics si affermano nello scontro diretto con il Reading, i Saints inguaiano il Newcastle, ormai in piena crisi.

IL TOP – Per la seconda volta consecutiva non possiamo non menzionare come top team il West Bromwich Albion. Quella di Sunderland aveva tutta l’aria della classica prova del nove. Superata brillantemente dai Baggies scintillanti di questa prima metà della campagna 2011-12.

IL FLOP – Caro Roman Abramovich, chi sbaglia paga e i cocci – in termini di contestazione – sono suoi…

LA SORPRESA – Non ci aspettavamo che il Newcastle, reduce da una stagione quasi miracolosa, rallentasse in modo così evidente, tanto da andare a perdere male anche su campi non del tutto proibitivi come quello del Southampton. L’assenza di un giocatore fondamentale come Yohan Cabaye è sicuramente una buona attenuante, ma urge comunque incamerare punti per non rimanere immischiati nella lotta per non retrocedere.

TOH CHI SI RIVEDE – Darren Fletcher e Kieron Dyer sono stati grandi protagonisti, su fronti opposti, del match tra Manchester United e QPR. Lo scozzese ha addirittura trovato il goal dopo oltre un anno di astinenza, mentre l’ex nazionale inglese è riapparso a buoni livelli dopo due anni in cui di partite ne ha disputate veramente poche (appena sette tra Ipswich Town e QPR).

LA CHICCA – E’ raro “ammirare” nella stessa settimana due papere colossali come quelle di Simon Mignolet (Sunderland) e Alì Al-Habsi (Wigan) nella. Sono errori così marchiani che non sapremmo a chi assegnare la palma del peggiore.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Non vi fate ingannare dalla tripletta rifilata al Reading, Jordi Gomez non è un centrocampista con il vizio del goal (in precedenza, in tre anni al Wigan ne aveva messi a segno solo sette). Però se parliamo di qualità e visione di gioco non c’è da rimanere delusi.

domenica 11 novembre 2012

Il punto sulla Premier – Il Manchester United si aggrappa al Chicharito

I Red Devils allungano sul Chelsea, bloccato in casa dal Liverpool, grazie alle prodezze dell'attaccante messicano.

Balotelli in tribuna, Aguero e Dzeko a fare faville in campo. Il City rimane in contatto. Prosegue la bella favola dell'Everton, ma anche il West Ham sorprende tutti con il sesto posto raggiunto dopo il successo a Newcastle.

COS'E' SUCCESSO – Dopo 17 anni di attesa, per l'Aston Villa sembrava finalmente giunto il momento di sfatare il tabù United, che in questo lasso di tempo aveva sempre vinto o al massimo pareggiato al Villa Park. Ma alla fine a Birmingham più che la replica del 3-1 datato 19 agosto 1995, è andata in onda quella del 3-2 per i Red Devils del 6 gennaio del 2002. Quest'ultimo era un match di FA Cup, ma, come accaduto sabato, i ragazzi di Alex Ferguson erano sotto di due reti e hanno poi finito per vincere. Dieci anni fa grande protagonista della rimonta fu Ruud Van Nistelrooy, nel fine settimana uno scatenato Chicharito Hernandez. Lo United resta così al comanda della classifica, guadagnando pure due punti sul Chelsea, fermato in casa dal Liverpool. I Blues perdono due punti preziosi e John Terry, al rientro dopo le quattro giornate di squalifica per l'ormai celeberrimo insulto razzista rivolto ad Anton Ferdinand. JT segna e si infortuna gravemente in uno scontro di gioco con Luis Suarez, poi autore, con la sua decima rete stagionale, del goal del pari. Così come i cugini dello United, si afferma in rimonta ma con merito anche il City sul Tottenham, alla seconda sconfitta consecutiva. Ancora determinante Edin Dzeko, entrato nel secondo tempo. Mantiene il quarto posto l'Everton, che inguaia ulteriormente il Sunderland. Il Fulham rischia di vincere per la prima volta sul campo dell'Arsenal, sempre più lontano dal vertice della classifica. In coda rimangono a secco di vittorie e nelle ultime tre posizioni Reading, Southampton e QPR.

IL TOP – Lo davano già come sicuro partente dall'Old Trafford. Troppa concorrenza in attacco, soprattutto dopo l'acquisto di Robin Van Persie, e le prestazioni non brillantissime della stagione passata apparivano delle ottime ragioni per vendere al miglior offerente Chicharito Hernandez, ormai divenuto un habitué della panchina. Il messicano non si è perso d'animo e quando chiamato a impallinare le difese avversarie non si è mai tirato indietro. Negli ultimi cinque incontri tra campionato e coppe ha realizzato ben sette goal, compresa la quasi tripletta al Villa Park. Quasi pleonastico ribadire che tante della sue marcature sono poi risultate decisive.

IL FLOP – Prima buttano alle ortiche un vantaggio di due reti, facendosi addirittura scavalcare. Poi i Gunners hanno la palla della vittoria all'ultimo secondo e non la sanno sfruttare al meglio. Il dato di fatto è che l'attuale inizio stagione è il peggiore dell'Arsenal dai primi anni Ottanta.

LA SORPRESA – Un Liverpool fin qui ancora troppo balbettante ha trovato uno squillo degno del suo blasone su un campo difficile come lo Stamford Bridge, dove però i Reds avevano vinto le ultime tre sfide, compresa quella di Coppa di Lega segnata dal primo grave infortunio occorso a Luca Leiva. Che la cura-Rodgers stia iniziando a fare effetto?

TOH CHI SI RIVEDE – Con le sue ultime prestazioni Olivier Giroud ha smentito in buona parte la fama di brocco che si era appiccicato addosso dopo un'inizio di stagione fallimentare. Il centravanti francese dell'Arsenal, autore di una doppietta contro il Fulham, sembra tornato quello dei tempi di Montpellier. Una buona notizia per Arsene Wenger, che nel complesso non ha molte ragioni per essere allegro.

LA CHICCA – Dopo 38 partite consecutive fuori casa in cui aveva concesso almeno un goal (record negativo nella storia della Premier), sul campo del Reading il Norwich è riuscito a mantenere inviolata la proprio porta.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Se il QPR continuerà a rimediare sonori sganassoni a destra e a manca è piuttosto probabile che il fantasista marocchino Adel Taarabt, già nelle mire del PSG lo scorso anno, si cerchi una destinazione più adeguata al suo talento.

lunedì 29 ottobre 2012

Il punto sulla Premier – Ammucchiata in vetta

Il Manchester United passa allo Stamford Bridge in un match macchiato da almeno un paio di gravi errori arbitrali.

Anche il City si avvicina alla vetta, forte dell’affermazione sullo Swansea. La partita più bella della giornata è però il derby della Merseyside, che finisce in parità dopo mille emozioni.

COS'E' SUCCESSO – Chelsea v Manchester United è una delle nuove classiche del calcio inglese. Come spesso in passato, anche questa volta non ha lesinato colpi di scena ed episodi controversi. Dopo allunghi e recuperi da brividi, qualche topica di troppo della terna arbitrale ha facilitato il compito ai Red Devils, che così hanno centrato la prima vittoria in campionato al Bridge dal 2002. Peccato per la coda polemica, perché lo spettacolo ammirato in campo per ampi tratti di gara valeva abbondantemente il prezzo del biglietto. Anche al Goodison Park è andato in scena un derby – il 219esimo della storia dei confronti tra Everton e Liverpool – tra i migliori degli ultimi anni per contenuti tecnici, ma soprattutto agonistici. Giusto il pareggio finale, sebbene in pieno recupero a nostra opinione sia stato annullato un goal valido a Luis Suarez. Affermazioni di misura per Arsenal e Manchester City, con la non trascurabile differenza che i Gunners hanno dominato il fanalino di coda QPR – con Julio Cesar impegnato a sfornare miracoli in dosi industriali – mentre i Light Blues se la sono vista brutta contro uno Swansea molto agguerrito e pericoloso in varie occasioni. Sono servite la solita prodezza di Carlos Tevez e un paio di paratone di Joe Hart per allentare un po' la pressione su Roberto Mancini, reduce da una settimana da incubo dopo il flop in Champions League. Nelle retrovie ancora deludenti l'Aston Villa (una sola vittoria nelle ultime 20 gare di Premier) e il Southampton, sconfitto in casa dal Tottenham dell’ex Gareth Bale, autore con una bella inzuccata dalla rete del momentaneo 1-0.

IL TOP – Everton e Liverpool hanno dato vita a un derby spettacolare, vibrante, equilibrato ed emozionante. Insomma, un concentrato di tutto il meglio delle caratteristiche del calcio inglese, per di più con sullo sfondo una cornice splendida come il Goodison Park. Ringraziamo i Toffees e i Reds per le emozioni che ci hanno dispensato, soprattutto nel primo tempo.

IL FLOP – Non è nostro costume mettere in croce gli arbitri, ma quanto (poco di buono) combinato in carriera da Mark Clattenburg sembra aver avuto il suo nadir nel match di sabato allo Stamford Bridge, specialmente se, come affermano i giocatori del Chelsea, il direttore di gara ha usato un linguaggio poco adeguato nei loro confronti. L’espulsione di Fernando Torres, poi, ha finito per rovinare parzialmente una partita fino a quel momento bellissima. Uno dei tanti, tantissimi errori di un arbitro mediocre, ormai pronto per la pensione.

LA SORPRESA – Pensavamo che il West Ham fosse pronto a cancellare l’orrendo ricordo del 3-2 subito a Wigan due anni fa, costato la retrocessione agli Irons. Invece la lanciatissima squadra di Sam Allardyce anche questa volta ha patito l’iniziativa dei Latics, di nuovo vincenti dopo sei match.

TOH CHI SI RIVEDE – Tutti gli appassionati di calcio non possono che gioire alla notizia del ritorno in campo di Jack Wilshere dopo un calvario durato quasi un anno e mezzo. Ci piace pensare che Arsene Wenger e Roy Hogdson abbiano stappato una bella bottiglia di champagne per festeggiare la buona novella.

LA CHICCA – Il difensore dell’Aston Villa Joe Bennett nel match contro il Norwich City si è fatto espellere per doppia ammonizione. Nulla di strano, se non fosse che entrambi i falli costatigli i cartellini gialli li ha commessi contro un altro Bennett, Leon. Forse non ha troppa simpatia per i suoi omonimi…

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Le qualità ci sono, peccato che il costaricano Bryan Ruiz non sia proprio un mostro di costanza. Ma forse ci sta lavorando su, e in quel caso lo vedremmo bene anche in una squadra di alto profilo. Finora in stagione l’attaccante del Fulham ha scodellato quattro assist, non proprio un dato da disprezzare. Sabato a Reading ha pure ritrovato il goal (che per la verità mancava da troppo tempo). Che sia sulla buona strada?

lunedì 22 ottobre 2012

Il punto sulla Premier – Nemmeno Villas-Boas ferma il Chelsea

Guidati da un fantastico Mata, i Blues passano al White Hart Lane in un derby spettacolare e molto combattuto. Ritorno al goal di Rooney e i Red Devils si sbarazzano dello Stoke.

Il Manchester City coglie i tre punti in maniera rocambolesca a West Bromwich. Ancora decisivo Edin Dzeko, autore di una doppietta. Male l'Arsenal, che si fa sorprendere dal Norwich. Continuano i problemi per il QPR, ultimo e ancora senza vittorie.

COS'E' SUCCESSO – In tanti lo avevano dipinto come il match della grande rivincita di André Villas-Boas nei confronti del Chelsea. Alla fine, per la prima volta dal 2005, i Blues hanno espugnato il campo degli storici rivali, confermandosi la prima forza del campionato e l’ex allenatore del Porto si è ritirato in buon ordine. Se non fosse stato per la dissennata condotta del West Bromwich Albion – e per la papera di Ben Foster – i ragazzi di Roberto Di Matteo avrebbero allungato il passo sul Manchester City, in cui Edin Dzeko per ora risulta più efficace dell’altalenante Mario Balotelli. Fa tutto Rooney (goal, autorete e assist) nel successo interno del Manchester United a spese dello Stoke City, ma a tenere banco sono le polemiche tra Alex Ferguson e Rio Ferdinand, che per protesta contro la sentenza ritenuta troppo morbida della FA contro John Terry non ha vestito la maglietta della campagna per debellare il razzismo nel football “Kick it out”. Negli altri match da segnalare il tonfo dell’Arsenal a Norwich, il ritorno alla vittoria del Liverpool contro un Reading sempre più in brutte acque e il pareggio nel combattutissimo derby del Tyne-Wear.

IL TOP – Tre goal e cinque assist in quattro partite di Premier. Anche leggendo le statistiche, è indubbio che Mata sia uno dei giocatori più in forma e determinanti dell'intero campionato. Se non si fa valere il suo compatriota Fernando Torres, ci pensa lui a togliere le castagne dal fuoco a Di Matteo. E il Chelsea continua a vincere...

IL FLOP – Prima ha provato a rifilare un gomitata a Jack Colback, poi ha rischiato di rompere una gamba al malcapitato Steven Fletcher. Scontato il rosso per Cheik Tioté, che con la sua follia – per la verità non la prima in carriera – ha finito per condizionare negativamente il derby per il Newcastle.

LA SORPRESA – Finora il Norwich aveva raccolto solo scoppole a destra e a manca, palesando una fragilità difensiva a tratti imbarazzante – tanto che, fatta eccezione per il Southampton, il suo era il peggior reparto arretrato del campionato. Con l'Arsenal non solo ha vinto, ma ha tenuto a bada senza troppi patemi d'animo l'attacco avversario. I Canarini provano a tornare quelli dell'anno scorso e la lotta per non retrocedere si infiamma.

TOH CHI SI RIVEDE – Per festeggiare i suoi dieci anni di carriera in Premier League ha pensato bene di segnare una doppietta (raggiungendo un totale di 200 goal per i club per cui ha giocato), distribuire un assist e...centrare una clamorosa autorete! C'è poco da fare, Wayne Rooney è tutto tranne che un giocatore banale, in qualsiasi ruolo lo schieri il suo allenatore.

LA CHICCA – Quello rimediato da Steven Pienaar nella seconda frazione di gioco contro il QPR è il 74esimo cartellino rosso mostrato a un giocatore dell'Everton nei 20 anni di storia della Premier. Peggio ha fatto solo il Blackburn, con 76 espulsioni.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Volete un centrocampista solido, grintoso e mai domo? Uno che se la cava sui calci piazzati e ogni tanto segna anche qualche goal decisivo. Date un’occhiata al giocatore simbolo del West Ham, Mark Noble, non rimarrete delusi.