I Citizens vincono il derby all'Old Trafford e rovinano la festa allo United. Decide una prodezza di Aguero.
Altra battuta d'arresto del Tottenham, che pareggia solo in extremis contro l'Everton. Faticano ma vincono sia il Chelsea che l'Arsenal.
COS'E' SUCCESSO – Questa volta la stracittadina di Manchester valeva soprattutto per l'onore, visto l'enorme vantaggio in classifica dei Red Devils (imbattuti in campionato da 18 partite), ma tutto sommato non ha disatteso le aspettative della vigilia. Gara vibrante, con un ottimo City per ampi tratti di entrambe le frazioni di gioco. Alla scarsa vena di Rooney e Van Persie (a secco da dieci match) ha risposto un ritrovato Aguero. Ovvero proprio l'attaccante da oltre 20 goal a campionato che, complici anche alcuni infortuni, è mancato al City per tentare uno storico bis. Oltre al derby di Manchester, la trentaduesima di Premier rappresentava anche l'esordio nel massimo campionato inglese in veste di manager di Paolo Di Canio. A tratti il suo Sunderland ha lanciato incoraggianti segnali di risveglio ma, nonostante il fortunoso vantaggio a fine primo tempo, un pessimo inizio di seconda frazione ha condannato i Black Cats al settimo rovescio in nove gare. Il Chelsea così aggancia il Tottenham orfano di Bale e fermato sul pari dall'Everton (che non vince al White Hart Lane dal 2008). Bella affermazione dell'Arsenal a West Bromwich, con i Baggies ormai estromessi dalla lotta per un posto in Europa League. Ultima chiamata per Reading e QPR, ormai sull'orlo del baratro della Championship. Ma entrambi i team hanno fallito la prova decisiva. Beffato sul filo di lana il QPR, che fino a pochi secondi dalla fine stava assaporando la vittoria nello scontro diretto con il Wigan. Ancora peggio i Royals, surclassati da un ottimo Southampton (alla terza affermazione consecutiva, non accadeva dal 2003). Nessuna rivincita allora per Nigel Adkins, cacciato dai Saints e ora sulla panchina del Reading. In coda vittoria esiziale per l'Aston Villa sul campo di uno Stoke in evidente disarmo. Decisiva una prodezza balistica di Matthew Lowton, di certo una delle marcature più belle (e forse più importanti) dell'anno.
IL TOP – Roberto Mancini lo aveva detto: il City non meritava un distacco di ben 15 punti dallo United. Per mettere in chiaro i valori in campo, ha quindi pensato bene di violare per la seconda volta consecutiva l'Old Trafford (un evento che non accadeva da 41 anni). Certo, non 6-1 come l'anno scorso e senza avere speranze di recuperare il deficit in classifica, ma quella raccolta nel MondayNight è lo stesso una bella soddisfazione per tutto l'ambiente dei Light Blues in vista della semifinale di FA Cup contro il Chelsea, in programma domenica prossima a Wembley.
IL FLOP – Dall'inizio del 2013 lo Stoke City è la compagine che ha raccolto meno punti (solo cinque). La sconfitta con l'Aston Villa è la quinta in sei incontri e fa rientrare i Potters nella bagarre salvezza.
LA SORPRESA – Il Liverpool sembrava in rampa di lancio per la rincorsa ai cugini dell'Everton e alla qualificazione in Europea League. E invece si è fatto bloccare dal West Ham, per di più ad Anfield Road.
TOH CHI SI RIVEDE – Ogni tanto Tomas Rosicki mostra ancora qualche lampo della sua grande classe, penalizzata dai problemi fisici che hanno afflitto il centrocampista ceco. La sua doppia a The Hawthorns riporta i Gunners in corsa per un posto nella Champions League 2013-14.
LA CHICCA – Contro il Fulham, il Newcastle ha segnato il terzo goal al novantesimo negli ultimi quattro match casalinghi. Quando si dice che i Magpies non mollano mai...
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Ormai è ufficiale, il francese Morgan Schneiderlin è una delle rivelazioni della stagione. Infaticabile rubapalloni, il centrocampista francese è alla sua prima stagione in Premier dopo essere arrivato al Southampton dallo Strasburgo nel 2008.
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martedì 9 aprile 2013
Il punto sulla Premier – Il grande orgoglio del Manchester City
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mercoledì 3 aprile 2013
Il punto sulla Premier – Red Devils schiacciasassi
Nuovo record per il Manchester United, che a Sunderland infila la venticinquesima vittoria su trenta partite.
Tra i team nelle posizioni di vertice si ferma solo il Chelsea, mentre vincono tutte la altre. In coda si complica la situazione di Newcastle e Aston Villa. Praticamente spacciate QPR e Reading.
COS'E' SUCCESSO – Il sabato di Pasqua costa caro a Martin O'Neill. Perdendo contro l'inarrestabile Manchester United, il Sunderland continua la sua discesa negli inferi della classifica (due soli punti nelle ultime otto partite per i Black Cats) e la dirigenza corre ai ripari mettendo sotto contratto Paolo Di Canio. L'ex tecnico dello Swindon diventa così l'ottavo manager italiano della storia della Premier. Il Manchester City prende a sberle un Newcastle evanescente, con Silva e Tevez a menare le danze. Ma ormai è troppo tardi, le possibilità di riacciuffare i cugini sono pari allo zero. Lunedì prossimo il derby in programma all'Old Trafford potrebbe rappresentare il sigillo definitivo per il titolo dei Red Devils, a meno che ai Light Blues non riesca un sussulto d'orgoglio. Reduce da tre sconfitte consecutive tra Europea League e campionato, il Tottenham si risolleva sul campo dello Swansea, che sembra abbastanza appagato da una stagione già trionfale grazie al successo in League Cup. Gli Spurs sono di nuovo terzi, visto che il Chelsea inciampa nell'ostico Southampton. Bene l'Arsenal (che con il Reading poteva vincere con un punteggio ancora più largo del 4-1 finale) e le due di Liverpool, con i Reds che inguaiano a domicilio l'Aston Villa, vista la contemporanea affermazione in extremis del Wigan sul Norwich. Nel derby del West End londinese Dimitar Berbatov condanna il QPR a un quasi certo ritorno in Championship.
IL TOP – Buone notizie per Sam Allardyce e Roy Hodgson, Andy Carroll sembra tornato quello dei tempi del Newcastle, come testimonia la bella doppietta inflitta al West Bromwich Albion. Chissà se anche Brendan Rodgers ci vorrà fare un pensierino, facendolo tornare ad Anfield...
IL FLOP – Per strapparlo all'Anzhi, il QPR ha versato nelle casse della società russa ben 15 milioni di euro. Contro il Fulham Christopher Samba non ha certo dimostrato di valere tutti quei soldi, combinandone di tutti i colori. Doveva essere il salvatore della patria, invece ha affossato in maniera definitiva il povero QPR.
LA SORPRESA – Dopo quelli del Manchester City e del Liverpool, il Southampton ha intascato anche il prestigioso scalpo del Chelsea, a cui già all'andata aveva strappato il pareggio. Per i Saints ormai la salvezza è a un passo.
TOH CHI SI RIVEDE – Vincent Kompany non giocava con il City dallo scorso 26 gennaio (trasferta a Stoke). La sua assenza in difesa si è fatta sentire tantissimo, sia in termini di apporto tecnico che di personalità. Contro il Newcastle il belga ha ridato stabilità al reparto e trovato pure il goal, giusto per ribadire il suo valore in termini assoluti.
LA CHICCA – Era dal 2003 che nel mese di marzo non venivano cacciati due allenatori. Quest'anno è toccato a Brian McDermott e Martin O'Neill, allora fu il turno di Howard Wilkinson e Terry Veanbles.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Dieci goal e cinque assist. L'attaccante del Wigan Arouna Koné non poteva sperare di meglio per la sua prima stagione in Premier.
Tra i team nelle posizioni di vertice si ferma solo il Chelsea, mentre vincono tutte la altre. In coda si complica la situazione di Newcastle e Aston Villa. Praticamente spacciate QPR e Reading.
COS'E' SUCCESSO – Il sabato di Pasqua costa caro a Martin O'Neill. Perdendo contro l'inarrestabile Manchester United, il Sunderland continua la sua discesa negli inferi della classifica (due soli punti nelle ultime otto partite per i Black Cats) e la dirigenza corre ai ripari mettendo sotto contratto Paolo Di Canio. L'ex tecnico dello Swindon diventa così l'ottavo manager italiano della storia della Premier. Il Manchester City prende a sberle un Newcastle evanescente, con Silva e Tevez a menare le danze. Ma ormai è troppo tardi, le possibilità di riacciuffare i cugini sono pari allo zero. Lunedì prossimo il derby in programma all'Old Trafford potrebbe rappresentare il sigillo definitivo per il titolo dei Red Devils, a meno che ai Light Blues non riesca un sussulto d'orgoglio. Reduce da tre sconfitte consecutive tra Europea League e campionato, il Tottenham si risolleva sul campo dello Swansea, che sembra abbastanza appagato da una stagione già trionfale grazie al successo in League Cup. Gli Spurs sono di nuovo terzi, visto che il Chelsea inciampa nell'ostico Southampton. Bene l'Arsenal (che con il Reading poteva vincere con un punteggio ancora più largo del 4-1 finale) e le due di Liverpool, con i Reds che inguaiano a domicilio l'Aston Villa, vista la contemporanea affermazione in extremis del Wigan sul Norwich. Nel derby del West End londinese Dimitar Berbatov condanna il QPR a un quasi certo ritorno in Championship.
IL TOP – Buone notizie per Sam Allardyce e Roy Hodgson, Andy Carroll sembra tornato quello dei tempi del Newcastle, come testimonia la bella doppietta inflitta al West Bromwich Albion. Chissà se anche Brendan Rodgers ci vorrà fare un pensierino, facendolo tornare ad Anfield...
IL FLOP – Per strapparlo all'Anzhi, il QPR ha versato nelle casse della società russa ben 15 milioni di euro. Contro il Fulham Christopher Samba non ha certo dimostrato di valere tutti quei soldi, combinandone di tutti i colori. Doveva essere il salvatore della patria, invece ha affossato in maniera definitiva il povero QPR.
LA SORPRESA – Dopo quelli del Manchester City e del Liverpool, il Southampton ha intascato anche il prestigioso scalpo del Chelsea, a cui già all'andata aveva strappato il pareggio. Per i Saints ormai la salvezza è a un passo.
TOH CHI SI RIVEDE – Vincent Kompany non giocava con il City dallo scorso 26 gennaio (trasferta a Stoke). La sua assenza in difesa si è fatta sentire tantissimo, sia in termini di apporto tecnico che di personalità. Contro il Newcastle il belga ha ridato stabilità al reparto e trovato pure il goal, giusto per ribadire il suo valore in termini assoluti.
LA CHICCA – Era dal 2003 che nel mese di marzo non venivano cacciati due allenatori. Quest'anno è toccato a Brian McDermott e Martin O'Neill, allora fu il turno di Howard Wilkinson e Terry Veanbles.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Dieci goal e cinque assist. L'attaccante del Wigan Arouna Koné non poteva sperare di meglio per la sua prima stagione in Premier.
venerdì 22 febbraio 2013
In preparazione della finale di Coppa di Lega
Domenica a Wembley andrà in scena una finale di Coppa di Lega – denominata Capital One Cup in onore dello sponsor di turno – a dir poco inedita. In maniera del tutto inaspettata, a fronteggiarsi saranno lo Swansea City, realtà ormai affermata di Premier, ma che fino a non tanti anni fa bazzicava i bassifondi della Football League, e un team di quarta serie, il Bradford City. Chiariamo subito un punto, i Bantams hanno tradizione e storia degne di palcoscenici più illustri (fra il 1999 e il 2001 hanno anche disputato il massimo campionato inglese), ma rientrano nella categoria della “nobile decaduta”, che oltre Manica può contare su un numero crescente di membri.
La cavalcata del Bradford in League Cup è di quelle da calcio d'altri tempi. Durante il loro cammino hanno eliminato diversi team di categorie superiori, tra cui il Watford allenato da Gianfranco Zola, Wigan, Arsenal e Aston Villa, queste ultime tre tutte di Premier. Eppure non è la prima volta che una compagine di quarta serie approda alla finale. Qui però va fatta una contestualizzazione indispensabile. Si fa presto a dire che la Coppa di Lega attualmente è solo un peso per la grandi, che la snobbano schierando nei loro impegni le seconde e terze linee. Nei suoi primi anni di vita, infatti, la competizione ha goduto di un profilo ancora più basso. Il Liverpool, tanto per fare un esempio, giocò l'edizione d'esordio (1960-61), ma poi si chiamò fuori fino al 1967-68. La finale secca fu introdotta solo nel 1967. Prima si tenevano due match di andata e ritorno, per la verità tra l'indifferenza generale. Nel 1961 per organizzare la seconda partita tra Aston Villa (poi trionfatore) e il Rotherham si aspettò addirittura l'inizio della stagione successiva. Ovvero quella in cui il Rochdale, discreto club dell'allora Fourth Division, fronteggiò il Norwich City (protagonista di un mediocre campionato in Second Division). Da notare come, in assenza di alcune delle 92 squadre della Football League, alcuni turni furono compressi e in pratica il Dale si trovò a passare direttamente dai sedicesimi ai quarti di finale.
Ma fu un semifinale che la squadra del Lancashire compì il classico miracolo. Curiosamente con la stessa successione di risultati del Bradford contro il Villa (3-1 in casa e 1-2 fuori), il Rochdale buttò fuori a sorpresa il Blackburn Rovers (club di First Division). Tuttavia non si ripeté in finale. Davanti a oltre 11mila spettatori dovette issare ben presto bandiera bianca allo Spotland, dove i Canaries dominarono (3-0 lo score andato in archivio). In occasione del ritorno, al Carrow Road di Norwich non si registrò il tutto esaurito, a conferma dello scarso interesse per la Coppa. Dopo un match fiacco e poco appassionante, i padroni di casa incamerarono uno striminzito 1-0 che bastò e avanzò per esporre in bacheca il trofeo.
In tema di underdog, ancora più bravi del Rochdale furono i ragazzi del QPR, ispirati dal talentuoso ma umorale Rodney Marsh, che nell'anno della prima finale a Wembley (1967) rimontarono due goal di svantaggio al West Bromwich Albion per poi vincere 3-2. I Super Hoops militavano in Third Division, come lo Swindon Town, che nel 1969, nonostante due categorie di differenza, sconfisse un Arsenal decimato dall'influenza Ora il Bradford proverà a riscrivere la storia, traendo ispirazione da QPR e Swindon. Good luck, Bantams!
La cavalcata del Bradford in League Cup è di quelle da calcio d'altri tempi. Durante il loro cammino hanno eliminato diversi team di categorie superiori, tra cui il Watford allenato da Gianfranco Zola, Wigan, Arsenal e Aston Villa, queste ultime tre tutte di Premier. Eppure non è la prima volta che una compagine di quarta serie approda alla finale. Qui però va fatta una contestualizzazione indispensabile. Si fa presto a dire che la Coppa di Lega attualmente è solo un peso per la grandi, che la snobbano schierando nei loro impegni le seconde e terze linee. Nei suoi primi anni di vita, infatti, la competizione ha goduto di un profilo ancora più basso. Il Liverpool, tanto per fare un esempio, giocò l'edizione d'esordio (1960-61), ma poi si chiamò fuori fino al 1967-68. La finale secca fu introdotta solo nel 1967. Prima si tenevano due match di andata e ritorno, per la verità tra l'indifferenza generale. Nel 1961 per organizzare la seconda partita tra Aston Villa (poi trionfatore) e il Rotherham si aspettò addirittura l'inizio della stagione successiva. Ovvero quella in cui il Rochdale, discreto club dell'allora Fourth Division, fronteggiò il Norwich City (protagonista di un mediocre campionato in Second Division). Da notare come, in assenza di alcune delle 92 squadre della Football League, alcuni turni furono compressi e in pratica il Dale si trovò a passare direttamente dai sedicesimi ai quarti di finale.
Ma fu un semifinale che la squadra del Lancashire compì il classico miracolo. Curiosamente con la stessa successione di risultati del Bradford contro il Villa (3-1 in casa e 1-2 fuori), il Rochdale buttò fuori a sorpresa il Blackburn Rovers (club di First Division). Tuttavia non si ripeté in finale. Davanti a oltre 11mila spettatori dovette issare ben presto bandiera bianca allo Spotland, dove i Canaries dominarono (3-0 lo score andato in archivio). In occasione del ritorno, al Carrow Road di Norwich non si registrò il tutto esaurito, a conferma dello scarso interesse per la Coppa. Dopo un match fiacco e poco appassionante, i padroni di casa incamerarono uno striminzito 1-0 che bastò e avanzò per esporre in bacheca il trofeo.
In tema di underdog, ancora più bravi del Rochdale furono i ragazzi del QPR, ispirati dal talentuoso ma umorale Rodney Marsh, che nell'anno della prima finale a Wembley (1967) rimontarono due goal di svantaggio al West Bromwich Albion per poi vincere 3-2. I Super Hoops militavano in Third Division, come lo Swindon Town, che nel 1969, nonostante due categorie di differenza, sconfisse un Arsenal decimato dall'influenza Ora il Bradford proverà a riscrivere la storia, traendo ispirazione da QPR e Swindon. Good luck, Bantams!
lunedì 31 dicembre 2012
Il punto sulla Premier – Goal e spettacolo a profusione
Ben 66 reti nelle ultime due giornate di campionato prima della fine dell'anno. Mentre in Italia la Serie A riposa, in Inghilterra vanno in scena match appassionanti e pieni di colpi di scena.
Il Manchester United aumenta a sette punti il suo vantaggio sui cugini del City. Bene Chelsea e Tottenham. Al Loftus Road il Liverpool riscatta la mediocre prestazione di Stoke. Goleada dell'Arsenal al Newcastle, a soli tre punti dalla zona retrocessione.
COS'E' SUCCESSO – Premessa: in tutto il 2012 in Premier sono state realizzate 1.100 reti, un record da quando le squadre sono passate da 22 a 20 nel 1995. Non deve stupire allora che nelle ultime due giornate dell'anno che sta morendo sia andata in scena la sagra del goal, in parte anche a causa del poco riposo di cui hanno potuto beneficiare i team, che evidentemente incide soprattutto sulle difese. La capolista Manchester United infila un utilissimo quanto faticato doppio successo casalingo e stacca il City, alle prese con qualche amnesia difensiva di troppo (problema a cui dovrebbe dedicare le sue attenzioni Roberto Mancini, invece perennemente occupato in stucchevoli diatribe con gli arbitri). Si fanno valere anche le big londinesi (Chelsea, Arsenal e Tottenham) sempre vittoriose – sebbene il Boxing Day i Gunners non abbiano potuto scendere in campo nel derby con il West Ham causa sciopero del tube. Altalenante il Liverpool (poca roba a Stoke, maramaldo contro il QPR), mentre in coda proprio i Super Hoops appaiono destinati a una inevitabile retrocessione. Per gli altri due posti non se la passa certo bene il Reading, rincuorato però dai tre punti rimediati contro il West Ham, ma al momento le due compagini più in crisi sono senza dubbio l'Aston Villa e il Newcastle (unica squadra nella storia della Premier ha segnare due volte consecutivamente tre goal fuori casa e a non raccogliere nemmeno un punto).
IL TOP – “Chi ha bisogno di Batman, noi abbiamo Robin!”, recitano delle magliette che fanno bella mostra di sé sulle bancarelle nei dintorni dell'Old Trafford in onore dell'attuale capocannoniere della Premier (14 reti). E che Van Persie sia l'arma in più del Manchester United versione 2012-13 non ci vuole un esperto assoluto di football per capirlo. Se i Red Devils dovessero chiudere la stagione con il 20esimo titolo di campioni d'Inghilterra, una bella fetta di merito andrebbe riconosciuta al fuoriclasse olandese.
IL FLOP – Lo abbiamo già “menzionato” nel nostro ultimo articolo, ma l'Aston Villa non può non ritrovarsi ancora dietro la lavagna dopo due importanti match casalinghi persi nettamente e incassando sette reti. Insieme agli otto subiti allo Stamford Bridge fanno 15 goal al passivo in tre match. L'ombra minacciosa della Championship incombe...
LA SORPRESA – Senza dubbio il risultato più eclatante della maratona natalizia è costituito dal successo del Sunderland sul Manchester City, che fa il paio con quello della stagione passata. Allora ci pensò il carneade coreano Ji Dong-Won a mandare in paradiso i Black Cats, questa volta l'ex Adam Johnson, con un generoso aiuto da parte di Joe Hart.
TOH CHI SI RIVEDE – La bella rete realizzata da Aaron Lennon allo Stadium of Light è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione scintillante, ennesimo segnale di crescita di un giocatore troppo spesso incostante negli ultimi mesi. E poi quando lui segna il Tottenham vince quasi sempre (20 affermazioni e due pareggi).
LA CHICCA – Negli ultimi 18 mesi Gareth Bale si è beccato ben cinque cartellini gialli per simulazione. Nessun altro è riuscito in cotanta impresa (al massimo ne ha rimediati due). A dirla tutta, però, almeno l'ultima sanzione è apparsa un po' eccessiva.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Visto che gira voce che Roman Abramovich e soprattutto Rafa Benitez se ne vogliano sbarazzare, uno da acquistare subito nel mercato invernale potrebbe essere Frankie Lampard. Certo, non è più giovanissimo (va per i 35), ma in fatto di leadership a centrocampo non è secondo a nessuno. E poi segna tanto. Con la doppietta all'Everton (rivelatasi ovviamente decisiva), ha raggiunto quota 192 goal con i Blues. Terzo di sempre nella storia dei marcatori del club londinese, senza essere nemmeno un attaccante di ruolo...
Il Manchester United aumenta a sette punti il suo vantaggio sui cugini del City. Bene Chelsea e Tottenham. Al Loftus Road il Liverpool riscatta la mediocre prestazione di Stoke. Goleada dell'Arsenal al Newcastle, a soli tre punti dalla zona retrocessione.
COS'E' SUCCESSO – Premessa: in tutto il 2012 in Premier sono state realizzate 1.100 reti, un record da quando le squadre sono passate da 22 a 20 nel 1995. Non deve stupire allora che nelle ultime due giornate dell'anno che sta morendo sia andata in scena la sagra del goal, in parte anche a causa del poco riposo di cui hanno potuto beneficiare i team, che evidentemente incide soprattutto sulle difese. La capolista Manchester United infila un utilissimo quanto faticato doppio successo casalingo e stacca il City, alle prese con qualche amnesia difensiva di troppo (problema a cui dovrebbe dedicare le sue attenzioni Roberto Mancini, invece perennemente occupato in stucchevoli diatribe con gli arbitri). Si fanno valere anche le big londinesi (Chelsea, Arsenal e Tottenham) sempre vittoriose – sebbene il Boxing Day i Gunners non abbiano potuto scendere in campo nel derby con il West Ham causa sciopero del tube. Altalenante il Liverpool (poca roba a Stoke, maramaldo contro il QPR), mentre in coda proprio i Super Hoops appaiono destinati a una inevitabile retrocessione. Per gli altri due posti non se la passa certo bene il Reading, rincuorato però dai tre punti rimediati contro il West Ham, ma al momento le due compagini più in crisi sono senza dubbio l'Aston Villa e il Newcastle (unica squadra nella storia della Premier ha segnare due volte consecutivamente tre goal fuori casa e a non raccogliere nemmeno un punto).
IL TOP – “Chi ha bisogno di Batman, noi abbiamo Robin!”, recitano delle magliette che fanno bella mostra di sé sulle bancarelle nei dintorni dell'Old Trafford in onore dell'attuale capocannoniere della Premier (14 reti). E che Van Persie sia l'arma in più del Manchester United versione 2012-13 non ci vuole un esperto assoluto di football per capirlo. Se i Red Devils dovessero chiudere la stagione con il 20esimo titolo di campioni d'Inghilterra, una bella fetta di merito andrebbe riconosciuta al fuoriclasse olandese.
IL FLOP – Lo abbiamo già “menzionato” nel nostro ultimo articolo, ma l'Aston Villa non può non ritrovarsi ancora dietro la lavagna dopo due importanti match casalinghi persi nettamente e incassando sette reti. Insieme agli otto subiti allo Stamford Bridge fanno 15 goal al passivo in tre match. L'ombra minacciosa della Championship incombe...
LA SORPRESA – Senza dubbio il risultato più eclatante della maratona natalizia è costituito dal successo del Sunderland sul Manchester City, che fa il paio con quello della stagione passata. Allora ci pensò il carneade coreano Ji Dong-Won a mandare in paradiso i Black Cats, questa volta l'ex Adam Johnson, con un generoso aiuto da parte di Joe Hart.
TOH CHI SI RIVEDE – La bella rete realizzata da Aaron Lennon allo Stadium of Light è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione scintillante, ennesimo segnale di crescita di un giocatore troppo spesso incostante negli ultimi mesi. E poi quando lui segna il Tottenham vince quasi sempre (20 affermazioni e due pareggi).
LA CHICCA – Negli ultimi 18 mesi Gareth Bale si è beccato ben cinque cartellini gialli per simulazione. Nessun altro è riuscito in cotanta impresa (al massimo ne ha rimediati due). A dirla tutta, però, almeno l'ultima sanzione è apparsa un po' eccessiva.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Visto che gira voce che Roman Abramovich e soprattutto Rafa Benitez se ne vogliano sbarazzare, uno da acquistare subito nel mercato invernale potrebbe essere Frankie Lampard. Certo, non è più giovanissimo (va per i 35), ma in fatto di leadership a centrocampo non è secondo a nessuno. E poi segna tanto. Con la doppietta all'Everton (rivelatasi ovviamente decisiva), ha raggiunto quota 192 goal con i Blues. Terzo di sempre nella storia dei marcatori del club londinese, senza essere nemmeno un attaccante di ruolo...
martedì 20 novembre 2012
Il punto sulla Premier – Flop delle prime, si salva solo il City
Cadono Manchester United, Chelsea ed Everton. I Light Blues passeggiano sui resti dell'Aston Villa, ormai in piena zona retrocessione.
Nel 151esimo North London derby di campionato l'Arsenal travolge il Tottenham, penalizzato dallo sciocco fallo da espulsione di Emmanuel Adebayor. Nel Monday Night il West Ham si fa bloccare dallo Stoke City.
COS'E' SUCCESSO – Un fine settimana infarcito di sorprese. La dodicesima giornata della Premier League ci ha regalato una nuova capolista, il Manchester City, e tanti risultati inattesi. Cominciamo dal più eclatante, la sconfitta del Manchester United al Carrow Road di Norwich. Ray Hughton è riuscito a dare una bella sistemata alla difesa dei Canarini, che non hanno sofferto troppo le scorribande di Van Persie e compagni, per poi colpire in maniera chirurgica con l’ex di turno, Tony Pilkington. Nei Red Devils si è sentita la mancanza di Rooney nel ruolo di prezioso suggeritore, visto che la squadra ha fornito una prestazione incolore e priva di acuti. Molto meglio i cugini del City che, in attesa di disfarsi di Mario Balotelli, relegato ancora in tribuna, si divertono a schiacciare il povero Aston Villa sotto una cinquina di reti. Protagonisti gli argentini Tevez e Aguero (una doppietta a testa per loro). Ancora male il Chelsea, che perdendo a West Bromwich arriva così a soli due punti raccolti in quattro partite di campionato. È vero che Di Matteo ha fatto riposare numerosi titolari in vista del decisivo match di Champions League con la Juventus, ma così i Blues – con un Torres tornato in fase letargica – rischiano di chiamarsi fuori dalla lotta per il titolo. Rallenta l'Everton, rimontato a Reading, con i Royals per la prima volta fuori dalla zona caldissima della classifica, mentre nel derby con il Tottenham risorge l'Arsenal. Così come lo scorso anno, il match dell'Emirates è terminato 5-2. Gli Spurs sono alla terza sconfitta consecutiva, André Villa Boas sembra avere parecchie cose su cui riflettere, incominciando dalla difesa – storicamente il suo tallone d'Achille. In coda bene il Sunderland (3-1 in casa del Fulham) e il Southampton (corsaro al Loftus Road contro un QPR sempre più disperato), naufraga ad Anfield Road il Wigan.
IL TOP – Il West Bromwich Albion si gioca con l’Everton e il West Ham lo scettro di rivelazione di inizio stagione. Sabato i Baggies dell’ottimo Steve Clarke – secondo noi già pronto per allenare una big – hanno vinto un match difficile e molto delicato contro una delle tre pretendenti al titolo come il Chelsea, confermandosi ad altissimi livelli. Proprio grazie alla concomitante sconfitta dei Toffeemen, ora occupano la quarta posizione in classifica a un solo punto dai Blues dello Stamford Bridge. Al The Hawthorns sono estasiati da tanta grazia.
IL FLOP – Continuando di questo passo, l’Aston Villa rischia seriamente di precipitare in Championship. Dopo i timidi segnali di vita manifestati nel match casalingo con il Manchester United, contro il Manchester City i Villans hanno rimediato un’imbarcata di quelle che fanno malissimo al morale e alla classifica. Il tecnico Paul Lambert sta provando a sfruttare al meglio i tanti giovani delle rosa, ma forse farebbe bene a recuperare al più presto il bomber Darren Bent, scarsamente utilizzato prima dell’infortunio che lo ha costretto ai box da un paio di settimane.
LA SORPRESA – Dopo ben otto rimonte riuscite in stagione ai Red Devils, quando il Norwich è passato in vantaggio contro il Manchester United in pochi avrebbero scommesso un penny che l'incontro si sarebbe chiuso sull'1-0. E invece i Canaries hanno retto l'urto degli avversari, portando a casa tre punti di platino.
TOH CHI SI RIVEDE – Aveva iniziato la Premier con un ruolino di marcia impressionante: quattro segnature in tre partite. Poi lo spagnolo Michu aveva vissuto un periodo altalenante, coinciso con il momento no del suo Swansea. Sabato è tornato a graffiare con una delle sue capocciate vincenti. E gli Swans sono passati sul difficile campo del St James' Park di Newcastle.
LA CHICCA – La stagione passata la percentuale di “accuratezza” di Luis Suarez era del 9,7 per cento (ovvero un goal ogni dieci tiri). Ora è salita al 17 per cento, mentre dopo la doppietta contro il Wigan le marcature complessive in campionato sono già 10 (ora l'uruguayano è capocannoniere solitario della Premier). Non è un caso che su di lui si rincorrano parecchie voci di mercato…
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Occhio al croato Mladen Petric. L’attaccante del Fulham non è più giovanissimo – classe 1981 – ma dopo i buoni trascorsi in Bundesliga sta facendo sfracelli anche in Premier. In sette match, non tutti da titolare, ha già messo a segno quattro goal e scodellato un assist. Non a caso i Cottagers possono contare sul secondo miglior attacco del campionato a pari merito con il Manchester City.
Nel 151esimo North London derby di campionato l'Arsenal travolge il Tottenham, penalizzato dallo sciocco fallo da espulsione di Emmanuel Adebayor. Nel Monday Night il West Ham si fa bloccare dallo Stoke City.
COS'E' SUCCESSO – Un fine settimana infarcito di sorprese. La dodicesima giornata della Premier League ci ha regalato una nuova capolista, il Manchester City, e tanti risultati inattesi. Cominciamo dal più eclatante, la sconfitta del Manchester United al Carrow Road di Norwich. Ray Hughton è riuscito a dare una bella sistemata alla difesa dei Canarini, che non hanno sofferto troppo le scorribande di Van Persie e compagni, per poi colpire in maniera chirurgica con l’ex di turno, Tony Pilkington. Nei Red Devils si è sentita la mancanza di Rooney nel ruolo di prezioso suggeritore, visto che la squadra ha fornito una prestazione incolore e priva di acuti. Molto meglio i cugini del City che, in attesa di disfarsi di Mario Balotelli, relegato ancora in tribuna, si divertono a schiacciare il povero Aston Villa sotto una cinquina di reti. Protagonisti gli argentini Tevez e Aguero (una doppietta a testa per loro). Ancora male il Chelsea, che perdendo a West Bromwich arriva così a soli due punti raccolti in quattro partite di campionato. È vero che Di Matteo ha fatto riposare numerosi titolari in vista del decisivo match di Champions League con la Juventus, ma così i Blues – con un Torres tornato in fase letargica – rischiano di chiamarsi fuori dalla lotta per il titolo. Rallenta l'Everton, rimontato a Reading, con i Royals per la prima volta fuori dalla zona caldissima della classifica, mentre nel derby con il Tottenham risorge l'Arsenal. Così come lo scorso anno, il match dell'Emirates è terminato 5-2. Gli Spurs sono alla terza sconfitta consecutiva, André Villa Boas sembra avere parecchie cose su cui riflettere, incominciando dalla difesa – storicamente il suo tallone d'Achille. In coda bene il Sunderland (3-1 in casa del Fulham) e il Southampton (corsaro al Loftus Road contro un QPR sempre più disperato), naufraga ad Anfield Road il Wigan.
IL TOP – Il West Bromwich Albion si gioca con l’Everton e il West Ham lo scettro di rivelazione di inizio stagione. Sabato i Baggies dell’ottimo Steve Clarke – secondo noi già pronto per allenare una big – hanno vinto un match difficile e molto delicato contro una delle tre pretendenti al titolo come il Chelsea, confermandosi ad altissimi livelli. Proprio grazie alla concomitante sconfitta dei Toffeemen, ora occupano la quarta posizione in classifica a un solo punto dai Blues dello Stamford Bridge. Al The Hawthorns sono estasiati da tanta grazia.
IL FLOP – Continuando di questo passo, l’Aston Villa rischia seriamente di precipitare in Championship. Dopo i timidi segnali di vita manifestati nel match casalingo con il Manchester United, contro il Manchester City i Villans hanno rimediato un’imbarcata di quelle che fanno malissimo al morale e alla classifica. Il tecnico Paul Lambert sta provando a sfruttare al meglio i tanti giovani delle rosa, ma forse farebbe bene a recuperare al più presto il bomber Darren Bent, scarsamente utilizzato prima dell’infortunio che lo ha costretto ai box da un paio di settimane.
LA SORPRESA – Dopo ben otto rimonte riuscite in stagione ai Red Devils, quando il Norwich è passato in vantaggio contro il Manchester United in pochi avrebbero scommesso un penny che l'incontro si sarebbe chiuso sull'1-0. E invece i Canaries hanno retto l'urto degli avversari, portando a casa tre punti di platino.
TOH CHI SI RIVEDE – Aveva iniziato la Premier con un ruolino di marcia impressionante: quattro segnature in tre partite. Poi lo spagnolo Michu aveva vissuto un periodo altalenante, coinciso con il momento no del suo Swansea. Sabato è tornato a graffiare con una delle sue capocciate vincenti. E gli Swans sono passati sul difficile campo del St James' Park di Newcastle.
LA CHICCA – La stagione passata la percentuale di “accuratezza” di Luis Suarez era del 9,7 per cento (ovvero un goal ogni dieci tiri). Ora è salita al 17 per cento, mentre dopo la doppietta contro il Wigan le marcature complessive in campionato sono già 10 (ora l'uruguayano è capocannoniere solitario della Premier). Non è un caso che su di lui si rincorrano parecchie voci di mercato…
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Occhio al croato Mladen Petric. L’attaccante del Fulham non è più giovanissimo – classe 1981 – ma dopo i buoni trascorsi in Bundesliga sta facendo sfracelli anche in Premier. In sette match, non tutti da titolare, ha già messo a segno quattro goal e scodellato un assist. Non a caso i Cottagers possono contare sul secondo miglior attacco del campionato a pari merito con il Manchester City.
domenica 11 novembre 2012
Il punto sulla Premier – Il Manchester United si aggrappa al Chicharito
I Red Devils allungano sul Chelsea, bloccato in casa dal Liverpool, grazie alle prodezze dell'attaccante messicano.
Balotelli in tribuna, Aguero e Dzeko a fare faville in campo. Il City rimane in contatto. Prosegue la bella favola dell'Everton, ma anche il West Ham sorprende tutti con il sesto posto raggiunto dopo il successo a Newcastle.
COS'E' SUCCESSO – Dopo 17 anni di attesa, per l'Aston Villa sembrava finalmente giunto il momento di sfatare il tabù United, che in questo lasso di tempo aveva sempre vinto o al massimo pareggiato al Villa Park. Ma alla fine a Birmingham più che la replica del 3-1 datato 19 agosto 1995, è andata in onda quella del 3-2 per i Red Devils del 6 gennaio del 2002. Quest'ultimo era un match di FA Cup, ma, come accaduto sabato, i ragazzi di Alex Ferguson erano sotto di due reti e hanno poi finito per vincere. Dieci anni fa grande protagonista della rimonta fu Ruud Van Nistelrooy, nel fine settimana uno scatenato Chicharito Hernandez. Lo United resta così al comanda della classifica, guadagnando pure due punti sul Chelsea, fermato in casa dal Liverpool. I Blues perdono due punti preziosi e John Terry, al rientro dopo le quattro giornate di squalifica per l'ormai celeberrimo insulto razzista rivolto ad Anton Ferdinand. JT segna e si infortuna gravemente in uno scontro di gioco con Luis Suarez, poi autore, con la sua decima rete stagionale, del goal del pari. Così come i cugini dello United, si afferma in rimonta ma con merito anche il City sul Tottenham, alla seconda sconfitta consecutiva. Ancora determinante Edin Dzeko, entrato nel secondo tempo. Mantiene il quarto posto l'Everton, che inguaia ulteriormente il Sunderland. Il Fulham rischia di vincere per la prima volta sul campo dell'Arsenal, sempre più lontano dal vertice della classifica. In coda rimangono a secco di vittorie e nelle ultime tre posizioni Reading, Southampton e QPR.
IL TOP – Lo davano già come sicuro partente dall'Old Trafford. Troppa concorrenza in attacco, soprattutto dopo l'acquisto di Robin Van Persie, e le prestazioni non brillantissime della stagione passata apparivano delle ottime ragioni per vendere al miglior offerente Chicharito Hernandez, ormai divenuto un habitué della panchina. Il messicano non si è perso d'animo e quando chiamato a impallinare le difese avversarie non si è mai tirato indietro. Negli ultimi cinque incontri tra campionato e coppe ha realizzato ben sette goal, compresa la quasi tripletta al Villa Park. Quasi pleonastico ribadire che tante della sue marcature sono poi risultate decisive.
IL FLOP – Prima buttano alle ortiche un vantaggio di due reti, facendosi addirittura scavalcare. Poi i Gunners hanno la palla della vittoria all'ultimo secondo e non la sanno sfruttare al meglio. Il dato di fatto è che l'attuale inizio stagione è il peggiore dell'Arsenal dai primi anni Ottanta.
LA SORPRESA – Un Liverpool fin qui ancora troppo balbettante ha trovato uno squillo degno del suo blasone su un campo difficile come lo Stamford Bridge, dove però i Reds avevano vinto le ultime tre sfide, compresa quella di Coppa di Lega segnata dal primo grave infortunio occorso a Luca Leiva. Che la cura-Rodgers stia iniziando a fare effetto?
TOH CHI SI RIVEDE – Con le sue ultime prestazioni Olivier Giroud ha smentito in buona parte la fama di brocco che si era appiccicato addosso dopo un'inizio di stagione fallimentare. Il centravanti francese dell'Arsenal, autore di una doppietta contro il Fulham, sembra tornato quello dei tempi di Montpellier. Una buona notizia per Arsene Wenger, che nel complesso non ha molte ragioni per essere allegro.
LA CHICCA – Dopo 38 partite consecutive fuori casa in cui aveva concesso almeno un goal (record negativo nella storia della Premier), sul campo del Reading il Norwich è riuscito a mantenere inviolata la proprio porta.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Se il QPR continuerà a rimediare sonori sganassoni a destra e a manca è piuttosto probabile che il fantasista marocchino Adel Taarabt, già nelle mire del PSG lo scorso anno, si cerchi una destinazione più adeguata al suo talento.
Balotelli in tribuna, Aguero e Dzeko a fare faville in campo. Il City rimane in contatto. Prosegue la bella favola dell'Everton, ma anche il West Ham sorprende tutti con il sesto posto raggiunto dopo il successo a Newcastle.
COS'E' SUCCESSO – Dopo 17 anni di attesa, per l'Aston Villa sembrava finalmente giunto il momento di sfatare il tabù United, che in questo lasso di tempo aveva sempre vinto o al massimo pareggiato al Villa Park. Ma alla fine a Birmingham più che la replica del 3-1 datato 19 agosto 1995, è andata in onda quella del 3-2 per i Red Devils del 6 gennaio del 2002. Quest'ultimo era un match di FA Cup, ma, come accaduto sabato, i ragazzi di Alex Ferguson erano sotto di due reti e hanno poi finito per vincere. Dieci anni fa grande protagonista della rimonta fu Ruud Van Nistelrooy, nel fine settimana uno scatenato Chicharito Hernandez. Lo United resta così al comanda della classifica, guadagnando pure due punti sul Chelsea, fermato in casa dal Liverpool. I Blues perdono due punti preziosi e John Terry, al rientro dopo le quattro giornate di squalifica per l'ormai celeberrimo insulto razzista rivolto ad Anton Ferdinand. JT segna e si infortuna gravemente in uno scontro di gioco con Luis Suarez, poi autore, con la sua decima rete stagionale, del goal del pari. Così come i cugini dello United, si afferma in rimonta ma con merito anche il City sul Tottenham, alla seconda sconfitta consecutiva. Ancora determinante Edin Dzeko, entrato nel secondo tempo. Mantiene il quarto posto l'Everton, che inguaia ulteriormente il Sunderland. Il Fulham rischia di vincere per la prima volta sul campo dell'Arsenal, sempre più lontano dal vertice della classifica. In coda rimangono a secco di vittorie e nelle ultime tre posizioni Reading, Southampton e QPR.
IL TOP – Lo davano già come sicuro partente dall'Old Trafford. Troppa concorrenza in attacco, soprattutto dopo l'acquisto di Robin Van Persie, e le prestazioni non brillantissime della stagione passata apparivano delle ottime ragioni per vendere al miglior offerente Chicharito Hernandez, ormai divenuto un habitué della panchina. Il messicano non si è perso d'animo e quando chiamato a impallinare le difese avversarie non si è mai tirato indietro. Negli ultimi cinque incontri tra campionato e coppe ha realizzato ben sette goal, compresa la quasi tripletta al Villa Park. Quasi pleonastico ribadire che tante della sue marcature sono poi risultate decisive.
IL FLOP – Prima buttano alle ortiche un vantaggio di due reti, facendosi addirittura scavalcare. Poi i Gunners hanno la palla della vittoria all'ultimo secondo e non la sanno sfruttare al meglio. Il dato di fatto è che l'attuale inizio stagione è il peggiore dell'Arsenal dai primi anni Ottanta.
LA SORPRESA – Un Liverpool fin qui ancora troppo balbettante ha trovato uno squillo degno del suo blasone su un campo difficile come lo Stamford Bridge, dove però i Reds avevano vinto le ultime tre sfide, compresa quella di Coppa di Lega segnata dal primo grave infortunio occorso a Luca Leiva. Che la cura-Rodgers stia iniziando a fare effetto?
TOH CHI SI RIVEDE – Con le sue ultime prestazioni Olivier Giroud ha smentito in buona parte la fama di brocco che si era appiccicato addosso dopo un'inizio di stagione fallimentare. Il centravanti francese dell'Arsenal, autore di una doppietta contro il Fulham, sembra tornato quello dei tempi di Montpellier. Una buona notizia per Arsene Wenger, che nel complesso non ha molte ragioni per essere allegro.
LA CHICCA – Dopo 38 partite consecutive fuori casa in cui aveva concesso almeno un goal (record negativo nella storia della Premier), sul campo del Reading il Norwich è riuscito a mantenere inviolata la proprio porta.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Se il QPR continuerà a rimediare sonori sganassoni a destra e a manca è piuttosto probabile che il fantasista marocchino Adel Taarabt, già nelle mire del PSG lo scorso anno, si cerchi una destinazione più adeguata al suo talento.
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lunedì 5 novembre 2012
Il punto sulla Premier - Comanda lo United
I Red Devils si issano al vertice della classifica sconfiggendo l'Arsenal, giunto così alla quarta sconfitta consecutiva all'Old Trafford.
Solo pareggi per Chelsea e Manchester City. Nelle retrovie successo di fondamentale importanza dell'Aston Villa, che si impone sul difficile campo del Sunderland. Pareggio che non serve a nessuno tra QPR e Reading.
COS'E' SUCCESSO – Se non è record, ci siamo andati molto vicini. Robin Van Persie ci ha messo solo due minuti e mezzo per trafiggere l'Arsenal nel primo match da ex di super lusso dopo otto anni di carriera in biancorosso, spianando così la strada ai Red Devils. I Gunners escono dall'Old Trafford con una sconfitta di misura e non una goleada come lo scorso anno (2-8), ma per quello che si è visto in campo sono ancora parecchio inferiori ai rivali. Il tridente Balotelli-Tevez-Dzeko rimane a secco e il City perde due punti preziosi al Boleyn Ground, dove il West Ham domina lunghi tratti del primo tempo ma soffre molto nei minuti finali. Viene scalzato dalla vetta della classifica il Chelsea, raggiunto nei minuti finali da un ottimo Swansea, reduce dalla bella impresa del 3-1 al Liverpool in Coppa di Lega. Continuano i problemi in difesa per i Blues, che a breve recupereranno lo squalificato John Terry. All'Anfield Road, dove aveva perso 15 degli ultimi 17 incontri, il Newcastle rischia di rovinare la festa a Steven Gerrrad, giunto alle 600 presenze con il Liverpool. L'1-1 finale lascia l'amaro in bocca a entrambe le squadre. Clamoroso tonfo interno del Tottenham, mentre rimane nelle posizioni di vertice l'Everton, che però si fa riacciuffare in extremis al Craven Cottage. In coda bene Norwich e Aston Villa, QPR e Reading impattano tra loro e rimangono staccatissime dal quartultimo posto utile per rimanere in Premier.
IL TOP – Giù il cappello davanti alla neo-promossa terribile. Dopo anni di delusioni, finalmente il West Ham regala un po' di soddisfazioni ai suoi tifosi. Chissà, se il goal di Kevin Nolan non fosse stato ingiustamente annullato, gli Irons potevano addirittura battere i campioni uscenti. Ma va già bene così.
IL FLOP – Pessima la gara degli undici in campo, orrenda la gestione dalla panchina di André Villas-Boas (inspiegabile la sostituzione di Jermain Defoe) e così il Tottenham butta alle ortiche tre punti di platino in casa contro il Wigan. Ai tempi di Redknapp, nel 2009, i Latics al White Hart Lane furono schiacciati per 9-1, sabato hanno stra-meritato la vittoria contro una squadra troppo brutta per essere vera.
LA SORPRESA – Dopo un brillante inizio di stagione, lo Swansea allenato da Miki Laudrup aveva collezionato solo quattro punti negli ultimi sei match prima di incontrare la capolista Chelsea. Con i Blues hanno avuto il merito di raccogliere un punto insperato ed esprimere nuovamente trame di gioco di pregevole fattura.
TOH CHI SI RIVEDE – Anche a causa di vari problemi fisici, Gabriel Agbonlahor non segnava in Premier dal 5 novembre 2011. La sua marcatura allo Stadium of Light potrebbe rivelarsi un punto di svolta per lui e soprattutto per l'Aston Villa, estremamente bisognoso di punti per evitare il capitombolo in Championship.
LA CHICCA – Il Fulham è pessimo nel mantenere il vantaggio, tanto che ha già dilapidato ben 12 punti a causa delle rimonte subite. Nonostante questo difetto non da poco, i Cottagers sono lo stesso settimi in classifica.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Johan Cabaye è un centrocampista dai piedi molto raffinati, ormai tra i punti fermi della nazionale francese e del Newcastle, dove era arrivato dal Lille fresco campione nazionale. Ogni tanto, come accaduto domenica, regala anche marcature di grande classe.
Solo pareggi per Chelsea e Manchester City. Nelle retrovie successo di fondamentale importanza dell'Aston Villa, che si impone sul difficile campo del Sunderland. Pareggio che non serve a nessuno tra QPR e Reading.
COS'E' SUCCESSO – Se non è record, ci siamo andati molto vicini. Robin Van Persie ci ha messo solo due minuti e mezzo per trafiggere l'Arsenal nel primo match da ex di super lusso dopo otto anni di carriera in biancorosso, spianando così la strada ai Red Devils. I Gunners escono dall'Old Trafford con una sconfitta di misura e non una goleada come lo scorso anno (2-8), ma per quello che si è visto in campo sono ancora parecchio inferiori ai rivali. Il tridente Balotelli-Tevez-Dzeko rimane a secco e il City perde due punti preziosi al Boleyn Ground, dove il West Ham domina lunghi tratti del primo tempo ma soffre molto nei minuti finali. Viene scalzato dalla vetta della classifica il Chelsea, raggiunto nei minuti finali da un ottimo Swansea, reduce dalla bella impresa del 3-1 al Liverpool in Coppa di Lega. Continuano i problemi in difesa per i Blues, che a breve recupereranno lo squalificato John Terry. All'Anfield Road, dove aveva perso 15 degli ultimi 17 incontri, il Newcastle rischia di rovinare la festa a Steven Gerrrad, giunto alle 600 presenze con il Liverpool. L'1-1 finale lascia l'amaro in bocca a entrambe le squadre. Clamoroso tonfo interno del Tottenham, mentre rimane nelle posizioni di vertice l'Everton, che però si fa riacciuffare in extremis al Craven Cottage. In coda bene Norwich e Aston Villa, QPR e Reading impattano tra loro e rimangono staccatissime dal quartultimo posto utile per rimanere in Premier.
IL TOP – Giù il cappello davanti alla neo-promossa terribile. Dopo anni di delusioni, finalmente il West Ham regala un po' di soddisfazioni ai suoi tifosi. Chissà, se il goal di Kevin Nolan non fosse stato ingiustamente annullato, gli Irons potevano addirittura battere i campioni uscenti. Ma va già bene così.
IL FLOP – Pessima la gara degli undici in campo, orrenda la gestione dalla panchina di André Villas-Boas (inspiegabile la sostituzione di Jermain Defoe) e così il Tottenham butta alle ortiche tre punti di platino in casa contro il Wigan. Ai tempi di Redknapp, nel 2009, i Latics al White Hart Lane furono schiacciati per 9-1, sabato hanno stra-meritato la vittoria contro una squadra troppo brutta per essere vera.
LA SORPRESA – Dopo un brillante inizio di stagione, lo Swansea allenato da Miki Laudrup aveva collezionato solo quattro punti negli ultimi sei match prima di incontrare la capolista Chelsea. Con i Blues hanno avuto il merito di raccogliere un punto insperato ed esprimere nuovamente trame di gioco di pregevole fattura.
TOH CHI SI RIVEDE – Anche a causa di vari problemi fisici, Gabriel Agbonlahor non segnava in Premier dal 5 novembre 2011. La sua marcatura allo Stadium of Light potrebbe rivelarsi un punto di svolta per lui e soprattutto per l'Aston Villa, estremamente bisognoso di punti per evitare il capitombolo in Championship.
LA CHICCA – Il Fulham è pessimo nel mantenere il vantaggio, tanto che ha già dilapidato ben 12 punti a causa delle rimonte subite. Nonostante questo difetto non da poco, i Cottagers sono lo stesso settimi in classifica.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Johan Cabaye è un centrocampista dai piedi molto raffinati, ormai tra i punti fermi della nazionale francese e del Newcastle, dove era arrivato dal Lille fresco campione nazionale. Ogni tanto, come accaduto domenica, regala anche marcature di grande classe.
martedì 30 ottobre 2012
La top 10 del calcio inglese scritta per Calcissimo.com
10 – Il 219esimo derby della Merseyside è stato emozionante, spettacolare, vibrante, indimenticabile. Per carica agonistica una delle migliori partite degli ultimi 2-3 anni.
9 – E bravo Chicharito. Uno che se chiamato a giocare le sue chance non si tira mai indietro e in quattro giorni regala allo United i tre punti in Champions League e contro il Chelsea. Scusate se è poco!
8 – Il Cardiff City fa sul serio. Dopo una sequela di tentativi falliti, i Bluebirds quest’anno sembrano destinati a vincere la Championship a mani basse. All’orizzonte si profila un derby da favola con lo Swansea in Premier…
7 – Povero Julio Cesar, sta parando tutto il parabile e anche di più. Ma i suoi compagni di squadra proprio non ce la fanno a stare al suo passo.
6 – Mai dare per morto il Wigan. Un primo segnale di ripresa è arrivato già sabato, con l’esiziale vittoria con il West Ham. Scommettiamo che anche quest’anno i Latics non finiranno tra le ultime tre?
5 – Singolare e quanto mai dannoso (per i colori dell’Aston Villa) che Joe Bennett si sia fatto espellere per due falli da cartellino giallo commessi ai danni di un altro Bennett, Leon del Norwich.
4 – Caro Luis Suarez, ma ne devi sempre combinare una storta anche quando sei il migliore in campo? Errare è umano, perseverare diabolico…
3 – Una grande che tale non è più da troppo tempo. Il Leeds United continua il suo infinito calvario. In Championship i Whites zoppicano anche quest’anno. E la promozione per il momento è solo un miraggio.
2 – E’ vero, sia in questa stagione che nella passata il Manchester City in Champions League ha rimediato un girone di ferro. Però, visti anche i soldi spesi dagli sceicchi, i risultati sono troppo per essere veri.
1 – Bruttissimo il lancio di oggetti in campo sia allo Stamford Bridge che al Goodison Park. I gesti di Suarez (vedi sopra) e le sviste arbitrali non giustificano follie del genere. Mai.
0 – Firmeremmo volentieri qualsiasi petizione cartacea o online per non vedere più Mark Clattenburg arbitrare partite di calcio. E non solo di Premier.
9 – E bravo Chicharito. Uno che se chiamato a giocare le sue chance non si tira mai indietro e in quattro giorni regala allo United i tre punti in Champions League e contro il Chelsea. Scusate se è poco!
8 – Il Cardiff City fa sul serio. Dopo una sequela di tentativi falliti, i Bluebirds quest’anno sembrano destinati a vincere la Championship a mani basse. All’orizzonte si profila un derby da favola con lo Swansea in Premier…
7 – Povero Julio Cesar, sta parando tutto il parabile e anche di più. Ma i suoi compagni di squadra proprio non ce la fanno a stare al suo passo.
6 – Mai dare per morto il Wigan. Un primo segnale di ripresa è arrivato già sabato, con l’esiziale vittoria con il West Ham. Scommettiamo che anche quest’anno i Latics non finiranno tra le ultime tre?
5 – Singolare e quanto mai dannoso (per i colori dell’Aston Villa) che Joe Bennett si sia fatto espellere per due falli da cartellino giallo commessi ai danni di un altro Bennett, Leon del Norwich.
4 – Caro Luis Suarez, ma ne devi sempre combinare una storta anche quando sei il migliore in campo? Errare è umano, perseverare diabolico…
3 – Una grande che tale non è più da troppo tempo. Il Leeds United continua il suo infinito calvario. In Championship i Whites zoppicano anche quest’anno. E la promozione per il momento è solo un miraggio.
2 – E’ vero, sia in questa stagione che nella passata il Manchester City in Champions League ha rimediato un girone di ferro. Però, visti anche i soldi spesi dagli sceicchi, i risultati sono troppo per essere veri.
1 – Bruttissimo il lancio di oggetti in campo sia allo Stamford Bridge che al Goodison Park. I gesti di Suarez (vedi sopra) e le sviste arbitrali non giustificano follie del genere. Mai.
0 – Firmeremmo volentieri qualsiasi petizione cartacea o online per non vedere più Mark Clattenburg arbitrare partite di calcio. E non solo di Premier.
lunedì 29 ottobre 2012
Il punto sulla Premier – Ammucchiata in vetta
Il Manchester United passa allo Stamford Bridge in un match macchiato da almeno un paio di gravi errori arbitrali.
Anche il City si avvicina alla vetta, forte dell’affermazione sullo Swansea. La partita più bella della giornata è però il derby della Merseyside, che finisce in parità dopo mille emozioni.
COS'E' SUCCESSO – Chelsea v Manchester United è una delle nuove classiche del calcio inglese. Come spesso in passato, anche questa volta non ha lesinato colpi di scena ed episodi controversi. Dopo allunghi e recuperi da brividi, qualche topica di troppo della terna arbitrale ha facilitato il compito ai Red Devils, che così hanno centrato la prima vittoria in campionato al Bridge dal 2002. Peccato per la coda polemica, perché lo spettacolo ammirato in campo per ampi tratti di gara valeva abbondantemente il prezzo del biglietto. Anche al Goodison Park è andato in scena un derby – il 219esimo della storia dei confronti tra Everton e Liverpool – tra i migliori degli ultimi anni per contenuti tecnici, ma soprattutto agonistici. Giusto il pareggio finale, sebbene in pieno recupero a nostra opinione sia stato annullato un goal valido a Luis Suarez. Affermazioni di misura per Arsenal e Manchester City, con la non trascurabile differenza che i Gunners hanno dominato il fanalino di coda QPR – con Julio Cesar impegnato a sfornare miracoli in dosi industriali – mentre i Light Blues se la sono vista brutta contro uno Swansea molto agguerrito e pericoloso in varie occasioni. Sono servite la solita prodezza di Carlos Tevez e un paio di paratone di Joe Hart per allentare un po' la pressione su Roberto Mancini, reduce da una settimana da incubo dopo il flop in Champions League. Nelle retrovie ancora deludenti l'Aston Villa (una sola vittoria nelle ultime 20 gare di Premier) e il Southampton, sconfitto in casa dal Tottenham dell’ex Gareth Bale, autore con una bella inzuccata dalla rete del momentaneo 1-0.
IL TOP – Everton e Liverpool hanno dato vita a un derby spettacolare, vibrante, equilibrato ed emozionante. Insomma, un concentrato di tutto il meglio delle caratteristiche del calcio inglese, per di più con sullo sfondo una cornice splendida come il Goodison Park. Ringraziamo i Toffees e i Reds per le emozioni che ci hanno dispensato, soprattutto nel primo tempo.
IL FLOP – Non è nostro costume mettere in croce gli arbitri, ma quanto (poco di buono) combinato in carriera da Mark Clattenburg sembra aver avuto il suo nadir nel match di sabato allo Stamford Bridge, specialmente se, come affermano i giocatori del Chelsea, il direttore di gara ha usato un linguaggio poco adeguato nei loro confronti. L’espulsione di Fernando Torres, poi, ha finito per rovinare parzialmente una partita fino a quel momento bellissima. Uno dei tanti, tantissimi errori di un arbitro mediocre, ormai pronto per la pensione.
LA SORPRESA – Pensavamo che il West Ham fosse pronto a cancellare l’orrendo ricordo del 3-2 subito a Wigan due anni fa, costato la retrocessione agli Irons. Invece la lanciatissima squadra di Sam Allardyce anche questa volta ha patito l’iniziativa dei Latics, di nuovo vincenti dopo sei match.
TOH CHI SI RIVEDE – Tutti gli appassionati di calcio non possono che gioire alla notizia del ritorno in campo di Jack Wilshere dopo un calvario durato quasi un anno e mezzo. Ci piace pensare che Arsene Wenger e Roy Hogdson abbiano stappato una bella bottiglia di champagne per festeggiare la buona novella.
LA CHICCA – Il difensore dell’Aston Villa Joe Bennett nel match contro il Norwich City si è fatto espellere per doppia ammonizione. Nulla di strano, se non fosse che entrambi i falli costatigli i cartellini gialli li ha commessi contro un altro Bennett, Leon. Forse non ha troppa simpatia per i suoi omonimi…
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Le qualità ci sono, peccato che il costaricano Bryan Ruiz non sia proprio un mostro di costanza. Ma forse ci sta lavorando su, e in quel caso lo vedremmo bene anche in una squadra di alto profilo. Finora in stagione l’attaccante del Fulham ha scodellato quattro assist, non proprio un dato da disprezzare. Sabato a Reading ha pure ritrovato il goal (che per la verità mancava da troppo tempo). Che sia sulla buona strada?
Anche il City si avvicina alla vetta, forte dell’affermazione sullo Swansea. La partita più bella della giornata è però il derby della Merseyside, che finisce in parità dopo mille emozioni.
COS'E' SUCCESSO – Chelsea v Manchester United è una delle nuove classiche del calcio inglese. Come spesso in passato, anche questa volta non ha lesinato colpi di scena ed episodi controversi. Dopo allunghi e recuperi da brividi, qualche topica di troppo della terna arbitrale ha facilitato il compito ai Red Devils, che così hanno centrato la prima vittoria in campionato al Bridge dal 2002. Peccato per la coda polemica, perché lo spettacolo ammirato in campo per ampi tratti di gara valeva abbondantemente il prezzo del biglietto. Anche al Goodison Park è andato in scena un derby – il 219esimo della storia dei confronti tra Everton e Liverpool – tra i migliori degli ultimi anni per contenuti tecnici, ma soprattutto agonistici. Giusto il pareggio finale, sebbene in pieno recupero a nostra opinione sia stato annullato un goal valido a Luis Suarez. Affermazioni di misura per Arsenal e Manchester City, con la non trascurabile differenza che i Gunners hanno dominato il fanalino di coda QPR – con Julio Cesar impegnato a sfornare miracoli in dosi industriali – mentre i Light Blues se la sono vista brutta contro uno Swansea molto agguerrito e pericoloso in varie occasioni. Sono servite la solita prodezza di Carlos Tevez e un paio di paratone di Joe Hart per allentare un po' la pressione su Roberto Mancini, reduce da una settimana da incubo dopo il flop in Champions League. Nelle retrovie ancora deludenti l'Aston Villa (una sola vittoria nelle ultime 20 gare di Premier) e il Southampton, sconfitto in casa dal Tottenham dell’ex Gareth Bale, autore con una bella inzuccata dalla rete del momentaneo 1-0.
IL TOP – Everton e Liverpool hanno dato vita a un derby spettacolare, vibrante, equilibrato ed emozionante. Insomma, un concentrato di tutto il meglio delle caratteristiche del calcio inglese, per di più con sullo sfondo una cornice splendida come il Goodison Park. Ringraziamo i Toffees e i Reds per le emozioni che ci hanno dispensato, soprattutto nel primo tempo.
IL FLOP – Non è nostro costume mettere in croce gli arbitri, ma quanto (poco di buono) combinato in carriera da Mark Clattenburg sembra aver avuto il suo nadir nel match di sabato allo Stamford Bridge, specialmente se, come affermano i giocatori del Chelsea, il direttore di gara ha usato un linguaggio poco adeguato nei loro confronti. L’espulsione di Fernando Torres, poi, ha finito per rovinare parzialmente una partita fino a quel momento bellissima. Uno dei tanti, tantissimi errori di un arbitro mediocre, ormai pronto per la pensione.
LA SORPRESA – Pensavamo che il West Ham fosse pronto a cancellare l’orrendo ricordo del 3-2 subito a Wigan due anni fa, costato la retrocessione agli Irons. Invece la lanciatissima squadra di Sam Allardyce anche questa volta ha patito l’iniziativa dei Latics, di nuovo vincenti dopo sei match.
TOH CHI SI RIVEDE – Tutti gli appassionati di calcio non possono che gioire alla notizia del ritorno in campo di Jack Wilshere dopo un calvario durato quasi un anno e mezzo. Ci piace pensare che Arsene Wenger e Roy Hogdson abbiano stappato una bella bottiglia di champagne per festeggiare la buona novella.
LA CHICCA – Il difensore dell’Aston Villa Joe Bennett nel match contro il Norwich City si è fatto espellere per doppia ammonizione. Nulla di strano, se non fosse che entrambi i falli costatigli i cartellini gialli li ha commessi contro un altro Bennett, Leon. Forse non ha troppa simpatia per i suoi omonimi…
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Le qualità ci sono, peccato che il costaricano Bryan Ruiz non sia proprio un mostro di costanza. Ma forse ci sta lavorando su, e in quel caso lo vedremmo bene anche in una squadra di alto profilo. Finora in stagione l’attaccante del Fulham ha scodellato quattro assist, non proprio un dato da disprezzare. Sabato a Reading ha pure ritrovato il goal (che per la verità mancava da troppo tempo). Che sia sulla buona strada?
lunedì 8 ottobre 2012
Il Punto sulla Premier – Grandi a gonfie vele, sprofonda solo il Liverpool
Le Big della Premier vincono tutte in maniera netta, con l’eccezione dei Reds, bloccati in casa dallo Stoke e ormai destinati a un ruolo di comprimari.
Nei quartieri alti della classifica continuano a risiedere Everton e West Bromwich Albion, le rivelazioni assolute di questo primo scorcio di stagione. Malissimo QPR e Norwich, tradite da reparti arretrati non all’altezza della Premier.
COS'E' SUCCESSO – Mai come in questo fine settimana il divario tra le favorite per il titolo e le “altre” è sembrato così netto. Nell’impegno con il Norwich il Chelsea ha sudato freddo solo qualche minuto, per poi schiacciare la debole resistenza dei Canarini. Copione pressoché simile per il Manchester City, convincente e per la prima volta in stagione con la porta inviolata contro un Sunderland mai pericoloso. Ha destato un’ottima impressione anche lo United, con i difensori tanto criticati in settimana da Ferguson dopo la trasferta di Cluj che non solo hanno tenuto a bada gli avversari ma, nel caso di Evans ed Evra, sono pure risultati match-winner. Nell’Arsenal corsaro al Boleyn Ground segna finalmente il primo goal in Premier Olivier Giroud, che fin qui era apparso come una sorta di Darko Pancev in salsa francese. Non si arresta l’ascesa di West Bromwich Albion (bel successo casalingo contro il QPR) ed Everton, che pareggia a Wigan con un rigore di Baines negli ultimi minuti – sebbene in precedenza forse di penalty l’arbitro ne avrebbe dovuti accordare almeno altri tre!
IL TOP – Spesso anche noi abbiamo imputato all’Arsenal un deficit di personalità. Dopo l’immeritata sconfitta interna con il Chelsea, i Gunners si sono trovati in svantaggio anche nel derby contro il West Ham. Invece di abbattersi, come accaduto non di rado in passato, hanno ribaltato il match offrendo una prestazione ricca di grinta e sangue freddo. Che sia un importante segnale della tanta attesa inversione di tendenza auspicata da Arsene Wenger?
IL FLOP – Non siamo del tutto convinti che cacciare Mark Hughes possa rappresentare la panacea di tutti i mali del QPR, però, visto il mercato estivo, le premesse per un campionato meno sofferto rispetto a quello dello scorso anno c’erano tutte. L’ex attaccante di Manchester United e Bayern Monaco era rinomato per curare con attenzione la fase difensiva, ma la retrovia dei Super Hoops è fin troppo simile a un colabrodo…
LA SORPRESA – Visto l’attuale livello di gioco del Liverpool, il pareggio dello Stoke City ad Anfield Road non è un risultato così eclatante. Certo, se si considerano i precedenti (39 sconfitte, 10 pareggi e nessuna vittoria), per i Potters lo 0-0 di domenica potrebbe sembrare una piacevole novità.
TOH CHI SI RIVEDE – Aaron Lennon ha messo il punto esclamativo all’affermazione del Tottenham sull’Aston Villa. Il guizzante esterno destro del Tottenham ha così certificato un periodo di continua ripresa rispetto alle scialbe prestazioni fornite nel 2011-12.
LA CHICCA – In settimana era scoppiata una polemica sui “tuffatori”. Secondo Alex Ferguson a “buttarsi” sono soprattutto i giocatori stranieri. Le statistiche non sembrano dargli del tutto ragione. Per ora gli unici giocatori ad aver rimediato più di un cartellino giallo per aver simulato sono un uruguayano (Luis Suarez, chi altri…) e un britannico (Gareth Bale).
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Grant Holt è l’unico giocatore del disastrato Norwich che sta mantenendo gli standard di gioco espressi l’anno scorso – quando realizzò 12 goal in Premier. Il suo allenatore Chris Hughton l’avrebbe voluto vedere tra i convocati della nazionale guidata da Roy Hodgson, lui si è consolato per la mancata chiamata segnando uno splendido goal allo Stamford Bridge. Tutto inutile, se gli altri 10 in campo fanno più danni della grandine.
Nei quartieri alti della classifica continuano a risiedere Everton e West Bromwich Albion, le rivelazioni assolute di questo primo scorcio di stagione. Malissimo QPR e Norwich, tradite da reparti arretrati non all’altezza della Premier.
COS'E' SUCCESSO – Mai come in questo fine settimana il divario tra le favorite per il titolo e le “altre” è sembrato così netto. Nell’impegno con il Norwich il Chelsea ha sudato freddo solo qualche minuto, per poi schiacciare la debole resistenza dei Canarini. Copione pressoché simile per il Manchester City, convincente e per la prima volta in stagione con la porta inviolata contro un Sunderland mai pericoloso. Ha destato un’ottima impressione anche lo United, con i difensori tanto criticati in settimana da Ferguson dopo la trasferta di Cluj che non solo hanno tenuto a bada gli avversari ma, nel caso di Evans ed Evra, sono pure risultati match-winner. Nell’Arsenal corsaro al Boleyn Ground segna finalmente il primo goal in Premier Olivier Giroud, che fin qui era apparso come una sorta di Darko Pancev in salsa francese. Non si arresta l’ascesa di West Bromwich Albion (bel successo casalingo contro il QPR) ed Everton, che pareggia a Wigan con un rigore di Baines negli ultimi minuti – sebbene in precedenza forse di penalty l’arbitro ne avrebbe dovuti accordare almeno altri tre!
IL TOP – Spesso anche noi abbiamo imputato all’Arsenal un deficit di personalità. Dopo l’immeritata sconfitta interna con il Chelsea, i Gunners si sono trovati in svantaggio anche nel derby contro il West Ham. Invece di abbattersi, come accaduto non di rado in passato, hanno ribaltato il match offrendo una prestazione ricca di grinta e sangue freddo. Che sia un importante segnale della tanta attesa inversione di tendenza auspicata da Arsene Wenger?
IL FLOP – Non siamo del tutto convinti che cacciare Mark Hughes possa rappresentare la panacea di tutti i mali del QPR, però, visto il mercato estivo, le premesse per un campionato meno sofferto rispetto a quello dello scorso anno c’erano tutte. L’ex attaccante di Manchester United e Bayern Monaco era rinomato per curare con attenzione la fase difensiva, ma la retrovia dei Super Hoops è fin troppo simile a un colabrodo…
LA SORPRESA – Visto l’attuale livello di gioco del Liverpool, il pareggio dello Stoke City ad Anfield Road non è un risultato così eclatante. Certo, se si considerano i precedenti (39 sconfitte, 10 pareggi e nessuna vittoria), per i Potters lo 0-0 di domenica potrebbe sembrare una piacevole novità.
TOH CHI SI RIVEDE – Aaron Lennon ha messo il punto esclamativo all’affermazione del Tottenham sull’Aston Villa. Il guizzante esterno destro del Tottenham ha così certificato un periodo di continua ripresa rispetto alle scialbe prestazioni fornite nel 2011-12.
LA CHICCA – In settimana era scoppiata una polemica sui “tuffatori”. Secondo Alex Ferguson a “buttarsi” sono soprattutto i giocatori stranieri. Le statistiche non sembrano dargli del tutto ragione. Per ora gli unici giocatori ad aver rimediato più di un cartellino giallo per aver simulato sono un uruguayano (Luis Suarez, chi altri…) e un britannico (Gareth Bale).
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Grant Holt è l’unico giocatore del disastrato Norwich che sta mantenendo gli standard di gioco espressi l’anno scorso – quando realizzò 12 goal in Premier. Il suo allenatore Chris Hughton l’avrebbe voluto vedere tra i convocati della nazionale guidata da Roy Hodgson, lui si è consolato per la mancata chiamata segnando uno splendido goal allo Stamford Bridge. Tutto inutile, se gli altri 10 in campo fanno più danni della grandine.
mercoledì 3 ottobre 2012
Il Punto sulla Premier – Vola il Chelsea, si rivede il Tottenham
I Blues si aggiudicano il big match con l'Arsenal e conservano la vetta della classifica. Colpaccio degli Spurs in casa del Manchester United.
Una doppietta di Peter Crouch dello Stoke City affossa lo Swansea, la rivelazione delle primissime giornate. Non si ferma l'irresistibile ascesa dell'Everton, guidato dal bomber croato, ex Rangers di Glasgow, Nikica Jelavic.
COS'E' SUCCESSO – L'ormai infinito affaire Terry, le voci di mercato (che coinvolgono in particolare Ashley Cole) e qualche recente prestazione che non aveva convinto troppo la critica e i tifosi. Il Chelsea ha spazzato via in un colpo solo i mille pensieri della settimana che ha preceduto il derby con l'Arsenal infliggendo la prima sconfitta stagionale ai Gunners con una prestazione tutta sostanza. Il team di Londra nord è stato tradito dalla difesa, un po' quello che è accaduto al Manchester United contro il Tottenham. Pesa tanto l'assenza di Nemanja Vidic (il serbo mancherà per almeno due mesi) nel rocambolesco 3-2 per gli Spurs, sebbene vada concesso il giusto merito ai londinesi per quanto fatto vedere nel Teatro dei Sogni. Vittoria di fondamentale importanza per l'altra squadra di Manchester, il City, che però riesce ad avere la meglio del Fulham, privo dell'infortunato Dimitar Berbatov, solo nei minuti finali. Decisivo l'innesto di Edin Dzeko – a segno 66 secondi dopo essere entrato dalla panchina. Ormai Mario Balotelli appare il quarto in ordine d'importanza tra gli attaccanti dei Light Blues. Belle affermazioni anche per i team di Liverpool; l'Everton in rimonta con il Southampton, i Reds, al primo squillo in campionato, maramaldi a Norwich. I giovani dell'Aston Villa (che in casa però ha vinto solo tre degli ultimi 18 incontri) impongono il pareggio al West Bromwich Albion. I Baggies rimangono sempre nelle posizioni d'alta classifica.
IL TOP – E chi se lo aspettava, un Tottenham che si presenta sul campo stregato dell'Old Trafford (dove non vinceva dal 1989 e aveva collezionato 18 sconfitte e 4 pareggi) a fare sfoggio di così tanta personalità e grinta da riuscire a portare a casa l'intero bottino. Il trionfo sullo United è una grande iniezione di fiducia per André Villas-Boas, oltre a rappresentare il miglior momento della sua per il momento mediocre carriera inglese. Attenzione a darlo per rinato, sebbene le premesse ci siano tutte.
IL FLOP – Nell'estate del 2010 l'acquisto di Laurent Koscielny da parte dell'Arsenal era stato giudicato da molti addetti ai lavori e soprattutto da Arsene Wenger come un vero colpo di mercato. Il francese non ha mai tenuto fede alle aspettative. Ormai si deve accontentare del ruolo di riserva, anche perché quando gioca troppo spesso ne combina di tutti i colori. Sabato è stato protagonista in negativo su entrambi i goal del Chelsea. Troppo, no?
LA SORPRESA – Parliamo di Newcastle, ma non tanto del pareggio a Reading, che ci può tranquillamente stare. Vogliamo piuttosto menzionare il suo allenatore, Alan Pardew, e soprattutto il suo nuovo contratto, in scadenza addirittura nel 2020. Da non credere...
TOH CHI SI RIVEDE – Se giocasse sempre come fa contro il Norwich, l'attaccante del Liverpool Luis Suarez sarebbe già diventato il giocatore più forte dell'orbe terracqueo. Negli ultimi due match al Carrow Road, compreso quello di questo fine settimana, ha messo a segno due triplette (la seconda è pure la 250esima nei 20 anni di esistenza della Premier). Peccato per lui che pecchi, e tanto, di continuità.
LA CHICCA – Steven Fletcher del Sunderland è solo il secondo giocatore nella storia della Premier ad aver segnato tutte le prime cinque marcature di una singola squadra. E dopo ben quattro pareggi questa volta i Black Cats hanno pure vinto.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Il ventiduenne Joe Bennett è cresciuto in un vivaio, quello del Middlesbrough, che è un assoluto marchio di garanzia. Approdato in estate all'Aston Villa per circa tre milioni di euro, ha mostrato nel derby contro il WBA di essere un difensore centrale completo e abbastanza veloce. È senza dubbio una delle grandi speranze della squadra di Birmingham, reduce da troppe stagioni storte.
Una doppietta di Peter Crouch dello Stoke City affossa lo Swansea, la rivelazione delle primissime giornate. Non si ferma l'irresistibile ascesa dell'Everton, guidato dal bomber croato, ex Rangers di Glasgow, Nikica Jelavic.
COS'E' SUCCESSO – L'ormai infinito affaire Terry, le voci di mercato (che coinvolgono in particolare Ashley Cole) e qualche recente prestazione che non aveva convinto troppo la critica e i tifosi. Il Chelsea ha spazzato via in un colpo solo i mille pensieri della settimana che ha preceduto il derby con l'Arsenal infliggendo la prima sconfitta stagionale ai Gunners con una prestazione tutta sostanza. Il team di Londra nord è stato tradito dalla difesa, un po' quello che è accaduto al Manchester United contro il Tottenham. Pesa tanto l'assenza di Nemanja Vidic (il serbo mancherà per almeno due mesi) nel rocambolesco 3-2 per gli Spurs, sebbene vada concesso il giusto merito ai londinesi per quanto fatto vedere nel Teatro dei Sogni. Vittoria di fondamentale importanza per l'altra squadra di Manchester, il City, che però riesce ad avere la meglio del Fulham, privo dell'infortunato Dimitar Berbatov, solo nei minuti finali. Decisivo l'innesto di Edin Dzeko – a segno 66 secondi dopo essere entrato dalla panchina. Ormai Mario Balotelli appare il quarto in ordine d'importanza tra gli attaccanti dei Light Blues. Belle affermazioni anche per i team di Liverpool; l'Everton in rimonta con il Southampton, i Reds, al primo squillo in campionato, maramaldi a Norwich. I giovani dell'Aston Villa (che in casa però ha vinto solo tre degli ultimi 18 incontri) impongono il pareggio al West Bromwich Albion. I Baggies rimangono sempre nelle posizioni d'alta classifica.
IL TOP – E chi se lo aspettava, un Tottenham che si presenta sul campo stregato dell'Old Trafford (dove non vinceva dal 1989 e aveva collezionato 18 sconfitte e 4 pareggi) a fare sfoggio di così tanta personalità e grinta da riuscire a portare a casa l'intero bottino. Il trionfo sullo United è una grande iniezione di fiducia per André Villas-Boas, oltre a rappresentare il miglior momento della sua per il momento mediocre carriera inglese. Attenzione a darlo per rinato, sebbene le premesse ci siano tutte.
IL FLOP – Nell'estate del 2010 l'acquisto di Laurent Koscielny da parte dell'Arsenal era stato giudicato da molti addetti ai lavori e soprattutto da Arsene Wenger come un vero colpo di mercato. Il francese non ha mai tenuto fede alle aspettative. Ormai si deve accontentare del ruolo di riserva, anche perché quando gioca troppo spesso ne combina di tutti i colori. Sabato è stato protagonista in negativo su entrambi i goal del Chelsea. Troppo, no?
LA SORPRESA – Parliamo di Newcastle, ma non tanto del pareggio a Reading, che ci può tranquillamente stare. Vogliamo piuttosto menzionare il suo allenatore, Alan Pardew, e soprattutto il suo nuovo contratto, in scadenza addirittura nel 2020. Da non credere...
TOH CHI SI RIVEDE – Se giocasse sempre come fa contro il Norwich, l'attaccante del Liverpool Luis Suarez sarebbe già diventato il giocatore più forte dell'orbe terracqueo. Negli ultimi due match al Carrow Road, compreso quello di questo fine settimana, ha messo a segno due triplette (la seconda è pure la 250esima nei 20 anni di esistenza della Premier). Peccato per lui che pecchi, e tanto, di continuità.
LA CHICCA – Steven Fletcher del Sunderland è solo il secondo giocatore nella storia della Premier ad aver segnato tutte le prime cinque marcature di una singola squadra. E dopo ben quattro pareggi questa volta i Black Cats hanno pure vinto.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI – Il ventiduenne Joe Bennett è cresciuto in un vivaio, quello del Middlesbrough, che è un assoluto marchio di garanzia. Approdato in estate all'Aston Villa per circa tre milioni di euro, ha mostrato nel derby contro il WBA di essere un difensore centrale completo e abbastanza veloce. È senza dubbio una delle grandi speranze della squadra di Birmingham, reduce da troppe stagioni storte.
giovedì 13 settembre 2012
Briatore, non sentiremo la sua mancanza...
Scritta per Calcissimo.com
Per il momento Flavio Briatore non sembra intenzionato a rituffarsi nel mondo del calcio inglese. Ha infatti smentito le indiscrezioni che lo volevano tra i componenti del consorzio di imprenditori pronti a rilevare il Birmingham City (team che milita in Championship da due stagioni a questa parte).
Del gruppo fa invece parte Gianni Palladini, l’ex presidente del Queen’s Park Rangers, il club che per circa quattro anni (dal 2007 al 2010) ha visto Briatore tra i principali azionisti.
Quanto meno singolare una delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da Palladini (arrivato in Inghilterra nel lontano 1960) in merito al suo interessamento per i Blues. “Ho vissuto a Birmingham per tanti anni, tifando per i Blues. Lì ho sempre avuto un ottimo rapporto con tanti Zulu Warriors”. Ovvero gli hooligans del Birmingham…
Per il momento Flavio Briatore non sembra intenzionato a rituffarsi nel mondo del calcio inglese. Ha infatti smentito le indiscrezioni che lo volevano tra i componenti del consorzio di imprenditori pronti a rilevare il Birmingham City (team che milita in Championship da due stagioni a questa parte).
Del gruppo fa invece parte Gianni Palladini, l’ex presidente del Queen’s Park Rangers, il club che per circa quattro anni (dal 2007 al 2010) ha visto Briatore tra i principali azionisti.
Quanto meno singolare una delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da Palladini (arrivato in Inghilterra nel lontano 1960) in merito al suo interessamento per i Blues. “Ho vissuto a Birmingham per tanti anni, tifando per i Blues. Lì ho sempre avuto un ottimo rapporto con tanti Zulu Warriors”. Ovvero gli hooligans del Birmingham…
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