domenica 26 settembre 2010

L'analisi della sesta giornata di Premier

Articolo scritto per Goal.com

La sesta giornata della Premier sembra aver voluto smentire tutti quelli che a inizio stagione avevano bollato il campionato inglese come privo di equilibrio e ricco solo di goleade subite dalle piccole a spese delle grandi. E invece nel fine settimana appena trascorso le sorprese si sono sprecate. La stessa presunta “dittatura” del Chelsea è andata a farsi benedire per merito di un Manchester City finalmente degno delle sontuose campagne acquisti condotte per allestirlo.

COS'E' SUCCESSO – A Eastlands i Light Blues hanno sconfitto per la terza volta consecutiva in campionato i londinesi. Il conto “inglese” tra Roberto Mancini e Carlo Ancelotti va sul 2-0 per lo jesino, che può così rivendicare la bontà della sua ostinazione nello schierare una sola punta in attacco. Del passo falso del Chelsea non approfittano né il Manchester United, bloccato sul pareggio al Reebok Stadium da un ottimo Bolton, né tanto meno l'Arsenal, sconfitto a domicilio dal West Bromwich Albion. Da dimenticare, come spesso accade, la prestazione di Manuel Almunia. Sempre male il Liverpool, che non va oltre il 2-2 interno con il Sunderland. Prima vittoria per il West Ham, che si impone dopo un digiuno di quattro anni nel derby con il Tottenham. A proposito di derby, l'Aston Villa passa al Molineux di Wolverhampton, dove non perde dal 1978.

IL TOP – Carlos Tevez è entrato in forma, dopo qualche passaggio a vuoto di troppo nello scorcio iniziale di stagione. Lo testimoniano la rete a Wigan e soprattutto la bellissima realizzazione nella gara con il Chelsea. Se gira lui – e se trova la strada del gol con continuità – il Manchester City può diventare una legittima aspirante al titolo, come ha riconosciuto anche Ancelotti.

IL FLOP – Una sola vittoria in sei partite, una clamorosa eliminazione in Carling Cup contro una compagine di quarta serie come il Northampton. Senza voler affondare il dito nella piaga, narrando del caso societario, per fare il punto del pessimo periodo che si sta vivendo dalle parti di Anfield Road basta raccontare delle scarse prestazioni sul campo di Gerrard e compagni. Per Roy Hodgson il cammino si fa sempre più in salita. Vista l'attuale posizione in piena zona retrocessione, se già i Reds riuscissero ad acciuffare un posto in Europa League sarebbe un grande risultato...

LA SORPRESA – L'avevamo già menzionato la scorsa settimana, ma dopo il trionfo all'Emirates non possiamo esimerci dal rinominare il West Bromwich Albion. Guidato dall'ex dal dente avvelenato Jerome Thomas (scartato da Arsene Wenger sei anni fa), il team di Roberto Di Matteo si è preso il lusso di sprecare anche un rigore a fine primo tempo. L'inizio della seconda frazione di gioco, però, ha mandato letteralmente in solluchero i tifosi dei Baggies.

TOH CHI SI RIVEDE – Ai tempi del Fulham, Zat Knight era considerato una grande promessa del calcio inglese. Nel 2005 ha collezionato anche due presenze in nazionale, prima di fallire miseramente all'Aston Villa. Al Bolton sta ritrovando la forma di una volta. Domenica ha segnato un meraviglioso gol di tacco e annullato Dimitar Berbatov, reduce dalla fantastica tripletta al Liverpool. Una prestazione veramente da incorniciare. Che una parte del merito sia da ascrivere al bravissimo tecnico Owen Coyle?

LA CHICCA – Harry Redknapp ha vissuto gran parte della sua carriera calcistica sia da giocatore che da allenatore al West Ham. Da quando ha lasciato il Boleyn Ground, contro la sua ex squadra non aveva mai perso, collezionando otto vittorie e due pareggi. Sabato a sporcare il suo record ci ha pensato Frederic Piquionne, che nell'aprile scorso gli aveva già regalato una cocente delusione segnando il primo gol della semifinale shock tra il suo Portsmouth e gli Spurs.

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