lunedì 17 agosto 2009

E' subito un Premier all'insegna dello spettacolo

Tra le grandi stecca solo il Liverpool, sconfitto dal Tottenham. Subito decisivi Rooney, Adebayor e Drogba. L’Arsenal umilia l’Everton. Male l’Aston Villa.

Finalmente sono terminati i tour nei quattro angoli del pianeta, con folle di cinesi, piuttosto che sudafricani, festanti per l’arrivo dei vari Rooney e Robinho di turno. Per un momento si smette pure di parlare di calcio mercato, quest’anno monopolizzato dai tanti denari che ingolfano le casse del Manchester City. La Premier League apre i battenti! Lo fa con una prima giornata dove le grandi o aspiranti tali vincono tutte, eccezion fatta per il Liverpool, e dove non si registra un pareggio ma ben cinque vittorie in trasferta su dieci gare in totale.

Nelle ultime due stagioni al suo esordio in campionato il Manchester United aveva pareggiato in casa contro Reading e Newcastle, entrambi team poi retrocessi in Championship. Quest’anno i Red Devils hanno preferito incamerare subito tre punti preziosi per la rincorsa allo storico poker di successi consecutivi in Premier. È bastato un gol di Wayne Rooney – sempre più leader della squadra – ma tutto sommato lo United ha ben figurato, con il neo-acquisto Antonio Valencia che ha fornito una prestazione incoraggiante e l’altro nuovo arrivato Michelino Owen che ha sfiorato la marcatura al suo esordio da “amico” all’Old Trafford.

Non ha per nulla impressionato invece il Liverpool, che infatti ha perso a Londra con il Tottenham. Per la verità il 2-1 finale sta molto stretto agli Spurs rivitalizzati dalla cura Redknapp, che beneficiano di una regia pressoché perfetta di Luka Modric e di un Aaron Lennon esplosivo, anche per la scarsa qualità difensiva dell’argentino Emiliano Insua, che in teoria, molto in teoria, avrebbe dovuto bloccare le sgroppate sulla fascia del nazionale inglese. Maluccio pure Fernando Torres e Dirk Kuyt, ma nei Reds si sente già la mancanza di Xabi Alonso. E per vedere in campo Alberto Aquilani Rafa Benitez dovrà aspettare ancora quasi due mesi…

Anche Carlo Ancelotti spera di poter recuperare presto qualche pedina decisiva, così da riportare Michael Essien davanti alla difesa e non tenerlo sulla corsia destra, dove il ghanese si impegna ma non è decisivo. Mettiamoci che dall’altra parte Florent Malouda è in evidente ritardo di forma e che l’Hull City sfrutta al meglio le pochissime occasioni capitategli, segnando pure con l’odiato Stephen Hunt (quello che provocò l’infortunio a Peter Cech tre anni fa a Reading) e capiremo perché l’esordio del tecnico di Reggiolo allo Stamford Bridge si stava tramutando in un incubo. Però non ci dobbiamo nemmeno scordare che oltre a uno spento Nicolas Anelka, in attacco i Blues dispongono di un certo Didier Drogba. Uno che ha il gol nel sangue, che segna pure quando sbaglia un cross – come successo sabato nei minuti di recupero – e che ha già dimostrato molto spesso in carriera di essere decisivo.

Al Goodison Park l’Arsenal umilia un Everton troppo brutto per essere vero. Arsene Wenger si ritrova senza pedine importanti come il solito Tomas Rosicki, Theo Walcott e Samir Nasri, con un mercato che ha tolto più di quello che ha dato, ciò nonostante per la squadra da lui plasmata alla perfezione la difficile visita a casa dell’Everton si trasforma in una passeggiata. Nella prestazione dei Gunners dal centrocampo scintillante guidato da Denilson e Cesc Fabregas faremmo fatica a trovare qualche difetto, mentre per i Toffeemen non c’è proprio nulla da salvare. A questo punto la cessione del difensore Joleon Lescott diventa necessaria, sia per fare cassa al fine di investire soldi su eventuali nuovi arrivi, sia perché non ha senso tenere un giocatore ormai così palesemente con la testa altrove, che rischia di trasformare uno dei migliori reparti arretrati della scorsa stagione in un colabrodo.

Il Manchester City dominatore del mercato vince subito in trasferta, a Blackburn. Una sorta di evento, per una compagine che nel 2008-09 aveva trionfato lontano da casa solo due volte in tutto il campionato. A parte qualche patema d’animo nel primo tempo, i Blues tengono bene il campo, sebbene Mark Hughes sia presto chiamato a risolvere un dilemma: val davvero la pena impiegare Robinho come esterno di centrocampo? Non è meglio trovargli una miglior collocazione?

Sorpresa di giornata il 2-0 che il Wigan del giovane allenatore spagnolo Roberto Martinez infligge a domicilio a un frastornato Aston Villa – e che perla la marcatura di Rodallega! Negli altri match spiccano il 2-0 esterno del West Ham a Wolverhampton e il medesimo risultato “all’inglese” che ha permesso allo Stoke di battere l’altra neo-promossa Burnley. Per le tre compagini provenienti dalla Championship – tutte a zero dopo la prima giornata – la vita in Premier si annuncia molto difficile.

Da Goal.com di oggi

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