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lunedì 15 aprile 2013

Justice for the 96

Oggi è l'anniversario della tragedia dell'Hillsborough. Sempre un evento da ricordare con grande tristezza, ma almeno dopo oltre 20 anni questa volta c'è da sperare che qualcuno dei responsabili paghi, a seguito delle novità positive registratesi negli ultimi mesi dello scorso anno. I 96 aspettano ancora giustizia, le scuse di David Cameron sono importanti ma non bastano.

domenica 23 dicembre 2012

Hillsborough, la verità riapre indagini e ferite

Uscito oggi su Pubblico.

Le hanno collocate accanto al cancello di accesso all'Anfield Road che reca la celeberrima scritta “You'll never walk alone”. Sono le due lastre di marmo che rendono omaggio ai 96 tifosi del Liverpool che il 15 aprile 1989 persero la vita in una delle più spaventose e assurde tragedie della storia dello sport. Accanto ai nomi c'è scritta l'età: 14, 15, 17, 18, 19, 21. Numeri che ti colpiscono con la violenza di un pugno allo stomaco. A rimanere schiacciati sulle gradinate della Leppings Lane dell'Hillsborough, l'impianto dello Sheffield Wednesday, furono quasi tutti giovanissimi, accorsi nella città dello Yorkshire per sostenere i Reds di Dalglish e Rush nel match di semifinale di FA Cup contro il Nottingham Forest. Per 23 anni quei ragazzi non hanno ricevuto giustizia, mentre la loro memoria veniva infangata dalle autorità, pronte a scrollarsi di dosso in ogni modo i loro peccati.

Dopo due decenni di battaglie legali e di incessanti campagne promosse dai familiari delle vittime, la verità sta finalmente venendo a galla. A settembre il rivoluzionario rapporto della commissione indipendente sull'Hillsborough presieduta dal vescovo di Liverpool, James Jones, ha costretto il primo ministro britannico David Cameron a chiedere scusa alle famiglie dei tifosi del Liverpool scomparsi quel maledetto pomeriggio.

Giovedì scorso l'Alta Corte di Giustizia di Londra ha spazzato via i risultati dell'indagine che nel 1991 aveva stabilito che quelle morti erano avvenute per cause accidentali. I giudici hanno di fatto avallato quanto scritto nel rapporto indipendente, chiedendo subito l'apertura di una nuova inchiesta e lodando l'impegno dei parenti delle vittime. Il governo si è impegnato a sostenere le spese legali del nuovo processo che dovrebbe cominciare la prossima estate.

Speriamo che questa volta gli inquirenti certifichino quanto un Paese intero oramai sa: l'incidente fu causato da una cattiva gestione dell'ordine pubblico e dei soccorsi all'interno dell'impianto da parte della polizia, degli altri servizi di sicurezza e delle autorità locali, che poi si adoperarono per addossare la colpa di quanto accaduto ai tifosi. Non vanno inoltre tralasciate le malefatte dei dirigenti dello Sheffield Wednesday, il cui stadio aveva il certificato di idoneità scaduto da dieci anni.

Per raccontare del dramma dell'Hillsborough bisogna riavvolgere il nastro del tempo fino al periodo più cupo della storia del calcio inglese. La violenza dei tifosi, che ebbe il suo culmine con i fatti dell’Heysel nel maggio del 1985, e l’inadeguatezza degli stadi e dell’intero sistema di gestione del football d’oltre Manica finirono per punteggiare di lutti un'epoca, quella dell'Inghilterra tutta tagli e privatizzazione dei governi guidati da Margaret Thatcher, di per sé già ricca di tensioni sociali.

Il beautiful game trovò il suo nadir proprio quel fatidico 15 aprile del 1989. Fin dal mattino l’autostrada M62 era un’unica lunga fila di macchine, il traffico era congestionato a causa di una serie di lavori in corso, per cui l’arrivo a Sheffield per moltissimi tifosi avvenne più tardi del previsto. In tanti allora si accalcarono a ridosso delle entrate dell’Hillsborough Stadium, mentre il servizio d’ordine latitava. Come se non bastasse, per accedere alla Leppings Lane, la gradinata destinata ai supporter dei Reds, c’erano solo sette tornelli.

In via del tutto ipotetica quel settore di Hillsborough avrebbe potuto contenere fino a 10mila tifosi, sebbene la suddivisione in sette spicchi recintati, voluta anni prima dalla polizia per controllare meglio i flussi della folla, avesse ridotto la capienza, contribuendo a creare delle specie di lugubri e gigantesche gabbie. Tuttavia questo elemento, allorché furono venduti i biglietti, non fu preso in considerazione. La gradinata iniziò a ingrossarsi come un fiume in piena, ma colpevolmente nessuno pensò a convogliare i tifosi lì dove c’era maggiore spazio e disponibilità di posti. Man mano che passavano i minuti in tanti finirono per essere schiacciati contro la rete di protezione. La trappola mortale era scattata. Nonostante la situazione già fuori controllo, le forze dell’ordine non trovarono niente di meglio da fare che chiudere una porticina che dava un minimo di accesso al campo, aperta in qualche modo da alcuni tifosi.

I poliziotti erano accecati dalla paura degli hooligan e inizialmente spinsero indietro i gruppetti di fan del Liverpool che erano riusciti a salvarsi entrando sul terreno di gioco, a partita iniziata da una manciata di minuti. Solo in un secondo momento un agente si rese conto dell’immane tragedia che si stava consumando davanti ai suoi occhi e facilitò l’ingresso in campo di decine di disperati, il cui intento era tutt’altro che bellicoso. Cercavano solo di salvarsi la vita. Qualcuno fu tirato su a braccia verso il secondo piano della Leppings Lane, evitando il peggio. Molti non ce la fecero, morendo soffocati in un magma infernale di corpi.

L’indagine indipendente ha accertato che se si fosse intervenuti in maniera più tempestiva forse potevano essere salvate 41 vite.

Per celare la realtà dei fatti, quel giorno fu eseguita una sistematica alterazione dei verbali redatti dal personale addetto alle ambulanze e dagli agenti in servizio (si parla di ben 160 documenti falsificati). Furono cambiate ore, testimonianze, sparirono nastri delle telecamere dello stadio, insomma si fece di tutto per coprire quanto accaduto, tanto che pochi minuti dopo il dramma i vertici della polizia del South Yorkshire e il deputato conservatore Irvine Patnick erano già impegnati a far trapelare alle agenzie di stampa locali la notizia che erano stati i tifosi del Liverpool a provocare il disastro, vuoi perché ubriachi e violenti, vuoi perché in tanti erano entrati nel settore nonostante non disponessero dei biglietti. Nulla di più lontano dalla realtà, ma la news fu lo stesso subito ripresa dal tabloid The Sun con l'ormai tristemente celebre titolo di prima pagina “The Truth”. Una verità falsa, che finalmente sta per essere sostituita da quella vera.

martedì 23 ottobre 2012

La top 10 del calcio inglese scritta per Calcissimo.com

0 – I tifosi del Leeds United che sono entrati sul campo da gioco e hanno aggredito il portiere dello Sheffield Wednesday Chris Kirkland. Tanto per non smentire la loro fama di supporter tra i meno “educati” di Inghilterra.

1 – Cheik Tioté con il suo fallo da causa penale nei confronti di Steven Fletcher ha buonissime chance di vincere il premio “macellaio dell'anno”. Speriamo che non lo superi nessuno.

2 – La FA ha inflitto quattro giornate di qualifica a John Terry per gli insulti razziali nei confronti di Anton Ferdinand. Giusto, ma perché a Luis Suarez furono inflitti otto turni di stop. Per la serie, due pesi e due misure?

3 – West Bromwich Albion. Vedi alla voce, come buttare via una partita quasi vinta e che invece i Baggies sono addirittura riusciti a perdere.

4 – Povero Aston Villa, continuando di questo passo tornerà a giocare il derby con il Birmingham City. In Championship.

5 – L'uscita di Joe Jart che ha favorito il goal del pareggio della Polonia nel match di qualificazione ai Mondiali ci ha fatto tornare alla mente David “Calamity” James. Uno del quale i supporter dei Tre Leoni non hanno per niente nostalgia.

6 – Voto di incoraggiamento a Fabio Borini, protagonista di un altalenante inizio stagione e ora fuori circa tre mesi per infortunio. Gli auguriamo tempi migliori.

7 – Grant Holt è l'anima del Norwich che prova a evitare una retrocessione pronosticata in estate da fin troppi addetti ai lavori. Lui non si rassegna mai e intanto bastona il solito Arsenal afflitto da deficit di personalità.

8 – Dopo aver impallinato il Reading, Raheem Sterling occupa ora l'ottava posizione nella classifica dei più giovani marcatori della Premier. Per noi diverrà un giocatore determinante. Speriamo di non bruciarlo...

9 – C'è chi pensa che possa diventare una sorta di regista di centrocampo, alla Paul Scholes. Contro lo Stoke Wayne Rooney ha chiarito che i goal li sa ancora mettere a segno. Fa niente che uno l'ha realizzato anche al suo compagno di squadra De Gea.

10 – Tre goal e cinque assist nelle ultime quattro partite di Premier. Eppure Juan Mata è spesso criticato per non essere determinante nelle partite decisive. Quella con il Tottenham, non fosse altro perché era un derby, lo era. E lui l'ha dominata in lungo e in largo.

venerdì 21 settembre 2012

Ascoltate Ferguson

Alex Ferguson oggi ha preso carta e penna per scrivere una lettera aperta ai tifosi del Manchester United. Oggetto della missiva, il comportamento dei supporter dei Red Devils durante la commemorazione delle 96 vittime dell’Hillsborough che si terrà domenica all’Anfield Road.

Il big match tra le due potenze calcistiche del Lancashire, per l’appunto Liverpool e Manchester United, sarà infatti il primo in assoluto dopo la presentazione del rapporto della commissione indipendente sul dramma di Sheffield del 15 aprile del 1989, in cui sono emerse oltre ogni ragionevole dubbio le responsabilità delle autorità e delle forze dell’ordine.

Nella lettera, che sarà consegnata ai fan dello United alla loro entrata nel settore ospiti, Ferguson auspica che anche durante la partita non ci siano cori o canti “spiacevoli”. Se una sfida tra Red Devils e Reds è sempre molto pepata, con gli episodi che hanno visto protagonisti l’anno scorso Patrice Evra Luis Suarez (insulti razzisti, strette di mano mancate e “amenità” varie) il livello di tensione è alle stelle.

In passato anche i tifosi del Liverpool – e per la verità anche di altre compagini inglesi – hanno insultato la memoria delle vittime dell’incidente aereo di Monaco di Baviera, che il 6 febbraio del 1958 decimò i grandi Busby Babes (la squadra per lo più di giovanissimi messa su dal mitico allenatore scozzese Matt Busby).

Vecchie glorie e addetti ai lavori di una parte e dell’altra si augurano che domenica ad Anfield si sentano solo “Glory Glory Man United” e la meravigliosa “You’ll never walk alone”. Per commemorare i 96 tifosi che persero la vita all’Hillsborough val la pena mettere da parte qualsiasi tipo di rivalità, per quanto aspra possa essere.

venerdì 14 settembre 2012

Hillsborough, i parenti delle vittime contro la FA

I parenti delle vittime della tragedia dell’Hillsborough puntano il dito contro la Football Association, dichiarando che le tardive scuse offerte ieri, un giorno dopo la presentazione del rapporto che accerta finalmente la verità su quanto accaduto allo stadio dello Sheffield Wednesday 23 anni fa, non sono sufficienti.

La FA, sostengono, non ha mai riconosciuto la vasta estensione delle sue responsabilità, in primis per aver scelto un impianto che all’epoca non aveva nemmeno il certificato di sicurezza e per non aver tenuto nella debita considerazione il fatto che l’anno prima la stessa semifinale tra Liverpool e Nottingham Forest si era disputata sempre all’Hillsborough e già allora si era rischiato un primo incidente molto serio.

Insomma, in Inghilterra e in particolare a Liverpool non si placano le polemiche in merito a uno degli episodi che più hanno segnato in negativo la storia del calcio.

mercoledì 12 settembre 2012

Hillsborough, la verità tanto attesa

Le 96 vittime della tragedia dell'Hillsborough, occorsa allo stadio dello Sheffield Wednesday durante la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest del 15 aprile 1989, hanno finalmente ricevuto un po' di giustizia. Alla Camera dei Comuni di Londra è stato infatti lo stesso primo ministro britannico David Cameron a chiedere due volte scusa alle famiglie dei tifosi del Liverpool morti quel maledetto pomeriggio – per la maggior parte ragazzi tra i 16 e i 22 anni.

Prima di tutto perché l'incidente – decine di persone rimasero schiacciate contro le reti di protezione della Leppings Lane, la “curva” destinata ai supporter dei Reds – fu causato da una cattiva gestione dell'ordine pubblico da parte della polizia. Poi perché ancora le forze dell'ordine si adoperarono per addossare la colpa di quanto accaduto ai tifosi.

A stabilire con certezza queste nuove verità è il rapporto appena reso pubblico dalla commissione indipendente istituita tre anni fa grazie alle pressioni della Hillsborough Justice Campaign, costituita dai parenti delle vittime e dai sopravvissuti. La commissione è stata presieduta dal vescovo della città del Lancashire, James Jones.

Tra i risultati dell'indagine, quello relativo alla sistematica alterazione dei verbali del personale addetto alle ambulanze e a come i vertici della polizia del South Yorkshire e il deputato conservatore Irvine Patnick abbiano fatto trapelare alle agenzie di stampa locali la notizia che erano stati i tifosi del Liverpool a provocare il disastro, vuoi perché ubriachi e violenti, vuoi perché in tanti erano entrati nel settore nonostante non disponessero dei biglietti. Nulla di più lontano dalla realtà, ma la news fu lo stesso subito ripresa dal tabloid The Sun con l'ormai tristemente celebre titolo di prima pagina “The Truth”. Una verità evidentemente falsa come una moneta da tre sterline.