giovedì 8 aprile 2010
Lezione per il futuro?
Stagione a dir poco travagliata, quella del Peterborough United. Il doppio balzo dalla League Two alla Championship si è rivelato troppo impegnativo per i giocatori e soprattutto per la dirigenza dei Posh. Non una grande idea, infatti, esonerare il tecnico delle due promozioni, Darren Ferguson (figliolo del più famoso Alex) dopo soli tre mesi di campionato – seppur infarciti di sconfitte. Dopo le esperienze negative sotto la guida di Mark Cooper e Jim Gannon, adesso la squadra è stata affidata a Gary Johnson, che tanto bene aveva fatto al Bristol City. Speriamo che con l’ultimo arrivato la compagine dell’Est dell’Inghilterra abbia trovato un suo equilibrio e che il loro Consiglio dei Direttori si sia messo ben in testa che cambiare allenatori e ogni piè sospinto è una baggianata da “lasciare” ad altre latitudini…
martedì 6 aprile 2010
Il Chelsea vola verso il quarto titolo della sua storia
La partita dell’anno, quella tra Manchester United e Chelsea, sfortunatamente non è coincisa con il match più bello e spettacolare della stagione. Metteteci l’assenza di Wayne Rooney e di altri giocatori di rilievo, l’altissima posta in palio che spesso non favorisce lo spettacolo, e ancora la pessima prestazione della terna arbitrale, e capirete il perché di una sfida vibrante sì, ma tutt’altro che bella. Poco importa a Carlo Ancelotti, che avrà anzi apprezzato molto il fatto che i Red Devils in tutto il primo tempo non hanno costruito una palla gol, una sorta di record negativo per la compagine dell’Old Trafford. Finalmente decisivo Joe Cole, che con lo splendido gol di tacco rifilato a Edwin van der Sar ha lanciato un messaggio chiaro e forte a Fabio Capello per un’eventuale convocazione ai Mondiali sudafricani. Così come accaduto all’andata allo Stamford Bridge, Alex Ferguson può giustamente recriminare sulle avverse decisioni delle giacchette nere, ben consapevole però che la sua squadra ha offerto una prestazione deludente. Con il blitz di Manchester, il Chelsea si è aggiudicato tutti gli scontri diretti. Non fosse stato per il fortunoso gol di Chico Macheda – bentornato! – nelle gare contro le altre grandi non avrebbe incassato nemmeno un gol. Ora le chance di vittoria sono aumentate vertiginosamente, ma Drogba e compagni faranno bene a non abbassare troppo la guardia.
Nel frattempo l’Arsenal continua a perdere i pezzi – l’ultimo della infinita lista di infortunati, dopo Cesc Fabregas, è Alexandre Song – ma continua a sperare in una rimonta che avrebbe del clamoroso. Contro il Wolverhampton, che non vince a Londra Nord dal settembre del 1979, ci sono voluti oltre 25 tiri in porta, in buona parte bloccati dall’ottimo Marcus Hahnemann, per trovare finalmente l’azione decisiva di Nicklas Bendtner. Il danese, così come a Hull, ha segnato il gol della vittoria in pieno recupero. Un “vizietto”, quello di siglare marcature di peso specifico immenso, che Arsene Wenger gradirà senza dubbio moltissimo.
La volata per il quarto posto fa segnare un punto a favore del Manchester City, maramaldo sul campo del disastrato Burnley, ormai con la testa già alla prossima edizione della Championship piuttosto che alla possibilità di evitare la retrocessione. Per Roberto Mancini, oltre al ventiseiesimo gol stagionale di Carlitos Tevez, c’è pure la buona notizia della doppietta del redivivo Emmanuel Adebayor.
Brutto stop per il Tottenham, reduce da sei vittorie consecutive. A Sunderland fa tutto l’ex dal dente avvelenato Darren Bent, due stagioni di delusioni e incomprensioni al White Hart Lane, in particolare con Harry Redknapp. Il nazionale inglese segna una doppietta e trova anche il tempo di sbagliare ben due rigori. Fantastico il gol del 3-1 del redivivo Bolo Zenden che relega gli Spurs al quinto posto.
Il Liverpool non riesce a interrompere la striscia di risultati utili casalinghi del Birmingham City, arrivata ora a tredici. I Reds si illudono con il gol di Steven Gerrard, solo il secondo nelle ultime dodici partite, ma poi si fanno rimontare in maniera ingenua. In ombra Fernando Torres, sostituito però in maniera forse troppo prematura da Rafa Benitez.
Nella zona calda della classifica passetto in avanti del West Ham, che al Goodison Park in extremis guadagna il primo punto nelle ultime sette partite. Ancora è presto per dire se gli Irons, con Gianfranco Zola in panchina oppure no, nel 2010-11 giocheranno in Premier. Quel che è certo è che nella massima divisione inglese la prossima stagione ci sarà il Newcastle, da ieri ufficialmente promosso. La Toon Army può finalmente festeggiare un risultato positivo, in attesa del major trophy (coppa o campionato) che al St James’ Park manca dal 1955.
Scritto per Goal.com
Nel frattempo l’Arsenal continua a perdere i pezzi – l’ultimo della infinita lista di infortunati, dopo Cesc Fabregas, è Alexandre Song – ma continua a sperare in una rimonta che avrebbe del clamoroso. Contro il Wolverhampton, che non vince a Londra Nord dal settembre del 1979, ci sono voluti oltre 25 tiri in porta, in buona parte bloccati dall’ottimo Marcus Hahnemann, per trovare finalmente l’azione decisiva di Nicklas Bendtner. Il danese, così come a Hull, ha segnato il gol della vittoria in pieno recupero. Un “vizietto”, quello di siglare marcature di peso specifico immenso, che Arsene Wenger gradirà senza dubbio moltissimo.
La volata per il quarto posto fa segnare un punto a favore del Manchester City, maramaldo sul campo del disastrato Burnley, ormai con la testa già alla prossima edizione della Championship piuttosto che alla possibilità di evitare la retrocessione. Per Roberto Mancini, oltre al ventiseiesimo gol stagionale di Carlitos Tevez, c’è pure la buona notizia della doppietta del redivivo Emmanuel Adebayor.
Brutto stop per il Tottenham, reduce da sei vittorie consecutive. A Sunderland fa tutto l’ex dal dente avvelenato Darren Bent, due stagioni di delusioni e incomprensioni al White Hart Lane, in particolare con Harry Redknapp. Il nazionale inglese segna una doppietta e trova anche il tempo di sbagliare ben due rigori. Fantastico il gol del 3-1 del redivivo Bolo Zenden che relega gli Spurs al quinto posto.
Il Liverpool non riesce a interrompere la striscia di risultati utili casalinghi del Birmingham City, arrivata ora a tredici. I Reds si illudono con il gol di Steven Gerrard, solo il secondo nelle ultime dodici partite, ma poi si fanno rimontare in maniera ingenua. In ombra Fernando Torres, sostituito però in maniera forse troppo prematura da Rafa Benitez.
Nella zona calda della classifica passetto in avanti del West Ham, che al Goodison Park in extremis guadagna il primo punto nelle ultime sette partite. Ancora è presto per dire se gli Irons, con Gianfranco Zola in panchina oppure no, nel 2010-11 giocheranno in Premier. Quel che è certo è che nella massima divisione inglese la prossima stagione ci sarà il Newcastle, da ieri ufficialmente promosso. La Toon Army può finalmente festeggiare un risultato positivo, in attesa del major trophy (coppa o campionato) che al St James’ Park manca dal 1955.
Scritto per Goal.com
giovedì 1 aprile 2010
Un piano per salvare il cacio inglese
Udite udite, anche l’inquilino del 10 di Downing Street si è accorto che di questo passo il beautiful game rischia grosso, grossissimo. Tra debiti alle stelle, stipendi gonfiati, speculatori stranieri e non, agenti senza scrupoli e costo dei biglietti in continua ascesa, è finalmente arrivato il momento di intervenire con decisione nel mondo del calcio, o almeno così sembra. A due mesi dalle elezioni, che vince consecutivamente dal 1997, il Partito Laburista del premier Gordon Brown ha infatti inserito nel suo programma una serie di provvedimenti che potrebbero favorire una vera e propria rivoluzione copernicana nel football d’oltre Manica. Si va da una quota minima del 25 per cento delle azioni di un club da destinare ai tifosi “come riconoscimento del legame con la comunità locale”, alla priorità d’acquisto concessa agli stessi supporter nel caso la loro compagine venisse messa in vendita o dovesse finire in amministrazione controllata, all’individuazione di una scadenza precisa per una riforma strutturale della Football Association, in modo che le autorità calcistiche abbiano gli strumenti adatti per eliminare qualsiasi forma di “diritto acquisito” dai vertici societari dei team professionistici (a grandi linee, la possibilità di arricchirsi anche a discapito degli interessi del club). E ancora, più chiarezza sugli assetti delle proprietà (al momento ci sono realtà importanti come il Leeds United di cui non si conosce l’identità dei veri padroni), più investimenti sullo sviluppo del settore giovanile e più controlli sul processo di cessione di una società calcistica.
Le proteste contro i Glazer a Manchester e la coppia Gillett & Hicks a Liverpool, oltre alla disastrosa situazione finanziaria del Portsmouth, costata ai Pompey ben nove punti di penalizzazione in classifica in qualità di prima squadra della storia della Premier a essere entrata in amministrazione controllata, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendo il successore di Tony Blair ad agire. Il piano di Brown è piaciuto al presidente dell’UEFA Michel Platini, un po’ meno alle alte sfere della Premier League, che anzi guardano con enorme fastidio a un intervento dell’esecutivo britannico nei loro affari. Non sarebbero da escludere eventuali cause legali da parte di presidenti depauperati “per legge” di una fetta consistente delle proprie azioni. Ma l’idea di seguire lo schema proposto dai Red Knights e dal Manchester United Supporters Trust (MUST) per il dopo-Glazer, ovvero il 74,9 per cento del club ai ricchi imprenditori-cavalieri rossi e il restante 25 ai tifosi del MUST, è vista come una mossa essenziale, la pietra angolare di tutto il piano governativo. La golden share permetterebbe ai fan di avere una grossa voce in capitolo e nel caso bloccare scalate societarie “sospette”.
Insomma, sulla carta i laburisti favorirebbero una sorta di democratizzazione del sistema calcio. Peccato che negli ultimi 13 anni non abbiano fatto granché per prevenire la tutt’altro che rosea situazione attuale, e soprattutto che il prossimo 6 maggio abbiano ben poche chance di vincere le elezioni.
Certo, come fa notare l’esperto di football & business David Conn sulle colonne del Guardian, il primo governo laburista creò una Task Force ad hoc per curare i mali dell’universo pallonaro. Negli anni la commissione ha svolto un lavoro di buona qualità, promuovendo l’istituzione della Football Foundation e soprattutto del Supporters Direct, l’ente che offre tutte le consulenze necessarie ai tifosi che vogliono formare un trust.
Gli altri suggerimenti della Task Force, principalmente sulla gestione delle società e della loro compravendita, purtroppo sono stati elogiati ma per lo più mai seguiti.
L’improvvisa inversione di rotta di Brown e soci rischia allora di essere fin troppo tardiva. Intanto il disagio degli appassionati di calcio cresce sempre di più. Visti i recenti avvenimenti, come dargli torto…
Le proteste contro i Glazer a Manchester e la coppia Gillett & Hicks a Liverpool, oltre alla disastrosa situazione finanziaria del Portsmouth, costata ai Pompey ben nove punti di penalizzazione in classifica in qualità di prima squadra della storia della Premier a essere entrata in amministrazione controllata, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendo il successore di Tony Blair ad agire. Il piano di Brown è piaciuto al presidente dell’UEFA Michel Platini, un po’ meno alle alte sfere della Premier League, che anzi guardano con enorme fastidio a un intervento dell’esecutivo britannico nei loro affari. Non sarebbero da escludere eventuali cause legali da parte di presidenti depauperati “per legge” di una fetta consistente delle proprie azioni. Ma l’idea di seguire lo schema proposto dai Red Knights e dal Manchester United Supporters Trust (MUST) per il dopo-Glazer, ovvero il 74,9 per cento del club ai ricchi imprenditori-cavalieri rossi e il restante 25 ai tifosi del MUST, è vista come una mossa essenziale, la pietra angolare di tutto il piano governativo. La golden share permetterebbe ai fan di avere una grossa voce in capitolo e nel caso bloccare scalate societarie “sospette”.
Insomma, sulla carta i laburisti favorirebbero una sorta di democratizzazione del sistema calcio. Peccato che negli ultimi 13 anni non abbiano fatto granché per prevenire la tutt’altro che rosea situazione attuale, e soprattutto che il prossimo 6 maggio abbiano ben poche chance di vincere le elezioni.
Certo, come fa notare l’esperto di football & business David Conn sulle colonne del Guardian, il primo governo laburista creò una Task Force ad hoc per curare i mali dell’universo pallonaro. Negli anni la commissione ha svolto un lavoro di buona qualità, promuovendo l’istituzione della Football Foundation e soprattutto del Supporters Direct, l’ente che offre tutte le consulenze necessarie ai tifosi che vogliono formare un trust.
Gli altri suggerimenti della Task Force, principalmente sulla gestione delle società e della loro compravendita, purtroppo sono stati elogiati ma per lo più mai seguiti.
L’improvvisa inversione di rotta di Brown e soci rischia allora di essere fin troppo tardiva. Intanto il disagio degli appassionati di calcio cresce sempre di più. Visti i recenti avvenimenti, come dargli torto…
mercoledì 31 marzo 2010
Un po' di sana pubblicità

Riprendo l'avviso della quinta uscita della rivista Fever Pitch, grande intuizione dell'amico Giacomo Mallano. Di Seguito un po' di info.
P.S. il reportage da Liverpool è farina del mio sacco...
E’ finalmente disponibile il numero cinque, che gli abbonati stanno già ricevendo mentre scriviamo. Di fianco la cover, confermato il super-formato e tantissimi argomenti all’interno, fra gli altri: Bubbles, Jimmy Hill, Old Trafford, Reportage da Liverpool, Hearts vs Hibs, e poi foto, rubriche, lettere. Per info su come ricevere il numero 5 e su come abbonarsi: www.feverpitch.it
martedì 30 marzo 2010
Red Devils e Blues dilaganti, in attesa della partita dell’anno
L’antipasto al sabato di Pasqua più infuocato degli ultimi anni, quello della partitissima tra Manchester United e Chelsea, è stato più che godibile. La trentaduesima giornata di Premier conferma l’ottimo stato di forma delle due grandi rivali, ma non tralascia una mezza sorpresa, ovvero lo stop dell’Arsenal.
Una volta il Bolton Wanderers era il bogey team, la bestia nera del Manchester United. Invece sabato è arrivata la decima vittoria in undici partite contro i Trotters. A spianare la strada ai Red Devils ci pensa Jlloyd Samuel con un clamoroso harakiri. Quello del difensore ex Aston Villa è l’undicesimo autogol a favore dello United, che però al Reebok Stadium domina anche grazie alla doppietta di Dimitar Berbatov, giunto così a dodici gol in Premier. Insomma, Alex Ferguson si può addirittura permettere il lusso di tenere a riposo precauzionale un “tale” Wayne Rooney, e nello scontro diretto di sabato all’Old Trafford potrebbe non disprezzare troppo un eventuale pareggio.
È evidente, infatti, che dopo la delusione della Champions League il Chelsea ha ritrovato uno stato di salute più che soddisfacente, a cui va aggiunta un’enorme voglia di rivincita. Ai cinque gol del recupero di Portsmouth, hanno fatto seguito i sette infilati all’Aston Villa, tra due settimane avversaria nella semifinale di FA Cup. Da segnalare il poker di reti di Frank Lampard, il secondo della sua carriera (il primo lo rifilò al Derby County due anni fa). I Villans avevano avuto un crollo verticale anche nel marzo scorso. Da quanto visto allo Stamford Bridge, il team di Martin O’Neill nel momento topico della stagione è di nuovo a corto di fiato. Colpa di una rosa fin troppo ristretta e – almeno per il 2009-10 – delle numerose partite giocate nelle coppe nazionali.
Brutta battuta d’arresto per l’Arsenal. Il quarto gol in campionato – tutti segnati nei minuti finali delle poche partite disputate – del veterano Kevin Phillips annacqua le speranze di titolo dei Gunners, per la verità penalizzati da una delle non rarissime papere di Almunia. Il St Andrew’s non porta per niente bene ad Arsene Wenger e ai suoi ragazzi. Nel febbraio 2008 fu proprio a casa dei Blues che l’Arsenal iniziò a rallentare la sua corsa al successo finale in campionato. In quell’occasione, poi, si registrò anche il terribile infortunio a Eduardo.
Mentre il Tottenham approfitta del facile impegno interno con il Portsmouth (altro anticipo della semifinale di Coppa), il Liverpool gioca una delle migliori partite dell’anno. Con una splendida doppietta Fernando Torres raggiunge quota 20 nelle 29 gare affrontate in tutte le competizioni. Le belle azioni mostrate contro il Sunderland sono sì un ottimo viatico per la lotta al quarto posto, ma anche fonte di rimpianti per quello che poteva essere ma non è stato. In attesa della squalifica per il litigio con David Moyes, Roberto Mancini tira un sospiro di sollievo grazie alla meravigliosa tripletta di Carlitos Tevez (25 gol in stagione) che nel finale stende un coriaceo Wigan.
In coda si aggrava la posizione del West Ham, incappato nella sesta sconfitta consecutiva nel match casalingo contro lo Stoke City. Dopo una breve pausa di riflessione nella sua Sardegna, Gianfranco Zola ha deciso di rimanere sino al termine della stagione, sebbene la fiducia nei suoi confronti della nuova coppia di proprietari Sullivan & Gold sia ai minimi storici. Quasi spacciato il Burnley, che perde in casa il derby con il Blackburn. Anche a causa del controverso rigore assegnato al team di Sam Allardyce, la partita ha avuto dei pesanti strascichi dal punto di vista dell’ordine pubblico. Gli incidenti sia dentro che fuori il Turf Moor hanno costretto la polizia a effettuare ben quaranta arresti. Purtroppo il sogno dei Clarets si sta trasformando in un incubo, da tutti i punti di vista.
Una volta il Bolton Wanderers era il bogey team, la bestia nera del Manchester United. Invece sabato è arrivata la decima vittoria in undici partite contro i Trotters. A spianare la strada ai Red Devils ci pensa Jlloyd Samuel con un clamoroso harakiri. Quello del difensore ex Aston Villa è l’undicesimo autogol a favore dello United, che però al Reebok Stadium domina anche grazie alla doppietta di Dimitar Berbatov, giunto così a dodici gol in Premier. Insomma, Alex Ferguson si può addirittura permettere il lusso di tenere a riposo precauzionale un “tale” Wayne Rooney, e nello scontro diretto di sabato all’Old Trafford potrebbe non disprezzare troppo un eventuale pareggio.
È evidente, infatti, che dopo la delusione della Champions League il Chelsea ha ritrovato uno stato di salute più che soddisfacente, a cui va aggiunta un’enorme voglia di rivincita. Ai cinque gol del recupero di Portsmouth, hanno fatto seguito i sette infilati all’Aston Villa, tra due settimane avversaria nella semifinale di FA Cup. Da segnalare il poker di reti di Frank Lampard, il secondo della sua carriera (il primo lo rifilò al Derby County due anni fa). I Villans avevano avuto un crollo verticale anche nel marzo scorso. Da quanto visto allo Stamford Bridge, il team di Martin O’Neill nel momento topico della stagione è di nuovo a corto di fiato. Colpa di una rosa fin troppo ristretta e – almeno per il 2009-10 – delle numerose partite giocate nelle coppe nazionali.
Brutta battuta d’arresto per l’Arsenal. Il quarto gol in campionato – tutti segnati nei minuti finali delle poche partite disputate – del veterano Kevin Phillips annacqua le speranze di titolo dei Gunners, per la verità penalizzati da una delle non rarissime papere di Almunia. Il St Andrew’s non porta per niente bene ad Arsene Wenger e ai suoi ragazzi. Nel febbraio 2008 fu proprio a casa dei Blues che l’Arsenal iniziò a rallentare la sua corsa al successo finale in campionato. In quell’occasione, poi, si registrò anche il terribile infortunio a Eduardo.
Mentre il Tottenham approfitta del facile impegno interno con il Portsmouth (altro anticipo della semifinale di Coppa), il Liverpool gioca una delle migliori partite dell’anno. Con una splendida doppietta Fernando Torres raggiunge quota 20 nelle 29 gare affrontate in tutte le competizioni. Le belle azioni mostrate contro il Sunderland sono sì un ottimo viatico per la lotta al quarto posto, ma anche fonte di rimpianti per quello che poteva essere ma non è stato. In attesa della squalifica per il litigio con David Moyes, Roberto Mancini tira un sospiro di sollievo grazie alla meravigliosa tripletta di Carlitos Tevez (25 gol in stagione) che nel finale stende un coriaceo Wigan.
In coda si aggrava la posizione del West Ham, incappato nella sesta sconfitta consecutiva nel match casalingo contro lo Stoke City. Dopo una breve pausa di riflessione nella sua Sardegna, Gianfranco Zola ha deciso di rimanere sino al termine della stagione, sebbene la fiducia nei suoi confronti della nuova coppia di proprietari Sullivan & Gold sia ai minimi storici. Quasi spacciato il Burnley, che perde in casa il derby con il Blackburn. Anche a causa del controverso rigore assegnato al team di Sam Allardyce, la partita ha avuto dei pesanti strascichi dal punto di vista dell’ordine pubblico. Gli incidenti sia dentro che fuori il Turf Moor hanno costretto la polizia a effettuare ben quaranta arresti. Purtroppo il sogno dei Clarets si sta trasformando in un incubo, da tutti i punti di vista.
venerdì 26 marzo 2010
Due parole su Rafa Benitez
L’eroe della quinta Coppa dei Campioni, oppure l’ennesimo allenatore che ha allungato la striscia di anni senza il trofeo di campioni d’Inghilterra in bacheca? Chissà come preferiranno ricordare Rafa Benitez, dato sul piede di partenza, i tifosi del Liverpool. A caldo peserà, e tanto, la pessima campagna 2009-10; a freddo, come spesso accade, riaffioreranno pure i bei ricordi. Conterà più la qualità del gioco, gli schemi che in alcuni frangenti hanno deliziato il popolo della Kop, oppure l’aurea mediocritas espressa in match importanti, come quello perso domenica scorsa all’Old Trafford? I critici di Benitez, che in Inghilterra sono in crescita esponenziale, gli rinfacciano un approccio fin troppo pavido agli appuntamenti di rilievo. Tanto per citare un esempio recente, con lo United Alberto Aquilani, che appena sei giorni prima era stato il migliore in campo contro il Portsmouth, è finito in panchina, a fronte del “solito” centrocampo” fatto di tanti muscoli e poca fantasia.
Per carità, la rotazione dei giocatori è sempre stata una delle costanti del tecnico originario di Madrid. Le buone performance in Champions League hanno spesso fatto da presupposto per una gestione conservativa dei titolari in campionato. Il nodo gordiano della questione, però, non è tanto se valeva la pena far riposare lo Steven Gerrard o il Fernando Torres di turno, quanto il valore reale dei loro sostituti. La stampa britannica ha di recente sbattuto in faccia a Benitez l’elenco dei suoi acquisti flop. Josemi, Jan Kromkamp, Fernando Morientes, Craig Bellamy, Robbie Keane, Andrea Dossena e Jermaine Pennant sono i più eclatanti e soprattutto costosi dei suoi sei anni alla guida del Liverpool. A questo elenco andrebbero aggiunti ragazzi volenterosi ma mediocri come Lucas Leiva, Emiliano Insua e David N’Gog e reietti che rispondono al nome di Albert Riera e Ryan Babel (quest’ultimo arrivato sulla Merseyside per quasi 12 milioni di sterline). Il dissidio con il giovane attaccante olandese va ormai avanti da mesi, tra sfoghi clamorosi e parziali ricomponimenti, quello con l’ex esterno del’Espanyol è scoppiato in tutta la sua virulenza da pochi giorni ma già appare insanabile. Riera ha accusato Benitez di avere “qualcosa di personale nei suoi confronti”, motivo per cui è stato messo ai margini della squadra e non vede quasi più il campo da gioco in un match ufficiale. Si parla già di una sua futura cessione al CSKA Mosca per circa sei milioni di sterline (era costato otto). Ma per la verità anche degli insospettabili come El Nino Torres – uno ce non rischierà ma il posto da titolare – hanno messo in dubbio le sue capacità di gestire i rapporto umani…
Tutto sommato lo spagnolo non gode della simpatia nemmeno della maggior parte dei suoi colleghi. Sempre all’Old Trafford è andato in scena un siparietto molto pepato con Alex Ferguson, da oltre un anno oggetto degli strali dell’ex tecnico del Valencia in quanto ritenuto una sorta di “anima nera” della Premier, capace di condizionare gli arbitri e addirittura la federazione, rea di stilare calendari modellati sulle esigenze dello United. Sarà pur vero che Ferguson, specialmente nei momenti di difficoltà, utilizza sempre più spesso i suoi “giochetti mentali” per fare pressione sulle giacchette nere, però a posteriori le sparate di Benitez sembrano un chiassoso diversivo per mascherare gli insuccessi dei Reds. Ad Anfield Road il titolo di campioni d’Inghilterra manca dall’ormai lontanissimo 1990 e con il buon Rafa la squadra ha lottato per il primo posto solo nella scorsa stagione. Troppo poco, per chi ha ancora nella mente i ricordi dei trionfi di Bill Shankly e Bob Paisley.
Per carità, la rotazione dei giocatori è sempre stata una delle costanti del tecnico originario di Madrid. Le buone performance in Champions League hanno spesso fatto da presupposto per una gestione conservativa dei titolari in campionato. Il nodo gordiano della questione, però, non è tanto se valeva la pena far riposare lo Steven Gerrard o il Fernando Torres di turno, quanto il valore reale dei loro sostituti. La stampa britannica ha di recente sbattuto in faccia a Benitez l’elenco dei suoi acquisti flop. Josemi, Jan Kromkamp, Fernando Morientes, Craig Bellamy, Robbie Keane, Andrea Dossena e Jermaine Pennant sono i più eclatanti e soprattutto costosi dei suoi sei anni alla guida del Liverpool. A questo elenco andrebbero aggiunti ragazzi volenterosi ma mediocri come Lucas Leiva, Emiliano Insua e David N’Gog e reietti che rispondono al nome di Albert Riera e Ryan Babel (quest’ultimo arrivato sulla Merseyside per quasi 12 milioni di sterline). Il dissidio con il giovane attaccante olandese va ormai avanti da mesi, tra sfoghi clamorosi e parziali ricomponimenti, quello con l’ex esterno del’Espanyol è scoppiato in tutta la sua virulenza da pochi giorni ma già appare insanabile. Riera ha accusato Benitez di avere “qualcosa di personale nei suoi confronti”, motivo per cui è stato messo ai margini della squadra e non vede quasi più il campo da gioco in un match ufficiale. Si parla già di una sua futura cessione al CSKA Mosca per circa sei milioni di sterline (era costato otto). Ma per la verità anche degli insospettabili come El Nino Torres – uno ce non rischierà ma il posto da titolare – hanno messo in dubbio le sue capacità di gestire i rapporto umani…
Tutto sommato lo spagnolo non gode della simpatia nemmeno della maggior parte dei suoi colleghi. Sempre all’Old Trafford è andato in scena un siparietto molto pepato con Alex Ferguson, da oltre un anno oggetto degli strali dell’ex tecnico del Valencia in quanto ritenuto una sorta di “anima nera” della Premier, capace di condizionare gli arbitri e addirittura la federazione, rea di stilare calendari modellati sulle esigenze dello United. Sarà pur vero che Ferguson, specialmente nei momenti di difficoltà, utilizza sempre più spesso i suoi “giochetti mentali” per fare pressione sulle giacchette nere, però a posteriori le sparate di Benitez sembrano un chiassoso diversivo per mascherare gli insuccessi dei Reds. Ad Anfield Road il titolo di campioni d’Inghilterra manca dall’ormai lontanissimo 1990 e con il buon Rafa la squadra ha lottato per il primo posto solo nella scorsa stagione. Troppo poco, per chi ha ancora nella mente i ricordi dei trionfi di Bill Shankly e Bob Paisley.
Uno strano poker di gol

Curioso questo aneddoto su Chris Nicholl pescato su Soccernet.com. L’ex difensore dell’Aston Villa fu capace di infilare la palla in rete ben quattro volte in un match del 1976 contro il Leicester City. Peccato che la partita, valida per la vecchia First Dvision, terminò 2-2…
P.S. nella foto molto “subbuteosa” Nicholl, che poi dal 1977 al 1983 giocò nel Southampton, è quello a sinistra.
giovedì 25 marzo 2010
Dammi la palla!

Non avevo dubbi che prima o poi il Mancio avrebbe messo da parte la condotta da baronetto mostrata finora in Inghilterra...
lunedì 22 marzo 2010
I Red Devils a caccia del Poker
Manchester United e Liverpool sono ormai da decenni divise da una rivalità sportiva che ha pochi eguali al mondo. Le due tifoserie, però, di recente hanno trovato un singolare “punto di contatto” nella battaglia contro le rispettive proprietà americane, fonti di grande preoccupazione per i milioni di sterline di debiti che hanno portato con sé. Ma se i Reds Devils continuano ad andare a gonfie vele sia in Premier che in Europa, i Reds balbettano su tutti fronti, come si è avuto la conferma nel match di domenica. Al Liverpool, vincitore degli ultimi tre scontri diretti, non è bastato il lampo di Fernando Torres (brutto però il suo gesto in occasione del rigore per lo United), prima Rooney e poi Park – sempre più decisivo, dopo la meravigliosa prestazione contro il Milan – hanno inflitto un duro colpo alle speranze di qualificazione in Champions League degli ospiti. Peccato aver visto Alberto Aquilani solo nel quarto d’ora finale, specialmente dopo la bella prova con il Portsmouth. Forse Rafa Benitez era più occupato a litigare a bordo campo con Alex Ferguson, con il quale da tempo è in corso un’accesa diatriba, o a badare alla polemica scoppiata con il dissidente Alberto Riera…
Un altro allenatore che vive un momento molto complicato è Carlo Ancelotti. Dopo la delusione con l’Inter, sembrava che in Premier il Chelsea potesse riprendere senza troppi patemi la rincorsa al quarto titolo della sua storia. All’Ewood Park erano stati proprio le due principali delusioni della gara di Champions League, Nicolas Anelka e Didier Drogba, a confezionare il gol del vantaggio dopo una manciata di minuti. Il ventottesimo gol stagionale dell’ivoriano non è invece servito a spianare la strada ai Blues, poco determinati a chiudere la partita e incapaci di reggere la fisicità del Blackburn, sempre sconfitto nelle ultime quattro gare con il Chelsea. Adesso, come ha ammesso pure Ancelotti, bisognerà vincere tutte le partite che mancano per evitare che il 2009-10 sia ricordata come la campagna dei flop.
“Ora sappiamo soffrire”, potrebbe essere lo slogan del “nuovo” Arsenal. Dopo le difficoltà in trasferta, sono arrivati i patemi all’Emirates, provocati dall’espulsione di Thomas Vermaelen a fine primo tempo del derby contro il West Ham. Al di là del rigore ben parato da Almunia a Diamanti, i Gunners non hanno rischiato troppo, non riuscendo però a costruire con continuità le solite giocate strabilianti. Ma la vetta della classifica è ancora lì a un passo, e questo è ciò che conta, anche in vista dell’imminente ritorno in campo di Robin Van Persie.
Nella lotta per il quarto posto fondamentali vittorie esterne di Tottenham e Manchester City. I Light Blues hanno approfittato dell’evidente stanchezza del Fulham, beneficiando poi della sedicesima rete in campionato di Carlitos Tevez. Rallenta invece l’Aston Villa, salvato dalla doppietta di John Carew nel derby contro il Wolverhampton, che così non è stato in grado di cogliere la prima vittoria in 30 anni ai danni dei Villans.
I Wolves fanno lo stesso un bel balzo in avanti nella corsa salvezza. Male l’Hull City. Non ha sortito gli effetti sperati il cambio di allenatore. Iain Dowie, infatti, ha esordito con una sconfitta sul campo del Portsmouth. Onore al merito ai Pompey, che nonostante siano praticamente retrocessi si sono giocati fino in fondo la partita contro le tigri dello Yorkshire. Nel recupero infrasettimanale riceveranno la visita del Chelsea. Altre sorprese dietro l’angolo?
Un altro allenatore che vive un momento molto complicato è Carlo Ancelotti. Dopo la delusione con l’Inter, sembrava che in Premier il Chelsea potesse riprendere senza troppi patemi la rincorsa al quarto titolo della sua storia. All’Ewood Park erano stati proprio le due principali delusioni della gara di Champions League, Nicolas Anelka e Didier Drogba, a confezionare il gol del vantaggio dopo una manciata di minuti. Il ventottesimo gol stagionale dell’ivoriano non è invece servito a spianare la strada ai Blues, poco determinati a chiudere la partita e incapaci di reggere la fisicità del Blackburn, sempre sconfitto nelle ultime quattro gare con il Chelsea. Adesso, come ha ammesso pure Ancelotti, bisognerà vincere tutte le partite che mancano per evitare che il 2009-10 sia ricordata come la campagna dei flop.
“Ora sappiamo soffrire”, potrebbe essere lo slogan del “nuovo” Arsenal. Dopo le difficoltà in trasferta, sono arrivati i patemi all’Emirates, provocati dall’espulsione di Thomas Vermaelen a fine primo tempo del derby contro il West Ham. Al di là del rigore ben parato da Almunia a Diamanti, i Gunners non hanno rischiato troppo, non riuscendo però a costruire con continuità le solite giocate strabilianti. Ma la vetta della classifica è ancora lì a un passo, e questo è ciò che conta, anche in vista dell’imminente ritorno in campo di Robin Van Persie.
Nella lotta per il quarto posto fondamentali vittorie esterne di Tottenham e Manchester City. I Light Blues hanno approfittato dell’evidente stanchezza del Fulham, beneficiando poi della sedicesima rete in campionato di Carlitos Tevez. Rallenta invece l’Aston Villa, salvato dalla doppietta di John Carew nel derby contro il Wolverhampton, che così non è stato in grado di cogliere la prima vittoria in 30 anni ai danni dei Villans.
I Wolves fanno lo stesso un bel balzo in avanti nella corsa salvezza. Male l’Hull City. Non ha sortito gli effetti sperati il cambio di allenatore. Iain Dowie, infatti, ha esordito con una sconfitta sul campo del Portsmouth. Onore al merito ai Pompey, che nonostante siano praticamente retrocessi si sono giocati fino in fondo la partita contro le tigri dello Yorkshire. Nel recupero infrasettimanale riceveranno la visita del Chelsea. Altre sorprese dietro l’angolo?
venerdì 19 marzo 2010
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