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lunedì 3 dicembre 2012

Wimbledon - Goal, invasioni e beffa finale

Pubblico mi ha dato spazio anche per una breve cronaca della partita. Peccato sia finita in quel modo...

Alla fine tanti tifosi dell’AFC Wimbledon hanno preferito stare vicini alla squadra, occupando tutti i 3mila posti messi a disposizione dai nemici giurati del Milton Keynes Dons. Quelli che una decina d’anni fa hanno defraudato con il beneplacito delle autorità calcistiche la comunità del quartiere londinese di Merton della loro squadra – il Wimbledon, divenuto appunto MK Dons – costringendola a ripartire dai livelli inferiori del calcio dilettantistico. Tanti fondatori e fan storici del nuovo club hanno preferito non mettere piede nello “stadio del male” per questo match di secondo turno della FA Cup alquanto sui generis, quelli che c’erano si sono fatti sentire e vedere, eccome. Durante il primo tempo ha sorvolato lo stadio anche un aereo con attaccato alla coda uno striscione quanto mai esplicativo: “Noi siamo il Wimbledon!”.

Nei primi 45 minuti la differente caratura delle due squadre si nota a stento. L’MK Dons, secondo in classifica nella terza serie inglese, fatica non poco a creare azioni pericolose contro l’attenta difesa degli avversari, nelle ultime posizioni dell’ex quarta divisione. Nei secondi di recupero, però, un bolide da oltre 20 metri Stephen Gleeson rompe la parità e fissa tutti i presupposti per una facile vittoria dei favoriti. Il quarto d’ora iniziale della seconda frazione di gioco pare confermare questa sensazione. L’MK, o Franchigia F.C., come la chiamano tutti gli appassionati inglesi, domina in lungo e in largo, prendendo d’assedio l’area di rigore dei rivali. Poi improvvisamente si svegliano le divinità celesti pallonare. Perfetto cross dalla destra, volo d’angelo degno del miglior Gigi Riva da parte di Jack Midson (una vita passata a girovagare tra le squadre minori di mezza Inghilterra) e goal del pareggio sotto la end occupata dai supporter dell’AFC Wimbledon.

La gioia e il senso di rivincita prendono il sopravvento e decine di tifosi si riversano in campo per festeggiare una marcatura storica quanto spettacolare. Una scena ormai inconsueta negli stadi inglesi, dove gli steward non ne fanno passare una agli spettatori troppo focosi, ma che ci sta tutta. I londinesi riacquistano fiducia, provano a rendersi ancora pericolosi e bloccano bene le folate dell’MK. A un minuto dalla fine Steven Gregory ha la palla del “miracolo”, ma il portiere dei padroni di casa David Martin la sfiora con la punta delle dita quel tanto che basta per mandarla in calcio d’angolo. E siccome il calcio a volte sa essere fin troppo crudele, nei minuti di recupero si materializza la madre di tutte le beffe. Una confusa azione da calcio d’angolo nell’area di rigore del Wimbledon termina con un tiraccio da fuori area apparentemente innocuo, se sulla traiettoria non ci mettesse il tacco con un gesto alla Ibrahimovic l’ex Liverpool Jon Otsemobor. L’ennesimo “furto” che i Dons finti infliggono a quelli veri…

domenica 2 dicembre 2012

Viva l'AFC Wimbledon!

Uscito oggi su Pubblico.

La squadra simbolo della resistenza al calcio moderno contro il club franchigia. La compagine fatta rinascere dall'impegno e dalla passione dei tifosi contro il team trapiantato di forza in una new town costruita dopo la Seconda guerra mondiale e dove il calcio non ha mai attecchito. Benvenuti a Milton Keynes Dons v AFC Wimbledon, match valido per il secondo turno della FA Cup, la competizione più antica al mondo (la prima edizione è datata 1871-72).

Il destino, nelle forme di un sorteggio birichino, ha messo di fronte questi due mondi opposti in uno dei match più attesi e chiacchierati dell'anno, in programma oggi allo Stadium:mk di Milton Keynes.

Due mondi opposti germogliati da un seme comune, il vecchio Wimbledon F.C. Il motivo del contendere è presto detto: nel 2002 le autorità calcistiche inglesi permisero alla dirigenza del Wimbledon di spostare baracca e burattini a 53 miglia dal suo luogo di nascita. Da Londra sud, a due passi dal tempio del tennis mondiale, a Milton Keynes, cittadina nata dal nulla nel 1967 tutta centro servizi e shopping mall. Uno dei luoghi simbolo dell'Inghilterra che si è sbarazzata troppo presto dell'industria per puntare sul terziario infarcito di finanza. Senza dubbio un luogo di grande ispirazione per uno dei maestri della letteratura britannica contemporanea come J.G. Ballard e che sembra l'ambientazione ideale per il suo ultimo libro, “Regno a Venire”.

Costretti ad abbandonare il romantico ma vetusto Plough Lane nel 1991, i Dons originali dovettero chiedere ospitalità al Crystal Palace, cominciando così il distacco dal loro luogo di origine. Intanto i costi aumentavano e le presenze allo stadio diminuivano in maniera esponenziale, anche perché la squadra non era più quella pazza e vincente degli anni ottanta. Ovvero la compagine della “personcina” John Fashanu, attaccante tutto fisico e poca tecnica reso popolare da Teo Teocoli in “Mai dire Gol”, del mediano dal tackle assassino, poi diventato attore, Vinny Jones, del peperino Dennis Wise, del portierone Dave Beasant e del talentuoso centrocampista Lawrie Sanchez. Questi ultimi due sono gli eroi della finale di Coppa d'Inghilterra del 1988, il momento più fulgido della storia del Wimbledon. Il primo parò un rigore a John Aldridge, il secondo segnò il goal decisivo per battere il grande Liverpool e dar vita a una delle più gigantesche sorprese della storia della competizione. Quel giorno buona parte dei tifosi neutrali prese le parti del Wimbledon. Un fatto insolito, poiché la squadra giallo-blu non era amata da chi non vivesse nei sobborghi meridionali di Londra. Troppo rozzo, primitivo, a tratti violento (celebre la foto che ritrae Jones mentre strizza i gioielli di famiglia a Paul Gascoigne) il gioco espresso da quella banda di matti, che negli spogliatoi ne combinava di tutti i colori, tra vestiti tagliuzzati e altre amenità varie. La stessa “personcina” pronunciò parole intrise di omofobia contro il fratello Justin, primo giocatore inglese a fare outing.

Ma al di là di tutto la “Crazy Gang” ha lasciato un'impronta nel calcio inglese, in anni peraltro difficili.

Dopo le voci di un improbabile trasferimento a Dublino e tanta incertezza, la proprietà scartò l'unica cosa sensata da fare: restituire la squadra alla comunità dove era nata nel 1889, passando nell'arco di circa un secolo da realtà dilettantistica a team della massima serie professionistica. Con il colpevole avallo della federazione, preferì puntare su una nuova piazza dotata di stadio ultramoderno e un buon bacino d'utenza potenziale. Era nata la Franchigia, come in maniera spregiativa chiama l'MK Dons la maggioranza dei tifosi inglesi. Un concetto caro agli sport professionistici americani, non alla cultura sportiva inglese, quello di cambiare casa per ragioni puramente economiche. Basti pensare a “Underworld”, il capolavoro di Don De Lillo, in cui si narra del famoso match di baseball del 1951 tra Brooklyn Dodgers e New York Giants, ora entrambe compagini “spostate” in California...

La metà bella e incoraggiante di questa storia, però, è costituita dai tifosi del vecchio Wimbledon, quelli che non si sono arresi e hanno deciso di ripartire da zero. Per questo hanno costituito un club tutto loro, rinominato, ovviamente, AFC Wimbledon. Meglio partire dai bassifondi delle leghe dilettantistiche che doversi piegare all’umiliazione di sostenere una squadra sradicata dal suo luogo d’origine e per giunta con un nome diverso, hanno pensato. Il motore di tutta l’iniziativa è stato un trust, per la precisione il Dons Trust. Con il ritrovato entusiasmo sono arrivate tante promozioni in serie, fino a quella dalla Conference alla ex Fourth Division, ora League Two, che ha segnato il ritorno tra le 92 squadre professionistiche della piramide ideale del football inglese. L'AFC Wimbledon, il club gestito interamente dai supporter, è ormai un esempio da seguire a livello nazionale. A loro si sono ispirati i fondatori dell'FC United, risposta comunitaria ai debiti e alla spersonalizzazione del Manchester United messa in atto dalla famiglia Glazer. A breve il Portsmouth, finito sull'orlo del fallimento per le malefatte di troppe proprietà, sarà salvato e amministrato dal trust dei tifosi.

Negli anni il nuovo Wimbledon è riuscito a ottenere indietro i trofei del vecchio, ma ora ha chiesto che l'MK rinunci anche al termine Dons (il soprannome degli Originals). La maggior parte dei tifosi boicotterà il match. “È un discorso di coerenza, loro non esistono, andare vorrebbe dire legittimarli” ci spiega Stefano Faccendini, italiano trapiantato a Londra da anni e autore del bellissimo “Noi siamo il Wimbledon”. La dirigenza dell'AFC dovrebbe essere allo stadio, ma ha sottolineato che non accetterà la consueta accoglienza nel directors box prevista in occasione dei match ufficiali. Insomma, i rapporti con i “transfughi” non sono certo dei migliori.

Intanto il pronostico appare scontato. Nonostante riempia a stento metà dei 22mila posti del suo stadio, L'MK è in vetta alla terza serie, mentre i veri Dons occupano i bassifondi della quarta. In Coppa però le sorprese sono sempre dietro l'angolo.

lunedì 12 novembre 2012

AFC Wimbledon v Franchise F.C.

E' molto probabile che il match che i tifosi del VERO Wimbledon attendono da circa un decennio si giocherà al secondo turno di FA Cup. L'AFC oggi ha battuto lo York City per 4-3 ai tempi supplementari. Domani l'MK Dons se la vedrà in casa con il non league team del Cambridge City. La grande sfida si avvicina...