lunedì 19 maggio 2008
Un 17 maggio da ricordare
L’emozione di assistere a una finale di FA Cup dal vivo è di quelle che ti rimangono per sempre dentro – non vorrei esagerare, ma per me è stato così. Non la baratterei nemmeno con una finale dei mondiali, forse perché mi sono appassionato al calcio inglese proprio vedendo qualche atto conclusivo della coppa nei lontani anni ottanta. Lo so, Portsmouth vs Cardiff City non è stata una bella partita, anzi, il secondo tempo è stato decisamente brutto. Il famoso inno abide with me, introdotto nel 1927 proprio in un match che vedeva protagonista il Cardiff City (poi vincitore 1-0 sull’Arsenal), non lo cantano più tutti come accadeva qualche anno fa e gli inni di Galles ed Inghilterra sono stati pure fischiati da una parte non trascurabile delle tifoserie. Però arrivare a Wembley insieme ai fan delle due squadre, felici di vivere una giornata comunque indimenticabile, percorrere l’Olympic Way sapendo che non stavo per vedere una partita come le altre e poi realizzare che sì, l’accredito c’era davvero e che sarei entrato nel sacro tempio – rifatto quanto volete, ma comunque impressionante – beh, tutto ciò a me è bastato. I tifosi dei Blue Birds nella loro end hanno esposto uno striscione che recitava: “1927-2008, per le cose belle bisogna aspettare”. Purtroppo a loro è andata male, ma io spero di non dover attendere ancora troppi anni per vedere un’altra finale di coppa dalle tribune di Wembley.
venerdì 16 maggio 2008
Il sogno si avvera
Sono oltre 25 anni che ho un chiodo fisso: vedere una finale di FA Cup dal vivo. Ci ho provato seriamente già 2-3 volte, sempre con scarsissimo successo (accrediti rifiutati e amenità varie). Domani invece sarò a Londra per Portsmouth – Cardiff City. Mercoledì la FA ha confermato che ho un posto tutto per me nella tribuna stampa di Wembley. Certo, parliamo del nuovo Wembley, non del vecchio impianto dove Tottenham e QPR si affrontarono nel 1982 (quella è la prima finale che ricordo di aver visto in televisione). Fortunatamente all’ormai defunto Empire Stadium ho potuto assistere al match di Charity Shield del 1996 tra Manchester United e Newcastle, poi vinto dai Red Devils per 4-0 – pochi giorni dopo David Beckham segnò il famoso gol da centrocampo contro il Wimbledon, che ricordi… Insomma, l’attesa è tanta e la partita è di quelle che stuzzica il palato di qualsiasi grande appassionato di calcio inglese. Vinceranno gli underdogs gallesi o i favoriti Pompey? A me basta godermi l’atmosfera, sperando che il volo Ciampino-Stansted delle 6.35 di domani sia puntuale…
giovedì 15 maggio 2008
Watford vs Hull City
A volte nel calcio 18 mesi possono sembrare un’eternità. Tanti ne sono passati da quando mi avventuravo nelle propagini nord-occidentali di Londra per assistere ad un match tra Watford e Hull City, lo stesso incrocio verificatosi quest’anno nei play offs di Championship – con gli Hornets usciti decisamente con le osse rotte dal doppio confronto. A fine ottobre 2006 la gara, valida per il terzo turno di Coppa di Lega, vedeva opposti un Watford impegnato nella difficile lotta (poi in realtà persa) per la sopravvivenza in Premier, ma pur sempre facente parte dell’elite del calcio inglese e con una stellina come Ashley Young (poi passato all’Aston Villa) a brillare di luce propria, e un Hull ultimo in classifica in Championship – e qui c’è poco da aggiungere... Noi 12mila del Vicarage Road ci godemmo un match tutto sommato discreto, vinto 2-1 dai padroni di casa, che sul 2-0 pensarono a risparmiare energie per il sabato successivo. Il gol dei Tigers fu una prodezza di Nicky Barmby – “bicicletta” d’altri tempi. Una realizzazione talmente bella che in tanti nella Rookery Stand, dove avevano trovato posto le mie terga, tributarono un lungo applauso all’ex nazionale inglese. Non sapevano, ahiloro, che 18 mesi dopo Barmby li avrebbe trafitti ancora, sia a Hull che a Watford, estromettendo il club caro a Elton John dalla finale dei play offs di Championship. Certo, se ai 200 tifosi nero-arancio che un anno e mezzo fa decisero di affrontare il lungo viaggio dallo Yorkshire per una partita di Coppa di Lega in infrasettimanale aveste detto che l’Hull non solo si sarebbe salvato, ma a maggio 2008 avrebbe raggiunto la terra promessa di Wembley, forse vi avrebbero presi per matti.
martedì 13 maggio 2008
Il decimo sigillo di Sir Alex
Uscito ieri su Goal.com, ultimo punto sul campionato inglese 2007-08.
Alex Ferguson che vince il decimo titolo alla guida dei Red Devils, il fenomeno Cristiano Ronaldo che segna il quarantunesimo gol della sua meravigliosa stagione spianando la strada per il successo e Ryan Giggs che entra in campo, uguaglia il record di presenze di Sir Bobby Charlton (758) e mette il sigillo all’ennesima cavalcata trionfale dello United. Sembra quasi il copione di qualche mediocre film sul calcio – come purtroppo escono ogni tanto – e invece è la realtà di un pomeriggio di festa vissuto dai tifosi del Manchester United a pochi passi da casa, per l’esattezza sul campo di un Wigan già salvo ma pronto a vendere cara la pelle – tanto che i Latics più di una volta rischiano di trafiggere Van der Sar.
In attesa della finale di Mosca, i Diavoli Rossi non mollano la loro presa ferrea sul campionato inglese, vinto con merito per il secondo anno consecutivo dopo aver riacciuffato l’Arsenal e quindi tenuto a bada, non senza qualche patema d’animo di troppo, un sempre coriaceo Chelsea.
I Blues chiudono non andando oltre il pareggio contro il Bolton, che impatta nel recupero, quando i ragazzi di Grant avevano ormai capito che non c’erano più speranze di un clamoroso sorpasso. Il gol del partente Shevchenko è un po’ lo specchio dei tanti rimpianti che l’ucraino lascerà allo Stamford Bridge, tanto è inutile e fine a se stesso. In vista dell’atto conclusivo della Champions League, il Chelsea ha una preoccupazione in più, dal momento che Terry si è infortunato in uno scontro di gioco e rischia seriamente di saltare l’appuntamento in terra russa.
Oltre alla lotta per il titolo, la Premier aveva lasciato ancora aperto il capitolo retrocessione. Passando nei minuti finali a Portsmouth il Fulham riesce nell’impresa del great escape, come lo chiamano in Inghilterra, salvandosi da un capitombolo in Championship che solo un mese fa sembrava ormai cosa fatta. Quattro vittorie negli ultimi cinque incontri sono il segnale dell’ottimo lavoro svolto da Roy Hodgson alla guida dei Trotters. Salutano la compagnia il Birmingham City, protagonista di un pessimo finale di stagione, e il Reading, a cui non bastano i quattro gol rifilati al Derby per raggiungere la migliore differenza reti del Fulham. Già spacciato da mesi proprio il club del Pride Park, che ora detiene il poco invidiabile record dei punti (non fatti) in Premier, undici.
L’Everton giocherà la Coppa Uefa 2008-09. I Toffeemen, dopo aver cullato a lungo ambizioni di Champions League, si consolano battendo il Newcastle e relegando l’Aston Villa al torneo Inter-Toto.
Le altre qualificate per l’Uefa sono il Tottenham – in quanto detentore della Coppa di Lega – e una tra Cardiff e Portsmouth, attese sabato prossimo dalla finale di FA Cup. Anche il Manchester City potrebbe rientrare nel lotto per l’estrema correttezza dimostrata in campo – l’Uefa premierà l’Inghilterra con un posto in più nella seconda competizione continentale proprio in base al criterio del fair play. Per la verità dopo gli otto gol rimediati a Middlesbrough i Citizens meriterebbero ben altri palcoscenici, ma forse una volta trovato il successore di Eriksson – che brutto commiato… - le cose dovrebbero solo migliorare.
Chiusura sulle grandi deluse: Liverpool e Arsenal. Se i primi falliscono per l’ennesima volta la rincorsa ad un titolo che manca dal 1990, i secondi sono stati protagonisti di una splendida campagna, minata da una serie di risultati negativi a marzo. Nei successi al White Hart Lane e a Sunderland per Reds e Gunners brillano le stelle di Walcott e Torres, due giocatori su cui i rispettivi club stanno già costruendo il loro futuro. Da notare che il Nino, con il ventiquattresimo gol in campionato, supera il record dello straniero più prolifico alla prima stagione in Premier, che prima apparteneva a Van Nistelrooy con 23 reti.
Appuntamento ad agosto, sperando che non siano le solite Big Four a contendersi la coppa di campioni d’Inghilterra.
Alex Ferguson che vince il decimo titolo alla guida dei Red Devils, il fenomeno Cristiano Ronaldo che segna il quarantunesimo gol della sua meravigliosa stagione spianando la strada per il successo e Ryan Giggs che entra in campo, uguaglia il record di presenze di Sir Bobby Charlton (758) e mette il sigillo all’ennesima cavalcata trionfale dello United. Sembra quasi il copione di qualche mediocre film sul calcio – come purtroppo escono ogni tanto – e invece è la realtà di un pomeriggio di festa vissuto dai tifosi del Manchester United a pochi passi da casa, per l’esattezza sul campo di un Wigan già salvo ma pronto a vendere cara la pelle – tanto che i Latics più di una volta rischiano di trafiggere Van der Sar.
In attesa della finale di Mosca, i Diavoli Rossi non mollano la loro presa ferrea sul campionato inglese, vinto con merito per il secondo anno consecutivo dopo aver riacciuffato l’Arsenal e quindi tenuto a bada, non senza qualche patema d’animo di troppo, un sempre coriaceo Chelsea.
I Blues chiudono non andando oltre il pareggio contro il Bolton, che impatta nel recupero, quando i ragazzi di Grant avevano ormai capito che non c’erano più speranze di un clamoroso sorpasso. Il gol del partente Shevchenko è un po’ lo specchio dei tanti rimpianti che l’ucraino lascerà allo Stamford Bridge, tanto è inutile e fine a se stesso. In vista dell’atto conclusivo della Champions League, il Chelsea ha una preoccupazione in più, dal momento che Terry si è infortunato in uno scontro di gioco e rischia seriamente di saltare l’appuntamento in terra russa.
Oltre alla lotta per il titolo, la Premier aveva lasciato ancora aperto il capitolo retrocessione. Passando nei minuti finali a Portsmouth il Fulham riesce nell’impresa del great escape, come lo chiamano in Inghilterra, salvandosi da un capitombolo in Championship che solo un mese fa sembrava ormai cosa fatta. Quattro vittorie negli ultimi cinque incontri sono il segnale dell’ottimo lavoro svolto da Roy Hodgson alla guida dei Trotters. Salutano la compagnia il Birmingham City, protagonista di un pessimo finale di stagione, e il Reading, a cui non bastano i quattro gol rifilati al Derby per raggiungere la migliore differenza reti del Fulham. Già spacciato da mesi proprio il club del Pride Park, che ora detiene il poco invidiabile record dei punti (non fatti) in Premier, undici.
L’Everton giocherà la Coppa Uefa 2008-09. I Toffeemen, dopo aver cullato a lungo ambizioni di Champions League, si consolano battendo il Newcastle e relegando l’Aston Villa al torneo Inter-Toto.
Le altre qualificate per l’Uefa sono il Tottenham – in quanto detentore della Coppa di Lega – e una tra Cardiff e Portsmouth, attese sabato prossimo dalla finale di FA Cup. Anche il Manchester City potrebbe rientrare nel lotto per l’estrema correttezza dimostrata in campo – l’Uefa premierà l’Inghilterra con un posto in più nella seconda competizione continentale proprio in base al criterio del fair play. Per la verità dopo gli otto gol rimediati a Middlesbrough i Citizens meriterebbero ben altri palcoscenici, ma forse una volta trovato il successore di Eriksson – che brutto commiato… - le cose dovrebbero solo migliorare.
Chiusura sulle grandi deluse: Liverpool e Arsenal. Se i primi falliscono per l’ennesima volta la rincorsa ad un titolo che manca dal 1990, i secondi sono stati protagonisti di una splendida campagna, minata da una serie di risultati negativi a marzo. Nei successi al White Hart Lane e a Sunderland per Reds e Gunners brillano le stelle di Walcott e Torres, due giocatori su cui i rispettivi club stanno già costruendo il loro futuro. Da notare che il Nino, con il ventiquattresimo gol in campionato, supera il record dello straniero più prolifico alla prima stagione in Premier, che prima apparteneva a Van Nistelrooy con 23 reti.
Appuntamento ad agosto, sperando che non siano le solite Big Four a contendersi la coppa di campioni d’Inghilterra.
lunedì 12 maggio 2008
758 e non sentirle
Ieri quel meraviglioso campione che risponde al nome di Ryan Giggs ha eguagliato il record di presenze con la maglia del Manchester United stabilito in passato da quell’altro campione inimitabile chiamato Bobby Charlton. Nelle more di questa grande impresa ha anche trovato il tempo di segnare il gol che ha assicurato la vittoria in campionato dei Red Devils, la decima per lui e per Sir Alex Ferguson. Il mago gallese è uno dei migliori giocatori degli ultimi due decenni, almeno secondo il mio modesto parere. Tecnica sopraffina, scatto bruciante, movenze alla George Best, insomma un vero fenomeno. Chissà, se non avesse rinunciato a vestire la maglia dei Tre Leoni per indossare quella del Galles – per mere questioni “familiari”, leggi madre gallese che lo ha cresciuto e padre inglese che lo aveva praticamente abbandonato – il suo impatto e la sua visibilità sul calcio mondiale sarebbero stati anche superiori. Ma ai tifosi del Manchester United interessa poco, alla fine per loro conta soprattutto che Ryan continui a portare sul petto il profilo impertinente del diavoletto rosso.
venerdì 9 maggio 2008
AFC Liverpool
Dopo l’AFC Wimbledon e l’FC United of Manchester, ecco fare la sua comparsa l’AFC Liverpool. La ribellione contro il sistema si propaga, si sarebbe detto una volta. Fatto sta che pure alcuni tifosi dei Reds hanno deciso di creare un club tutto loro. Ovviamente anche nel caso dell’AFC Liverpool si inizierà dai gradini inferiori della piramide calcistica inglese, ovvero dalla divisione dilettantistica denominata Vodkat North West Counties League, Division Two. La stessa dove nel 2005 esordì la compagine anti-Glazer dell’FC United. Il deus ex machina di tutta quest’operazione, Alun Parry, ha dichiarato ai media britannici che la reale motivazione alle spalle della nascita del nuovo club è la difficoltà di continuare a seguire il Liverpool in Premier, dato l’elevato costo dei biglietti (non tra i più cari della massima serie inglese, per la verità). Insomma, la colpa non è solo del litigioso duo di imprenditori americani Gillet & Hicks, ma proprio del sistema in generale. Chissà se i nuovi Reds riusciranno a scalare rapidamente la piramide come stanno facendo i loro rivali del Lancashire. A quando un derby tra AFC Liverpool e FCUM? Intanto lunedì prossimo saranno in almeno 300 a sostenere il provino per far parte della rosa in vista della prossima stagione. In bocca al lupo!
giovedì 8 maggio 2008
Bye bye De Canio
La notizia era nell’aria da qualche giorno, ma ora è divenuta ufficiale: Gigi De Canio e il Queen’s Park Rangers hanno divorziato. La partenza del tecnico italiano dal Loftus Road sarebbe avvenuta “di comune accordo”, a leggere il comunicato stampa diramato dal club. Nell’aere telematico c’è più di un sussurro che indica Zinedine Zidane come il successore dell’ex allenatore di Siena e Napoli. Zizou che affronta la sua prima esperienza su una panchina nel difficilissimo ed estremamente equilibrato campionato cadetto inglese? Scelta quanto meno bizzarra, a mio parere. Certo, da Briatore & co. ci si può aspettare questo e altro. Però forse per centrare la promozione in Premier servirebbe qualche manager più navigato, abituato a palcoscenici di provincia e a lottare contro squadre che non fanno della raffinatezza tecnica il loro credo principale. In attesa di eventi, ogni tanto continuo a sognarmi il club shop del QPR e quelle splendide maglie vintage...
martedì 6 maggio 2008
Tutto rimandato all’ultima giornata
Il solito punto sulla Premier, pubblicato oggi su Goal.com
Bisognerà attendere la fine delle trentottesima giornata per sapere il nome della squadra campione d’Inghilterra. Il turno appena completato ha infatti lasciato invariata la situazione al vertice della classifica, con le prossime protagoniste della prima finale di Champions League tutta inglese, Manchester United e Chelsea, appaiate a quota 84 ma divise dalla differenza reti favorevole al team di Sir Alex.
Proprio i Red Devils hanno patito ben poco l’assenza di Rooney contro un West Ham senza troppe ambizioni e oggettivamente inferiore agli attuali campioni. Se poi Ronaldo infila in un amen i gol numero 39 e 40 di una stagione semplicemente meravigliosa, per gli Irons rimane ben poco da fare. Per la verità dopo la perla dell’ex Tevez ci pensa Nani – bravo ma ancora troppo indisciplinato, anche tatticamente – a mettere un po’ di pepe sulla sfida, facendosi cacciare in maniera molto sciocca. Un altro ex dell’Academy claret & blue, Carrick, archivia la pratica. Lo United domenica compirà la breve trasferta a Wigan. Serviranno i tre punti per aggiudicarsi il diciassettesimo campionato della storia del club.
Il Chelsea ci mette un tempo per prendere le misure ad un buon Newcastle, a cui evidentemente la cura Keegan ha iniziato a far bene. I Blues trovano il gol con il solito Ballack, sempre decisivo di questi tempi, soffrono per qualche minuto e poi chiudono il discorso con una rete del miglior Malouda visto oltre Manica.
Arsenal e Liverpool si accomiatano dal loro pubblico con una vittoria di misura rispettivamente su Everton e Manchester City. Due gare giocate al piccolo trotto, da fine stagione. In teoria i Toffeemen con un punto avrebbero centrato la qualificazione matematica in Coppa Uefa, ma ora a Johnson e compagni basterà un pareggio nel prossimo incontro casalingo contro il Middlesbrogh per tornare a giocare in Europa nel 2008-09. Niente da fare per l’Aston Villa, che fa harakiri e butta alle ortiche ogni residua speranza di raggiungere il quinto posto soccombendo al Villa Park con il Wigan – ora salvo a tutti gli effetti – dell’ottimo honduregno Valencia, che pare essere già nel mirino delle grandi (e che sabato tanto per gradire ha messo a segno una splendida doppietta).
Il big match della penultima giornata di Premier andava però di scena al Craven Cottage. In palio non c’erano il titolo o la qualificazione in Champions League, bensì la permanenza – e i milioni di sterline – della massima serie inglese. Di fronte due allenatori seri e competenti come Roy Hodgson e Alex Mc Leish, alle prese con la difficile missione di portare in salvo rispettivamente Fulham e Birmingham City. Alla fine, dopo una partita nervosa e non troppo bella – ma non poteva essere altrimenti – la spunta Mr Roy , sull’orlo di un vero e proprio miracolo sportivo. Se Mc Bride e Nevland, gli eroi del match contro i Brummies, si sapranno ripetere domanica prossima al Fratton Park, al cospetto di un Portsmouth che ormai ha in mente solo la finale di FA Cup del 17 maggio, la salvezza sarà cosa fatta.
I Cottagers, infatti, in un colpo solo hanno sopravanzato Birmingham e Reading. I Royals hanno offerto l’ennesima pessima prestazione di questa tribolata stagione lasciando l’intera posta in gioco ad un Tottenham che, senza patemi di classifica, ha tuttavia onorato alla grande l’impegno. Il quindicesimo gol di Robbie Keane mette la cera lacca ad un successo fin troppo striminzito, soprattutto dopo il dominio totale imposto dagli Spurs nel primo tempo. Ora al Reading non rimane che battere il Derby al Pride Park – compito tutt’altro che proibitivo – e sperare. Anche il Bolton ha compiuto un passo decisivo verso la permanenza in Premier, regolando con facilità un Sunderland ormai pago e a corto di stimoli. I Trotters, visti i tre punti di vantaggio sulla terzultima e la differenza reti favorevole, dovranno evitare di subire troppi gol contro il Chelsea allo Stamford Bridge.
Domenica tutti in campo allo stesso orario (le 16 italiane), per una giornata decisiva, sia in vetta che nelle retrovie.
Bisognerà attendere la fine delle trentottesima giornata per sapere il nome della squadra campione d’Inghilterra. Il turno appena completato ha infatti lasciato invariata la situazione al vertice della classifica, con le prossime protagoniste della prima finale di Champions League tutta inglese, Manchester United e Chelsea, appaiate a quota 84 ma divise dalla differenza reti favorevole al team di Sir Alex.
Proprio i Red Devils hanno patito ben poco l’assenza di Rooney contro un West Ham senza troppe ambizioni e oggettivamente inferiore agli attuali campioni. Se poi Ronaldo infila in un amen i gol numero 39 e 40 di una stagione semplicemente meravigliosa, per gli Irons rimane ben poco da fare. Per la verità dopo la perla dell’ex Tevez ci pensa Nani – bravo ma ancora troppo indisciplinato, anche tatticamente – a mettere un po’ di pepe sulla sfida, facendosi cacciare in maniera molto sciocca. Un altro ex dell’Academy claret & blue, Carrick, archivia la pratica. Lo United domenica compirà la breve trasferta a Wigan. Serviranno i tre punti per aggiudicarsi il diciassettesimo campionato della storia del club.
Il Chelsea ci mette un tempo per prendere le misure ad un buon Newcastle, a cui evidentemente la cura Keegan ha iniziato a far bene. I Blues trovano il gol con il solito Ballack, sempre decisivo di questi tempi, soffrono per qualche minuto e poi chiudono il discorso con una rete del miglior Malouda visto oltre Manica.
Arsenal e Liverpool si accomiatano dal loro pubblico con una vittoria di misura rispettivamente su Everton e Manchester City. Due gare giocate al piccolo trotto, da fine stagione. In teoria i Toffeemen con un punto avrebbero centrato la qualificazione matematica in Coppa Uefa, ma ora a Johnson e compagni basterà un pareggio nel prossimo incontro casalingo contro il Middlesbrogh per tornare a giocare in Europa nel 2008-09. Niente da fare per l’Aston Villa, che fa harakiri e butta alle ortiche ogni residua speranza di raggiungere il quinto posto soccombendo al Villa Park con il Wigan – ora salvo a tutti gli effetti – dell’ottimo honduregno Valencia, che pare essere già nel mirino delle grandi (e che sabato tanto per gradire ha messo a segno una splendida doppietta).
Il big match della penultima giornata di Premier andava però di scena al Craven Cottage. In palio non c’erano il titolo o la qualificazione in Champions League, bensì la permanenza – e i milioni di sterline – della massima serie inglese. Di fronte due allenatori seri e competenti come Roy Hodgson e Alex Mc Leish, alle prese con la difficile missione di portare in salvo rispettivamente Fulham e Birmingham City. Alla fine, dopo una partita nervosa e non troppo bella – ma non poteva essere altrimenti – la spunta Mr Roy , sull’orlo di un vero e proprio miracolo sportivo. Se Mc Bride e Nevland, gli eroi del match contro i Brummies, si sapranno ripetere domanica prossima al Fratton Park, al cospetto di un Portsmouth che ormai ha in mente solo la finale di FA Cup del 17 maggio, la salvezza sarà cosa fatta.
I Cottagers, infatti, in un colpo solo hanno sopravanzato Birmingham e Reading. I Royals hanno offerto l’ennesima pessima prestazione di questa tribolata stagione lasciando l’intera posta in gioco ad un Tottenham che, senza patemi di classifica, ha tuttavia onorato alla grande l’impegno. Il quindicesimo gol di Robbie Keane mette la cera lacca ad un successo fin troppo striminzito, soprattutto dopo il dominio totale imposto dagli Spurs nel primo tempo. Ora al Reading non rimane che battere il Derby al Pride Park – compito tutt’altro che proibitivo – e sperare. Anche il Bolton ha compiuto un passo decisivo verso la permanenza in Premier, regolando con facilità un Sunderland ormai pago e a corto di stimoli. I Trotters, visti i tre punti di vantaggio sulla terzultima e la differenza reti favorevole, dovranno evitare di subire troppi gol contro il Chelsea allo Stamford Bridge.
Domenica tutti in campo allo stesso orario (le 16 italiane), per una giornata decisiva, sia in vetta che nelle retrovie.
lunedì 5 maggio 2008
Combine, no thanks!
Speriamo che i sospetti di combine sul derby del Lancashire tra Accrington Stanley e Bury, valido per l’ultima giornata di Fourth Division (oops, League Two...), non siano fondati. Sta di fatto che numerosi allibratori hanno cessato di raccogliere scommesse sulla partita dopo che un “anomalo flusso di denaro” era stato piazzato sul Bury vincente in trasferta. Alla fine il club del Gigg Lane ha effettivamente portato a casa i tre punti – ininfluenti per la classifica, così come non avevano particolari ambizioni nemmeno i padroni di casa. Di risultati “addomesticati”, non necessariamente solo i proventi derivanti dal giro delle scommesse, se ne vedono già tanti altrove...
venerdì 2 maggio 2008
Il catenaccio dei Rangers
Ok, ammettiamolo, tra Fiorentina e Rangers meritavano più i Viola di passare il turno. Però ho sentito commenti molto vicini all’insulto, quasi che il catenaccio fosse un corpo estraneo al calcio italiano. “Anche all’andata, in casa, gli scozzesi hanno pensato solo a difendersi”. Che poi gli mancassero cinque-sei titolari quello è elemento secondario. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, diceva qualcuno. Frase da tenere a mente, quando si danno alcuni giudizi molto netti. Dimenticavo, aiuterebbe anche rivedersi la finale dei mondiali 2006 – in particolare i supplementari. Certo, poi i rigori hanno regalato l’immortalità a Lippi & company, “una squadra che ha saputo soffrire” e via sbrodolando...
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